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Hai mai sognato di cambiare la tua vita e reinventarti per seguire la tua passione cavalcando il mondo dei social? È una domanda a cui è difficile rispondere no, ma a questa risposta cosi decisa molto spesso seguono tante paure e poca azione. Oggi per infonderti un po’ di coraggio e strategia, ti raccontiamo la storia di fatica, dedizione e tanta creatività di Carolina Venosi, digital strategist, content creator  e il volto dietro il fenomeno social “Rome is more“, ovvero un mini “espressionario” per imparare il dialetto della capitale se sei un romano d’adozione e per tradurlo in inglese seppur maccheronico se sei un turista che vuole sapere cosa ti ha appena detto il tassista che ti ha portato in hotel.

 

 

Ma “Rome is more” è molto più di una pagina ricca di ironia, è anche un mix di cultura e di passione per la città di Roma che mira a farne apprezzare le tante sfaccettature.

I primi post di Rome is more risalgono alla fine del 2018 e da quel momento in poi il progetto di Carolina cresce con lei fino a diventare un fenomeno da 274 mila follower, un libro “Vedi, vidi, daje” pubblicato ed un e-commerce con tanto merchandise da gestire. Carolina è la rappresentazione perfetta di chi è stato in grado di trasformare la propria idea in un vero successo ed anche di chi ha avuto il coraggio di lasciare un lavoro fisso per dedicarsi a ciò che si sente davvero proprio.

 

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Barbara Amasino Rome is moreCome nasce il progetto Rome is more?

Carolina venosi Rome is more

L’idea mi è venuta mentre ero fuori. Ho fatto infatti un Erasmus a Parigi dove spesso mi sono trovata a tradurre i modi di dire dei Romani, in francese in realtà all’epoca. Però non ho aperto subito la pagina, ho continuato a scherzarci per anni con una mia amica che poi mi ha accompagnata in questa avventura, finché ad un certo punto mentre lavoravo in un’azienda come responsabile marketing nel settore dell’abbigliamento ho avuto voglia di avere qualcosa di mio.

Questa cosa mi ha sempre caratterizzato, volevo avere qualcosa su cui sfogare la vena creativa e l’inventiva e quindi mi sono detta che era il momento di provare quest’idea però sui social e vedere cosa sarebbe successo. Ci ho messo un po’ di tempo a stabilire anche il format di “Rome is more” e poi ho lanciato la pagina nell’Ottobre del 2018 e da li mi ha stravolto la vita: da li sono successe tante cose che mi hanno portato a licenziarmi e ad aprire la mia azienda.

 

Rome is more

 

 

Barbara Amasino Rome is more

 Come nascono i tuoi post? Cosa c’è dietro un content sempre fresco ed ironico?

 

Carolina venosi Rome is more

Roma e i romani sicuramente sono una fonte di ispirazione forte. Ma in realtà la vera fonte di ispirazione dei post è stato mio nonno, ovvero un romano vero della Garbatella. Quasi tutti i post vengono da lui e dalle sue espressioni. Ciò che però non è facile spiegare è che a volte in un lavoro così, capita di non essere ispirati e di non avere la vena creativa per scrivere un post in un determinato giorno. Non è facile avere sempre le parole o l’esempio ma ho le mie tecniche per staccarmi dalla realtà e resettare la mente dal quotidiano per ritrovare l’ironia.

 

 

 

Barbara Amasino Rome is more   

   Com’è cambiato il tuo lavoro dalle prime pubblicazioni sui social al successo di Rome is more?

Carolina venosi Rome is more

Considera il lavoro è cambiato davvero molto. I primi tempi di “Rome is more” ho continuato a lavorare in azienda mentre investivo nel mio progetto. Dopo il libro che è stata la prima cosa grande di questo progetto ho cominciato a ragionare sulle sue vere potenzialità. Ho cominciato a pensare di aprire un’e-commerce e farlo diventare il mio lavoro a tutti gli effetti.

Dopo il libro quindi ho cominciato ad avere proprio dei piani diversi e a come costruire la mia società e a preoccuparmi anche di aspetti diversi. Prima mi occupavo solo dei post e dell’aspetto creativo poi ho cominciato anche a gestire l’e-commerce, gli ordini e quindi gli accordi con i vari servizi postali, la produzione del prodotto e la ricerca dei fornitori, tutti gli aspetti della logistica. Al momento se ne occupa una persona specifica ma per quasi un anno intero ho organizzato io tutto il lavoro. 

 

 

 

 

Barbara Amasino Rome is more

  Come la community interagisce con i tuoi post su “Rome is more”?

 

La pubblicazione dei post viene molto influenzata dai followers. Ho infatti un format sul sito dove le persone possono scrivermi e suggerire una parola e la sua relativa traduzione e spiegazione .Questo è molto bello per me, mi capita spesso di utilizzare i suggerimenti della community e li ho inseriti anche nel libro. Carolina venosi Rome is moreQuesto aspetto è molto importante, “Rome is more” nasce sopratutto con il contributo dei followers ed è importante per me celebrare questa cosa. In modo particolare lo faccio nel libro dove appunto cito chi ha suggerito una determinata espressione cosi da condividere l’importanza di chi ha cominciato a seguire la pagina dall’inizio

 

 

 

 

Barbara Amasino Rome is more

Cosa ti piace particolarmente del tuo lavoro a “Rome is more”? E cosa invece ti piace meno?

Lo spettatore del mondo social è abituato a vedere un post pubblicato e fatto, ma dietro il lavoro creativo e pratico è moltissimo. Ti piacerebbe condividerne qualche aspetto?

Carolina venosi Rome is more

Quello che mi piace di più di questo lavoro è sicuramente la parte legata alla creatività. Ho un estro molto creativo e quindi sono molto legata alla parte di puro design, di estetica, di branding dei post e a livello tecnico io utilizzo molto Photoshop. È un programma che ho imparato ed utilizzato molto all’università mentre studiavo Architettura e poi mi è tornato molto utile in questo ambito. Non sarebbe forse nato questo progetto se non avessi studiato Architettura.

Quello che meno mi piace fare è chiaramente tutta la parte burocratica ed amministrativa, perché non mi appartiene, quindi perdo molto tempo nel gestirla non comprendendone e apprezzandone al 100% le dinamiche. Mi piace molto di più gestire la parte creativa, impiego molto tempo nella parte amministrativa mentre banalmente meno a completare il mio piano editoriale. Però fa parte del gioco.

 

 

 

 

Barbara Amasino Rome is more

 

  Pensi che i social possano essere un mezzo di diffusione culturale?

È innegabile infatti la loro importanza nel mondo della comunicazione , soprattutto per quello che riguarda il mondo del food, del travel e ora molto della politica. Potrebbero avere la stessa influenza nel mondo culturale? Rome is more infatti non è solo una pagina ironica.

Carolina venosi

Apprezzo questa domanda soprattutto in questo momento storico particolare in cui si è molto discusso della visita di Chiara Ferragni e Fedez ai Musei vaticani  (per approfondire questa vicenda puoi consultare questo articolo de “La Repubblica”). Io penso che nel mondo culturale i social possano fare moltissimo, il problema però è che sono poche le realtà che cercano di togliere i preconcetti elitari legati al mondo della cultura e dell’arte.

Sono infatti una grande appassionata di arte e mi piace moltissimo visitare i musei ma mi piange il cuore nel vederli spesso vuoti. Nessuno lavora infatti per riempirli con qualche iniziativa del mondo social, come se non si accettasse che oggi la comunicazione è cambiata anche per le istituzioni, per quel mondo mondo formale e gessato che comunica solo dall’alto verso il basso mentre ora questa cosa non basta più. Tutto ciò che è comunicazione orizzontale invece si.

Le persone hanno bisogno di qualcuno che gli parli in maniera semplice e chiara. Il mondo della cultura infatti ha un tono troppo distaccato ed aulico e tende creare un distacco fra il prodotto ed il pubblico che ne usufruisce, creando un’atmosfera di intoccabilità. Se infatti oggi mi trovo a visitare un museo ed apprendere solamente da quello che c’è scritto nelle didascalie, è un processo che richiede troppo impegno.

Non credo assolutamente sia cosi perché le persone siano stupide ma perché è cambiato il modo di comunicare ed il modo di fare attenzione alle cose. Ci si può infatti continuare a lamentare che la soglia di attenzione delle persone, oppure trovare un modo per sfruttare al meglio quei 15 secondi che sono considerati come la soglia massima. È inutile recriminare una società basata sui social o sulle immagini, ma al contrare bisogna pensare “come posso coinvolgerla?”.

 

test social media manager

 

 

Barbara Amasino

I social possano aiutare a ripartire dopo lo stop dovuto al Covid 19?

Pensi che pagine come Rome is more possano essere un incentivo alla ripartenza turistica della città di Roma dopo la grave crisi innescata dal Coronavirus? Chiaramente come Rome is more ci sono anche altre realtà nel territorio, quindi parliamo in generale del turismo in Italia.

Carolina venosi

Si decisamente. Anzi io sto lavorando ad un progetto con Rome is more proprio in questo ambito, coinvolgendo altre realtà regionali nel Lazio. L’idea è un po’ quella di aiutare la nostra regione in questo momento difficile. Spesso infatti se si ha un weekend libero si tende a passarlo fuori dalla propria regione e ad andare fuori, invece conoscere meglio anche le realtà che si trovano a 40 minuti dalla nostra città sia importante. Penso che pagine come Rome is more e chiaramente gli altri equivalenti possano avere una grande importanza nella sponsorizzazione del territorio.

 

 

 

 

 

Barbara Amasino

Che diresti alla bambina che da piccola era preoccupata dalla domanda cosa ti piacerebbe fare da grande?

Ho letto sul tuo blog ( “Bionda con la smart”) che da piccola avevi paura della domanda “cosa ti piacerebbe fare da grande” perché  il lavoro che sognavi non esisteva ancora. Cosa ti sentiresti di dirle oggi?

Carolina venosi

Scherzando le direi quello che direi alla mia stessa di adesso. Ho sempre avuto un po’ di difficoltà a vedermi a lungo termine che è proprio di un carattere creativo. Faccio ancora fatica ad immaginarmi fra 5 anni, perché nel mondo del lavoro e nella vita cambiano talmente tante cose che è difficile dirsi di essere arrivati. Mi sento infatti di aver appena iniziato un progetto che chissà cosa potrebbe diventare nel tempo. Non mi pongo limiti ed etichette su questo. È difficile mettersi in una casellina corretta per trovare risposta a questa domanda perché evidentemente non c’è una casellina giusta. Bisogna navigare a vista, non c’è una risposta a questa domanda o se c’è può cambiare di anno in anno.

 

 

Barbara Amasino maschera

Che consigli ti piacerebbe dare a chi desidera lavoro in proprio?

Ho letto che prima di lanciarti nel progetto “Rome is more” hai sviluppato una tua strategia specifica dato che stavi lasciando un indeterminato per lanciare una start up, che consigli ti piacerebbe dare agli studenti di Digital Marketing?

Carolina venosi maschera

Sicuramente di non agire di impulso ma di ragionare bene. Agli inizi per me c’è stato davvero un momento in cui stavo esplodendo mentre lavoravo di giorno in azienda e di notte a Rome is more e questo non mi ha permesso anche di godermi alcuni traguardi personali come la pubblicazione del libro. Ci sono stati dei momenti che sono stati delle dure prove per la resistenza e dedizione al progetto. Quanto infatti vuoi davvero una cosa? Quanto è più facile non farla e quanto spesso succede. Penso che chiunque di noi abbia un progetto a cui piacerebbe lavorare nella testa , però la difficoltà sta proprio nello scegliere di faticare e portarlo avanti.

 

 

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L’intervista con Carolina termina qui ed è stato interessante poter analizzare con chi li utilizza quotidianamente l’importanza e la possibilità di sfruttare i social per trasformare un’idea in un progetto di successo. I social sono infatti uno dei protagonisti della digitalizzazione che la nostra cultura sta vivendo ed oltre ad essere vissuti come una svago, possono essere il calcio di inizio verso un vero e proprio processo imprenditoriale. Come ci dimostra Carolina da sola un’idea non basta, ma sono necessarie tanta passione e spirito di sacrificio e soprattutto le conoscenze in ambito digital.

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Barbara Amasino
Appassionata di viaggi, letteratura, programmazione e nuove tecnologie. Dopo anni nel settore dell'hospitality, ho scoperto un grande interesse per la scrittura ed il marketing digitale e sono intenzionata a mettere insieme questi due mondi, trasformandomi in nomade digitale.
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