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Sea Shepherd è una ONLUS che utilizza le proprie strategie digitali per la salvaguardia e la conservazione degli oceani e dei suoi abitanti. 

I volontari di Sea Shepherd sono degli eco-pirati che navigano svolgendo azioni dirette e campagne di informazione per proteggere i mari e mettere al corrente il pubblico circa la loro situazione.

Tutto questo è reso possibile dal tempo che viene offerto dai volontari e dalle donazioni raccolte dai sostenitori della ONLUS. In questa video intervista Andrea Morello, presidente di Sea Shepherd Italia, ci spiega quali strategie digitali vengono adottate  per acquisire consensi e sostenere la ONLUS.

 

Come nasce Sea Sheperd

 

Roberta MaisanoCos’è Sea Shepherd e quali attività svolge?

Andrea Morello - Presidente Sea Shepherd ItaliaSea Shepherd nasce nel 1977 da uno dei fondatori di Greenpeace, il capitano Paul Watson. In quell’epoca, gli anni settanta, in Canada uccidevano i cuccioli di foca per farne pellicce. Il capitano si rende conto che limitarsi a documentare e protestare contro questo tipo di attività non sarebbe servito ad evitare l’estinzione di questa specie. Crea quindi un’organizzazione, che siamo noi, chiamata Sea Shepherd, per la conservazione delle specie per le generazioni future.

Noi nasciamo come organizzazione che non ha basi a terra, ma ha delle navi e interveniamo direttamente per difendere, conservare e proteggere il mare e le specie che lo abitano. Le conserviamo per un futuro in cui l’interdipendenza e quindi la nostra dipendenza dai delfini o dalle balene venga capita e venga addirittura legiferata. Alcuni dicono: “anche loro diventeranno nazioni come noi”.

 

L’attività di Sea Sheperd

Negli anni abbiamo intrapreso numerose campagne: quella in difesa delle balene, ed esempio, grazie anche a delle serie TV in cui ci hanno seguito e ripreso che ci ha fatto conoscere. Le puntate sono andate in onda durante l’inverno europeo. Andavamo alla fine del mondo, cioè nell’antartico a mettere la nostra prua davanti agli arpioni illegali giapponesi e salvavamo il maggior numero possibile di balene. Misuravamo il nostro successo in base al numero di vite salvate, cosa che facciamo tutt’ora e che rappresenta un’altra grande differenza tra noi e le altre organizzazioni.

Nei 40 anni di attività in difesa del mare, 41 quest’anno, siamo cresciuti, svolgendo attività in quasi tutti gli oceani del mondo. 

Sea shepherd- naviAbbiamo 14 navi che sono a disposizione di quelli che noi chiamiamo i nostri clienti: le foche in Canada, i delfini a Taiji, le balene in tutto il mondo, i globicefali nelle Isole Faroe ed anche il più piccolo delfino del mondo, la Vaquita che sta nel Golfo del Messico in Baja California. Li c’è una vera e propria guerriglia in corso ed hanno anche attaccato le nostre navi. Siamo inoltre presenti nel nostro Mediterraneo ed in Africa con delle navi che svolgono due operazioni contro la pesca illegale non riconosciuta e non regolamentata (IUU), senza nessun tipo di sostenibilità, senza rispetto delle leggi e della nostra stessa sopravvivenza. Potete trovare tutte queste informazioni sul nostro sito.  Come dice il nostro fondatore “se muoiono gli oceani moriamo anche noi” e quindi noi andiamo a proteggere gli oceani e la nostra stessa specie.

 

Canali utilizzati per coinvolgere il pubblico

 

Roberta MaisanoQuali sono i canali off-line e digitali che prediligete per parlare con il vostro pubblico?

Andrea Morello - Presidente Sea ShepherdAl nostro pubblico parliamo principalmente attraverso due canali.

 

 

Uso esclusivo del digitale per la sostenibilità

Il primo è completamente digitale, per digitale intendo anche i mass media come TV e radio, che ormai si posso inglobare nel mondo del digitale. Non abbiamo nessun tipo di comunicazione stampata, ma siamo totalmente digitalizzati e questo è coerente con le nostre attività.

Le nostre 14 navi vanno tutte ad alimentazione vegana, cosi come i nostri merchandising non contengono lana, poiché anche quella potrebbe provenire dallo sfruttamento animale. Allo stesso modo non stampiamo, usando inutilmente carta, quando si può utilizzare la parte digitale e quindi un messaggio che può arrivare a tutti senza dover abbattere alberi o consumare troppa energia.

Social media per promuovere eventi off-line

Sea Shepherd - VolontariL’altro sistema che utilizziamo è quello biologico, a voce. Organizziamo molti eventi che pubblicizziamo con i canali social. Soprattutto noi utilizziamo Instagram, Facebook e il nostro sito internet per raggiungere persone che altrimenti non sarebbero a conoscenza di dove sono i nostri info point. Per info point intendo gli eventi dove ci sono i nostri volontari a terra che ci aiutano a mantenere le nostre navi in mare. Una nave si muove con una crew e con il carburante, il quale viene pagato completamente dai donatori, ovvero le persone che scelgono di aiutarci. Questi donatori non li contattiamo solo via social, ma anche nei nostri info point invitandoli a conoscerci e a capire quali sono i risultati del loro investimento. Quando una persona dona a Sea Shepherd, il 94% della donazione sono quelle immagini che voi vedete di azione diretta. Non avendo sedi a terra ci basiamo sul mare, quindi tutto viene investito unicamente nell’attività di salvataggio delle vite in mare. Abbiamo, quindi, il 6% dei costi nel bilancio globale. Sui social raccontiamo quello che facciamo. 

 

 

Il percorso della comunicazione in Sea Shepherd

Questi sono i due punti: digitale e personale. Personalmente usiamo i volontari a terra e nel digitale usiamo comunque i volontari a terra. Per volontari a terra mi riferisco a persone che hanno deciso di donarci la loro professionalità. Io, per esempio, sono tutt’ora volontario di Sea Sheperd nel mondo e volontario di Sea Shepherd Italia. Sono quindi una persona che ha deciso di donare la sua professionalità. Io  mi occupo proprio di digital marketing, sono un Digital Marketing Specialist e faccio il consulente per web agency. Di conseguenza coordino il gruppo di lavoro in Sea Shepherd Italia a terra dove ci sono tre persone che si occupano di aggiornare il nostro sito, altre due persone che si occupano della parte di web marketing e strategie. Io coordino il gruppo e faccio da mainstream per le strategie, anche futuribili. Conosco le campagne in mare che si svolgeranno nei prossimi mesi e quindi cerco di adattare anche le nostre comunicazioni. Cosi facendo, quando le navi sono in mare, se dovesse succedere qualcosa, siamo pronti a comunicarlo. Come è successo qualche ora fa, quando sono stati scovati dei pescherecci davanti alle coste francesi che hanno pescato e ucciso decine di delfini. Il comunicato viene immediatamente tradotto in italiano e poi pubblicato nel nostro sito e nei nostri social, insieme a video e foto, in modo che sia il più velocemente possibile condivisa e resa disponibile ai media.

Sea Sheperd - Blog

Nel nostro mondo il mainstream, il media che ci fa l’articolo è il nostro main contact, quindi la nostra visibilità maggiore. In conclusione riusciamo a fare tutto questo tipo di percorso senza avere neanche un costo. Il team di cui vi ho parlato è al 100% volontario, quindi donazione pro bono di skills.

 

I social media per comunicare in diretta

 

Roberta MaisanoSi può dire che voi utilizzate i social anche per dare comunicazioni dirette, in tempo reale su quello che accade e su come poter intervenire?

Andrea Morello - Presidente Sea Shepherd ItaliaSi. Utilizziamo, da un lato, i social per dare comunicazioni in tempo reale e come intervenire, dall’altro di come poterci venire a trovare quando siamo da qualche parte. Allo stesso modo usiamo il sito. 

A breve avremo invece una verticalizzazione della comunicazione, quindi anche una profilazione naturale. Sarà data da un evento che si terrà a breve alla fiera di Bologna, che si chiama EUDI Show e in cui parteciperemo. Si tratta della “vasca” in cui saranno presenti molti subacquei ed apneisti. Io personalmente arrivo dall’apnea, dalla subacquea e dalla vela ed è naturalmente un mondo che ci appartiene moltissimo.

sea shepherd - social

 

Un nuovo progetto

Lì presenteremo un progetto, una pagina dedicata del sito che si chiamerà  “Per gli oceani”, dove sarà possibile donare per supportare attività per gli oceani. Come, ad esempio, attività che hanno a che fare con il recupero delle reti fantasma, problema enorme per chi va sott’acqua e lo conosce, come i subacquei. Ma anche per sostenere un fondo, gestito da Sea Shepherd, per alimentare le nostre navi e fare sempre un metro in più ed essere sempre più presenti anche nelle coste italiane.

Più subacquei si iscriveranno e più noi saremo presenti nel mediterraneo focalizzandoci sulla salvaguardia delle nostre specie nel nostro mare. Avremo sulla pagina, in tempo reale, il dato da condividere sui social.

 

 

Empatia verso il brand per ricevere consensi

 

Roberta MaisanoPensi che sia importante un buon lavoro di brand reputation per ricevere consensi a sostegno delle vostre campagne? In questo caso, come create empatia verso il brand?

Sea Shepherd - LUSH

Sea Shepherd LUSH Charity

Andrea Morello  - Presidente Sea ShepherdE’ molto semplice. Credo che in questo caso noi siamo l’eccezione che conferma la regola della brand reputation. Noi non facciamo nessuna attività di brand reputation e nessuna attività di brand awareness, ma facciamo attività sul campo.

Quello che facciamo per la nostra brand awareness è continuare a salvare vite in mare. Quindi andare per gli oceani con le nostre navi e proteggere il tonno che viene pescato illegalmente, le tartarughe, piuttosto che gli squali nel golfo di Guinea o davanti alla Tanzania, andiamo a salvare il Vaquita in Messico. La brand awareness è data dalle immagini e dai video che gli altri fanno di noi e che si diffondono in maniera naturale, quindi la nostra brand awareness è data dall’azione che fa la differenza.

 

Il pubblico coinvolto diffonde il brand

 

Roberta MaisanoQuindi i vostri valori sono talmente evidenti nelle attività che fate che vengono condivisi dal vostro pubblico e sono loro, di conseguenza, i primi artefici di una diffusione del vostro brand?

Andrea Morello - Sea Shepherd ItaliaE’ esattamente così. Sono solo loro.

 

 

 

Strategie per il fundraising

 

Roberta MaisanoQuali strategie utilizzate per il fundraising a favore della raccolta fondi per le vostre campagne?

Andrea Morello - Presidente Sea Shepherd ItaliaPer il fundraising noi utilizziamo due grosse opportunità. 

La prima è di dare a chi vuole supportarci un‘informazione diretta e precisa sul dove e come viene utilizzata quella donazione. Ti faccio un esempio. Prima parlavamo di subacquei. Andando nel nostro sito noi daremo delle informazioni, in tempo reale, sul numero di donatori e di conseguenza sul numero di attività che possiamo svolgere con quelle donazioni. Piuttosto che, abbiamo fatto del fundraising mostrando quanto costa per le nostre navi un giorno di pattugliamento del golfo di Guinea. Quindi, raggiungendo l’obiettivo, che abbiamo condiviso nei social, abbiamo mostrato quanti giorni possiamo stare in quelle acque. E’ proprio 1 a 1. Action – donazione e viceversa.

 

I fondi di Facebook e Google per le Onlus

 

L’altro sistema che adoperiamo è di utilizzare il social sharing tradizionale. Posizionandoci con notizie che nessun altro ha, Sea Shepherd - no profitperché arrivano direttamente dalle attività che vengono fatte nel mare, sono gli utenti stessi che le condividono. Quello che nel marketing tradizionale si farebbe con gli ads, quindi andando a spingere una campagna utilizzando del denaro, che è poi ciò che fanno un po tutte le organizzazioni. Anche perché facebook e google mettono a disposizione dei fondi per le organizzazioni non lucrative per fare degli ads. Noi non usiamo neanche questi fondi perché non abbiamo ancora nessuno che ci segua in maniera volontaria e dedicata per utilizzare questi fondi in modo proficuo. Quindi piuttosto che non utilizzarli in maniera proficua, non li usiamo e aspettiamo che un professionista, magari tu, ci venga a dare una mano in questo.

 

Trasparenza e chiarezza come strategie

 

Roberta MaisanoSi potrebbe dire che il vostro metodo è di utilizzare la chiarezza e la trasparenza e divulgarla attraverso i social?

Andrea Morello - Presidente Sea Shepherd ItaliaChiarezza, trasparenza e azione diretta sono esattamente i tre termini che contraddistinguono le nostre strategie di digital marketing.

 

 

 

Ti è piaciuto scoprire come il digitale può essere un grande supporto in attività così importanti per la salvaguardia dei nostri mari? Se ti piacerebbe far parte anche tu di questa rivoluzione digitale ti consiglio di seguire il master in digital marketing.

Se ti dicessi che puoi seguirlo anche da casa? ;-) 

 

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Roberta Maisano
Laureata in economia e marketing, mi sto specializzando nel marketing digitale attraverso un master presso Digital-Coach.
Sono un’istruttrice subacquea, accanita lettrice e amante di sport estremi, viaggi avventurosi e natura.