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Perché qualunque azienda decida di ‘abbracciare’ il digitale per cercare un ingaggio sempre più rapido e preciso col proprio potenziale cliente non può fare a meno del mobile marketing? Qual è il segreto che nascondono queste due semplici parole? La risposta è molto semplice. Basta pensare a quello che sempre più spesso facciamo quasi senza rendercene conto tipo accendere lo smartphone appena svegli o controllarlo, se lo abbiamo lasciato acceso, ancora prima di scendere dal letto… E via con un’escalation di ricerche: cosa è successo nel mondo? Dove posso andare a far colazione con gli amici o l’aperitivo dopo il lavoro?  Sono solo pochi esempi, ce ne sarebbero moltissimi altri, che rendono però perfettamente l’idea delle innumerevoli le informazioni cui si può accedere da mobile. mobile marketing esempio

In questi semplici gesti che chiunque di noi compie ormai in maniera routinaria chissà quante volte al giorno forse anche senza rendersene conto sono nascoste le infinite potenzialità del mobile marketing.

(Per una formazione approfondita sull’argomento puoi controllare il programma del corso mobile marketing)

Mobile marketing, cos’è?

Il mobile marketing è l’insieme di tutte quelle attività di marketing orientate a creare un contattoengagement per rimanere in gergo – e quindi a sviluppare il proprio business o brand,  attraverso tutti i dispositivi mobili: siano essi smartphone, iPad, iPod, tablet, o gli ‘oculus’ (gli occhiali per la realtà virtuale) e gli smartwatch sempre più presenti al polso di uomini e donne di qualunque età. Il mobile marketing è la forma più diretta ed efficace per ‘ingaggiare’ il cliente e quella con maggiori potenzialità di crescita. Questo perché il mobile marketing va inteso in maniera bidirezionale. Se da una parte consente a chi sta cercando qualcosa di avere accesso a miliardi di informazioni, dall’altra permette a chi le produce di metterle a disposizione gratuitamente, senza limitazioni, a qualunque ora del giorno e della notte, in qualunque parte del mondo uno si trovi. Insomma il massimo. 

Che differenza c’è fra web marketing e mobile marketing?

Prima di addentrarci fra i numeri del mobile marketing per capire ancora meglio cosa può significare incentrare la propria strategia di vendita su questo canale, può essere utile capire meglio anche la differenza fra mobile e web marketing. E’ del tutto evidente che è impossibile separare completamente queste due modalità di fare marketing. Per semplificare potremmo paragonare il web marketing ad un grosso contenitore che comprende anche il mobile marketing. Ciò che differenzia il web dal mobile marketing è lo strumento attraverso il quale viene veicolato il messaggio: un dispositivo mobile nel caso del mobile marketing e un pc fisso o portatile nel caso del web marketing. Questo non significa però che una stessa ricerca non possa  essere fatta su entrambi i canali. Una strategia di marketing che voglia definirsi tale non può prescindere né dall’uno né dall’altro.

Quando il messaggio sfrutta sia il web che il mobile marketing 

Ci sono casi in cui il mobile marketing sfrutta sia la rete che la connettività in modalità mobile. E’ il caso dei social network, ad esempio, che vengono usati su entrambi i canali. In modalità mobile magari lungo il tragitto che da casa porta al lavoro e da pc quando si raggiunge la propria postazione. La stessa cosa vale ovviamente anche per i siti e-commerce o per le email. Chi di noi non le legge sia tramite app –  su smartphone e tablet – che su pc? Un’altra osservazione va fatta: il mobile marketing è ben fatto non quando riutilizza i contenuti che l’azienda già usa per il marketing tradizionale, ma quando partendo da quelli, e cambiando completamente approccio, riesce nel percorso che porta un primo contatto a trasformarsi in lead. Cambiando l’approccio cambia anche il modo in cui si guarda il cliente; cambia il modo di percepire il proprio brand e di farlo conoscere sul web. E’ anche per questo motivo che sono sempre più ricercate tutte quelle figure che sanno muoversi sul digitale. Non è più sufficiente saper fare bene brand awareness, bisogna essere capaci di definire un piano di marketing, analizzare i risultati così da creare report su metriche e analytics per poi ripartire di nuovo per migliorare ancora il proprio business.

Mobile marketing, qualche numero per capire meglio il fenomeno

mobile marketing 2017

Numeri certificati ci spiegano come mai il mobile marketing sia a ragion veduta una delle migliori, se non la migliore – e più conveniente – strategia di marketing. Secondo i dati Audiweb la total digital audience nel mese di agosto 2017 ha raggiunto 32,2 milioni di utenti unici (2+anni), online complessivamente per 55 ore e 32 minuti. Hanno navigato nel giorno medio 24,4 milioni di italiani maggiori di due anni, ciascuno per 2 ore e 24 minuti: 22,2 da mobile (smartphone e tablet) e/o 8,7 milioni da pc.  

 

mobile marketing 2017Lo stesso mese ha visto circa metà degli italiani fra i 18 e i 74 anni online da mobile, con valori più elevati per le due fasce d’età più giovani: 18-24 anni (63,3% pari a 2,7 milioni) e i 25-34 anni (61,2% pari a 4, 2 milioni di italiani). 

 

Mobile marketing, come colpire 16 milioni di persone al giorno

mobile marketing 2017

 

I dati relativi agli italiani che, sempre ad agosto e sempre nel giorno medio, hanno navigato esclusivamente da mobile potrebbero già da soli essere sufficienti a spiegare perché il mobile marketing è quella strategia di marketing di cui nessuno può più fare a meno. Sono infatti 15,7 milioni gli italiani (di età compresa fra i 15 e i 74 anni) che hanno navigato esclusivamente da mobile. Rappresentano anche il 65,5% degli utenti unici online 

 

 Quanto tempo trascorrono online gli italiani? 

mobile marketing 2017

Come detto sopra, i 18-24enni dedicano alla navigazione in media 2 ore e 49 minuti, i 25-54enni sono online almeno per 90 minuti

 

Cosa cercano gli italiani da mobile?

mobile marketing 2017Anche un’analisi sui dati di consumo dei servizi e dei contenuti aiuta a capire perché il mobile marketing cresce continuamente. Ecco le 7 categorie più ricercate:

  1. ricerca di contenuti e servizi online    
  2. consultazione portali generalisti
  3. servizi e strumenti online
  4. social network
  5. contenuti video
  6. mappe e informazioni di viaggio
  7. le news

Mobile marketing non è una strategia, ma la strategia  

Se dunque, ogni giorno, 365 giorni all’anno, milioni di persone navigano per più di due ore e in prevalenza da mobile è chiaro che un messaggio pubblicitario diretto, breve e che arriva proprio là dove il cliente cerca è non una delle strategie, ma la strategia. Il mobile marketing consente di essere veloci nell’attirare subito il nuovo cliente, semplicemente entrando là dove l’utente passa tanto tempo: il suo device mobile. Pensando all’inbound marketing, la strategia vincente è quella che consente di intercettare i nuovi clienti là dove sono, nei luoghi che frequentano e nei canali che preferiscono proprio perché sono più comodi e rapidi da usare. 

Web marketing diventerà sempre più mobile

Con queste premesse è del tutto evidente che con il passare degli anni acquisteremo online sempre più da dispositivi mobili. Una strategia di web marketing che vuole ritenersi tale non può quindi prescindere dalla consapevolezza che lo smartphone è lo strumento sul quale oggi passiamo più tempo e al quale chiediamo di darci sempre più informazioni, servizi o possibilità di acquisto. 

La targettizzazione aiuta il mobile marketing? 

Tutto ciò aiuta a capire perché le aziende siano sempre più alla ricerca di  una strategia che attiri il cliente passando proprio attraverso il suo smartphone o tablet. Come è possibile dunque che le aziende possano  farsi pubblicità offrendo al cliente proprio quello che sta cercando in quel preciso istante in cui prende in mano lo smartphone?  E’ il mobile marketing  ‘bellezza’. La possibilità di entrare nei device mobili permette infatti di conoscere esattamente tutto quello che ciascuno di noi fa quando usa la rete. C’è insomma qualcosa che da quando sbarchiamo sul web ci segue e che ci portiamo sempre dietro. E’ la modalità che le aziende usano per offrirci prodotti che rispecchiano esattamente quello che cerchiamo. E la grande rivoluzione del digitale, certamente amplificata dall’uso smisurato del mobile, consente di offrire prodotti e servizi mirati sul determinato target che si vuole colpire.  La targettizzazione delle persone rispecchia fedelmente come ci muoviamo sulla rete e consente dunque una risposta sempre più tagliata sui nostri bisogni. 

Una finestra sul mondo, lo smartphone

Oltre a essere la nostra ‘finestra’ sul mondo, lo smartphone, oggi, è quanto più di personale uno possa avere. E’ forse l’oggetto dal quale ciascuno di noi fa più fatica ad allontanarsi. Anche lasciarlo per pochi minuti delle mani di altri spesso si rivela più faticoso del previsto. E quindi ingaggiare un cliente tramite questo strumento mobile significa creare un collegamento diretto, senza filtri e senza altre frapposizioni che potrebbero rallentare il processo di conquista di una lead. A pensarci bene, alla fine, quello che uno cerca è proprio questo: trovare chi risponde nel minor tempo possibile ad un’esigenza specifica. Qualche anno fa, una famosa banca italiana aumentò la propria clientela grazie ad un claim in cui la parte forte era ‘costruita intorno a te’. Ecco il mobile marketing ha esattamente lo stesso obiettivo: mettere il cliente al centro e farlo sentire speciale e coccolato (utilizzando un modello cliente-centrico). 

Mobile marketing, ecco come le aziende ci avvicinano

Da altre rilevazioni emerge che il 66% delle persone controlla il proprio smartphone quasi 50 volte al giorno, che il 66% del tempo digitale è speso su mobile e l’85% sulle APP. Come fanno dunque le aziende ad accrescere il proprio engagement sfruttando i numeri pazzeschi dei dispositivi mobili? E’ una sfida sotto tanti punti di vista, perché chi decolla prende il volo, ma chi non è in grado di reggere un tale impatto rischia di farsi male, molto male. Impostando una strategia, infatti, l’azienda deve sapere che deve essere operativa 365 giorni l’anno, 24 ore su 24, così da poter rispondere in qualunque momento alle richieste del potenziale cliente. Farsi percepire ‘presenti’ e capaci di rispondere infonde grande fiducia al cliente. E’ quindi il modo migliore non solo per fare brand awerness, ma per trasformare il potenziale clienti prima in una lead  e poi in un cliente che si affeziona sempre di più al marchio. Come fanno le aziende a farsi conoscere, a conquistare e a mantenere  la fiducia dei consumatori? Vediamolo insieme.

Come si fa Mobile marketing?

Ovviamente per fare bene mobile marketing bisogna mettere in campo una strategia che può essere riassunta in  3  punti:

  1. Individuare le personas, cioè coloro che voglio raggiungere, scoprendone anche usi e abitudini
  2. definire gli obiettivi
  3. scegliere gli strumenti più adeguati per raggiungere il risultato

Una delle grandissime possibilità che offre la strategia mobile è quella di ‘radiografare’ con la massima precisione come l’utente si muove online. E’ così certamente più facile proporre contenuti sempre interessanti. E’ chiaro che la stessa operazione non si può fare, almeno con la stessa portata, con coloro che navigano principalmente da desktop.Una volte definiti questi tre punti si può iniziare ad attuare la strategia sui diversi canali che si hanno a disposizione

Il sito dell’azienda

Non sfugge quindi, in questo funnel, cioè in questo percorso di acquisizione di una possibile lead, quale importanza deve avere la cura dei siti, delle email e delle landing pages, a maggior ragione di chi vuole sfruttare il mobile marketing per ingaggiare. Come uno si presenta dice già tutto, o quasi. Se un sito è bello, curato, semplice da navigare non sarà difficile che venga esplorato e navigato anche negli angoli più nascosti. Al contrario, la strada si interrompe e uno abbandona il sito e difficilmente ci tornerà. In questo contesto è sicuramente di grande importanza che i siti siano responsive cioè  perfettamente navigabili sia da dispositivi mobili che da pc fissi. Il sito responsive è in grado di adattarsi perfettamente e in modo automatico – da un punto di vista grafico – al dispositivo sul quale viene visualizzato. Se la pagina non è realizzata in questo modo il rischio che venga facilmente abbandonata è altissimo. Anzi è praticamente certo. Siti e landing pages, allo stesso tempo, devono spingere e invitare l’utente a cliccare così da stabilire un contatto diretto con l’azienda. Se non sono di facile lettura e scorrimento non ci riusciranno mai. 

Le app per il mobile marketing 

Come detto, le app rappresentano uno strumento formidabile di mobile marketing. Quante ne abbiamo scaricato sul nostro smartphone? Tantissime e indipendentemente dal sistema operativo che si usa. Sicuramente più di cinquanta, ma forse anche di cento. perché è presto detto. Le applicazioni sono di una comodità e facilità di utilizzo estrema e permettono di bypassare l’apertura del browser riducendo ulteriormente il tempo di risposta che è quello che ciascuno di noi chiede al proprio dispositivo praticamente ancor prima di averlo in mano. Se poi consentiamo anche le notifiche, il rapporto con il ‘proprietario’ dell’app diventa bidirezionale e immediato. C’è anche un altro aspetto delle app che non va sottovalutato che è quello della geolocalizzazione. Più avanti capiremo perché.

App sì o app no? 

Chiunque abbia deciso di sbarcare sul mobile per fare marketing si sarà chiesto se è necessario avere un’app per incrementare il proprio business. Come in ogni cosa non c’è una risposta unica e che va bene per tutti. Cerchiamo di capirne qualcosa di più. L’app consente di rendere disponibili contenuti anche offline e questo è sicuramente un plus, visto che la si può usare senza consumare dati. L’app spesso e volentieri permette di interagire meglio di un sito, può essere decisamente più bella graficamente e soprattutto, se chi la scarica lo permette, può inviare notifiche rendendo ancora più veloce la conclusione di un processo di mobile marketing

Approfondisci il tema delle notifiche push.

Scaricate oltre 90 miliardi di app nel 2016

Secondo una ricerca di ‘App Annie’ nel 2016 a livello mondiale sono state scaricate oltre 90 miliardi di app. Il dato più interessante comunque non è tanto questo numero, ancorchè mostruoso, ma quanto tempo i consumatori hanno trascorso sulle app: circa 900 miliardi di ore, 150 in più rispetto all’anno precedente. Questi download impressionanti hanno generato ricavi per 127 miliardi di dollari fra l’App store di Ios e Google Play di Android. Fra le categorie di app più scaricate quella del gaming è stata quella più remunerativa. Ha infatti garantito ad Ios il 75% dei ricavi e addirittura il 90 a Google. Le app si rivelano dunque vincenti per quanto riguarda i giochi  e il B2BNon è pero tutto oro quello che luccica perché come al solito bisogna capire se il gioco vale la candela. Cioè per capire se veramente l’app può far svoltare il modello di business che ho in mente, devo sapere che comunque realizzarla mi costerà tanto. Sicuramente di più che fare un buon sito.

L’Aso, anche le app devono farsi notare nei market

Aso è l’acronimo di app store optimization. Anche per le app è infatti necessario distinguersi nel mare magnum degli store.

L’Aso, dunque, è ciò che aso mobile marketing appconsente di migliorare la rintracciabilità dell’app nei market. Vanno ottimizzati titoli, descrizioni, keyword, icone e screen shot dell’app. Come la Seo, se ben fatta, fa risaltare una pagina in un motore di ricerca, così l’Aso fa spiccare l’app in uno store. Ci sono evidentemente anche altri fattori – come il numero di download e il punteggio o rating (stelline) che ciascuna app ottiene dopo essere stata scaricata  – che influenzano il processo di posizionamento delle app nello store. Anche gli A/B test possono favorire ottimizzazioni da non sottovalutare.

  Il tempo speso su mobile

mobile marketing appSe si analizza anche come viene ‘trascorso’ il tempo su mobile appare evidente che le app sono molto più ‘interessanti’ della navigazione tramite browser. Secondo una ricerca di ComScore attirano poco meno del 90% di coloro che navigano da mobile.

  Mobile marketing tramite sms e mms 

Il mobile marketing attraverso sms e mms consente di inviare offerte mirate in pochi caratteri. I primi tentativi risalgono agli inizi del 2000 quando  in Europa e in alcune parti dell’Asia alcune aziende hanno iniziato a raccogliere I numeri dei cellulari e inviare contenuti promozionali. Un sms non può superare infatti i 160 caratteri e questo significa che in pochissimo spazio l’azienda che lo invia deve essere in grado di invitare il cliente a fare qualcosa tramite una ‘call to action’. Da non sottovalutare il fatto che l’open rate (cioè il numero di quelli letti rispetto a quelli inviati) di un sms è del 98% contro il  22 delle mail.  Secondo ‘Cellit’ gli sms possono essere fino a 8 volte più efficaci delle mail per ingaggiare. 

Mobile marketing attraverso la geolocalizzazione

Smartphone e tablet consentono di attivare la geolocalizzazione, vale a dire la possibilità di individuare esattamente la posizione di dove quel device si trova sfruttando il segnale Gps. E’ questa una frontiera importantissima del mobile marketing, perché attraverso la geocalizzazione è possibile inviare ai dispositivi mobili non solo offerte legate a dove l’utente si trova, ma anche servizi. Alzi la mano chi non ha mai ricevuto sul proprio telefono la segnalazione di un ristorante, ma anche di un supermercato o qualsiasi altro negozio che magari abbiamo cercato in precedenza.

NFC, Qr code e iBeacon 

  1. Queste nuove soluzioni permettono alle aziende che scelgono di fare mobile marketing di sfruttare nuovi meccanismi per fare engagement. Il brand invita infatti il cliente a compiere un’azione, la famosa call to action, che lo mette di fronte a diverse possibilità. La tecnologia Near Field Comunication (NFC) consente  lo scambio di dati a meno di 10 cm tra due apparecchi, dotati di questo dispositivo e che sfruttano la medesima rete wireless. L’NFC può già essere utilizzata per il pagamento senza contanti.
  2. La risposta di Apple all’NFC si chiama iBeacon: sfruttando la tecnologia Bluetooth, iBeacon consente di trasferire dati tramite la geolocalizzazione, Con l’apposita app e con bluetooth e servizi di localizzazioni accesi, potremo ricevere sul nostro smartphone informazioni utili magari proprio su quel prodotto che stiamo cercando proprio in quel negozio. Su questo canale possono viaggiare anche coupon per sconti. Non è tutto perché il gigante di Cupertino ha voluto fare ancora di più sfruttando questa tecnologia come modalità di pagamento. iBeacon, rispetto all’NFC può garantire connessioni fra dispositivi mobili distanti fra loro anche 50 metri
  3. L’insieme di quei piccoli moduli bianchi  e neri racchiusi in un quadrato pixellato delimitato agli angoli da tre piccoli quadratini prende il nome di QR code, acronimo di Quick Response Code, un sistema che consente di memorizzare informazioni leggibili da un telefono cellulare o da uno smartphone dopo aver scaricato l’apposito lettore. La potenza del QR è quella di contenere ogni tipo di informazione (non solo testo, ma anche immagini, video, link fino al download di un’app)   semplicemente leggendo il codice con apposita app. Anche questo codice si rivela dunque un alleato prezioso per chi vuole fare mobile marketing. Non spaventatevi, per generare codici QR non è assolutamente necessario essere degli smanettoni. Esistono infatti applicazioni, spesso gratuite, che permettono a chiunque di creare un QR code partendo da zero. 

Bot, l’intelligenza artificiale si fa spazio nelle app 

mobile marketing botIl bot, abbreviazione di robot, è uno strumento basato sull’intelligenza artificiale in grado di interagire con persone reali così da rispondere alle richieste. Oggi sono talmente avanzati che talvolta non è sempre immediato distinguere un bot da una persona reale. Nella figura a fianco un esempio di bot di una nota compagnia telefonica. Già dall’apertura appaiono le enormi potenzialità che ha questo assistente virtuale al quale si può chiedere praticamente tutto ciò che riguarda la gestione del nostro contratto telefonico. Da notare che i tempi di risposta sono rapidissimi, in qualche secondo, infatti, è possibile avere la risposta. Sempre più spesso i bot vengono usati come customer care via chat e, in questo caso si parla di chat bot. Secondo alcune previsioni sarà sempre di più lo spazio che guadagneranno anche a discapito delle app, tanto che c’è già chi dice che entro poco più di un anno il 20% delle aziende abbandonerà la propria app. E’ chiaro che per avere successo il bot deve reggere lo stesso livello di conversazione dell’uomo. 

 

 

Mobile commerce e sistemi di pagamento 

Date queste premesse è chiaro a tutti come il mobile marketing rappresenti davvero una strategia cui non rinunciare. L’Osservatorio Mobile B2C Strategy della Scool of Management del Politecnico di Milano prevedono per il 2017 un aumento degli acquisti online del 16% rispetto al 2016 per un incremento in termini economici di oltre 23 miliardi di euro. E’ chiaro che con questi numeri le possibilità di pagare da mobile o tramite app non possono rimanere indietro rispetto ad una crescita di questa portata. Chi di noi non ha mai abbandonato un acquisto online perché non ha trovato la modalità di pagamento che si aspettava? Sempre dal report del Politecnico emerge un quadro molto diverso rispetto al livello di preparazione delle aziende per quanto riguarda l’online. In particolare sono state individuate aziende:

  1. Mobile first, hanno cioè già raggiunto un significativo sviluppo del mobile
  2. Work in progress, laddove la strategia mobile è in via di perfezionamento
  3. Digital driven, ossia quelle in cui chi guida la digital transformation è rallentato da superiori ancora un po’ retro
  4. Wannabe (want to be), in questi contesti lo sviluppo verso il mobile è frenato da figure che pensano di saper coprire quel ruolo e invece bloccano il sistema
  5. Nice to have, realtà ancora lontane anni luce dalla portata che può avere impostare strategie mobile oriented

Mobile Transformation, l’analisi del Politecnico è incoraggiante 

  Il Politecnico ha analizzato un campione di 170 aziende B2C e ne ha scattato una fotografia interessante: circa 102 aziende, infatti, si pò ritenere già evolute, questo anche grazie ad un continuo miglioramento dell’infrastrutture attraverso la quale si opera online. 
 

Detto questo dovremmo aprire un capitolo sulla Mobile Transformation. Al momento limitiamoci a dire che questa apre nuove e smisurate possibilità di interazione con il cliente in una user experience che, come abbiamo visto, non prevede soluzione di continuità con l’ipotetico cliente. I processi però devono essere agili e snelli: la velocità, infatti, fa la differenza rispetto al marketing tradizionale. 

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Davide Bertani
Sono un giornalista professionista e comunicare è la mia passione. Adoro scrivere e saperlo fare bene per un giornale o un'agenzia stampa oggi non basta più. Per questo mi sono avvicinato al digitale, un mondo davvero affascinante e dalle mille sfaccettature. Sperimento le nuove tecnologie per rimanere al passo con i tempi e non sentirmi nel pleistocene...
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