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MailUp aiuta le aziende grandi e piccole a lanciarsi nel mondo dell’email marketing. Ma come funziona esattamente questo strumento, e perché è così utile? Lo abbiamo chiesto a Federico Passoni, Business Developement Manager dell’azienda, che ci ha davvero aperto un mondo. Se vuoi scoprire come funzioni l’email marketing, e perché sia una strategia assolutamente indispensabile per un’azienda, sei capitato nel posto giusto!

 

Chi è il Business Developement Manager di MailUp

 

MailUp - Stefano ChiappanoPuoi parlarci un po’ di chi sei e di cosa ti occupi?

MailUp - Federico PassoniBuongiorno a tutti. Ormai lavoro in MailUp da circa otto anni, e mi occupo dell’aspetto più propriamente di sviluppo del business. Lavoro quindi cercando nuove opportunità e partner, sia nella forma di nuovi clienti sia nell’ottica di migliorare la collaborazione con quelli attuali. In tal senso sono particolarmente importanti le nuove partnership con system integrator e agenzie di comunicazione.

 

 

 

 

 

I vantaggi dell’email marketing

 

MailUp - Stefano ChiappanoPerché un’azienda dovrebbe dedicarsi all’email marketing?

MailUp - Federico PassoniLe ragioni sono molteplici. La principale è che l’email marketing è facilmente misurabile in termini di ROI, e ha numeri impressionanti. Le newsletter, per citare un esempio, hanno una ROI del 4300%. Questo significa che, per ogni euro investito. l’email marketing offre un ritorno di 43. La seconda ragione è che questo campo risulta semplicemente più performante, in termini di conversione dei lead e ottenimento nuovi clienti, rispetto agli altri canali web. Ancora per fare un esempio, l’email marketing porta quaranta volte più clienti dei social network, e ha un tasso di conversione più alto del 17%. Inoltre i consumatori amano ricevere newsletter dai brand che apprezzano.

 

MailUp: email marketing personalizzato

 

Questa comunicazione one to one, infatti, crea un senso di esclusività e immediatezza nel loro rapporto con l’azienda. Un altro importante elemento, collegato a quest’ultimo, è che l’email marketing permette di instaurare con il cliente un rapporto intenso e di lunga durata. Oltretutto, questo strumento è un potentissimo mezzo di fidelizzazione, soprattutto se lo utilizziamo per inviare messaggi personalizzati. È infatti vitale usare tutte le conoscenze sui nostri clienti per mandargli comunicazioni precise e customizzate sugli interessi che loro stessi ci hanno detto di avere. Ovviamente, informazioni del genere creano una serie di interazioni legate alle abitudini, per esempio agli acquisti su un e-commerce. In quest’ottica, l’email marketing è anche un grande strumento di lead nurturing, perfetto per trasformare un lead in un cliente.

 

Le basi dell’email marketing secondo MailUp

 

MailUp - Stefano ChiappanoQuali sono i principi base dell’email marketing?

MailUp - Federico PassoniDobbiamo tener presente che le caselle mail dei clienti sono letteralmente invase da comunicazioni di tutti i tipi. È quindi indispensabile inviare messaggi rilevanti per il nostro utente, che non lo disturbino e anzi vengano apprezzati. Per farlo, è importante aver bene in mente il progetto complessivo e come crearlo. Dobbiamo inoltre poter misurare i risultati. Il primo step è sicuramente il database building, partendo da form di registrazione, social network ed entry point. A questo proposito, dobbiamo assolutamente tenere a mente il GDPR, e assicurarci che i clienti abbiano dato l’esplicito consenso a ricevere la nostra newsletter. A questo punto, bisogna fare in modo che le mail che inviamo vengano effettivamente aperte. Per creare l’engagement desiderato, è utile tenere a mente la segmentazione e la clusterizzazione del pubblico, in modo da inviare messaggi sempre rilevanti.

 

I KPI di MailUp

 

Per quanto riguarda la misurazione del successo delle campagne, è importante definire una serie di KPI da monitorare. Il primo è sicuramente il CTR, ossia quanti destinatari cliccano sulla mail. Un’altro importante parametro è il CTOR (click to open rate), un indice ancora più dettagliato che rappresenta la percentuale di utenti che ha cliccato sul messaggio rispetto a quelli che l’hanno aperto. Ancora, tre utili KPI sono la conversion rate, il bounce rate e la unique open rate, ossia il numero di lettori unici sulle mail recapitate. Ci sono altri indicatori da tenere a mente, come il tasso di recapito, se parliamo del tema della deliverability (la capacità del messaggio di raggiungere effettivamente i destinatari). Abbiamo poi l’indicatore di email sharing, ossia quanto un certo contenuto possa essere condiviso, ad esempio attraverso i social network. Si tratta di un parametro importante, perché indica quanto è elevata la possibilità di aumentare il proprio database tramite una certa campagna.

 

 

 

Cosa non fare, parola di MailUp

 

MailUp - Stefano ChiappanoE dal lato opposto, quali sono gli errori più comuni nel fare email marketing?

MailUp - Federico PassoniNe ho accennato brevemente uno, parlando del database. Il primo errore è infatti non avere il consenso esplicito degli utenti e inviare le comunicazioni a indirizzi acquistati. Avere il consenso del destinatario ha importanti implicazioni etiche, legali e strategiche. Un altro errore da non commettere è isolare il canale email dagli altri. Email, database esterni, CRM, CMS, sistemi di business intelligence ed e-commerce devono (o dovrebbero) collaborare tutti in un’unica strategia integrata. Ad esempio, sincronizzare tutte le informazioni aumenta esponenzialmente la capacità di inviare al cliente messaggi rilevanti per i suoi interessi.

 

L’importanza del database nell’email marketing

 

Un altro grande errore è trascurare il database dei contatti, che dovrebbe sempre essere aggiornato, nutrito e “pulito” da recapiti obsoleti. Questo aumenta infatti drasticamente l’efficienza e la deliverability delle mail. Sempre a proposito del database, è essenziale segmentare i destinatari. Non farlo, infatti, riduce in maniera drammatica l’engagement verso i clienti.

 

Email marketing mobile

 

Un errore degli ultimi tempi è inoltre pensare all’email marketing solo come a qualcosa di riferito ai PC desktop. Diversi mesi fa, infatti, le aperture email da mobile hanno raggiunto il 56% del totale, e il trend non accenna a rallentare. Entro il 2021 si stima che ci saranno circa 6,3 miliardi di smartphone nel mondo. È quindi chiaro che ogni campagna mail deve assolutamente essere responsive e guardare attentamente al mondo mobile.

 

Altri errori e accortezze

 

Ci sono poi una serie di informazioni che spesso vengono omesse: si tratta di errori piccoli, ma importanti. Le nostre comunicazioni dovrebbero sempre contenere un link di disiscrizione, le informazioni di contatto del brand, i bottoni di condivisione social e un collegamento a un centro preferenze. Inoltre, devono essere presenti il permission reminder e soprattutto l’informativa sulla privacy. Oltre agli errori, ci sono una serie di accortezze da attuare. Un esempio è l’effettuare degli A/B test. Questo particolare punto ci permette di parlare di un ultimo gravissimo errore: non monitorare i risultati. Come per ogni campo del marketing, infatti, è vitale controllare attentamente i KPI di cui abbiamo parlato, anche per individuare tempestivamente eventuali problemi.

 

MailUp spiega i mutamenti dell’email marketing

 

MailUp - Stefano ChiappanoCome sta cambiando il mondo dell’email marketing?

MailUp - Federico PassoniAnche in questo caso, abbiamo accennato brevemente ad alcuni cambiamenti recenti, come il GDPR e l’integrazione agli altri canali. Tuttavia, la novità più fondamentale in assoluto è l’automazione. L’anno scorso una ricerca ha infatti mostrato come il 27% delle aziene si definisca “new” nel campo della marketing automation. Molte realtà stanno iniziando proprio ora a considerare l’automazione seriamente, e spesso l’email marketing fa da trampolino di lancio per questa novità. Si inizia infatti con contenuti in grado di generare interesse nell’utente, che inneschino un funnel virtuoso. Per esempio si invita il lead a scaricare un web paper, poi si prosegue con una serie di comunicazioni specifiche. Questo processo permette di ottenere un più alto numero di dati, e creare qualcosa che superi il semplice messaggio email per definire un vero customer journey.

 

 

Conversare, non mandare messaggi

 

Un altro grande cambiamento è quello del marketing conversazionale. Dall’invio di mail massivo, infatti, stiamo andando verso una comunicazione one to one con l’utente. In quest’ottica, diventa vitale l’intervento dei bot, programmati per rispondere a una serie di domande predefinite. In ultima analisi, comunque, la chiave dell’email marketing rimane la possibilità di raggiungere le persone giuste al momento giusto

MailUp - Stefano Chiappano Ti ringrazio anche a nome di Digital Coach per la tua disponibilità. Buona giornata, e buon lavoro!

MailUp - Federico PassoniBuona giornata a tutti, e grazie.

 

 

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Stefano Chiappano
Storico di formazione, sono approdato al Digital Marketing nel 2017 e mi sono innamorato di questo campo. Ogni giorno applico i miei studi umanistici alla creazione di grandi contenuti per Internet.