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Il 24 marzo si è svolto all’Aja un incontro dei leader del G7 sulla sicurezza nucleare. Il Gruppo dei Sette è nato nel 1976, quando il Canada aderì al Gruppo dei Sei (Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti) e riunisce le sette nazioni sviluppate con la ricchezza netta più grande al mondo. Il criterio di ingresso nel club è stato il PIL di ciascun paese e, se lo rappresentiamo con i dati del Fondo Monetario Internazionale ad ottobre 2013, questa è la graduatoria.

I Primi Ministri partecipano al G7 in base allo sviluppo economico delle rispettive nazioni  e quindi le dinamiche di crescita dei paesi emergenti nei prossimi anni sono destinate a modificare radicalmente lo scenario.

Ma se il criterio fosse la popolarità dei leader nei Social Media come cambierebbe la graduatoria?

Il 26 marzo mi sono divertito a cercare i dati su Facebook, Twitter e Google Plus e il quadro che ne deriva è interessante nel rappresentare le strategie e i risultati di comunicazione di ciascun leader.

Google Plus risulta utilizzato solo in 5 casi su 7 e con numeri molto più bassi degli altri due,  a testimonianza della gioventù relativa di questo social e allora presenterò i risultati in forma grafica solo per Facebook e Twitter.

Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, primi per PIL, è anche di gran lunga il primo assoluto per l’impiego dei Social. Il rapporto di popolarità (fan + ne parlano per Facebook e follower per Twitter) con il secondo leader in graduatoria è di 40 a 1 e scende invece 10 a 1 il rapporto tra Obama e il secondo per i “ne parlano”, misura delle interazioni e delle conversazioni che i post  sono capaci di generare.  Valori impressionanti sull’uso dei social, se si considera che il rapporto del PIL tra USA e secondo stato è “solo” di 3 a 1. Tuttavia non stupiscono se ci si ricorda che tutta la campagna per le elezioni presidenziali è stata fatta due anni fa con un massiccio dispiegamento delle tecniche di Digital e Social Media Marketing e che l’uso nel Direct Email Marketing per la raccolta fondi è ormai un caso da manuale, con la differenza misurata di oltre 2 milioni di dollari nelle 13 alternative di mail sottoposte ad AB Test.

Il secondo, con qualche sorpresa, è Matteo Renzi, presidente del consiglio italiano, stato che invece si colloca al 6° posto in quanto a PIL. Secondo assoluto su Facebook e su Twitter, presente su Google + come Obama, Renzi scende invece al 3° posto sui  “ne parlano”, ad indicare forse una strategia di comunicazione meno capace di creare interazioni.

Terza sia per il PIL che su Facebook in questo G7 dei Social Media è la Germania con Angela Merkel, che ha invece scelto di non avere un profilo verificato su Twitter nella cui graduatoria si qualifica quindi come non classificata. Incuriosisce questa deliberata assenza perchè Twitter è invece il social più utilizzato dalla comunicazione politica.

Anche la Francia allinea PIL e popolarità con il quarto posto di François Hollande, che precipita però all’ultimo posto in quanto a interazioni: solo 1 fan su 155 è coinvolto dai post su Facebook.

Quinto per popolarità su Facebook è il premier inglese David Cameron, stessa graduatoria del PIL, che balza invece al terzo  posto su Twitter ed al primo delle interazioni: lui e il suo staff riescono a coinvolgere 1 fan su 4, molto meglio di Obama (1 su 89) e di Renzi (1 su 25).

Il premier canadese Stephen Harper, al sesto posto su Facebook e al quinto su Twitter, migliora comunque rispetto al PIL del suo paese che è l’ultimo del G7. Ma la posizione non è poca cosa se si considera che il Canadà ha circa la metà degli abitanti del Regno Unito, 1/9 della popolazione USA e la popolarità nei social si realizza prevalentemente all’interno dei confini nazionali.

Ultimo su Twitter e su Facebook, ma secondo per PIL è Shinzo Abe (????). Pur  sommando i dati suoi e quelli del Prime Minister Office, la presenza sui social è molto scarsa, nonostante il Giappone sia la seconda nazione per popolazione dopo gli Stati Uniti.

Differenze di posizionamento e scelte strategiche quindi molto differenti tra i diversi leader.

Dipendono dall’età, dallo stile del leader, dalla cultura del paese o più semplicemente dalle scelte degli staff?

Ma questo potrebbe essere l’argomento di un altro post.

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Roberto Zuccolin

Master in Digital e Social Media Marketing

www.Digital-Coach.it

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Roberto Zuccolin
Management & ICT Consultant, Digital & Social Media Marketing Specialist