Seleziona una pagina
  • Rating Lettori
  • Votato 5 stelle
    5 / 5 (1 )
  • Vota!


L’importanza dei segnali sociali per la SEO è uno degli argomenti più dibattuti tra gli specialisti del settore. In rete si trovano molti articoli al riguardo, a volte anche molto discordanti. Molti professionisti del web vedono nei segnali sociali un forte fattore di ranking su cui puntare per le proprie strategie SEO; altri invece credono che abbiano un’importanza minima, o addirittura nulla, per il posizionamento di un sito web. L’obiettivo di questo articolo è quello di fare un breve elenco di quelle che sono le considerazioni più interessanti sul tema, cercando di capire quanto i segnali sociali influenzino davvero la SERP di Google.

1. Gli effetti indiretti dei segnali sociali

Oltre al numero di backlink, il posizionamento di un sito web è influenzato anche dal numero di visite uniche, dal tempo di permanenza e dal Bounce Rate (tasso di abbandono). Come vedremo più avanti il Click Truth Rate è uno dei fattori più importanti per il posizionamento di un sito web. Tutti questi elementi possono essere influenzati positivamente da una corretta campagna di social media marketing; da questo punto di vista quindi i segnali sociali potrebbe influenzare indirettamente la SERP di Google.

2. I segnali sociali sono meno manipolabili dei link

Gli esperti del settore sono tutti d’accordo sull’importanza dei backlink come fattore di ranking, tuttavia rappresentano un indicatore facilmente manipolabile e che rischia di non rappresentare al meglio la qualità delle risorse disponibili. Il comportamento collettivo sui social invece risulta molto meno influenzabile, proprio perché frutto di un veritiero interesse della collettività verso una determinata risorsa. La prima obiezione che sorge spontanea è quella relativa ai cosiddetti BOT, programmi in grado di generare in automatico e in pochi minuti centinaia di segnali sociali artificiali. Quest’affermazione è vera solo in parte. Se infatti è un dato di fatto l’esistenza di questi sofware, è anche vero che Google è diventato sempre più bravo a capire quali sono i segnali sociali naturali e quali sono invece quelli generati da BOT. Per questo motivo i social signals potrebbero essere visti da Google come un buon indicatore per valutare la validità di una risorsa.

3. I segnali sociali rafforzano l’author rank

Il fatto che Google abbia eliminato l’autorship dalle proprie SERP, non vuol dire che l’autorevolezza di una fonte non sia più un fattore importante per il motore di ricerca. Al contrario, più il tuo nome o il tuo brand sarà importante e considerato autorevole in un determinato settore, più avrai possibilità di ottenere buoni posizionamenti. Visti in quest’ottica, i segnali sociali rappresentano uno strumento fondamentale per rafforzare il proprio Author Rank e di conseguenza il posizionamento del proprio sito web. Se il mio sito ha un milione di backlinks, ma nessuno parla di me sui Social Network, sono davvero importante?

4. Lo studio sui segnali sociali di searchmetrics.com

Searchmetrics.com ogni anno pubblica uno studio relativo ai fattori di posizionamento nel mondo USA. La ricerca cerca di capire quali sono gli elementi comuni delle pagine meglio posizionate in SERP; in altre parole non individua le cause di un buon posizionamento ma solo le caratteristiche che possiamo ritrovare nelle risorse considerate da google più rilevanti. Sebbene nell’ultimo rapporto i segnali sociali abbiano perso un po’ di importanza, nelle prime 11 posizioni ritroviamo ben 7 Social Signals, a dimostrazione di come siano un indicatore molto forte dell’autorevolezza di un sito web.

I fattori di Ranking 2014 secondo searchmetrics.com

5. I segnali sociali velocizzano il processo di indicizzazione

Alcuni test dimostrerebbero come la condivisione sui social network comporti una velocizzazione del processo di indicizzazione di una pagina web. Sebbene questo fatto non riguardi un vantaggio concreto al posizionamento in SERP, rimane comunque un aspetto positivo dei segnali sociali.

6. I segnali sociali come strategia di brand

Google sa riconoscere i Brand e con essi applica regole SEO differenti, posizionando tutto ciò che li riguarda meglio di altre risorse magari poco brandizzate. Una buona strategia social quindi, ricca di segnali sociali che rafforzano il sito web, ha ancora una volta effetti indiretti positivi sul posizionamento.

7. I segnali sociali come fonte di backlink naturali

Nel primo punto abbiamo visto come il numero di backlinks sia un indicatore molto importante per Google, anche se molto influenzabile. Sono anni infatti che il motore di ricerca ha iniziato una vera e propria guerra contro i link innaturali, penalizzando fortemente i siti web che hanno utilizzato tecniche SEO non consentite. Ne consegue un ulteriore effetto indiretto dei segnali sociali, ovvero la capacità di generare backlinks naturali. Più un sito web sarà pubblicizzato e famoso sui social network, più alte saranno le probabilità di ottenere dei backlinks spontanei, fondamentali per ogni strategia SEO.

8. Le dichiarazioni Matt Cutts sui segnali sociali

Un punto a sfavore dell’importanza dei segnali sociali per la SEO è rappresentato dalle dichiarazioni di Matt Cutts riguardo il tema. Il responsabile anti spam di Google ha dichiarato più volte attraverso il suo blog, che il ranking non viene influenzato da fattori come i “mi piace” di facebook o il numero di follower su Twitter.

9. Tutti i link sui social network hanno il Nofollow

Un altro dato di fatto che limita fortemente l’importanza dei segnali sociali come fattori di ranking, è il fatto che tutti i link presenti sui social network sono NOFOLLOW. Questo vuol dire che nessun link presente trasferisce Pagerank, migliorando il posizionamento di una pagina in SERP.

10. Alcuni studi sui segnali sociali

L’ultimo punto della lista è probabilmente quello più importante, in quanto riprende studi e ricerche di importanti SEO internazionali, che hanno testato nella pratica l’influenza che i segnali sociali possono avere sul posizionamento. In particolare, riproponiamo qui di seguito 5 Case History, ognuno delle quali ha portato a conclusioni molto interessanti.

  • La prima Case History è un test condotto da shrushti.com, cercando di posizionare una pagina web con contenuti duplicati solo attraverso i segnali sociali (nessuna attività SEO Offpage). La parola chiave su cui si è focalizzato lo studio è “Argos Voucher Codes March 2013”, una query di ricerca poco competitiva. I segnali sociali utilizzati per il test sono stati i più comuni: numero di retweets, le condivisioni su Google plus, le condivisioni e i “mi piace” su Facebook. In appena un mese la pagina in questione è balzata dalla 400esima posizione alla prima pagina di Google.co.uk. Possiamo concludere che, almeno per le situazioni di bassa concorrenza, i segnali sociali abbiamo un’influenza molto marcata. QUI lo studio completo.
  • Il secondo caso di studio è molto famoso e rappresenta una strategia un po’ al limite (giusto per usare un eufemismo) delle linee guida di Google. Il sito Backlinksvault.com, invece di rafforzare il proprio brand attraverso azioni sociali naturali, ha deciso di creare artificialmente centinaia di segnali sociali su Pinterest, Twitter e Youtube. Il risultato è stato il posizionamento in prima pagina del sito per molte parole chiave di interesse. Attualmente il posizionamento del sito è ancora buono, ma non ci è dato sapere se sia merito di questi segnali sociali o se è merito dei numerosi backlinks naturali che il sito ha ricevuto a seguito di questo “esperimento”.
  • Il terzo studio è stato condotto da KaisertheSage.com, che si è concentrato su come viene classificato un contenuto nelle prime ore successive alla pubblicazione. Il test ha mostrato come, a seguito di retweet di alcuni influencer come Garret French, l’articolo preso in esame si era posizionato alla seconda posizione della SERP per la query di ricerca “get in content links”, in sole 12 ore. Purtroppo questo bust ha avuto breve durata. Dopo pochi giorni l’articolo era sprofondato e non era più tra i primi 50 risultati di Google. Questa Case History mostrerebbe come i segnali sociali potrebbero avere un forte impatto soprattutto nel breve periodo. Se non vengono rafforzati da altre attività SEO il loro effetto potrebbe svanire in poco tempo.
  • Il quarto caso di studio è stato costruito da jeffalytics.com. In questo caso sono stati creati 4 siti di nicchia ottimizzati concentrandosi su parole chiave molto simili, quindi con livello di concorrenza e ricerche mensili paragonabili. Subito dopo è verificato l’autore per tre di questi quattro mini siti giungendo, dopo alcuni test sui segnali sociali, alle seguenti conclusioni: l’autorship di Google+ non ha avuto un impatto significativo sulla SERP, tuttavia la condivisione di un account verificato Google Plus è stata sufficiente per ottenere un buon posizionamento per siti di nicchia.
  • L’ultima Case History riguarda il noto sito moz.com. A seguito della pubblicazione della loro “Guida al SEO per principianti”, Smashing Magazine (che ha un profilo twetter con una quantità incredibile di follower) l’ha retwettata. In poco tempo la pagina relativa alla guida è comparsa nelle prime dieci posizioni della SERP di Google per la keyword “beginner’s guide”, regalando a moz.com un enorme aumento di traffico organico. Ancora una volta i segnali sociali hanno avuto un impatto molto forte nel posizionamento di una pagina web.

Abbiamo chiesto un parere sull’argomento a Valentino Mea consulente SEO con diversi anni di esperienza, il quale afferma:

I segnali sociali non essendo parte dell’algoritmo di ricerca di Google non influiscono sulla composizione delle serp né tantomeno sul ranking.
Dal punto di vista tecnico, tutti i link provenienti dai Social presentando l’attributo nofollow e quindi non vengono inseriti nella Link Graph (il database di Google dove sono mappati i backlinks fra le risorse web) e di conseguenza non trasmettono valore in termini di ranking poiché non influenzano il Page Rank (questa non è una mia opinione bensì lo afferma il Robots Exclusion Standard – http://www.robotstxt.org/faq/relnofollow.html)

Sicuramente però i Social Network sono mezzi importanti e fondamentali per la promozione e la diffusione di contenuti, e tra tutti coloro che vengono a conoscenza dei vostri contenuti tramite i Social Network potrebbe esserci qualcuno disponibile a mettere un backlink verso il vostro il sito poiché ritiene il vostro contenuto interessante. Quindi utilizzate i Social Network  per distribuire i vostri contenuti e per aumentare le probabilità di Link Earning ossia di acquisire backlinks, i quali sono un accertato e storico segnale di ranking.

Mi rendo conto che in tanti vorrebbero i segnali sociali come fattori di ranking, e molto probabilmente Google ci sta lavorando, ma al momento non è così e quindi è consigliabile concentrarsi su altri aspetti in ottica di posizionamento.

Conclusioni

In questo articolo abbiamo cercato di riassumere tutte le considerazioni che si possono trovare in rete riguardo il tema dei segnali sociali per la SEO. Non vuole essere una lista definitiva in quanto è un tema molto dibattuto e ogni giorni nascono nuovi studi che cercano di dimostrare o confutare quello che si credeva fino al giorno prima. Basandosi tuttavia su quello che abbiamo visto fino a qui possiamo trarre alcune conclusioni. Prima di tutto quando si pensa ai segnali sociali bisogna considerare tutti gli effetti indiretti che una buona strategia di social marketing porta al proprio brand; tali effetti vanno a influenzare tutta una serie di indicatori (Click Truth Rate, Bounce Rate, tempo di permanenza sulle pagine ecc…) molto importanti per Google e i suoi algoritmi. Inoltre rafforzando la propria presenza sul web si aumenta la probabilità di ottenere link spontanei al proprio sito, fattore questo fondamentale per ottenere un buon posizionamento. In secondo luogo abbiamo visto come siano stati svolti diversi studi pratici che hanno tentato di dimostrare l’importanza dei segnali sociali per la SEO. Alcuni di questi test tuttavia ha mostrato come gli effetti dei social potrebbero essere momentanei e perdersi con il passare del tempo, se non supportati da altre strategie. Questo ci porta a concludere che una buona strategia SEO non debba dipendere da un unico tipo di attività, ma piuttosto da un insieme organizzato di interventi anche molto diversi tra loro. Scoprilo nel corso SEO base. Concludendo, è evidente che i segnali sociali non siano sufficienti per un buon posizionamento, tuttavia non possono essere esclusi da una strategia più ampia, che comprenda molte aree: dall’ottimizzazione dei contenuti alla link building, dall’ottimizzazione della user experience al rafforzamento della propria presenza sui social network.

Se sei interessato a diventare un esperto in Social Media Marketing, Digital-Coach ti offre la possibilità di seguire il MASTER WEB MARKETING E SOCIAL MEDIA. Il corso potrà essere seguito in Aula presso la sede di Milano, oppure direttamente ONLINE. Se invece sei interessato al mondo Ecommerce a 360 gradi hai la possibilità di conseguire il MASTER E-ECOMMERCE.

Fabrizio Benelli
Da sempre appassionato del mondo Web, subito dopo la laurea (conseguita alla facoltà di Economia di Modena e Reggio Emilia) inizio a lavorare per un’azienda E-commerce, occupandomi della parte SEO. A fine 2014 inizio i Master in E-commerce e in Digital e Social Media Marketing presso Digital Coach.