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Il Responsive Design  è una tecnica di web design, che rende più accessibile il vostro sito in funzione del dispositivo su cui è visualizzato. Il 21 aprile scorso, come sappiamo,  Google ha lanciato un nuovo algoritmo che penalizza i siti che non sono mobile friendly. Ci è sembrato dunque il momento di entrare nel vivo di questo tema e ne abbiamo parlato con Carlotta Silvestrini, esperta web designer, formatrice Joomla! e autrice del “Manuale del perfetto web designer con Joomla!”, un libro al servizio dei web designer alle prime armi ma anche degli esperti del mestiere, alla ricerca di approfondimenti.

 monica-foti

Responsive design, lo ritieni essenziale per lo sviluppo di un sito?

carlotta-silvestriniIl responsive design non è solo essenziale, è d’obbligo. In media l’80% delle persone che sta avendo una cattiva esperienza di navigazione da dispositivi mobile abbandona il sito web dopo i primi secondi di accesso. È possibile evincere questo dato da Google Analytics alla voce “frequenza di rimbalzo”. Il sito responsive o mobile è l’unica soluzione che ci consente di tenerci ben stretti i nostri utenti, massimizzando la possibilità non solo di generare la conversione (trasformare un click in un cliente), ma anche di fidelizzarli e vederli tornare. Non meno importante, avere un sito con un responsive design, è una questione di rispetto nei confronti dell’utente, che ha il diritto di fruire dei contenuti in maniera semplice e intuitiva, oltre che di navigare attraverso pagine di dimensioni molto ridotte per non consumare traffico dati e garantire un caricamento rapido. Il mio stesso sito web è in fase di restyling proprio in questi giorni al fine di migliorare ancora di più la user experience, anche perché dopo tre anni con la stessa veste grafica… è già vecchio! :)Purtroppo e per fortuna, nel web design la tecnologia cambia talmente spesso che quasi sta diventando impossibile stare al passo. monicafoti

 

Quali obiettivi bisogna porsi nel design/redesign del sito?

carlotta-silvestrini Fino a poco tempo fa prendevo indistintamente qualsiasi cliente. Poi finalmente ho capito che fare un restyling per un cliente che non ha chiari i suoi obiettivi o non crede nel progetto, è tempo sprecato. Mi spiego meglio. Molti restyling vertono sul semplice “rinfrescare” l’immagine. L’approccio giusto è differente. Quando sono in trattativa con il cliente, chiedo cosa vuole ottenere: Conversioni? Vendite? Ritorno d’immagine? Vanto nei confronti del competitor? Ogni azienda ha una storia a sé, il mio compito è quello di dire: “Ok, azienda. Attualmente hai questo sito che non converte, è innavigabile e presenta questi difetti strutturali. Io te ne faccio uno nuovo che non solo risolve questi problemi, ma sarà incentrato sul centrare l’obiettivo che abbiamo definito”. Ci sono aziende che vogliono solo essere “fighe” rispetto ai competitor, e allora otterranno un sito scenografico e super moderno (HTML5 is the way) che io amo definire “vanity website”. Poi ci sono quelle che invece devono vendere e allora il copywriting e le call to action dovranno essere al primo posto. In poche parole, è importante capire cosa si vuole ottenere dal progetto. Un bravo web designer deve saper costruire un sito che adempia alla perfezione allo scopo prefissato. L’azienda, dal canto suo, deve:

  • Avere le idee chiare
  • In caso contrario, approfondire la consulenza con il web designer
  • Fidarsi della competenza del professionista e cercare di mediare sui dettagli suggeriti dal gusto personale o del consiglio direttivo. Questo è molto importante, perché il bravo designer sa cogliere il gusto e l’identità dell’azienda e associarli alla strategia.
  • Chiedere sempre tutto ciò che non risulta chiaro. Un lavoro compreso a fondo è un lavoro che soddisfa e che verrà gestito bene anche dopo la consegna.

monicafoti

Quali sono i CMS disponibili sul mercato e quali sono i loro pregi/difetti?

carlotta-silvestriniSul mercato ci sono innumerevoli CMS. Molti sono “proprietari”, quindi di esclusiva competenza del developer che li scrive. Io preferisco utilizzare quelli OpenSource (come per esempio Joomla!), che lasciano la libertà al cliente di passare da un designer all’altro qualora non si trovasse bene.   Tra i CMS più popolari direi che posso elencare i quattro colossi:

  • Joomla!, un sistema di gestione contenuti che nasce da un progetto OpenSource specificatamente dedicato al web design. I suoi pregi sono la versatilità, la facilità di utilizzo e la quantità di componenti aggiuntivi disponibili. Un difetto – che accomuna qualsiasi CMS – è la vulnerabilità delle release più vecchie se non vengono aggiornate.
  • WordPress, altro sistema OpenSource che nasce dedicato al blogging e sta diventando sempre più incisivo anche nel mercato del web design. I suoi utilizzatori dicono sia semplice da utilizzare, io continuo sempre e comunque a vederlo poco immediato per la creazione di siti web, per quanto i risultati finali siano innegabilmente buoni. Si evince questo dal backend stesso, che ha la struttura da blog editor e non da sito.
  • Drupal: il più sicuro, il più versatile, il più stabile… ma che fatica imparare ad usarlo! Io non ci ho nemmeno provato, ho delegato direttamente. È proprio ostico, e graficamente a meno che non lo si rivolti in toto è un disastro. Però è una delle migliori piattaforme CMS OpenSource disponibili sul mercato.
  • Magento: questa è una piattaforma dedicata esclusivamente all’e-commerce, anch’esso OpenSource, particolarmente stabile e performante, è l’ideale per grossi negozi online. Si può anche integrare all’interno degli altri CMS per un risultato finale eccellente.

 

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Monica Foti
20 anni di esperienza nel marketing management dei media, presso le principali aziende editoriali italiane fra cui: Mondadori, Rizzoli, Editrice La Stampa. Dal 2005 consulente marketing strategico nel settore media e Marketing sportivo. Oggi Digital strategist, content manager, seo specialist.