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A qualcuno sarà passato per la testa almeno una volta di voler diventare un influencer marketer e poi aver accantonato l’idea perché non si hanno abbastanza follower sui social. E se vi dicessi che tutti nel nostro piccolo possiamo “influenzare” chi ci segue? Per capire meglio questa idea innovativa e social ho intervistato Melissa Tarenzi, marketing manager della compagnia che a loro piace  definire “rock’nroll “, start-up di successo nata nel 2015, Friendz

 

 

Raccontaci un po’ di te, come sei arrivata in questa compagnia innovativa? Qual è stato il tuo percorso?

Melissa Tarenzi

Il mio percorso è stato singolare. Dopo la laurea in legge nel 2015, mentre svolgevo il praticantato per diventare avvocato, ho incontrato Friendz un po’ per caso. Durante l’esperienza universitaria infatti, ho svolto un Erasmus durante il quale ho conosciuto dei ragazzi italiani. Quell’estate, in un weekend di luglio, stavo tornando proprio da una visita a uno di loro, nei dintorni di Roma. La scelta è ricaduta su un passaggio BlaBlaCar, sul quale ho conosciuto i tre ragazzi (allora venticinquenni) che successivamente sono diventati i founder di Friendz. Durante il tragitto mi hanno raccontato la loro idea che mi ha subito colpita, quindi tornata a casa mi sono tenuta in contatto con loro e, saputo che c’era la possibilità di entrare a far parte del team, mi sono candidata. 

 

Raccontaci un po’ questa idea innovativa totalmente digital che offrite del passaparola online?

Melissa Tarenzi

L’idea che poi abbiamo sviluppato era quella di dare ai brand un vero e proprio nuovo canale di marketing, un nuovo media che consisteva di dare la possibilità ai brand di entrare all’interno di uno spazio che non nasce per fare advertising (e che quindi fino quel momento era per loro inaccessibile) ovvero i profili privati social delle persone comuni. Per persone comuni intendo non influencer, blogger, micro-influencer, né persone che vengono seguite sui social perché parlano di particolari argomenti…Per esempio, io sono una persona comune: ho circa 1000 amici in media che mi seguono su Facebook ed Instagram, e sono tutte persone che per un motivo o per l’altro ho incontrato nella mia vita o hanno qualcosa in comune con me. Che cosa abbiamo fatto sostanzialmente? Abbiamo portato quello che è il passaparola dall’offline all’online.

Abbiamo un’app e una community formata da 270mila persone in Italia e 50mila persone in Spagna e chiediamo loro tutti i giorni di accogliere le nostre sfide creative. Diamo dei brief con delle regole molto precise che richiedono di scattare delle fotografie seguendo le indicazioni date. Una volta che hanno scattato una foto e associato un copy personalizzato – ma sempre coerente con quello che si vuole trasmettere – la foto viene validata dal nostro team e lo scatto viene pubblicato sui loro i canali social personali. Quindi diamo la possibilità alle aziende di far parlare le persone dei propri valori. Da qui sono nati un’altra serie di business, uno è quello della raccolta dati in maniera rapida, la nostra app infatti riesce grazie all’istantaneità e alla profilazione dettagliata che il nostro servizio offre, a porre alla community domande su determinati argomenti, prodotti e quant’altro. Questi dati quantitativi li elaboriamo internamente e li trasmettiamo ai nostri brand clienti o agli istituti di ricerca vari. Riceviamo reazione immediata e più spontanea perché la nostra app si pone in maniera informale e “giocosa”.

friendz app

Qual è il vantaggio competitivo che offrite?

Melissa Tarenzi

Non andiamo a sovrapporci a quello che può essere l’influencer marketing, che è di tipo più ispirazionale, “vorrei essere come…”. Ci basiamo invece sulle connessioni tra amici che hanno tra loro un target più simile. Non significa che i brand debbano escludere le due cose, in una strategia possono coesistere l’influencer marketing e il “passaparola online”. Nel nostro caso quello che raccontano i brand nelle loro strategie viene poi declinato in una coda lunga dove migliaia di persone parlano di loro sui social. Non abbiamo un reale vantaggio competitivo perché ad oggi non abbiamo dei reali competitors che offrano una community ingaggiante come la nostra. Offriamo sfide creative a cui la nostra community partecipa come se fosse un gioco e i brand si appoggiano a noi per dare voce ai loro prodotti attraverso la community.

 

Che strategie marketing applicate? Su quali canali digitali?

 Melissa Tarenzi

Siamo stati molto fortunati (e anche bravi) perché la nostra community è cresciuta senza spendere un euro in campagne marketing grazie alla logica dell’app che viene consigliata dagli utenti ai propri amici. E’ chiaro che adesso con l’arrivo di un numero sempre maggiore brand che ci chiedono campagne sempre più ampie, ci stiamo muovendo su canali diversi, principalmente Facebook Ads. Cerchiamo di far parlare di noi, soprattutto come brand, siamo improntati a fare sempre qualcosa di diverso che faccia parlare di noi a prescindere dal prodotto che abbiamo.

 

La vostra attenzione è più orientata sul brand, il cliente o il servizio che offrite?

Melissa Tarenzi

Il brand è sicuramente importante per dare il nostro messaggio, chiaramente diamo attenzione a tutti gli aspetti. Raggiungiamo i centri media e clienti diretti tramite tutti quei canali che arrivano anche da una serie di strategie marketing che attuiamo.

 

C’è qualche progetto o compagna a cui sei particolarmente affezionata?

Melissa Tarenzi

Una campagna particolare è quella che abbiamo fatto per Roche, la compagnia farmaceutica. E’ stato uno dei primi grandi progetti dove siamo andati ad unire grande parti dei prodotti che poi si sono sviluppati successivamente, ci è piaciuta perché riuscire a far parlare sui social le persone di una malattia così delicata come la sclerosi multipla non è facile. L’ambito farmaceutico è molto intimidito dai social perché devono tenere tutto sotto controllo e hanno paura che le cose gli sfuggano di mano. Siamo riusciti a creare questo progetto che si chiama “la sclerosi multipla non conosce le buone maniere” e attivare la community sotto diversi aspetti senza ricevere un commento negativo, grazie al tone of voice e alla parole che prima siamo andati a validare sulla nostra community. Siamo stati in grado di garantire una campagna social in cui le persone parlassero di un argomento così delicato in totale sicurezza.

Elena D'Souza on Linkedin
Elena D'Souza
Sono sempre stata affascinata dal mondo digitale e per questo ho deciso, dopo essermi laureata in Scienze dell'Educazione, di approcciarmi con creatività e curiosità a questa nuova realtà con Digital Coach. Mi sto appassionando al marketing digitale e mi sto formando per diventare una professionista del settore.
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