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Il Marketing Olistico con l’avvento del digitale

Il marketing olistico prende la distanze dal marketing tradizionale. Con l’avvento del digitale, il marketing ha cambiato d’abito:

  • le campagne sono prevalentemente online
  • il pubblico a cui sono rivolte è sempre più coinvolto attivamente.

Vi ricordate il Carosello? Avete presente i cartelloni pubblicitari che fanno capolino ad ogni angolo di strada? Siete ormai assuefatti agli spot pubblicitari?

Ecco, questa è roba che costa e che non dà, di ritorno, almeno non tempestivamente, la misura della soddisfazione o dell’interesse del potenziale cliente: è una comunicazione che può essere sì efficace, anzi lo è, ma è un’operazione che comporta un grande budget e non ha riscontro immediato, è appannaggio dei grandi brand, possiamo dire che sia un privilegio quasi esclusivo delle grandi aziende; oggi, grazie al digital marketing, anche le PMI e addirittura i piccoli artigiani e i liberi professionisti possono permettersi di fare pubblicità alla loro impresa con costi contenuti.

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L’aggettivo olistico, cioè relativo all’olismo, deriva dal termine greco olos, che possiamo tradurre come tutto, intero, totale. Siamo abituati a sentir parlare di medicina olistica, il cui approccio nei confronti del paziente è quello di considerarlo nella sua interezza, appunto, e non come un insieme di organi, andando quindi a valutare gli aspetti fisici, emotivi, mentali e spirituali. 

Nel marketing olistico accade qualcosa di simile: si prendono in considerazione i diversi processi e i relativi stakeholder come un insieme, un tutt’uno, con particolare attenzione al target di riferimento che, grazie all’online, riesce ad essere parte attiva e a creare importanti feedback per le aziende. Con l’online, in sostanza, si lavora:

  • sui dati
  • sulle reazioni della gente
  • sulle loro emozioni.

 

Differenze tra marketing olistico e tradizionale

Il marketing è in continua evoluzione, come lo è la nostra società, e le imprese sono sempre più orientate verso il cliente/target piuttosto che verso la produzione; per usare termini tecnici, le aziende sono passate dall’essere production oriented, quindi dedicate allo sviluppo e alla creazione del prodotto finale, all’essere marketing oriented, con il focus sul cliente finale.

Non si tratta più solamente di produrre e vendere, il famoso “make and sell” del marketing transazionale, ma di collocare la produzione su un vasto mercato, analizzando le caratteristiche e i bisogni dei potenziali compratori, si parla quindi di “sense and respond”, ossia di marketing relazionale; la vendita diventa la naturale conseguenza della relazione che l’azienda riesce a stabilire con il cliente, una relazione che non si conclude certo con la transazione, anzi, viene coltivata nel tempo, iniziando fin da subito a trattare il cliente come se fosse già fidelizzato.

 

Cosa cambia grazie al digital marketing

Il fatto di poter fare campagne attraverso diversi canali online (social media, newsletter, sms, video, etc…) permette all’azienda di coinvolgere il cliente e di avere, di conseguenza, dei dati di profilazione che, se analizzati e studiati, permettono di capire il comportamento dell’utente.

 

Una miniera d’oro per le aziende: i dati

La profilazione consente all’azienda di “incasellare” la propria utenza in diversi gruppi comportamentali, rendendo le operazioni di marketing decisamente più mirate. Senza quasi accorgersene, l’utente di un sito o di una pagina web fornisce un’infinità di informazioni personali, fondamentali per la targetizzazione.
Pensiamo a Tripadvisor, dove l’utente, e non il ristorante, è il vero protagonista, o ad Amazon, dove è possibile, anzi suggerito, lasciare recensioni: io ti dico cosa mi piace e cosa non apprezzo, ti permetto di propormi delle call to action sempre più su misura per me.

 

Il rapporto cliente-azienda

marketing olisticoL’utente, quindi, assume un ruolo preciso, non è più solo uno spettatore da bombardare con campagne pubblicitarie ma entra a fare parte dei processi aziendali, se pur indirettamente, diviene parte integrante degli stakeholder.

Bisogna tuttavia fare attenzione, in questa ottica orientata al cliente, a non snaturare il proprio brand, è necessario trovare un equilibrio, il giusto compromesso tra le esigenze del proprio target di riferimento e la propria brand identity: invece di creare prodotti o servizi a tua misura, mi preoccupo di valorizzare così tanto il mio brand da renderlo irresistibile per te.

La presenza di una azienda sui social, con un propria pagina, è ormai imprescindibile, in quanto si tratta di canali di comunicazione potentissimi, tanto più che sono fruibili anche da tablet e smartphone, vale a dire praticamente H24, sono gratuiti e raggiungono un vastissimo target di utenti, l’importante è gestirla come si deve, essere attivi, comunicare di frequente ma essere anche pronti a rispondere e a coinvolgere il più possibile i visitatori trasformandoli in clienti “brand lover”.

 

Il marketing olistico digitale 

Abbiamo detto che l’olismo è il considerare un insieme non come la mera sommatoria delle sue diverse parti ma come una totalità che rappresenta qualcosa di più: tutto conta, le singole parti non hanno ragion d’essere se valutate separatamente.
Il marketing olistico, quindi, comprende ogni singola forma di marketing necessaria allo sviluppo di una azienda, vediamo in dettaglio queste parti del tutto.

 

Marketing Interno

Hai mai lavorato per un’azienda che ti considerava un numero, una forza lavoro, senza preoccuparsi della tua motivazione e del tuo entusiasmo? Una azienda che non si preoccupava del tuo reale coinvolgimento ad un progetto e che non valorizzava le tue skills? Bene! Anzi male! Quell’azienda non faceva marketing interno, cioè non teneva conto del fatto che, come dipendente, avresti potuto portare un valore aggiunto all’azienda se solo ti avessero coinvolto in attività di testing di un prodotto/servizio, o se solo avessero chiesto il tuo parere su un processo.

 

Marketing Relazionale

Oltre a doversi dedicare al dipendente, quindi al marketing interno, un’azienda deve assolutamente e ovviamente focalizzarsi sulla relazione con il cliente: soddisfarne i bisogni, possibilmente anticiparli, creare relazioni durature, quindi fidelizzarlo, e in questo processo è necessario coinvolgere anche gli stakeholder, per riservare loro lo stesso trattamento. Ne vale la pena: significa sviluppare rapporti durevoli nel tempo, con vantaggio di tutte le parti in causa.

 

Marketing Integrato

Punto nodale di questo aspetto è il target, il cliente finale, il vero pubblico a cui ci si vuole rivolgere, di conseguenza è fondamentale la comunicazione ed è ancora più importante gestire bene i diversi canali attraverso i quali si intende inviare il messaggio. Definito il target, si pianifica la strategia di marketing integrato attraverso alcuni step, affinchè i diversi team operino di comune accordo, con lo stesso obiettivo; è necessario utilizzare la corretta via di comunicazione in base al target prescelto . I diversi canali devono operare in sinergia, devono, appunto, essere integrati.

 

Marketing Sostenibile o Socialmente Responsabile

Conosciuto anche come Green Marketing, si basa su un approccio che tenga in forte considerazione la sostenibilità ambientale, ossia la possibilità di poter mantenere nel tempo un processo, senza recare danno all’ambiente. Le risorse della biosfera non sono illimitate, i danni causati al pianeta e alle popolazioni, e le relative sacrosante polemiche, sono sotto gli occhi di tutti, è necessario agire responsabilmente senza avere un forte impatto sull’ambiente. Le aziende devono ottemperare a degli obblighi di legge, questo è un dato di fatto, ma sono solo le basi, il marketing sostenibile non si limita alla semplice e doverosa obbedienza dei limiti imposti, metterlo in pratica concretamente richiede invece uno sforzo, un impegno finalizzato alla realizzazione di progetti eco-friendly che portino un valore aggiunto, un aiuto, un vero e proprio beneficio all’ambiente nel lungo periodo.

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Roberta Sanzeni
Durante oltre 20 anni di carriera in ambito commerciale, mi sono divertita a scrivere per diletto e in collaborazioni occasionali con magazine online e riviste cartacee: ho deciso di trasformare in lavoro la mia passione per la scrittura e ho quindi conseguito la certificazione come Web Content Editor in Digital Coach. Per scrivere mi documento e per farlo soddisfo la mia spontanea curiosità verso tutti gli argomenti che mi propongono.