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Una buona User experience è fondamentale per la riuscita di un marketing digitale. Che sia un sito, un’app o un prodotto, coinvolgere l’utente e rendergli la vita più semplice è un servizio che può determinare l’acquisto dei nostri prodotti. L’eccellenza della User experience è nell’ Interaction design. L’ Interaction design è infatti la progettazione di una vera e propria interazione intuitiva che simula un dialogo istantaneo tra l’uomo e la macchina. Crea la sintesi tra  meccanismi tecnicamente complessi per la macchina a semplici manovre umane, riducendo al minimo gli sforzi ed aumentando il coinvolgimento e la soddisfazione.

 

Differenze tra User experience (UX), User interface (UI) e Interaction design (IxD)

 

Termini molto spesso confusi tra loro, che necessitano di un chiarimento.

 

  • La User experience è l’esperienza utente. Nel digitale si parla di User experience design per intendere il progettare l’esperienza di qualsiasi cosa che sia utile ad un utente. Non necessariamente dev’essere intuitivo o coinvolgente, né di bell’aspetto. L’importante è che funzioni.
  • Lo User Interface è l’interfaccia impiegata dall’utente durante l’utilizzo. Fare User interface design è quindi concentrarsi sulle parti estetiche dell’esperienza. Decidere quindi colori, forme e design estetico del software per un’esperienza appagante per l’occhio.
  • Per Interaction design ci si riferisce a tutti quei device e prodotti realizzati con alla base l’idea di massima interazione tra l’uomo e il sistema artificiale. Un’interazione che è totalmente intuitiva per il target di utilizzo, assolutamente semplice da usare. L’ Interaction design esiste anche al di là delle attività digitali: si parla di Interaction design anche per il design, per l’architettura e per tutto ciò che al centro ha l’interazione tra l’uomo e un oggetto in modo rapido.

Ma facciamo qualche esempio:

La user mobile experience è l’esperienza utente di un utilizzatore di smartphone, che a seconda del device che sceglie si sente più o meno coinvolto ed aiutato. La User interface è quella che vede ad esempio chi utilizzando Facebook vede la schermata disposta in quel modo, con quegli spazi, con quel carattere, con quella dominanza blu per i menù.

Tornando agli smartphone invece, chi ne ha realizzato l’ interaction design ha deciso che per switchare pagina, bisogna trascinare il dito lateralmente sullo schermo, che per ingrandire le immagini bisogna allontanare due dita, che per tornare alla home basta premere un determinato tasto, etc.

Tutte cose che ormai diamo per scontate ma che alla base sono state create da un Interaction design specialist (o Interaction designer) che ha trovato la soluzione più semplice e intuitiva per l’essere umano. Prima dell’ interaction design molte funzioni o non erano possibili o il loro processo di realizzazione era più lento, con la costruzione di più menù, più click e un maggiore sforzo per l’utente che doveva imparare e ricordarsi il metodo di utilizzo di ogni device. Nell’ interaction design invece la richiesta di concentrazione dell’utente è ridotta al minimo. Nella facilità di utilizzo non esistono differenze tra l’utente più neofita all’esperto: una sorta di interattività democratica.

Interaction design infografica

 

In che modo l’ interaction design può servire a un’azienda per aumentare il fatturato?

 

L’ interaction design può essere una delle armi più funzionanti per raccogliere clienti e fidelizzarsi. Se varie aziende propongono lo stesso servizio o prodotto a prezzi simili, il cliente sceglierà con tutta probabibilità quello che utilizza nel modo più semplice e intuitivo. E trovare il modo per estremizzare questo concetto con una user experience personalizzata come nell’ interaction design può essere la giusta arma di vittoria per sbaragliare la concorrenza. Pensiamo ad esempio a quando l’Ipod sbaragliò la concorrenza dei Walkman, o come gli smartphone sono andati sempre più in fretta a sostituire i telefoni cellulare a pulsanti. E ancora le casse automatiche nei supermercati, le macchine automatiche per i servizi pubblici etc… tutte tecnologie che danno lo stesso risultato ma ottimizzando precedenti sistemi più complessi.

 

Quali domande si deve fare chi deve realizzare dell’ Interaction design

 

  • Quali funzioni potrà realizzare l’utente e quali scopi ha?
  • Cosa potrà fare l’utente fisicamente per interagire con l’interfaccia? Necessita di ulteriori strumenti come mouse, touchpad, etc…
  • Quale design può essere il più adatto a fare capire all’utente quali funzioni si possono realizzare?
  • Nel caso di utilizzo errato sono presenti messaggi di errore o brevi istruzioni per correggere velocemente l’utilizzo dell’utente?
  • Quale feedback ottiene l’utente una volta conclusa l’azione?
  • Gli elementi visivi dell’interfaccia hanno il giusto peso nel display (o spazio fisico) e sono tutti utilizzabili in maniera semplice?
  • Gli elementi utilizzati hanno il giusto compromesso tra semplicità e originalità? O è stata fatta una versione simile a uno standard già esistente?

 

Nell’ interaction design l’utilizzo dell’utente viene prima delle questioni tecniche dello sviluppatore. La complessità della realizzazione tecnica è secondaria rispetto al risultato di semplificazione per l’utente.

Per la realizzazione dei vari prototipi è quindi necessaria la valutazione di alcuni degli utenti di riferimento, così da perfezionare il meccanismo direttamente con gli utilizzatori designati.

 

Le 5 attività principali dell’ Interaction design

 

  • Identificazione dei bisogni e dei requisiti richiesti
  • Sviluppo di proposte alternative di design (A/B test)
  • Costruzione di prototipi interattivi utilizzabili e valutazioni
  • Valutazione dell’utilizzo complessivo
  • Identificazione dei bisogni e dei requisiti richiesti

 

  • L’identificazione del target di utilizzo è fondamentale. Bisogna sapere quali sono gli utenti a cui ci si rivolge e in che modo l’interattività può effettivamente dargli un servizio utile.

Tutto questo è alla base della progettazione user-centered (UCD). In caso contrario il prodotto potrebbe essere snobbato o addirittura disprezzato una volta sul mercato.

Necessari sono quindi  raccolte di dati, questionari e focus group per evidenziare tutte le impressioni dell’utente tipo. Nell’ interaction design è necessario utilizzare principalmente il supporto umano nella progettazione del dispositivo.

 

  • Sviluppo di proposte alternative di design (A/B test)

Una volta decise quale mansioni avrà e quali requisiti soddisferà bisognerà sviluppare idee differenti fino a trovare la migliore. Questa attività può essere divisa in due sotto-attività: conceptual design e progettazione fisica.

Il conceptual design trasforma i bisogni degli utenti in un modello concettuale. Il modello concettuale altro non è che uno schema scritto dell’utilizzo del dispositivo. Lo schema serve per descrivere in termini e concetti il funzionamento del sistema progettato. È il funzionamento teorico che dovrebbe avere il suddetto sistema. Il sistema dovrà quindi prevedere ogni menù, sottomenù, opzioni perenni (ad esempio tornare indietro o tornare nella condizione iniziale) e comprendere ogni tipo di azione realizzabile dall’utente.

La progettazione fisica invece si concentra sul design estetico e di esperienza reale: forme, colori, suoni, immagini ed icone da utilizzare. Ogni elemento grafico e schermata va progettato attentamente. Il designer deve seguire regole, linee guida e principi da utilizzare per la realizzazione del dispositivo. Deve conoscere bene semiotica e pittogrammi per massimizzare estetica ed efficacia.

 

  • Costruzione di prototipi interattivi utilizzabili e valutazioni

La progettazione fisica non necessariamente parte dalla sua realizzazione direttamente nel software o in maniera concreta. È possibile e consigliato realizzare più versioni fisiche del prodotto finale, anche non necessariamente utilizzabili. Si possono quindi realizzare versioni grafiche o cartacee delle varie schermate di utilizzo, in modo tale che possono già essere valutabili dal campione del target senza necessariamente una complessa progettazione del sistema. I prototipi sono un ottimo modo per scovare subito errori, suggerimenti e preferenze. Non necessariamente i prototipi di Interaction design vanno quindi realizzati su HTML5 o CMS, ma si possono anche creare con disegni, Photoshop, illustrator o qualsiasi programma di grafica.

 

  • Valutazione dell’utilizzo complessivo

Una volta realizzati i prototipi vanno valutati per selezionare la soluzione migliore. È necessario realizzare un piano di valutazione che valorizzi al meglio due fattori: l’apprezzamento dell’utente e la sua capacità di utilizzo. Nell’epoca di oggi in cui tutto è immediatamente disponibile in mille modi diversi, un prodotto bellissimo ma difficile da utilizzare difficilmente avrà successo. Per questo è necessario anche sapere filtrare adeguatamente le valutazioni del campione del target osservando attentamente anche l’utilizzo.

Per una valutazione più scrupolosa possibile è necessaria la progettazione interattiva. La progettazione interattiva consiste in continui test su ciò che è stato prodotto. In questo modo ci si può concentrare in maniera concreta (e non astratta) sul progetto, riducendo il tempo per l’entrata del prodotto sul mercato.

Quali tecniche di valutazione si utilizzano?

  • Osservazione degli utenti
  • Richiesta di opinioni agli utenti
  • Richiesta di opinioni agli esperti
  • Testare l’utilizzo degli utenti
  • Diversificare l’utilizzo in vari gruppi di utente

L’insieme di queste valutazioni costituiscono il paradigma di valutazione.

Ci sono vari tipi di paradigmi di valutazione

  • Quick and dirty: in poco tempo i designer ricevono feedback da utenti ed esperti concentrandosi sui loro suggerimenti per la progettazione.
  • Test di usabilità: i test di usabilità servono a stabilire il comportamento di utilizzo direttamente sugli utenti. Un campione di utenti viene condotto in un laboratorio dove vengono elencate varie azioni da concludere. Durante l’utilizzo i valutatori studiano da vicino il reale comportamento degli utenti, analizzandone le capacità e il tempo impiegato per realizzare le varie azioni.
  • Studi sul campo: in contesti naturali vengono studiati i comportamenti degli utenti senza condizionamenti esterni, in modo tale da valutarli nel modo più naturale possibile. Per rendere la valutazione il più naturale possibile, le valutazioni sono condotte esternamente tramite videoregistrazioni o internamente mimetizzandosi tra gli utenti.
  • Valutazione predittiva: richiesta ad esperti di nuovi metodi di utilizzo innovativi e risoluzione preventiva dei problemi di utilizzo.

 

Come l’ Interaction design comunica con l’utente

I 5 linguaggi (o dimensioni) dell’ Interaction design

 

Interaction design dimensioniParole

La scelta dei vocaboli e della forma del testo è la dimensione più importante per uno strumento interattivo. Si deve trovare la maniera più efficace per rispondere esaurientemente alle richieste dell’utente. La terminologia usata deve essere comprensibile al target ipotizzato, con un tono appropriato al sistema ed accogliente. Un sistema che ringrazia dell’utilizzo ad esempio è molto più apprezzato di un oggetto che si limita a compiere l’azione in modo freddo e inanimato.

 

Rappresentazioni visive

Per rappresentazioni visive si intendono tutti quegli elementi visivi che compongono le interfacce software del dispositivo. Dalla scelta delle forme, alla tipografia, agli schemi, alle icone e tutto ciò che è visivo. Sono molto importanti perché insieme alle parole rendono più efficace ed istantaneo il messaggio.

 

Oggetti fisici e spazio

Per oggetti fisici e spazio si intende il materiale fisico del prodotto, la sua forma, la sua composizione e gli spazi di utilizzo. L’oggetto è fisso o mobile? Necessita di ulteriori accessori esterni come mouse, tastiere o telecomandi? In quale spazio l’utente ne ha necessità? Bisogna prevedere ogni difficoltà per cancellarla e rendere l’esperienza utente su misura per le sue esigenze.

 

Tempo

Il tempo di utilizzo dell’utente qual è? Si ha settato il sistema in modo adeguato all’esperienza utente? Se l’operazione interattiva non è istantanea ad esempio è necessario mostrare all’utente l’andamento del procedimento. Questo linguaggio comprende anche i contenuti che cambiano nel tempo di interattività come suoni, video ed animazioni.

 

Comportamento

Il modo in cui il sistema reagisce all’utilizzo dell’utente.  Quali reazioni ed animazioni compie? Vibrazioni, musica, video, animazioni etc…

 

Metodologie di sviluppo dell’ Interaction design

 

  • Design orientato all’obbiettivo

Il primo obiettivo del design del prodotto dev’essere l’utilizzo da parte degli utenti. Nei software interattivi si ha bisogno di nuovi metodi che istruiscano brevemente ed esaurientemente all’utilizzo. La macchina deve cercare di essere fruita nel modo più naturale possibilie, senza notare la sua artificialità.

 

  • Usabilità

Il prodotto va progettato per rispondere a delle esigenze, per questo la sua usabilità deve essere concreta. Chiedendosi preventivamente quali problemi può riscontrare l’utente e continuando a testare fino alla perfezione prima di lanciare sul mercato.

 

  • Personas

Le personas sono individui tipo che riassumono i vari gruppi di persone che formano il target. Quali tipi di persone necessitano del prodotto e quali sono i loro background? In che modo si comportano col prodotto? Ogni interfaccia è in grado di interagire con qualsiasi tipo di utente?

 

  • Dimensioni cognitive

Le dimensioni cognitive sono principi di progettazioni per notazioni, interfacce e linguaggi di programmazione. Servono per valutare l’utilizzo di un’interattività o per progettarne una nuova. Forniscono un linguaggio per parlare adeguatamente in modo tecnico del progetto interattivo.

 

  • Interazione affettiva

Il prodotto oltre a rispondere immediatamente alle richieste dell’utente come una conversazione umana, deve anche essere in grado di mettere a proprio agio il cliente come un buon dialogo umano. Per questo bisogna simulare toni umani, trasmettendo emozioni positive ed evitando quelle negative. Questo aspetto include influenze motivazionali, di apprendimento, creative, sociali e persuasive. L’uso di animazioni e gentilezza dei toni può cambiare in maniera decisamente positiva l’esperienza del cliente.

 

Discipline da conoscere per fare Interaction design

 

  • Design industriale

Per progettare oggetti interattivi è necessario progettarli secondo le regole fisiche ed estetiche più adatte per garantire un’usabilità adeguata.

 

  • Ergonomia

È necessario studiare l’interattività anche dal punto di vista fisico e psicologico dell’utente, il comportamento umano rispetto all’ambiente di utilizzo del prodotto.

 

  • Psicologia cognitiva

È necessario conoscere bene le basi della psicologia cognitiva. Modelli mentali, mappature, metafore di interfaccia (ovvero modelli concettuali che si sviluppano in un modo simile a una dimensione fisica) e affordance (invito all’uso della superfice fisica).

 

  • Interazione uomo-macchina (HCI)

Ricerche accademiche dell’interazione tra uomo e computer sono necessarie per testare le funzionalità dell’interazioni. Le ricerche più importanti sono quelle riguardanti le dimensioni cognitive (arrivare a un risultato con meno sforzo possibile e una forte chiarezza) e la procedura cognitiva (studio dei problemi sul campo con utenti reali).

 

  • Ricerca di design

Ricerca del modo più esteticamente apprezzabile e semplice su sistemi già esistenti per garantire un usabilità coinvolgente e adeguata.

 

  • Architettura

Essendo che l’ Interaction design è sempre più presente nei contesti urbani e pubblici, lo spazio di utilizzo va costruito adeguatamente allo spazio in cui gli utenti ne usufruiranno.

 

  • Progettazione dell’interfaccia utente

Ogni interfaccia va studiata singolarmente, per garantire una fruibilità sempre coerente ed esauriente nel 100% di tempo di utilizzo, con il sistema che deve rispondere all’esigenza dell’utente e mai il contrario.

 

Interaction design futuro

 

In conclusione

 

Con il processo tecnologico che continua a svilupparsi alla velocità della luce, ogni sistema è sempre più aggiornato e semplificato. Siamo passati quindi dalla meccanizzazione alla digitalizzazione, e ora dalla digitalizzazione all’ Interaction design. Ogni servizio sarà reso sempre più naturale e automatico, permettendo di arrivare agli stessi risultati in molto meno tempo e con molta meno fatica. Ma prima di ogni discesa è necessario fare la salita, e ciò implica una costruzione complessa e approfondita del sistema. Che permetta al servizio di agire autonomamente, come se dotato di un’intelligenza artificiale. Per questo l’ Interaction design è la simbiosi perfetta di due delle discipline più importanti per l’uomo: la componente tecnologica e quella umanistica.

 

Ma per rendere il sistema pressochè “umano” è necessario (così come nella vita) sbagliare come facciamo noi, andando poi a correggere perché “sbagliando si impara”. Per questo ogni sistema di Interaction design va analizzato e valutato scrupolosamente prima, durante e dopo la sua progettazione da esperti e non, con cui si può riuscire a scovare errori che non si erano ancora riscontrati. Smussando tutti gli spigoli per trovare la perfezione di una corretta ed appagante interazione tra uomo e prodotto.

 

Matteo Righi
Master in Digital Marketing, laurea in Fashion Design e diploma in Graphic Design. Appassionato di musica, cinema e tutto ciò che è arte e comunicazione contemporanea. Digital e sport addicted.
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