Seleziona una pagina

Intervista a Pierluigi Casolari Ceo e Founder di CheckBonus, prima app in Italia che sfrutta i trasmettitori  iBeacons per incrementare il traffico pedonale e la shopping experience nei retail stores.

 

Come è stato confermato al Convegno “Nuove Esperienze di Consumo per Nuovi Stili di Vita” (tenutosi a gennaio 2014 durante la prima edizione della nuova Fiera HOMI, evoluzione del Macef di Milano) “le tecnologie mobile stanno trasformando la shopping experience nel punto vendita” e dunque “l’adozione di strategie che consentano al consumatore un’esperienza di acquisto cross-channel rappresenta la chiave per il successo del moderno retail”.

Secondo uno studio di IBM, condotto su oltre 30.000 consumatori a livello mondiale e pubblicato in occasione dell’edizione 2014 della National Retail Federation, i consumatori sono disposti a condividere i propri dati personali con i rivenditori, soprattutto se ricevono qualcosa in cambio, in particolare, il 36% sarebbe disposto a condividere la propria posizione con i rivenditori via GPS, il 32% condividerebbe i propri dati social con i rivenditori e il 38% fornirebbe il proprio numero di cellulare allo scopo di ricevere SMS.

Sempre secondo questo studio, per quanto riguarda i vari canali utilizzati, il 40% di acquirenti si serve delle tecnologie social, di localizzazione e mobile per raccogliere le informazioni, ma tende a non utilizzarle per l’acquisto dei prodotti; il 29% utilizza le tecnologie social, di localizzazione e mobile molto più diffusamente, dalla ricerca dei prodotti all’ordinazione delle merci; il 19% dei consumatori intervistati resta indietro rispetto alla maggioranza della popolazione quando si tratta di utilizzare la tecnologia per fare acquisti; infine soltanto il 12% dei consumatori intervistati rientra nella categoria degli apripista, ossia coloro che usano queste tecnologie tra vari canali e scelgono il rivenditore che offre questa possibilità.

Le vendite cross-channel (o omnicanale) quindi, ovvero l’opportunità offerta ai consumatori di vivere un’esperienza d’acquisto connessa e personalizzata attraverso i canali online, il mobile commerce e il negozio tradizionale, sono l’obiettivo del moderno retail, che negli ultimi anni si è arricchito anche di nuove modalità di interazione con i clienti, grazie all’utilizzo di tecnologie come l’Rfid, l’Nfc, il cloud, la geolocalizzazione, l’Internet of Things, ma anche di strumenti più avanzati come i Big Data, i software per le analisi predittive, il sistema di monitoraggio dei flussi pedonali (vedi articolo della Software Advice sullo Store Traffic Analytics ), la localizzazione al coperto (cioè il tracciamento degli spostamenti del cliente all’interno dello store) come gli iBeacons.

La sfida per i rivenditori oggi è quindi quella di riuscire a combinare tutti i dati delle interazioni con i clienti, sia quelle avvenute in negozio, sia online, sia tramite un dispositivo mobile, con i dati esterni provenienti da social media, video e sensori, in modo tale da rispondere a tali informazioni in modo tempestivo, offrendo così ai consumatori  raccomandazioni e offerte veramente personalizzate, unico vero strumento per la fidelizzazione del cliente.

Ed è proprio per rispondere a questo trend che è nata CheckBonus, una #startup fondata da Pierluigi Casolari e Yuri Ceschin nel 2013, che ha mosso i suoi primi passi all’interno di Talent Garden Milano  e che attualmente ha un team di 4 persone full time e a fine 2013 ha ricevuto un primo seed investment da Key Capital.

In pratica CheckBonus è un’app per smartphone (attualmente disponibile solo su iOS ma tra poco anche su Android) che simula l’utilizzo di una Carta Fedeltà, consentendo di guadagnare punti ad ogni ingresso in un negozio convenzionato. Ad oggi i partners principali di CheckBonus sono la catena nazionale di elettronica di consumo Marco Polo (tra le principali in Italia) e la catena regionale (in Lombardia) di articoli sportivi BricoSport.

marcopolo-videogiochi-new@2x

 

brico sportPer ottenere i punti quindi basta entrare in un punto vendita con l’applicazione accesa e soprattutto con il Bluetooth acceso; fermandosi poi qualche istante in prossimità dell’adesivo o totem CheckBonus, automaticamente si guadagnano i punti. Presto verranno create altre modalità per guadagnare punti (per esempio invitando gli amici ad usare l’app o condividendo i propri checkin su Facebook).

Come per le classiche carte fedeltà anche i punti CheckBonus possono essere utilizzati per richiedere i premi presenti nel catalogo, la grande differenza però sta nel fatto che l’utente può decidere dall’inizio quali punti accumulare, impostando un desiderio nel menù principale dell’applicazione: da quel momento la barra di avanzamento in alto sulle schermate dell’app segnalerà quanti punti mancano al raggiungimento di quello specifico desiderio.

Nel catalogo CheckBonus sono presenti premi di diverso tipo e valore. I più facili da ottenere sono i buoni sconto. Oltre a questi si trovano anche le carte regalo.

Nel momento in cui si raggiungono i punti necessari si può richiedere il premio e istantaneamente sullo schermo verrà mostrato un codice. A seconda del premio il codice può essere uno sconto o ottenere una carta regalo presentando il codice nel negozio prescelto. In alternativa si verrà reindirizzato ad una pagina esterna contenente il voucher digitale da mostrare al personale vendita del negozio.

Ma chiediamo direttamente a Pierluigi:

– Puoi spiegarci come funziona la tecnologia iBeacon usata dalla vostra applicazione?

Ibeacon è il brand name dato da Apple ad una sorta di upgrade tecnologico del bluetooth, ovvero il Bluetooth LE di nuova generazione (bluetooth 4.0): dato il basso consumo energetico – lato dispositivi bluetooth e lato smartphone che lo supportano – il bluetooth LE è l’ideale per far comunicare oggetti e dispositivi mobili. E sta diventando uno degli standard di quelli che potremmo definire gli smart store, ovvero punti vendita intelligenti in grado di interagire o meglio innescare meccanismi di interazione con la clientela.

Nel caso di CheckBonus il modello è molto diretto: l’utente entra nel punto vendita, accende l’app e raccoglie punti fedeltà, il retailer puo’ aggiungere un livello di comunicazione consentendo al visitatore di sbloccare promozioni e/o comunicazioni di altro genere, con l’obiettivo di convertire la visita in una vendita. CheckBonus è generatore di shopping e pedonalità , il che è propulsivo per i retailer e per i consumatori, ovvero per la loro esperienza in store e ricerca costante di occasioni.

-I processi di decision making dei consumatori sono totalmenti cambiati rispetto a qualche hanno fa, guardando il “Purchase Funnel” attuale, lo Zero Moment of Thruth corrisponde al momento in cui il consumatore cerca maggiori informazioni su internet su quel determinato prodotto che vorrebbe acquistare e spesso lo fa proprio all’interno del negozio, per comparare prezzi, per leggere i commenti di chi lo ha già acquistato…CheckBonus in quale momento all’interno del purchase funnel può influire sulla decisione di acquisto del consumatore e in che modo offre un valore aggiunto alla shopping experience?

Attualmente lavoriamo sul lower funnel , siamo una macchina finalizzata alla performance.  L’utente vede i negozi convenzionati, i deals esistenti (in termini di punti e promo), entra nel negozio e sblocca i deals. Lavoriamo sull’esperienza in store. D’altra parte quello che dici relativamente alla comparazione prezzi in store, fatto attualmente molto diffuso (il 50% degli utenti con smartphone, usano apps in store), è sostanzialmente devastante per il retail brick & mortar, perché trasformano il punto vendita in uno show room. L’obiettivo di CheckBonus è ripristinare la logica del punto vendita come luogo d’acquisto, incentivando i meccanismi che portano dalla visita all’acquisto.

CheckBonus.it first image

-CheckBonus ha quindi come mission quella di incrementare lo store traffic pedonale, o quella di offrire una shopping experience per il consumatore sempre più personalizzata?

Entrambe. La pedonalità è di default il meccanismo generato da CheckBonus, l’esperienza personalizzata la sua evoluzione naturale. Già ora i retailer possono inserire un momento di comunicazione nel momento in cui l’utente entra e prende i punti. Noi chiamiamo questo momento il “walkin”, che si distingue dal “checkin”, in quanto il checkin è una dichiarazione sociale della posizione, mentre il “walkin” è un ingresso verificato dai nostri dispositivi bluetooth.

-Dimmi 3 buoni motivi per cui da oggi devo iniziare ad usare CheckBonus (vivendo a Roma, magari non proprio da oggi…)

1. E’ divertente

2. E’ utile

3. E’ una nuova modalità di fare shopping

Ringrazio Pierluigi Casolari per l’intervista augurandogli di vedere presto CheckBonus diffusa in tutta Italia.  

Video Intervista dal Canale Videoblog di Digital Coach 

 

Daria Lubrano di Ricco

Master in Digital e Social Media Marketing
DIGITAL-COACH.IT

Linkedin:  It.linkedin.com/in/darialubranodiricco

Twitter:  @LubranoDaria

GooglePlus: google.com/+DariaLubranodiRicco

Daria Lubrano di Ricco
presso
#internationalization #chinesesocialmedia #socialinnovation #socialimpact #startup