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Popupmag.it è un blog di informazione sul marketing digitale diviso per categorie di interesse. Francesco Ernesto Corvino, CEO di Pop Up magazine, in questa intervista ci mette a disposizione importanti informazioni sul digitale e consigli utili per chi ha in mente di aprire una web agency. Mi ha spiegato anche come il marketing digitale cambi forma ed aspetto a seconda del settore merceologico, e che ogni suo collaboratore è specializzato solo in un ambito. Altra informazione da tenere in conto se ci si rivolge ad una agenzia di comunicazione è che non si può essere specializzati in tutto, e un professionista serio lo sa bene. 

Ci ha parlato di sé in maniera schietta e concisa, lasciando trasparire dalle sue parole chi è: una persona semplice e alla mano.

 

 

Il progetto

 

Lucia Vescovini popup magazine Francesco, ci parli del tuo progetto e di come è nato?

francesco ernesto corvino plop

Buongiorno a tutti, un saluto a tutti i lettori di Digital coach! Il progetto di Pop Up magazine è nato nel 2015 su idea mia e della mia ex collega dell’agenzia di Comunicazione Kairos creative di Napoli, Graziana Colombo, con la quale studiammo appunto un modo, visto che nel 2015 il digitale era in fase di sviluppo in Italia e ancora non si sapeva moltissimo dell’argomento, di creare un blog, un magazine online con il quale tenere informati gli utenti sulle ultime tendenze, sia in ambito Digitale sia in ambito di marketing.

Il focus rimane soprattutto sul digitale. Trattai fin dall’inizio tutte le novità, i trend del digital marketing.

Quello che ci interessa è fornire informazioni agli utenti, soprattutto a quelli che si informano in rete, che cercano notizie sui motori di ricerca.

Diamo informazioni sui temi “scottanti” di questa materia. Infatti pubblichiamo molto spesso post e articoli riguardanti il mondo dei social media, dell’influencer marketing, e abbiamo deciso di suddividere il magazine sia in topic, in macro aree come il marketing, il social media marketing, SEO, e al tempo stesso di suddividerlo per settori merceologici. Ciò che si applica nel settore della moda può essere differente rispetto al settore health care o al settore di consumo., ed è per questo che abbiamo fatto questa scelta. 

Ed è così che è nato il settore del marketing sportivo, del marketing per il settore moda, e ogni collaboratore si occupa di una categoria specifica. 

 

 

Un magazine con tanti ‘specialist’

 

Abbiamo per esempio il nostro collaboratore Fabrizio Paradiso che si occupa solo di notizie di marketing sportivo, parlando di sport e di marketing. Tratta tutto ciò con un occhio rivolto al marketing digitale, a tutte le strategie di marketing delle squadre sportive. Oppure ci parla dei brand ambassador dello sport legate a un brand. Per esempio perché quella determinata marca di auto sportive ha scelto quel brand ambassador o il tecnico di quella squadra, quali sono gli obiettivi, il target di mercato e così via.

Si entra nello specifico su quali possono essere le strategie legate da una determinata scelta di marketing.

Siamo online dal 2015 e siamo in continua crescita, come i dati ci dimostrano. Il nostro posizionamento sui motori di ricerca è in continuo aumento.  Anche sui social il numero di contatti che leggono gli articoli che ci segue è in continua crescita. Riceviamo continue richieste di partnership professionali...è una realtà di cui sono orgoglioso. Continuiamo a crescere, e cresce il numero dei post collegato al magazine. 

Abbiamo collaboratori che ci supportano da tutta Italia, e abbiamo una strategia che a noi non ci interessa tanto avere un ufficio fisico dove lavorare. La sede di Pop Up magazine si trova nel centro di Napoli, ma abbiamo collaboratori sparsi ovunque, in tutta Italia e Europa. Per esempio Fabrizio Paradiso scrive dell’Irlanda. Lavora là per un famoso brand di tecnologia. Abbiamo Noemi Campegiani che ci scrive invece da Roma, Lucrezia ci scrive da Milano, io sono di Napoli.

 

 

La nascita di una passione

 

Lucia Vescovini popup magazine Qual è la vostra storia? Che formazione avete e come è nata questa grande passione per il marketing digitale?

francesco ernesto corvino plop

Io ho una formazione prettamente economica. Ho studiato all’università di Napoli, laureandomi in economia aziendale e management nel 2012. Non provengo da corsi di comunicazione, anche se ho seguito dei corsi di marketing e strategia. Approfitto per salutare il mio professore di marketing Luigi Cantone, che mi ha permesso di sviluppare nel 2012 una tesi sperimentale proprio sui social. Il tema nello specifico era l’impatto dei social media nelle strategie di marketing aziendale.

La passione per il marketing è nata dopo. All’inizio, quando mi sono iscritto ad economia e management, avevo tutt’altra direzione in testa. quella che era la mia passione era la finanza, e mi sarebbe molto piaciuto lavorare in banca. Poi durante il corso degli anni universitari ho scoperto la passione per il marketing, per questa disciplina. L’ho scoperta grazie al professore Luigi Cantone, durante i workshop a cui ho partecipato, ai lavori di gruppo a cui ho partecipato. Tutto questo mi ha fatto aprire gli occhi sull’importanza del marketing e della comunicazione per le aziende.

 

 

Un progetto che prende forma

 

Dopo l’università ho fatto un master di marketing internazionale alla Federico II di Napoli. Ho incominciato a sviluppare le prime competenze lavorative legate al marketing quando ho iniziato a lavorare per un’agenzia di comunicazione, la Kairos creative qui a Napoli, con Graziana colombo. Dopo qualche mese di collaborazione con lei nacque questa idea di Pop Up magazine. Ho quindi creato una web agency che si chiama Pop Up comunicazione. grazie all’esperienza del magazine ho creato proprio un brand che si chiama Pop Up, grazie al quale offro servizi legati ai clienti esterni tramite l’agenzia sia creando valore all’interno, essendo una fonte di reddito. 

Poi nel corso degli anni sull’esperienza del magazine ho creati altri progetti interni alla mia web agency, che sono per esempio il magazine di Moda Fashion out, un magazine dedicato ai viaggi in Europa, un altro sportivo che si occupa del calcio Napoli… ho creato un vero e proprio ecosistema di magazine il cui unico obiettivo è quello di aiutare a sviluppare le giuste strategie per essere più in alto possibile sui motori di ricerca. Quindi mi occupo anche si strategie SEO

 

Come sopravvivere alla rivoluzione digitale

 

Ciò che mi ha spinto a fare questo è la consapevolezza che una web agency che voglia sopravvivere a quella che è la rivoluzione digitale ha bisogno di due componenti: una di queste sono sicuramente i clienti esterni, che ovviamente devono portare dei ricavi all’azienda, ma la web agency, avendo accumulato delle competenze in materia, può creare anche progetti interni che possono sfruttare ricavi. E quindi questo che cosa comporta? Comporta il fatto che la web agency diventa meno ricattabile dal punto di vista di compensi e di ricavi poiché anche se vengono a mancare dei clienti esterni ha comunque una fonte di reddito che provengono da progetti interni con la quale sostenersi. 

 

Se vuoi trovare lavoro e riqualificarti nel digitale, aprendo magari un’agenzia come ha fatto Francesco, o se vuoi conoscere questo mondo ed avere il polso della situazione se affidi la tua azienda nelle mani di un’agenzia, iscrivi ad un corso di Digital Coach.

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Lucia Vescovini
Laureata in lingua cinese, ho deciso di specializzarmi nel marketing digitale. Lettrice onnivora e compulsiva.
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