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Google Passage Ranking è la più recente novità dell’algoritmo di Google, un nuovo sistema di ranking. A volerlo chiamare Google Passage Ranking è stato proprio Martin Splitt, leader del gruppo Search Relations di Google.

algoritmo google passage rankinMartin Splitt è infatti la persona che sviluppa i rapporti e tiene le relazioni con gli sviluppatori e i SEO Specialist di tutto il mondo, per aiutarli a capire come muoversi per assecondare i criteri di classificazione e indicizzazione del motore di ricerca.

La cosa è emersa durante l’intervista di Cindy Krum, Bartosz Goralewicz e Tomek Rudzki del Search Engine Journal quale precisazione ad alcune domande dei giornalisti riferite al sistema di ranking dei contenuti indicizzati.

To Rank significa infatti classificare e il “ranking”, di conseguenza, è la classifica, anche se tutti noi siamo ormai abituati a chiamare “posizionamento” l’allocazione di una URL all’interno della SERP, la schermata di risposte che Google mette a disposizione dell’utente in seguito a una “query”. Query, non scordiamocelo, significa interrogazione. Nell’articolo che segue è infatti necessario dare il nome corretto ai diversi concetti per meglio comprendere i risvolti pratici che emergono con l’introduzione del Google Passage Ranking.

 

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Cos’è Google Passage Ranking?

Inizialmente si voleva chiamare questo nuovo sistema Passage Indexing, ma poi si è visto che questa modifica all’algoritmo verteva più sulla presentazione delle risposte, piuttosto che sui contenuti da indicizzare, così è venuto quasi automatico a Martin Splitt ribattezzarlo Google Passage Ranking.

A voler vedere, infatti, più che un motore di ricerca, Google è diventato un motore di risposte a tutti gli effetti e ora che anche Martin Splitt ha voluto chiamare Google Passage Ranking la variazione all’algoritmo, la cosa ha assunto anche una certa ufficialità.

Si sapeva che Google avrebbe introdotto una variazione di questo tipo e tutti la stavano aspettando come se fosse la presentazione del nuovo modello di Smartphone; una modifica che favorisse il contenuto dei publisher con meno familiarità con le tecniche SEO più avanzate, ma al contempo molto professionali nella creazione di contenuti informativi e così è andata, anche se in modo non radicale. Vediamo cosa è successo e quali implicazioni porta con sé quest’innovazione.

Cosa significa Google Passage Ranking?

Cosa significa Google Passage Ranking lo vedremo tra poco, ma ciò che si può anticipare è che ha più a che vedere con le risposte piuttosto che con le domande. Si sapeva che il motore di ricerca più usato al mondo stesse prendendo questa direzione e da qualche settimana la cosa è approdata alla dimensione del reale. 

Letteralmente Google Passage Ranking significa classificazione operata da Google dei “passaggi”, e per “passaggi” si intendono quei brani di testo particolarmente significativi – per esempio all’interno di un “long form” – che hanno elementi di contenuto con un valore particolarmente informativo per l’utente.

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Il long form verrà premiato?

Cos’è il long form? Letteralmente è un “formato lungo” ed equivale a quello che in linguaggio giornalistico si chiama approfondimento, o dossier, oppure “allegato speciale”. Il long form serve ai blogger o alle testate giornalistiche online e non solo, per fare il punto su un argomento, affrontandolo in tutti i suoi innumerevoli aspetti.

A titolo di esempio lo si può paragonare al dorso del Corriere della Sera dedicato al Salone del Mobile di Milano che esce ogni anno all’inizio della Design Week milanese. Se fatto bene un long form è perfetto per indicizzare un argomento, ma considerata al sua lunghezza e la ricchezza di argomenti correlati, rischia di disorientare l’algoritmo. Per cui, quando un SEO si dedica a un long form, deve fare molta attenzione a tracciare argini ben precisi ai domini semantici da coprire, senza allargare troppo lo scenario e le legature di senso degli argomenti correlati. Con Google Passage Ranking ora questo rischio non c’è più, o quantomeno c’è ma è stato ridotto, proprio perché saranno i passaggi all’interno degli argomenti correlati in un long form, a fare da nuclei semantici di indicizzazione per il relativo posizionamento in SERP. Saranno poi i lettori – com’è noto – con l’interesse che dimostreranno verso un corpus informativo, a decretare se si tratta o meno di una risorsa meritevole di essere posizionata in SERP. Google infatti rileva il comportamento in rete delle persone, come il tempo di permanenza su un testo, l’interattività che questo testo genere con l’utente, oltre alla propensione di quest’ultimo a ritornarci eccetera.

Google Passage Ranking premierà i testi lunghi e ben argomentati. Sembra un’ovvietà ma non è per niente così e presto ne vedremo il motivo. Del resto, chi si occupa di comunicazione sa che la vera risorsa di business di Google è la soddisfazione informativa di chi si rivolge a lui per avere informazioni e, pertanto, la lunghezza di un testo è uno degli elementi che Google utilizza per capire se un testo è realmente informativo ed esaustivo, ma questo, come si buon ben capire, non basta e infatti la storia non finisce qui, anzi, la storia parte proprio da qui.

Testualmente Martin Splitt dice che in realtà Google Passage Ranking è più un “affare interno” a Google, una modalità che esamina la granularità del testo, per isolarne i vari elementi di significato all’interno dei suoi moduli. Se è più un affare interno allora non si capisce il motivo di questa release informativa operata da Mountain View tramite Martin Splitt: se c’è fumo, da qualche parte deve trovarsi anche l’arrosto.

È proprio qui che arriva la domanda di Bartosz, verticale come una parete a strapiombo, che verte proprio sui moduli semantici con cui si deve costruire un contenuto e che se Google Passage Ranking può essere correlato all’utilizzo intelligente dei sottotitoli per identificare i diversi piani semantici di contenuto.

La risposta di Martin è affermativa, sì, Google Passage Ranking lavora proprio su questo, sulla lettura e sulla comprensione dell’organizzazione della struttura semantica del testo.

 

Cosa cambia per i professionisti della SEO?

Cosa bisogna fare per indicizzare bene un contenuto un articolo o una pagina alla luce di questa nuova indicazione di prospettiva? I testi già pubblicati vanno tutti ri-ottimizzati? La risposta di Martin Splitt è stata emblematica, ma era doveroso aspettarselo. Ciò che i SEO e gli sviluppatori devono fare per ottimizzare i contenuti attualmente in rete è molto, molto semplice: non devono fare niente.

Forse la risposta è provocatoria, o forse no. In realtà lo è.

Quello che ci sta dicendo Martin Splitt è che i contenuti devono essere informativi, perché, se ci pensiamo, è solo con il rispetto delle necessità informative delle persone che possiamo guadagnarci posizioni nella classifica stilata dall’algoritmo oltre con la giusta adozione delle best practice. Se non fosse così, se performassero solo i testi “SEO” ben ottimizzati ma scarsamente informativi, a breve il giocattolo si romperebbe, questo perché nessuno userebbe più Google per cercare informazioni.

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Google Passage Ranking premia i contenuti editoriali

Bartosz insiste, vuole sapere da Martin come può un SEO professionista perfezionare il proprio lavoro per assecondare questo cambiamento dell’algoritmo. A questo punto emerge il cuore del senso di Google Passage Ranking. Martin infatti spiega che Google sarà sempre in grado di riconoscere quei passaggi che identificano una pagina come giusta o sbagliata per una determinata query e che il Google Passage Ranking è stato messo a punto per riconoscere il valore informativo dei contenuti redatti da autori che non sono professionisti SEO, che generano comunque pagine o articoli di valore e dunque meritevoli di essere presentati in SERP quando pertinenti a una query. 

Pertanto da questa affermazione capiamo che, se un testo è ben strutturato nella sua organizzazione informativa, nel suo sviluppo semantico, google sarà in grado di esaminarlo e di collegarlo ad una query anche se non viene realizzato da un SEO professionista. 

Spesso, infatti, chi produce contenuti non ha famigliarità con la SEO, spesso è prolisso – come specifica Martin Splitt – questo perché non è un professionista dell’algoritmo. Google Passage Ranking va incontro proprio a queste persone, perché sarà in grado di identificare i “passaggi chiave” anche all’interno di testi molto lunghi in cui l’informazione risulta molto “diluita”.

Questo – parole sempre di Martin Splitt – non cambierà nulla per i professionisti SEO che potranno continuare a lavorare come hanno sempre fatto. 
Google Passage Ranking va nella direzione di dare un miglior risultato informativo a chi si rivolge al motore di ricerca per avere risposte pertinenti.

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Come avvantaggiarsi col Google Passage Ranking? 

La risposta viene da sé, è naturale che un professionista della SEO sarà sempre avvantaggiato su chi non conosce in alcun modo le tecniche di indicizzazione dei testi, lo sarà ancor più se sarà in grado di produrre anche contenuti di valore, informativi ed esaustivi. Pertanto lo specialista SEO sarà ancor più avvantaggiato se a fianco della metodologia di indicizzazione dei testi metterà una solida e accurata content strategy e content development. 
Un testo lungo e denso di informazioni rilevanti sarà ancor più favorito sia nell’indicizzazione che nel posizionamento in SERP.

Del resto è noto che, per valutare il valore informativo di un testo, l’algoritmo di Google verifica tutti gli indizi che gli fanno capire cosa è di valore e cosa non lo è e tra questi indizi troviamo i link in entrata, il tempo di permanenza su un testo, le volte che un utente ritorna su quella risorsa, il numero di volte che interagisce con esso eccetera… 

Pertanto per chi si occupa di contenuti e di SEO, resterà importante lavorare sulla copertura delle query, delle correlate, sull’utilizzo dei tag semantici e tutto quello che della SEO conosciamo, ma per fare un lavoro davvero performante sfruttando il Google Passage Ranking il professionista SEO dovrà curare sempre meglio il contenuto e le necessità informative di quanti, in Google, cercano risposte e informazioni. A quel punto la performance del suo lavoro sarà eccellente ed efficace oltre ogni previsione.

 

Google Passage Ranking nell’e-commerce.

Una domanda sull’e-commerce era ovviamene doverosa quanto poteva essere scontata la relativa risposta. Nelle schede prodotto, di testo non ce n’è molto, pertanto per un e-commerce non cambierà assolutamente niente, a meno che non ci sia una pagina di approfondimento sul prodotto – per esempio in un blog legato all’e-commerce – e sul contesto in cui il prodotto si inserisce in termini semantici.

Sviluppando pertanto contenuto informativo si verrà ovviamente intercettati meglio dall’algoritmo, perché questo contenuto sarà di effettiva utilità per l’utente che sta sviluppando una ricerca informativa. Uno o più focus di approfondimento, saranno ovviamente auspicabili, in considerazione del fatto che oltre a dare una visione più esaustiva del prodotto al lettore, si avrà la possibilità di inserire diversi approfondimenti, passaggi cruciali, affinché la nuova lettura operata da Google Passage Ranking sia più premiante per il contenuto pubblicato.

 

I “passaggi” sono come gli “snippet”?

La domanda era d’obbligo, ma la risposta è no. No, perché gli snippet esauriscono una precisa interrogazione in una frase concisa e possono essere letti nella schermata anche senza cliccare per accedere alla risorsa. Pertanto lo snippet continuerà a essere cruciale, ma caratteristica dello snippet è dare una risposta chiara a una domanda precisa, mentre i passaggi sono un’approfondimento. I “passages” esauriscono un’area semantica anche se non estesa, chiariscono un concetto, non si limitano a rispondere a una domanda. Gli snippet sono invece una risposta istantanea a una domanda molto verticale. 

 

Google Passage Ranking c’entra coi “subtopics”?

In questo caso la risposta è affermativa, anche se Google Passage Ranking ha a che vedere col ranking e più che con la comprensione dei contenuti da parte di Google. Il sistema a rete neurale di google considera gli argomenti correlati come l’anima dello sviluppo di un tema per la comprensione dello stesso all’interni della complessa struttura semantica di una lingua naturale.

È proprio con essi, con gli argomenti correlati, che si esaurisce l’estensione di un piano semantico, il punto di vista dal quale, chi produce un contenuto, guarda il topic su cui sviluppa la risorsa. Sono proprio gli argomenti correlati a profilare il contenuto e il punto di vista del suo autore, ma soprattutto il contenuto e il profilo psicologico e culturale dei suoi lettori. Del resto è noto che tu sei le parole che dici e che, con le parole che dici, crei l’ambiente che ti circonda. La stessa cosa vale per chi cerca con le proprie interrogazioni nel motore di ricerca. Dimmi cosa cerchi, come lo cerchi, con quali parole lo fai e cosa leggi e ti dirò che “persona” sei… A buon intenditor, poche parole.

Ma il Google Passage Ranking ha a che fare con la comprensione di google dell’argomento del testo, solo nella misura in cui ha a che fare col suo ranking. Come afferma Martin Splitt il sistema di reti neurali di Google ha a che fare con la simulazione del pensiero attraverso la comprensione della struttura semantica delle lingue naturali. Pertanto se Bert, l’algoritmo di comprensione del significato di un testo, ha a che vedere con la sua classificazione in termini di argomenti trattati per associali meglio alle query, alle interrogazioni degli utenti, Google Passage Ranking ha a che vedere con la presentazione in SERP di quelle pagine che sono state esaminate non solo per topic e subtopics ma anche per i singoli passaggi presenti in questi ultimi, che sono particolarmente coerenti con le query degli utenti.

Quindi per farla breve, una cosa è l’indicizzazione, un’altra la presentazione nella SERP, e Google Passage Ranking ha più a che vedere con quest’ultima piuttosto che con la prima.

In buona sostanza è indispensabile, per esempio, che Google possa capire che in un determinato “passaggio” si affronti un argomento per poterlo presentare in SERP. Se per esempio un articolo parla di verdure è indispensabile che Google capisca che in un determinato passaggio si stia parlando in modo sufficientemente esaustivo di “cetriolo”, anche se in tutto il resto dell’articolo di parla di tutti gli altri ortaggi, in modo da presentare in SERP la pagina qualora vi fosse una query orientata e coerente col concetto di “cetriolo”.

 

Quando verrà introdotto il Google Passage Ranking?

Martin Splitt dice che è stato introdotto già nel dicembre 2020, ma che è operativo da gennaio 2021.

 

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Quali siti traggono vantaggio da Google Passage Ranking?

aggiornamenti google passage rankingÈ stato sottolineato diverse volte dal portavoce di Mountain View che non c’è niente che un SEO possa fare per migliorare l’indicizzazione di un sito già ottimizzato, perché Google Passage Ranking è stato fatto esclusivamente per aiutare la performance in SERP dei sito che non vengono posizionati come dovrebbero.
In pratica, insiste Martin Splitt, la novità consiste nel fatto che verranno aiutati i siti che non si posizionano bene e questo non avrà alcuna influenza sulle altre risorse già presenti in rete. “Stiamo solo migliorando le classifiche per le pagine che stanno attualmente riscontrando problemi” aggiunge.
Per giunta non ci saranno nemmeno linee guida inerenti la lunghezza dei passaggi perché, come si sa, l’algoritmo è programmato per imparare in modo autonomo, pertanto si modificherà automaticamente senza che ci sia un calendario di aggiornamenti specifico o prevedibile.

Quando viene chiesto a Martin Splitt se verrà premiato maggiormente un “passage” all’interno di un page title piuttosto che in un corpo di testo, lui risponde che bisognerebbe chiedersi se una pagina con una buona risposta nel corpo è più rilevante di una che invece ce l’ha nel titolo della pagina.

Bartosz continua dicendo che se a una domanda del genere avesse dovuto rispondere lui, avrebbe detto che tutto sarebbe dipeso dalla “rilevanza” perché la rilevanza è più importante della posizione di una “frase chiave” nel titolo di una pagina, piuttosto che nel corpo di testo.

Alla fine dell’intervista viene chiarito che un sito con una struttura di contenuti scadente non potrà certo avvantaggiarsi dall’introduzione dei “passages”, che un’articolo ben indicizzato da un professionista SEO non dovrà essere ri-ottimizzato per assecondare le modifiche introdotte.

In buona sostanza, fare contenuti di valore e indicizzarli bene è il segreto per avere successo nel web: Google Passage Ranking va a tutto vantaggio degli utenti che fanno ricerche e che potranno disporre di SERP più complete grazie al fatto che l’algoritmo da gennaio ha uno strumento in più per riconoscere i passaggi di testo densi di significato per stabilirne la pertinenza con le interrogazioni al motore di ricerca.

 

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Andrea Bonomi
Laureato in Sociologia, appassionato di linguistica, si occupa di comunicazione, relazioni pubbliche, strategia, content e profilazione delle buyer persona.
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