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H-FARM è un Venture Incubator, situato all’interno di una storica tenuta agricola, nella campagna veneta fra Treviso e Venezia e precisamente in località Cà Tron nel comune di Roncade (TV), in cui sono ospitate oltre 350 persone che danno vita a nuove idee, innovazioni, prodotti, progetti, imprese. Lo scopo principale è quello di favorire la nascita di progetti che semplifichino l’utilizzo degli strumenti e dei servizi digitali a persone ed aziende. Attualmente H-FARM ha anche delle sedi a Seattle (USA), Mumbay (India) e Londra (UK); dal 2005 in poi H-FARM ha investito circa 15,4 milioni di euro in 54 startup, il cui fatturato aggregato supera i 30 milioni di euro e nel periodo 2014-2018 sono previsti investimenti per altri 10 milioni di euro.

Di recente, la finanziaria Veneto Sviluppo Spa, la società finanziaria partecipata al 51% dalla Regione Veneto, con una operazione del valore di 1,5 milioni di euro, è entrata nel capitale della piattaforma digitale H-FARM, allo scopo di supportare la nascita di nuove imprese e la creazione di nuovi posti di lavoro, sostenendo da un lato nuove iniziative basate su business innovativi e dall’altro aiutando le aziende più tradizionali a trasformarsi sfruttando tutte le possibilità ed opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dal digitale.

Citiamo alcune start-up di successo: Makooè una start-up nata nel 2013 attiva nel campo del fashion, che offre la possibilità di realizzare ed acquistare dei gioielli unici e personali sfruttando il suono della propria voce e le tecnologie di stampa 3D. Makoo è in grado di consentire in modo semplice ed intuitivo di realizzare oggetti personalizzati unendo la tradizione orafa italiana con le nuove tecnologie. Da gennaio 2014 è ufficialmente una società presente sul mercato.

Fannabeenasce da un idea di Antonella Sinigaglia, fan dell’artista Kylie Minogue e sua collezionista, che ha deciso di creare una piattaforma social (che presto diventerà anche un’app) dedicata da un lato ai collezionisti di musica che possono catalogare, vendere, scambiare e condividere in modo facile tutto ciò che possiedono legato ai loro artisti o genere musicale preferiti (dai dischi in vinile, ai cd, alle foto con i propri idoli) e dall’altro dedicata agli artisti che possono premiare i loro fan più “accaniti”. Fannabee è diventata un azienda nell’ottobre del 2013.

Abbiamo chiesto a Riccardo Donadon, fondatore di H-FARM, una breve intervista:

  1. Quali sono le più importanti novità a cui H-FARM sta lavorando? 
    Dopo aver fondato oltre 54 startup, ci stiamo mettendo sempre più a disposizione del territorio per aiutare l’introduzione della tecnologia e dei modelli innovativi nel business delle aziende. Abbiamo iniziato questo percorso lo scorso anno, istituendo un evento che abbiamo chiamato H-ACK: una maratona di 24 ore che in pochi mesi ha radunato più di 3.000 giovani da tutta Italia per sfidarsi in autentiche gare di programmazione a tema. H-ACK rappresenta una formula veloce, ma allo stesso tempo concreta, per fare un primo importante passo in questa direzione.
  2. Adeguate risorse finanziarie ed il loro flusso costante sono fondamentali per sostenere le varie attività ed i molti progetti in cantiere, come affrontate questa criticità? Sicuramente l’aspetto finanziario è fondamentale per la crescita e lo sviluppo dell’attività imprenditoriale. Il modello di business dell’incubatore è un ibrido tra quello del Venture Capital tradizionale e una società di consulenza. Questa struttura impone un’attenta pianificazione: il ritorno dall’investimento in quote di startup avviene solitamente nel medio termine (exit o acquisizione in un periodo variabile tra 3-7 anni) mentre i costi per sostenere la struttura sono costanti. Ci stiamo concentrando nell’offrire soluzioni “ad hoc” per le aziende per dare loro supporto nel processo di innovazione del business in ottica digitale (H-ACK ne è un esempio).
  3. Di recente la Regione Veneto, tramite VenetoSviluppo SpA è entrata a far parte del capitale della società, qual è ad oggi l’attenzione ed il sostegno evidenziato dal mondo istituzionale? In Italia bisogna costruire dei role model positivi, i giovani non hanno dei riferimenti concreti di altri giovani che ce la fanno. Ed è indispensabile lavorare tutti assieme per farne emergere un pò, perché i giovani ci credano. Lo Stato può mettere anche della finanza ma è soprattutto importante che faccia un’attività di accreditamento a livello nazionale (deve aumentare la consapevolezza) ma soprattutto internazionale della potenzialità e affidabilità del nostro mondo. Gli stranieri devono venire ad investire anche da noi, non devono aver paura. Solo in questo modo potrà crescere anche il mercato dei VC.
  4. H-FARM è presente con proprie sedi anche negli USA, India, UK, è stata manifestata spesso l’intenzione di mantenere comunque le radici ed il corpo principale del gruppo a CàTron-Roncade, quali sono le principali difficoltà nel continuare a fare impresa in Italia? Collocare H-FARM nella campagna trevigiana di fronte alla laguna di Venezia nasce da un mio forte legame con il territorio e dal sogno di ridare vita alle tante tenute agricole che in passato sono state protagoniste di uno sviluppo economico rurale e che oggi invece possono rivivere grazie all’economia digitale. Francamente, sono partito con l’ingenuità ed il romanticismo di realizzare una piattaforma che potesse aiutare i giovani a realizzare il loro sogno. Sono stato fortunato, nel 2000 e nel 2005 ho pensato che potevo mettere a disposizione quanto avevo imparato per aiutare i giovani a cogliere le opportunità enormi che stava offrendo la rete. In realtà lo scenario era, e lo è tutt’ora, molto più complesso.  L’Italia manca ancora di consapevolezza ma le cose stanno cambiando. Il nostro mondo sta esplodendo, l’innovazione tecnologica indotta da internet è sempre più pervasiva e tutti i modelli di business devono adeguarsi.
  5. Se dovesse dare un consiglio ad un giovane laureato che è in cerca di una propria strada e ad un imprenditore che non sa come rilanciare la propria attività cosa direbbe loro? Crederci. Crederci tanto e buttarsi a capofitto sulla propria idea, tenendo le orecchie bene aperte per raccogliere tutti i commenti reputati utili per aggiustare il tiro. E’ un momento straordinario: ci sono tantissime opportunità soprattutto nel digitale. Il web e in generale le tecnologie digitali offrono grandi possibilità: in questo campo più che altrove vengono meno l’età, i profili di carriera e quelli accademici e chi è in grado di costruirsi da sé il proprio business ha di fronte a sé un mondo di occasioni. E’ uno dei pochi campi in cui, già oggi, sono le nuove generazioni a insegnare a quelle precedenti. Questo non significa che sia facile, ma oggi il “costo-opportunità” per provare, per lanciarsi, è davvero basso, soprattutto in Italia, dove i percorsi professionali tradizionali sono certamente poco dinamici. Per avviare un’attività i ragazzi devono soprattutto crederci! Volgere lo sguardo oltre i confini del loro mondo e cercare nuovi territori mentali da conquistare.

Giuseppe Sangiovanni
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Master in Digital & Social Media Marketing Digital Coach

Giuseppe Sangiovanni