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Google Ad Grants può fornirti fino a 10.000 dollari di pubblicità gratuita sul motore di ricerca. Sembra un sogno, vero? Eppure, questa iniziativa poco conosciuta esiste davvero, e può diventare una vera manna dal cielo per i beneficiari. Google Ad Grants è la maniera del colosso informatico di supportare le aziende no profit, qualunque sia la loro missione. Chi aderisce al programma ha una serie di linee guida da rispettare, ma ottiene in cambio un’efficacissimo supporto su Google AdWords. Inoltre, le istruzioni di Google Ad Grants non sono poi troppo diverse dall’ABC della SEA (Search Engine Advertising). Questo significa che si tratta di provvedimenti che prenderemmo lo stesso, anche se non fossimo obbligati a farlo dal programma, e che ci aiutano a creare campagne efficaci. Insomma, se sei un fundraiser e vuoi aumentare la visibilità della tua azienda no profit senza spendere un centesimo, Google Ad Grants è la soluzione perfetta per te!

Google Adwords regala pubblicità alle no profit, ma questo Google Ad Grants come funziona? La partecipazione al programma è molto più semplice di quanto si possa pensare. Una volta registrato, riceverai un grant mensile di 10.000 dollari per le tue campagne. Questi soldi potranno essere utilizzati solo per pubblicizzare gli annunci testuali, che compariranno nella SERP (Search Engine Results Page) sotto quelli a pagamento “tradizionali”. Per evitare concorrenza sleale, tuttavia, Google Adwords limita l’offerta massima CPC (Cost Per Click) a due dollari. Inoltre, possono beneficiare del grant solo le campagne che basino il proprio targeting sulle parole chiave. Se soddisfiamo questi requisiti, tuttavia, il funzionamento pratico di Google Ad Grants è molto simile a quello di una normale campagna Google Adwords. Possiamo sempre visualizzare l’andamento degli annunci, così come il budget speso. Semplicemente, i dollari non svaniranno dal nostro conto corrente, ma saranno offerti dal motore di ricerca!

Accedi a Google Ad Grants

I requisiti per iscriversi a Google Ad Grants sono spiegati molto chiaramente dal motore di ricerca. Un’organizzazione interessata deve avere sede in uno dei Paesi dove il programma è attivo. La lista include più di 50 paesi, e copre praticamente tutto il mondo occidentale. Anche l’Asia gode di una buona copertura, anche se bisogna far rilevare l’assenza della Cina. Una volta soddisfatto il requisito geografico, dobbiamo fornire a Google Adwords le prove che la nostra associazione sia una no profit. Per farlo, dovremo avere uno stato di ente di beneficenza: le regole per ottenerlo variano da Paese a Paese. A questo punto, l’ultimo (logico) step è quello di avere un sito web attivo. Si tratta del luogo virtuale che pubblicizzeremo con le nostre campagne, quindi Google Ad Grants ci richiede di avere del contenuto significativo. Se stai leggendo questo articolo, però, possiamo dare per scontato che questo requisito sia già soddisfatto.

Una volta ottenuta l’iscrizione a Google Ad Grants, ci sono una serie di regole da rispettare per mantenere lo status di beneficiario. Se dovessimo violare questi requisiti per due mesi di fila, il grant verrebbe revocato finché l’account non sia stato rimesso in regola. Per evitare questa procedura, ecco quali parametri dobbiamo rispettare.

Regole per le keyword

Perché il nostro account sia conforme alle regole del programma, dobbiamo fare attenzione ad alcune caratteristiche delle parole chiave usate nelle campagne.

Nessuna keyword di una sola parola

Google Ad Grants non consente ai beneficiari di utilizzare parole chiave composte da un solo termine. Questo tipo di termini, infatti, sono considerati troppo generici per essere utili agli utenti. Fanno eccezione a questa regola le keyword particolari, legare al brand o alla missione dell’associazione. Se sei in dubbio, qui trovi una lista delle parole singole concesse.

Vietate le keyword troppo generiche

Per lo stesso motivo del divieto precedente, Google proibisce ai beneficiari del programma di utilizzare keyword troppo ad ampio spettro. Come fare a capire se un termine ricade in questa categoria? Controllando (tramite Google Adwords) l’esperienza sulla pagina di destinazione. Uno scarso punteggio indica che l’utente non ha trovato quel che cercava, e che la keyword è quindi troppo generica per il nostro contenuto.

Punteggio qualità minimo 

Un account Google Ad Grants deve eliminare dalle proprie campagne tutte le parole chiave con un punteggio di qualità uguale o inferiore a due. Questo valore numerico ha un range da uno a dieci, e viene calcolato dal motore di ricerca. Gli elementi che lo determinano sono il numero di clic previsti dall’algoritmo, la pertinenza degli annunci e l’esperienza sulla pagina di destinazione.

Se una determinata keyword non rispetta le norme di Google Ad Grants, dovremo cancellarla dall’account o metterla in pausa. Per quanto riguarda il punteggio di qualità, possiamo anche impostare un regola per fermare automaticamente le parole chiave che scendono sotto il minimo.

 

 

Regole sulle campagneGoogle ad grants - le campagne

Oltre alle parole chiave, anche le nostre campagne devono rispettare una serie di requisiti. L’account deve infatti essere strutturato in maniera opportuna, e contenere un minimo di annunci in pubblicazione. 

Minimo di due gruppi di annunci per campagna

Google Ad Grants non mette un limite al numero di campagne che possiamo attivare. Ognuna di esse, tuttavia, deve includere almeno due gruppi di annunci. Questi raggruppamenti devono unire ads correlati, che si basino su keyword simili e portino gli utenti su pagine utili. Può essere una buona idea aggiungere alla lista delle parole chiave quelle che ci hanno portato più traffico, anche organico.

Minimo due annunci per gruppo

Le campagne beneficiarie di Google Ad Grants non possono essere troppo scarne, e devono portare l’utente esattamente dove vuole andare. Per questo, ognuno dei gruppi di annunci che prepariamo deve includere almeno due ads che portino a pagine pertinenti. Inoltre, la rotazione di questi due annunci dev’essere impostata sull’opzione “Ottimizza”, che calcola automaticamente il prezzo ottimale per ogni asta.

Almeno due estensioni sitelink in Google Adwords

Sempre per portare l’utente al contenuto che gli interessa, le nostre campagne devono contenere almeno due estensioni annuncio sitelink. Si tratta di link ulteriori che vengono pubblicati insieme all’ad originale, e che portano il visitatore a una determinata pagina del nostro sito. Quale? Sta a noi deciderlo, ma tipicamente si tratta di aree dedicate a iniziative importanti. Potremmo, per esempio, impostare un’estensione sitelink per guidare l’utente direttamente a una pagina di donazioni.

Ricapitolando, un account adatto a Google Ad Grants deve includere almeno una campagna, con due gruppi di annunci ognuno contenente due ads. In totale, ci occorrono quattro annunci, oltre a due estensioni sitelink.

Altre regole per l’account Google Adwords

Oltre alle norme su keyword e annunci, ci sono tre ulteriori requisiti prima di avere la certezza che l’account sia conforme a Google Ad Grants.

CTR minimo del 5%

Per assicurarsi della qualità degli annunci pubblicati, Google Adwords richiede ai siti iscritti al programma un CTR (Click Through Rate) minimo del cinque per cento. Questo significa che almeno un utente su venti deve cliccare sull’annuncio che gli viene mostrato. Si tratta di una soglia relativamente bassa, ma è opportuno tenerla presente quando progettiamo le nostre campagne. Un’attenta ottimizzazione del sito, oltre alla creazione di contenuti utili e pertinenti con le parole chiave, ci assicureranno di soddisfare facilmente questo requisito.

Monitoraggio delle conversioni

Da Gennaio 2018, gli account Google Ad Grants devono avere un monitoraggio delle conversioni attivo. Questo significa definire un’azione degli utenti che rappresenta un valore per noi, e inserire nel sito uno snippet di codice che ne tenga il conto. Google richiede almeno una conversione al mese, e suggerisce che un buon tasso sia superiore al 6%. Ricorda di impostare conversioni significative: una visualizzazione della tua home page non è un grande valore per la tua associazione!

Partecipare al sondaggio Google

Infine, Google richiede ai beneficiari del programma di partecipare a un sondaggio annuale, che puoi trovare qui.

Impostazioni avanzate di Google Ad GrantsGoogle ad grants - rompere le regole

Superare il limite del CPC

Come abbiamo accennato, Google consente un’offerta massima per click di due dollari. Tuttavia, esiste una maniera per aggirare questa limitazione e poter massimizzare l’offerta. Questo può aiutare a sfruttare a pieno il grant offerto dal programma, che spesso rimarrebbe invece non speso. Come farlo? Impostando la strategia di asta automatizzata secondo il parametro “Massimizza le conversioni”. Tramite questa opzione, l’offerta per ogni singolo annuncio viene determinata da un algoritmo proprietario di Google Adwords, che può superare il limite impostato. Ovviamente, perché questa strategia funzioni, il monitoraggio delle conversioni dev’essere abilitato. Non si tratta di un problema per gli account creati dopo gennaio 2018 (che devono impostare il monitoraggio), ma se il tuo è precedente tieni presente questo requisito.

Creare un adeguato monitoraggio delle conversioni

Come abbiamo visto, il monitoraggio delle conversioni è uno strumento indispensabile per sfruttare al meglio Google Ad Grants. Tuttavia, bisogna prestare particolare attenzione a quali azioni definiamo come “conversioni”. Anche nel caso di una campagna di brand awareness, la semplice visualizzazione della home page non è una metrica adeguata. Si tratta infatti di un’azione troppo comune, che non ci assicura di aver ottenuto il nostro obiettivo. Se non abbiamo una pagina dedicata o un modulo su cui indirizzare gli utenti, una buona idea è creare sul sito un bottone di richiesta informazioni. In generale, avere una precisa Call to action misurabile è assolutamente necessario per il buon funzionamento del monitoraggio delle conversioni.

 

 

 

Oltre Google Ad Grants: come sfruttare al meglio la pubblicità su Google Adwords

Sfruttare Google Ad Grants è un ottimo modo per migliorare la visibilità di un’azienda no profit, ma il mondo della pubblicità online è ovviamente ben più vasto. Per capire meglio le basi dell’advertising pay per click, ti consiglio di leggere questa guida. E per quanto riguarda gli annunci a base di immagini? Dopotutto, il programma di beneficenza di Google for no profit ci consente di utilizzare solo ads testuali. Se sei interessato ad approfondire l’argomento del display advertising, ossia la pubblicità basata su banner e immagini, qui trovi tutte le informazioni rilevanti. 

 

 

 

Diventa maestro della SEM

Come abbiamo accennato, il mondo della pubblicità online è immenso, anche se concentriamo la nostra attenzione solo sull’ambito dei motori di ricerca. Se desideri diventare un maestro della Search Engine Marketing, e dominare le SERP dei motori di ricerca, ti consiglio di controllare i nostri corsi dedicati alla SEM. A questo link trovi l’offerta migliore di Internet per imparare i principi base di questa disciplina, in modo da essere sempre davanti alla concorrenza!

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Stefano Chiappano
Storico di formazione, sono approdato al Digital Marketing nel 2017 e mi sono innamorato di questo campo. Ogni giorno applico i miei studi umanistici alla creazione di grandi contenuti per Internet.
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