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Intervista a Riccardo Dal Ferro, in arte Rick DuFer divulgatore online, filosofo, autore, educatore e docente di scrittura creativa.

Chi è Rick DuFer ?                                             

Puoi trovare Rick DuFer su Youtube. Seguire il suo podcast su Spotify.

 

riccardo fontanaCome nasce il progetto Rick DuFer?
Di cosa ti occupi e perché hai deciso di portare la filosofia online?

 

rick duferIl progetto Rick DuFer è nato per gioco. Nel 2014. Di professione insegnavo agli altri a raccontare storie, attraverso corsi di scrittura creativa, corsi di comunicazione, dall’online al teatro. Trattando tutto quello che è legato allo storytelling.

Poi sempre più persone mi chiedevano “perché dato che i tuoi corsi piacciono così tanto non provi a portarli anche sul web?”

All’inizio utilizzavo Facebook e Twitter,  l’universo YouTube e il discorso riguardante i contenuti era a me alieno.

Nella prima metà del 2015 ho iniziato per gioco, producendo i primi video. Cominciai a parlare di scrittura, letteratura.
Poi le persone iniziarono a chiedermi “perché dal momento che parli di filosofia, non fai più video riguardanti l’argomento?”

Con i video di filosofia il progetto ha iniziato a prendere piede.

riccardo fontanaQuali sono gli elementi di successo che ti hanno portato ad avere uno dei podcast più seguiti in Italia ed un gran seguito sulle altre piattaforme?

 

daily cogito

 

rick duferGli elementi di successo sono tanti.

Il più importante “l’anticattedralità” : cioè eliminare la distanza tra insegnate e allievo. Nei miei video e nei miei podcast ci si trova più a fare una chiacchierata piuttosto che assistere ad una lezione. 

Quindi mancanza di distanza tra me e l’ascoltatore; portando la filosofia nella quotidianità, cercando di far capire cosa può offrire questa disciplina di pratico nella vita.
Ho analizzato anche film e serie tv parlando di come la filosofia si applicasse anche a questo tipo di situazioni. Cosa che finora nessuno aveva trattato in questo modo.

 

 

riccardo fontanaNon è rischioso parlare di un argomento come la filosofia snaturandola o banalizzandola?

 

 

rick duferIl rischio di banalizzazione c’è sempre e credo che in passato mi sia capitato di farlo. Credo però ci sia una tendenza che ho cercato di combattere: la tendenza alla semplificazione. I miei contenuti non semplificano i concetti che propongo. Mentre ora la divulgazione è associata alla semplificazione, cioè per portare un concetto, idea o informazione al grande pubblico devi semplificare. 

In realtà è un errore in quanto l’obiettivo della divulgazione non è quello di farti sentire che hai capito, ma farti sentire quanto sei ignorante. Cioè portare i contenuti in maniera onesta e dandoti la spinta ad approfondirli. 

Negli ultimi  20-30 in Italia la divulgazione ha vissuto della semplificazione e ha accontentato i propri spettatori. Io non voglio fare questo. La mia divulgazione deve non deve accontentarti delle mie parole. L’obiettivo è quello di farti leggere i testi di cui parlo, non farti mettere like. 

Rischioso quindi portare la filosofia su internet?

Ricevo qualche critica, ma sono comunque soddisfatto di aver scelto questa piazza virtuale. Tante persone dopo il mio canale youtube hanno iniziato a fare divulgazione e ciò mi riempie di soddisfazione.

riccardo fontanaSe dovessi ripartire da zero che consiglio daresti ad un aspirante divulgatore e quali canali utilizzeresti?

 

rick duferUtilizzerei Youtube come canale principale per la diffusione e la creazione di contenuti online.
Quindi per partire con un progetto di divulgazione consiglio di partire da youtube.

Ovviamente solo YouTube non basta, devi circondarti di mezzi di diffusione.

Con youtube è facile trovare i contenuti, non è facile far cercare alla gente i contenuti.

Per questo oggi Instagram è per i creatori di contenuti un ottimo mezzo, è il social di maggior diffusione dei miei contenuti. Mi ritrovo alle 8 del mattino già una dozzina di condivisioni del podcast sulle storie di insta.

Quindi un social molto propenso alla condivisione.

Consigli primari 

Non mirare a un successo immediato.

Prima che il mio progetto diventasse anche economicamente sostenibile ci ho messo un anno e mezzo di investimenti in termini di tempo ed energie. Non avevo idea che sarebbe diventato il mio lavoro, ma avevo solo voglia di divertirmi. I

Parlate di qualcosa che vi fa divertire, che vi interessa, perché se lo fate lo farete in maniera interessante.

Non abbiate fretta

Chi sente l’ urgenza di crearsi un lavoro con questa cosa è altamente probabile che non ci riesca, bisogna darsi il tempo giusto per maturare, capire cosa fare e comprendere i propri obiettivi.

Chi è all’università e ha il tempo si metta a farlo. Sfruttate questo periodo della vostra vita.

riccardo fontanaNon c’è rischio nell’online che tutti abbiano l’errata convinzione del successo sicuro e del guadagno facile?

 

rick duferNell’online effettivamente tutto è possibile, è un mezzo talmente giovane e le nicchie da riempire sono tantissime.

Il vero rischio è convincersi di dover imitare qualcuno. Il vero pericolo non è quello di dire “mi butto nell’online perché è una miniera“, perché effettivamente lo è. 

Ci sono tantissime nicchie da riempire. Il problema è che molti giovani si convincono di dover inseguire chi già ha avuto successo.

Conosco giovani che hanno aperto canali sul gaming convinti che fosse la nicchia per avere successo anche se non era la loro passione. 

Quindi punto fondamentale buttati nel web ma fallo con ciò che ti caratterizza.

Questo non significa che avrai successo.

Qui si è imprenditori, investitori di tempo , energie. Il rischio è lavorare su una cosa per un anno e mezzo, due anni, spendendoci tempo, soldi e relazioni , stressandosi e magari non cavarne nulla.

Però se uno pensa che le proprie passini, quelle che fanno svegliare al mattino valgano la penna di venir diffuse e spese per questo tipo di carriera allora li forse c’è una possibilità.

D’altra parte c’è un atto di autoselezione dei contenuti, non tutti sono tagliati per fare contenuti online. Uno deve scoprirlo se effettivamente può farlo. Con spirito di rischio e investimento.

Non bisogna imitare quindi chi già ce l’ha fatta. Il consiglio è di studiare queste persone. Dopo devi fare il tuo e trarne la tua specificità.

 

Riccardo Fontana
Lo sport e il viaggio come scuola di vita. Sono uno studente di Cooperazione Internazionale e Sviluppo. Sto coltivando la passione del digital marketing tramite corsi di specializzazione e lavorando a progetti personali. Ho un blog ilkaizen.com.