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Che cosa è esattamente il Link Sculpting?

Il Link Sculpting, chiamato più comunemente PageRank Sculpting, è una tecnica di SEO, molto utilizzata ed efficace fino a qualche tempo fa, che prevedeva la manipolazione dei link interni al proprio sito al fine di posizionarsi meglio nella SERP. Google, infatti, per determinare il posizionamento di un sito all’interno di un risultato di ricerca utilizza, tra i vari parametri, anche l’assegnazione di un punteggio dei link la cui somma costituisce il Link Juice.

Il tag nofollow

Il Link Juice può essere definito come l’insieme di rank che una pagina è capace di trasferire all’esterno e che viene diluito tra tutti i link in uscita contenuti nella pagina. Fino a qualche tempo fa utilizzando sui link meno importanti o autorevoli il tag nofollow si poteva quindi impedire che questi venissero conteggiati nel Link Juice totale del proprio sito web. Questo processo di utilizzo dell’attributo HTML “nofollow” per dare ad alcune pagine di un sito più visibilità e precedenza SEO rispetto ad altre è chiamato appunto Link Sculpting.

Il calcolo del PageRank

Per il calcolo del PageRank ogni pagina ha un valore attribuito dalla quantità di link interni ed esterni che possiede. Quindi, se una pagina possiede 10 link, ognuno di essi trasmetterà 1/10 del valore totale. Il Link Sculpting consisteva nell’eliminare completamente alcuni link dal calcolo del PageRank. In questo modo una pagina con 10 link, dei quali cinque impostati come nofollow, contava per Google come se ne avesse 5 su 10 che trasmettevano Link Juice (in sostanza, i link nofollow non venivano conteggiati nel calcolo della PageRank permettendo così agli altri link di avere un peso maggiore).

link scultping

 

I link nofollow conteggiati nel link juice

Questo processo è stato via via definito sempre meno efficace a partire dal 2009, anno in cui il Software Engineer di Google, Matt Cutts, ha comunicato che anche i link con attributo nofollow sarebbero stati conteggiati per stabilire il link juice. Inoltre dal momento che l’algoritmo di analisi entra in un sito e lo scorre muovendosi tramite i link, aggiungere troppi “nofollow” impedisce all’algoritmo di fluire correttamente nel sito che a lungo andare finirà col essere penalizzato da Google e conseguentemente perdere posizioni nella Serp. Cutts ha inoltre sottolineato come a costituire un buon PageRank fossero sempre stati prima di tutto: la creazione di grandi contenuti e un’architettura del sito che lo renda utilizzabile e navigabile sia per gli umani che per i motori di ricerca.

 

 

Una migliore strategia legata ai link

Tenendo presente la poca efficacia del tag nofollow e quanto consigliato da Google è però possibile attuare delle tecniche per migliorare la struttura dei link interni di un sito Web. Quello che bisogna tenere a mente è che il PageRank sculpting non è morto o inutile, ma si è evoluto e quindi non può essere più tutto basato sull’attribuzione del nofollow ai link.

Per “costruire” il PageRank di un sito è importante:

  • Evitare di linkare tutte le pagine web possibili all’interno dei propri contenuti. Essere selettivi e linkare solamente gli argomenti correlati e coinvolgenti per un visitatore. Se la pagina è piena di link, è fonte di distrazione e rischia di apparire confusionaria e manipolativa.
  • Considerare attentamente la pertinenza di un link. Il collegamento a una pagina di scarsa rilevanza può ridurre la pertinenza della pagina.
  • Ridurre il numero totale di collegamenti che si verificano tra una pagina Web e la home page. Sfruttando l’autorità dell’home page è possibile diffondere il link juice in modo uniforme in tutto il sito e posizionare ogni pagina web in modo che acquisisca un buon rank.

Monitorare i collegamenti

Ti consiglio inoltre di:

  • Monitorare regolarmente i collegamenti interni per vedere se sono presenti link “rotti”, ovvero quei link che rimandano a una risorsa non più disponibile (es. pagina 404 o errore 500). I link interrotti possono far penalizzare il sito dallo spider di un motore di ricerca e allo stesso tempo offrono un’esperienza utente povera.
  • Collegare a contenuti pertinenti o pagine di prodotto i collegamenti a piè di pagina e i link della barra laterale. L’inserimento di link alla fine degli articoli o su una barra laterale delle pagine Web pertinenti incoraggerà gli utenti a continuare a interagire con il sito web e questo fornirà a Google segnali positivi che potrebbero influenzare indirettamente il sito Web e il posizionamento della pagina.
  • Posizionare tag di link o tag di parole chiave sul contenuto comunicherà ai motori di ricerca l’argomento di quella pagina di destinazione. I link breadcrumb e una sitemap XML contribuiscono notevolmente alla navigazione degli utenti e del crawler del sito.
  • Tenere presente che l’algoritmo di Google e il suo approccio alla misurazione dei contenuti sono in continua evoluzione. Il software premia i produttori di contenuti di qualità e punisce gli spammer web. Creare contenuti di qualità permette di guadagnare naturalmente link organici.

 

 

Il tag nofollow è una tecnica seo?

Sebbene quindi non sia più consigliato considerare il tag nofollow come una tecnica di SEO efficace ai fini del posizionamento esistono ancora moltissime tecniche legate ai link che possono essere utilizzate per ottimizzare il proprio sito web. Il Link Sculpting 1.0 è forse morto, ma come avviene sempre nel digitale, si potrebbero definire questi nuovi accorgimenti come un Link Sculpting 2.0?

Cosa ne pensate?

Posizionarsi nella SERP e ottimizzare il proprio sito Web può essere difficile. Date un’occhiata a questi articoli, potrebbero aiutarvi!

 

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G. Pisanu
Sono Laureata in Mass media e Politica e sono da sempre appassionata di comunicazione e scrittura tanto che ho lavorato negli ultimi due anni come giornalista, web content editor e social media specialist. Attualmente sto seguendo un percorso di formazione completa di digital marketing.