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Immagine da: www.polihub.it

Sei una start-up creativa e innovativa High-tech e sei in cerca di un contesto dinamico e stimolante, per far crescere la tua impresa? Candidati per entrare in PoliHub Startup District & Incubator. Per maggiori spunti dai un’occhiata anche al programma del nostro Master Start Up and Digital Innovation.

Interview with: Domenico Pannofino, Polihub Start-up Tutor and Project Manager

 

DL: Salve Ing. Pannofino, ci racconti come nasce PoliHub (#polihub) e qual è la sua mission

DP: PoliHub è l’incubatore del Politecnico di Milano, gestito dalla Fondazione Politecnico di Milano, con il contributo del Comune di Milano. Nasce con il nome “Acceleratore d’Impresa” nel 2000, all’interno dell’Università Politecnico di Milano, quando la parola “start-up” non era ancora di moda come oggi e si parlava principalmente di trasferimento tecnolgico e creazione di nuove imprese. Il periodo di incubazione previsto per le neo-imprese era mediamente di tre anni al termine dei quali l’azienda veniva considerata “laureata” e lasciava fisicamente la nostra sede per continuare da sola il suo percorso sul mercato.

Negli anni lo scenario è mutato con il forte sviluppo delle start-up digitali, ciò ha portato anche all’evoluzione del nostro modello che ha trovato concretezza in PoliHub (il nuovo nome dell’incubatore), (ndr: tenendo conto anche dell’ultima legge sulle Startup innovative della fine del 2012).

Abbiamo quindi creato dei nuovi spazi dedicati nell’area Bovisa di Milano e stiamo elaborando un modello più ricco di servizi rivolti alle nuove imprese.

Il pay-off per questo nuovo progetto è “Startup District & Incubator”.  L’idea è quella di offrire alle aziende la possibilità di restare all’interno del distretto anche dopo il classico periodo di incubazione, così da favorire l’interazione con le altre realtà: il distretto di PoliHub diventa quindi il luogo ideale per fare networking. Uno spazio per le  star-tup giovani e uno per quelle ormai già avviate e finanziate.

La nostra mission è dunque quella di supportare le start-up altamente innovative con modelli di business scalabili, fornendo loro uno spazio fisico per svolgere le proprie attività, ma soprattutto offrendo le competenze del nostro team per aiutarle a crescere.

 

DL: Quali sono i requisiti minimi per una start-up per entrare in PoliHub?

DP: Sicuramente il nostro focus è rivolto alle aree di competenza del Politecnico, quindi tutti i rami dell’ingegneria e del design. Questa è una scelta naturale e consente alle aziende incubate di beneficiare al massimo dei servizi e del modello PoliHub.

Per il recruiting delle imprese utilizziamo due modalità: una “passiva” ed un “attiva”, dove per passiva intendiamo l’autocandidatura che qualsiasi impresa può sottoporci in qualunque momento dell’anno, purchè risponda ai requisiti di innovazione e competenza del team. Solitamente si tratta di aziende già avviate, che hanno già ottenuto dei finanziamenti ma che hanno comunque bisogno di supporto per crescere.  La modalità più attiva prevede invece una vera e propria attività di scouting, a livello di business concept, che si svolge attraverso contest organizzati periodicamente nel corso dell’anno. Fra le nostre competizioni c’è l’ S2P (Switch to Product) che dà la possibilità anche a chi non è ancora costituito in società, di sottoporre la propria idea innovativa di business. I vincitori hanno in premio un periodo gratuito di pre-incubazione di circa 3-6 mesi, durante il quale oltre ad usufruire di tutte le facilities di PoliHub, vengono affiancati nello sviluppo del prodotto/servizio.

Inoltre vengono realizzate delle attività di scouting con un focus specifico in collaborazione con grandi aziende quali Microsoft, IBM, SAP. La competizione organizzata in collaborazione con SAP, ad esempio, aveva un focus sui progetti più innovativi in ambito Big Data, Real Time Analysis & Predictive Analytics  (#bigdatapolimi) e ha visto tra i vincitori Buzzoole , la prima piattaforma italiana per sviluppare campagne personalizzate di digital marketing utilizzando influencer naturali della rete. Buzzoole è stata poi scelta da 56CUBE, venture incubator di start-up innovative digitali nel Sud Italia, che ha deciso di investire 180 mila euro nell’accelerazione del suo sviluppo.

 

DL: Qual è la tempistica dal momento in cui si presenta la candidatura?

DP: Viene fatta una prima selezione delle candidature ricevute e i referenti vengono convocati per un colloquio conoscitivo mediamente nell’arco delle due settimane successive. I progetti selezionati vengono poi presentati davanti ad un Comitato di Selezione che si riunisce indicativamente una volta al mese. Chi supera questo step ha poi accesso ai nostri servizi di incubazione. Si tenga presente che in media vagliamo circa 500 progetti l’anno e che  il tasso di progetti che accede ai servizi di incubazione è di circa il 3% del totale dei progetti ricevuti.

(ndr: per chi accede al periodo di pre-incubazione di tre/sei mesi, può essere affiancato da una società di venture capital con cui PoliHub ha siglato un protocollo d’intesa, la Club Italia Investimenti, che in cambio di un 10-15% di equity della start-up eroga un finanziamento pre-seed tra i 25 e i 50.000 euro).

 

DL: volendo riassumere tutti i vantaggi per una start-up di candidarsi ad entrare in PoliHub?

DP: il principale vantaggio è naturalmente quello di trovare in PoliHub le tre competenze fondamentali perché l’azienda abbia successo: competenze tecnologiche, manageriali e creative. Questo è possibile grazie al network che ruota intorno a PoliHub: oltre alla Fondazione Politecnico di Milano, ci sono tre consorzi (che sono sempre nostri azionisti): il Cefriel ( Centro di Eccellenza per l’Innovazione, la Ricerca e la Formazione nel settore dell’Information & Communication Technology ), il MIP (la Business School del Politecnico di Milano) e Poli.Design (il consorzio del Politecnico che opera nel campo del design).

 

DL: ci racconti una case history di successo

DP: potrei raccontare molti casi di successo, considerando il fatto che abbiamo un tasso di sopravvivenza delle aziende incubate di oltre l’80%. Un esempio per tutti, penso a Ginkgo, fondata da un designer e un ingegnere meccanico, che ha come mission lo sviluppo, la realizzazione, la commercializzazione e la distribuzione di oggetti, soluzioni e servizi innovativi e rispettosi delle tematiche ambientali, nell’ambito della moda e del design. Il suo primo prodotto è stato un ombrello in polipropilene, totalmente riciclabile, costituito da un ridotto numero di pezzi e quindi di giunture che riducono enormemente le probabilità di rottura. Questo team è nato con ottime competenze tecnologiche e creative, ma necessitava di competenze manageriali che ha trovato solo entrando in PoliHub: vinta la competition è stato infatti subito affiancato da un manager che ha realizzato una campagna di #crowdfunding sulla piattaforma statunitense Indiegogo,  grazie alla quale hanno raccolto circa 140.000 euro in due mesi, cioè il 450% in più rispetto all’obiettivo prefissato di 30.000 euro, con una pre-sale di oltre 5.000 ombrelli; con questa prima campagna Ginkgo è stato in grado di sviluppare il processo di pre-produzione in Cina.

 

DL: concludiamo qui la nostra intervista e ringraziamo l’Ing. Domenico Pannofino, con l’augurio che sempre più giovani talenti italiani possano realizzare le loro idee d’impresa con il contributo di PoliHub.

 

Daria Lubrano di Ricco

Master in Social Media Marketing

Digital-coach.it

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Daria Lubrano di Ricco
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