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Il marketing dei beni culturali sta prendendo piede negli ultimi anni, dopo essere stato visto  come un settore di nicchia.

Il periodo è duro per gli operatori dei beni culturali, che devono cercare di attirare sempre più visitatori nei musei; visitatori che sono diventati esigenti e tecnologici.

Non basta più solo possedere un sito web ed un e-commerce per le prenotazioni online, serve una strategia specifica che raggiunga i social network e digitalizzi i prodotti culturali per fare engagement.

Come si crea una strategia di web marketing culturale?

 

La finalità di ogni strategia è quella di raggiungere un obbiettivo, che nel caso di marketing dei beni culturali sta nell’attirare più visitatori nei musei e agli eventi culturali.

Bisogna dunque migliorare la fruizione delle attrazioni culturali e arricchire l’esperienza degli utenti che cercano qualcosa in più, il digitale è la strada giusta da seguire.

 

 

Quali sono le tecnologie utilizzate?

Tour virtuali: sono progetti multimediali basati sulla fotografia a 360°. Qui il visitatore ha la possibilità di osservare, da più punti di vista, l’ambiente in cui si trova. Il risultato sarò quello di muoversi “realisticamente” nel sito culturale.

I tour virtuali sono uno strumento che può essere applicato anche in altri settori, specie quello turistico, perché da appunto la possibilità di visitare luoghi chiusi (musei, siti religiosi, mostre) e aperti (villaggi turistici, centri storici, giardini botanici).

marketing dei beni culturali

Realtà aumentata: la AR (augmented reality), è una tecnologia di recente uso. E’ la rappresentazione di una realtà alterata alla nostra normale visione, a cui, vengono sovrapposte informazioni artificiali e virtuali.

Tale tecnologia fa il suo ingresso in campo militare, nel settore aeronautico, in forma di head-up display (HUD) – visore a sovrimpressione – per mostrare ai piloti dati di volo, senza distogliere lo sguardo dalla guida. Oggi conosciamo la realtà aumentata grazie ai Google Glass.

marketing dei beni culturali

Mostre multimediali: sono dette anche esposizioni immersive e sono un fenomeno che si sta sviluppando recentemente in Italia. Roma, Milano e Bologna le hanno già sperimentate, con risultati molto redditizi.

La tecnologia che vi è dietro non è complessa come la AR o i virtual tour, perché realizzata con schermi di proiezione iper – definiti e iper – cangianti. In parole povere non esistono opere fisiche ma vengono riprodotte su maxi schermi che a volte travolgono il visitatore permettendogli di vivere un’esperienza unica.

Pioniera di tale tecnologia è stata la società australiana Grande Exhibitions, che nel 2015 ha proposto Van Gogh Alive, la prima “experience” che ha fatto poi il giro del mondo.

mostre multimediali

Come si realizza un tour virtuale?

E’ una tecnologia complessa che richiede varie fasi di sviluppo:

  • sopralluogo del sito da fotografare:
  • foto e riprese professionali;
  • operazioni post-produzione (ritocco, montaggio immagini e resa a 360°);
  • rifiniture audio, video e testi.

Quali vantaggi offre?

La tecnologia dei virtual tour è di immediata comprensione e di precisa valutazione degli spazi. Si ha dunque la possibilità di mettere in evidenza la qualità  della propria immagine rispetto alla concorrenza, cosa che porta i visitatori a passare più tempo sul sito culturale.

Nel marketing dei beni culturali, i virtual tour diventano didattici e danno la possibilità di unire alla visita virtuale dei siti culturali, la presentazione di informazioni anche audio e video, in un modo molto coinvolgente.

Si può aumentare la realtà?

Come detto sopra, le prime applicazioni di Realtà Aumentata sono state adottate nel settore aeronautico, ma è nel 2009 che la Apple presenta Layar. Un reality browser che, grazie ai dati su longitudine e latitudine in arrivo dal GPS del dispositivo e con lo zampino dell’accelerometro, consente di inquadrare con la fotocamera un particolare edificio o monumento per ricevere informazioni.

web marketing culturale

Un’altra multinazionale che ha creduto e investito sulla realtà aumentata è Google, che con i suoi Glass ha portato l’esperienza di realtà virtuale ad un altro livello.

L’utente indossa gli occhiali e usando semplicemente la voce, o il touchpad integrato, fa ricerche, scorrazza sul web, dà un’occhiata ai social network e legge le notizie online. I Google Glass sono ovviamente collegati allo smartphone, quindi si può anche telefonare, visualizzare e inviare SMS, scattare foto o registrare video da condividere.

google glass

Infine, la tecnologia più recente di realtà aumentata proviene da Microsoft, che durante il lancio di Windows 10, ha presentato i Microsoft HoloLens, progetto ancora in fase di sviluppo.

Si tratterebbe di un vero e proprio computer olografico indossabile, dotato di sensori di movimento, microfono e audio. Chi lo indossa viene catapultato in una realtà costituita da ologrammi, in cui vive esperienze di gioco senza precedenti.

Il funzionamento di Microsoft HoloLens è piuttosto complesso, quasi irreale, e non si sa bene né quando verrà messa sul mercato, né il costo.

digital marketing culturale

Un’esempio di museo che ha sperimentato la realtà aumentata è quello di Casa Baltò a Barcellona, dove si è ricostruita l’ambientazione come  al momento della progettazione di Antoni Gaudí.

 

 

Nuove tecnologie a supporto dei beni culturali

Nel mio precedente articolo, sul marketing culturale, ho proposto dei punti da cui partire per valorizzare il settore culturale, azioni che riguardano quindi a tutti gli effetti il marketing dei beni culturali. Volendoli riepilogare velocemente:

  • Creazione di un sito web ottimizzato per il mobile e multilingue;
  • Presenza sui social network, una piattaforma di grande visibilità;
  • Digital storytelling, raccontarsi e farsi raccontare;
  • Blog, creare interazione con i fruitori;
  • Local search marketing, per captare i bisogni del pubblico.

Sono spunti questi da prendere in considerazione se si vuole attirare sempre più pubblico nei siti  culturali; conferma di tale teoria è il Museo Archeologico Salinas di Palermo.

museo Salinas

Case History: Il Museo Archeologico di Salinas

Il Museo, che si trova a Palermo, è uno di quei pochi esempi di realtà culturale italiana che ha utilizzato il web marketing culturale per costruire una precisa identità online. Servendosi di nuove strategie comunicative soprattutto per i diversi social, ha raggiunto grande visibilità.

Dopo la chiusura per restauro, il direttore e l’addetto alla comunicazione, hanno ideato una strategia di marketing culturale ad hoc per il rilancio del sito.

E’ stato lanciato uno slogan “Aperti per vocazione”, per sponsorizzare il nuovo logo del Museo, su Vimeo con un concept ad esso collegato su YouTube.

L’iniziativa ha suscitato grande interesse soprattutto con l’adesione all’iniziativa #invasionidigitali che, sfruttando vari influencer su Instagram, ha portato grande notorietà al progetto.

Il risultato è stato che  nella “Notte Europea dei Musei” gli è stata dedicata una locandina di grande richiamo, un richiamo da 400 visitatori.

Il Museo Archeologico di Salinas interpreta bene i punti sopra descritti, non a caso si sono affiancate strategie di content marketing, attraverso varie e innovative modalità di narrazione, per creare un approccio più diretto con i visitatori.

A conferma di ciò, dal 2015 l’hashtag #lestoriedituttinoi, sta diventando onnipresente in tutte le menzioni del Museo.

Non potevano mancare, inoltre, delle strategie di marketing culturale con la componente video e l’instant messaging, come testimoniano i tanti gruppi WhatsApp creati apposta.

la notte dei musei marketing culturale

Conclusioni

L’esempio del Museo Salinas è dunque un ottimo esempio di web marketing dei beni culturali, una messa in atto di strategie che hanno sicuramente portato ad un miglioramento dell’immagine del sito culturale, che ha richiamato pubblico, grazie alla bravura nella comunicazione di valori e mission.

Una comunicazione incentrata sullo storytelling, sulle esperienze dirette, rivisitate in chiave moderna, social e digital.

Si può dire che questa realtà ha saputo fare engagement sfruttando il marketing dei beni culturali.

 

marketing culturaleWeb Marketing Culturale

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Chiara Capomaggi
Laureata in valorizzazione dei Beni Culturali con magistrale in Progettazione e Gestione dei Sistemi Turistici.
Art e web content writer.
Appassionata di arte e di viaggi.