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La posizione delle tue pagine web sprofonda nelle SERP d’improvviso? Hai ricevuto un avviso minaccioso da parte di Google sulla tua webmaster dashboard? Le visualizzazioni del tuo sito web hanno subito un tracollo negli ultimi giorni? Se soffri di uno o più di questi sintomi la diagnosi porterà probabilmente il nome di “Penalizzazione Google“, ovvero una penalizzazione dovuta ad una non conforme attività SEO del tuo sito rispetto alle linee guida previste da Google e gli altri motori di ricerca. Per meglio comprendere cosa determina una penalizzazione e cosa fare in caso di penalizzazione Google, ho intervistato Riccardo Mares, SEO e Project Manager presso “Studio Cappello” e autore del libro “Mamma posso spiegarti: lavoro nel web”. Non perderti i suoi preziosi consigli e guarda la video intervista realizzata per Digital-Coach!

piervincenzo-spanòQuali sono oggi le principali cause di una penalizzazione?

maresParadossalmente il principale motivo di penalizzazione, secondo la mia esperienza, sono i webmaster.   Capita spesso di sentire gridare alla penalizzazione come una protesta per un atto ingiustamente subito…tante volte però questo è la diretta conseguenza di errori, distrazioni o abusi SEO proprio di coloro che hanno messo mano alle pagine web interessate dalla penalizzazione.   Uno dei fenomeni in assoluto da evitare, e che frequentemente mi capita di trovare, è quello del keyword stuffing, specialmente nelle pagine di cataloghi; in questo caso può scattare una penalizzazione Google algoritmica. Fortunatamente è una situazione gestibile e risolvibile anche in un paio di giorni, il tempo di permettere a Google di scansionare nuovamente le pagine ripulite dal keyword stuffing.   Tutt’altro scenario se si parla di penalizzazioni innalzate a causa di schemi di link, ovvero sovra ottimizzazione a mezzo di backlink, per cui invece è prevista una penalizzazione Google manuale, ovvero per mano dello staff di Google. In questo caso si viene avvisati tramite email e avviso sul webmaster tool di Google, che è lo strumento migliore per relazionarsi, spiegarsi e chiedere, con quanta più convinzione possibile, perdono a Google.   Nel caso di penalizzazioni manuali i tempi di ripresa, una volta risolti i problemi, sono mediamente più lunghi. Ci tengo inoltre a precisare che una penalizzazione è un po’ come una macchia su una fedina penale, per cui un’eventuale penalizzazione successiva potrebbe pesare molto più della precedente.

  piervincenzo-spanòQuali sono i markers da monitorare per non incorrere in penalizzazioni?

maresSicuramente quelli riportati negli strumenti di monitoraggio del proprio sito. Google Analytics è uno strumento gratuito, potente e di grande aiuto in quanto permette di creare eventi personalizzati per generare degli alert; un esempio potrebbe essere quello di avvisare se il numero di visite del sito scende al di sotto di una determinata soglia, impostando magari anche un controllo periodico per giorno, settimana, mesi, ecc. Un’altra soluzione è impostare un controllo del posizionamento del sito per un insieme di keywords, specie se trattasi di keywords per cui si gode storicamente di un buon ranking, così da essere avvertiti quando vi è una perdita di posizioni nelle SERP (altro possibile sintomo di una penalizzazione).

piervincenzo-spanòQuali sono le penalizzazioni che possono colpire gli e-commerce? Come rimediare?

maresUn e-commerce gode di una struttura di codice abbastanza comune nelle sue pagine (solitamente costituita da home page, pagine categoria e pagine prodotti) e questo rende facile lo sviluppo dello stesso sito, anche per grandi dimensioni di pagine.   Il lato negativo è che, proprio per la base comune del codice, nel momento in cui si commette un errore è probabile che questo venga replicato su tutte le pagine in cui quel codice agisce. Un esempio potrebbe essere il nominare tutti i tag “alt” delle immagini dei prodotti di una categoria col nome stesso della categoria: questo è keyword stuffing.   Un’altra penalizzazione Google possibile per e-commerce, anche se più rara, è quella dovuta alla pubblicazione di contenuto duplicato o copiato da un’altra fonte. Questo solitamente avviene a seguito di una segnalazione a Google da parte del soggetto leso dalla duplicazione, per cui Google appurata la veridicità può penalizzare o de-qualificare il sito colpevole dell’abuso.   In ultima analisi si può incappare in una concorrenza scorretta che potrebbe tradursi in negative SEO sul proprio sito, come ad esempio la creazione di schemi di link dannosi al ranking del sito con conseguente de-qualificazione da parte di Google.

  Conclusioni e consigli SEO: Se è vero che i modi per beccarsi una penalizzazione da parte di Google sono molteplici, è anche vero che esistono strumenti e buone prassi per mantenere e ripristinare l’autorevolezza del proprio sito. L’utilizzo di strumenti di analisi e monitoraggio consente di essere sempre aggiornati sull’andamento delle proprie pagine web, notare per tempo eventuali anomalie e prevenire quella che potrebbe rivelarsi una pesante penalizzazione Google. Un buon consiglio è quello di impostare controlli personalizzati sul numero di visite e sulle proprie keywords. In caso di subita penalizzazione occorre rintracciarne la causa e correggere il proprio sito interagendo attivamente con Google, cercando di non ripetere l’errore in futuro per incorrere in sanzioni ancor più pesanti.

Piervincenzo Spano
presso
Laureato in Ingegneria Informatica, ho sviluppato forte interesse per il mondo web con particolare attenzione al settore e-commerce, SEO e digital marketing. Lavoro sviluppando il potenziale della mia azienda sul digitale e frequento il master in Digital e Social Media Marketing della Digital-Coach.