Seleziona una pagina

Come ben sappiamo il mondo digitale è in continua evoluzione, per questo ogni anno Digital Coach svolge ricerche di Digital Marketing che hanno come protagonisti i professionisti del settore, che hanno il piacere di condividere la propria esperienza e le proprie conoscenze per comprendere in che direzione si muove il mondo digitale.

L’argomento di questa ricerca è la SEO, in particolare si è appena conclusa la quarta edizione dell’indagine SEO Trends 2020 in cui il team di Digital PR ha coinvolto 232 professionisti che hanno generato i risultati che vi di seguito vi illustriamo.

Il fine è individuare quali sono le tendenze SEO, quali i fattori di posizionamento e i tool più utilizzati nel campo.

Grazie anche agli altri team di Digital Coach: Analytics, Inbound, Visual, SEO, Content, Social Media Marketing, Social Advertising, che hanno analizzato, elaborato e promosso la ricerca, oggi possiamo conoscere i risultati al fine di migliorare il posizionamento sui motori di ricerca.

Ci teniamo a precisare che la SEO è solo una parte coinvolta nell’ampio sistema del digital marketing. Questo sistema funziona solo se tutte le aree di questa grande disciplina si coordinano tra loro verso il raggiungimento di un obiettivo comune.

Partecipa al Webinar

 

 

I 232 professionisti sono stati suddivisi in 4 categorie: SEO Specialist, Web Marketer (coloro che si occupano non solo di SEO ma anche di SEM e PPC), Social Media Marketer (coloro che lavorano come Social Media Specialist, Community Manager, Digital PR, Blogger..), Digital Marketer (chi si applica sia nel campo web che in quello social).

Tra i partecipanti possiamo notare che la maggior parte lavora come Digital Marketer (32,3%), molti ovviamente sono coloro che si occupano esclusivamente dell’area SEO (31,9%). Mentre i professionisti che lavorano come Social Media Marketer e Web Marketer sono rispettivamente il 21,1% e il 14,7%. Il questionario è stato compilato solo da persone esperte in queste discipline ed è grazie alla loro esperienza sul campo che possiamo presentare risultati autentici.

Innanzitutto abbiamo chiesto loro in che contesto lavorano. Come possiamo vedere, dal grafico a torta, la percentuale maggiore dei professionisti lavora come Freelance (il 34,1%), mentre solo il 3% lavora in un E-commerce. Nel mezzo ci sono i professionisti che lavorano in una Web Agency, e si avvicinano molto ai numeri della fetta dei freelance col 33,2% e in terza posizione troviamo chi lavora nelle grandi aziende, con il 29,7%.

Un’altra domanda a cui hanno risposto è la dimensione dell’azienda/agenzia in cui lavorano. Più della metà dei professionisti, ben il 52,6%, lavora in ambienti che coinvolgono da 1 a 10 dipendenti, vanno a seguire coloro che lavorano nelle aziende con 11-50 dipendenti (24,6%). Mentre il 12,9% lavora con più di 250 colleghi, in fine solo il 9,9% lavora in aziende o agenzie da 50 a 250 dipendenti.

 

 

La ricerca consisteva nel far compilare ai professionisti un questionario nel quale in 18 quesiti dovevano assegnare un numero da 1 a 5 in base all’andamento di ciascun fattore di ranking se fosse in crescita, stabile o in decrescita rispetto all’anno precedente. In relazione a questo abbiamo classificato i fattori di ranking con classe A (la più alta), B e C (la più bassa).

I fattori di ranking citati nell’indagine sono solo alcuni dei circa 200 fattori di posizionamento di Google. Abbiamo deciso di prendere in considerazione quelli che fino ad oggi sono reputati i più importanti. Tra questi ci sono: i Backlink, l’ottimizzazione on page, i social signal, la semantica, site speed, User Experience, freshness, l’architettura del sito, mobile content e altri che analizzeremo individualmente nel corso dell’articolo.

 

BACKLINK

I Backlink sono sempre stati considerati la priorità numero uno da quando è nata la SEO. Google è stato il primo motore di ricerca capace di tracciare correttamente i link in ingresso a un sito. Nonostante siano passati anni dall’introduzione degli stessi, come possiamo vedere, hanno ancora una forte rilevanza. Gli intervistati hanno dato un voto medio d’importanza, a questo fattore di ranking, di 3,99 su 5. Gli abbiamo attribuito la classe B, soltanto perché la classe A prevede un punteggio medio di 4. C’è da dire che la loro rilevanza cala anno dopo anno. Infatti è possibile posizionare una pagina anche senza l’utilizzo di link d’ingresso, questo non vuol dire che sono insignificanti, anzi, sono indispensabili per dare la spinta a un contenuto e migliorare il suo posizionamento sui motori di ricerca. La creazione dei link in ingresso rimane una delle pratiche più perseguite da chi lavora nel mondo della SEO, anche se diventa sempre più rischiosa e motivo di penalizzazioni. In quanto, l’algoritmo di Google ha sempre più maggiore capacità di individuare quando i link in ingresso provengono da azioni finalizzate a manipolare i risultati del sito di un’azienda. Per questo è un’attività che va fatta utilizzando dei link di qualità, con un corretto bilanciamento di Anchor Text. E’ importante che i link in ingresso provengano da siti autorevoli e credibili rispetto alla tematica del contenuto. Inoltre devono venire dal Paese di ricerca, nel nostro caso l’Italia.

 

 

SEMANTICA

L’algoritmo di Google è sempre più bravo a comprendere il linguaggio scritto, ma anche parlato, vivendo nell’era del “voice”. Google è quindi in grado di interpretare il linguaggio utilizzato online, attraverso l’uso di sinonimi, abbreviazioni e termini correlati, e il campo semantico dell’articolo nel quale si va a collocare. Consentendo a se stesso di andare a posizionare contenuti anche privi di Backlink purché sia in grado di capire l’argomento di cui si sta parlando e che sia il reale soggetto dell’articolo. Questo fattore è cresciuto molto negli anni e anche quest’anno è in lieve aumento con un punteggio medio, ricavato dalle risposte dei professionisti, di 3,95 con una classe B, confermata rispetto all’anno precedente.

 

 

OTTIMIZZAZIONE ON-PAGE

Per ottimizzazione on-page ci riferiamo all’utilizzo dei tag HTML (H1,H2, TAG Strong, ecc..). Anche questi fattori hanno fatto la storia della SEO, infatti fino al decennio precedente si è puntato molto su quest’attività facendo anche delle forzature come utilizzare molte, troppe volte la stessa keyword nel testo. Adesso sappiamo che si possono utilizzare parole orizzontali che permettono di allargare la ricchezza dei termini nei contenuti.

 

 

USER EXPERIENCE

In quest’ultimo periodo ha visto la sua strada sempre più in salita, infatti ha un voto medio di 4,23 ed è la prima classe di rilevanza A che abbiamo incontrato fino ad ora. Per User Experience si intendono tutti quei fattori attraverso i quali Google può capire se un contenuto trova il gradimento da parte del pubblico attraverso le azioni fatte dagli stessi (CTR in SERP, Baunce Rate, Time on Site). Queste contribuiscono indirettamente a far premiare i contenuti da Google.

 

 

ARCHITETTURA

Per architettura si intende la strutturazione del sito (menù, categorie, tag..) che si basa su un’accurata organizzazione dei contenuti per permettere la fluidità durante la navigazione per chi lavora sul sito dall’interno, per l’utente che lo naviga e per il motore di ricerca. L’architettura del sito web ha una classe di rilevanza A col punteggio medio di 4,05. Continua ad essere importante per i professionisti SEO.

 

 

FRESHNESS

La frequenza di pubblicazione dei contenuti, la freschezza e quindi l’aggiornamento dei contenuti all’interno di un sito contano ben 3,69 punti, gli diamo una classe di rilevanza B anche se il trend è stato definito in lieve crescita rispetto all’anno precedente.

 

 

OTTIMIZZAZIONE MOBILE EXPERIENCE

L’esperienza utente fatta da mobile è importante perché permette di navigare in modo fluido un sito e quindi regalando una buona esperienza utente anche utilizzando uno smartphone o un tablet. Sappiamo che la navigazione sui motori di ricerca tramite mobile è aumentata in maniera esponenziale negli ultimi anni. Perciò i professionisti hanno dato un punteggio medio di 3,85 a favore dell’importanza di creare un sito responsive, che quindi si adatta al device che si utilizza.

 

 

SOCIAL SIGNALS

I Social Signal sono la quantità dei fan/follower che ha un’azienda, l’engagement e quindi la rilevanza che ha sui social. Non è un fattore di ranking diretto e nonostante gli utenti passano la maggior parte del loro tempo online sui social media, quest’attività è in decremento rispetto agli altri anni, con un punteggio di 3,11 e una classe B di rilevanza attribuita. Infatti, essendo facilmente manipolabili, Google non può premiare un contenuto in base al numero di like che ottiene sui social. Inoltre, non riesce a tracciare ed eventualmente penalizzare queste azioni non essendo l’attore principale nel mondo dei Social Network.

 

 

BRAND

Google premia un brand autorevole per il semplice che fatto che se piace agli utenti questi effettueranno delle azioni, come le ricerche sui motori di ricerca, le citazioni e il traffico diretto, che permetteranno a Google di capire che i contenuti di quel sito sono validi e apprezzati. Il trend è in lieve crescita rispetto all’anno precedente e raccoglie un punteggio di 3,42 e gli viene attribuita la classe di rilevanza B.

 

 

RICCHEZZA DEL CONTENUTO

Per molti anni Google ha premiato, in quanto ha migliorato il posizionamento di articoli lunghi e approfonditi. Questo ha portato a creare contenuti super articolati, e non bisogna dimenticare che le persone vogliono contenuti dettagliati ma hanno anche fretta di conoscere la risposta. Ad oggi questo fattore continua ad essere rilevante ma è in decremento con un punteggio medio di 3,49 in quanto, va bene la creazione di testi lunghi e articolati ma senza esagerare nella complessità.

 

 

SEARCH INTENT

Ci riferiamo, con Search Intent, alla capacità di scrivere un contenuto che comprende qual è il bisogno dell’utente nel momento in cui fa una ricerca. Per i nostri professionisti è un fattore di ranking importantissimo, con un voto medio di 4,38 si aggiudica la classe di rilevanza più alta (A).

 

SEO TITLE

Il SEO Title influenza il CTR e consente di far capire a Google di che argomento parla quella pagina. Rispetto al passato ha una rilevanza più alta in termini di CTR che per Google, ormai capace di capire i termini correlati della keyword. Per i professionisti ha una classe di rilevanza B, grazie al punteggio medio di 3,89.

 

 

GEOLOCALIZZAZIONE

I motori di ricerca forniscono dei risultati alle ricerche degli utenti che sono geolocalizzati nelle vicinanze della posizione attuale. La geolocalizzazione è importante per le attività locali mentre per aziende che operano su tutto il territorio italiano conta meno. La media dei voti ricavata dalle risposte dei professionisti è di 3,59, un trend stabile che ha come classe di rilevanza B.

 

 

MEDIA

La presenza delle immagini e dei video utili/interessanti all’interno del contenuto che si vuole posizionare vedono un trend in lieve crescita, con un punteggio di 3,66 e una classe di rilevanza B.

 

 

SITE SPEED

La velocità del sito è di vitale importanza, un sito veloce viene premiato da Google e apprezzato dall’utente che ha sempre meno pazienza nell’aspettare la risposta che sta cercando. Questo fattore per la SEO ha una classe di rilevanza A con punteggio 4,25.

 

 

HTTPS

L’HTTPS (l’utilizzo di un protocollo di sicurezza) identifica un dominio sicuro. Quando Google introdusse questo fattore ha avuto una forte crescita di rilevanza. Oggi abbiamo un trend stabile perché già sappiamo quanto è importanza utilizzare un protocollo di sicurezza per proteggere un sito.

 

 

MOBILE CONTENT

Il mobile content è qualsiasi forma di media che si può utilizzare nei device mobile. Il contenuto visualizzato da mobile deve avere la stessa importanza di quello che vediamo nella versione desktop dello stesso sito. Quando è stato introdotto il Mobile First Index questo fattore è divenuto importante, come possiamo notare dalla classe di rilevanza A e dal punteggio medio di 4,33 dato dai partecipanti alla ricerca.

 

 

MARK UP/SCHEMA.ORG

Questo schema permette agli utenti di ottenere più informazioni pertinenti nelle SERP attraverso i dati strutturati. Con un punteggio di 3,63 si aggiudica la classe di rilevanza B.

 

 

FATTORI IN CRESCITA

Altre domande a cui i professionisti hanno risposto sono stati i quesiti in cui dovevano segnalare nello specifico quali fossero per loro i fattori di ranking in aumento, in decrescita e quali i tool e il CMS più utilizzato.

Abbiamo diviso i risultati in base a 3 categorie: esperti SEO, Web Marketer e Digital Marketer. Questi sono i risultati ricavati dalle loro risposte.

Alla domanda: Quali fattori di ranking ritieni stiano aumentando la loro rilevanza in Italia rispetto al passato? Il 61%  del totale dei partecipanti ha risposto Ottimizzazione della Mobile Experience, il 57% ha risposto Search Intent mentre il 55% la User Experience.

Il 74,32% degli esperti SEO ha segnato come fattore di ranking in crescita il Search Intent, trovano meno importanti i Social Signal. I Web Marketer hanno menzionato per il 55,88% l’ottimizzazione della Mobile Experience, la stessa cosa il 57,33% dei Digital Marketer.

 

 

FATTORI IN DECRESCITA

Rovesciando la domanda, abbiamo scoperto anche quali sono invece i fattori di ranking che i professionisti ritengono stiano riducendo la loro rilevanza in Italia rispetto al passato.

 

 

I Social Signal sono al primo posto della classifica con il 28,88%, la Link Building al secondo (25,43%) e la ricchezza del contenuto al terzo (21,98%), analizzando le risposte di tutti gli intervistati.

I tre fattori sul podio, per quanto riguarda le risposte date da coloro che lavorano unicamente nella SEO, sono gli stessi citati prima. Mentre per i Web Marketer e i Digital Marketer i fattori che subiranno una decrescita sono rispettivamente i Social Signal (25,33%) e la Link Building (55,88%).

CMS

Abbiamo chiesto loro anche quali tra le seguenti soluzioni per creare e gestire un sito web ritengono più adatto per l’attività SEO di un’azienda. Più della metà (69,40%) ha selezionato WordPress mentre solo il 2,59% ha scelto Joomla.

 

 

SEO TOOL

Per concludere abbiamo chiesto quali fossero i SEO tool più utilizzati in Italia. Semrush è lo strumento più utilizzato con il 70,26% seguito da Seozoom e Screaming Frog, questo per quanto riguarda la classifica tenendo conto delle risposte totali. Gli esperti SEO preferiscono Screaming Frog mentre i Web Marketer e i Digital Marketer prediligono Semrush e Seozoom.

 

 

 

Scarica il Report  Scopri le Ricerche Best Of Digital  

 

Se desideri diventare un professionista SEO certificato,  considera questi percorsi :

Certificazione SEO MANAGER

Certificazione SEO SPECIALIST

 

Inoltre, qualora volessi approfondire la SEO anche con un libro, il nostro consiglio è quello di leggere SEO Checklist di Verdiana Amorosi, edito da Flaccovio Editore.

 

 

Arianna Di Lullo
Credo nella digitalizzazione, quella fatta bene. Sono affascinata dal Digital Marketing perché unisce mondi, pensieri e menti. Ho un’attitudine che sto coltivando verso il Social Media Marketing. Credo nella libertà professionale e di vita e ci lavoro ogni giorno per raggiungerla.