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Se stai facendo business sul web e hai impostato per il tuo sito Google Analytics, è molto probabile che tu conosci la frequenza di rimbalzo. Ma non sai cos’è o come calcolarla oppure quali sono i fattori che influenzano il bounce rate. Prima dobbiamo comprendere appieno ciò che è la frequenza di rimbalzo. La frequenza di rimbalzo è la percentuale di visitatori che arrivano al tuo sito web e lo lasciano senza visualizzare altre pagine. Ogni pagina ha una propria frequenza di rimbalzo. Tramite il web analytics 2.0 e servizi web come Google Analytics puoi monitorare questa metrica. Se il tasso medio di rimbalzo, ad esempio, è del 75%, questo significa che il 75% degli utenti lasciano il tuo sito web prima di visualizzare un’altra pagina. 

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Frequenza di Rimbalzo 

Ridurre la frequenza di rimbalzo è un passo fondamentale per stabilire il percorso del visitatore sul sito web. In questa guida spiego tutto quello che devi sapere su questa metrica molto importante.

Domande come: “Qual è una buona percentuale di rimbalzo? Il mio tasso di rimbalzo è del 30% … “. Prendere un dato da solo non ha tanto senso. Naturalmente, se il tasso medio di rimbalzo è del 75%, penso che sia abbastanza alto! 

Ogni caso è diverso. Ad esempio il bounce rate è elevata quando il visitatore trova subito quello che sta cercando. Ad esempio trova subito il numero di telefono del ristorante o l’indirizzo di un attività locale che offre un servizio in loco. In questi casi è normale che sia frequente il bounce rate siccome il visitatore ha trovato immediatamente quello che cerca e non ha bisogno di prolungare la visita. Invece non è normale ad esempio quando i contenuti del sito non danno nessun valore al visitatore e sono di bassa qualità. 

Il concetto chiave è questo: più è bassa la frequenza di rimbalzo e più è probabile che il tuo articolo sia interessante. Comincia a comprendere e ragionare come ridurre questa metrica. Non guardare gli altri, ognuno è diverso!

In questa guida spiegherò dunque come puoi ottimizzare e analizzare la metrica sul tasso di rimbalzo. La frequenza di rimbalzo è infatti uno tra i più importanti KPI (significato: indicatore chiave di processo) per misurare il Google traffico verso in nostro sito.

Sommario:

Definizione della frequenza di rimbalzo

In Google Analytics la frequenza di rimbalzo è così definita:

La frequenza di rimbalzo (o bounce rate in inglese)  è il rapporto tra le sessioni di una sola pagina divise per tutte le sessioni o la percentuale di tutte le sessioni sul tuo sito nelle quali gli utenti hanno visualizzato solo una pagina e hanno attivato una sola richiesta al server Analytics. Voce Google

Il termine rimbalzo vuole dire proprio che il visitatore va subito via dalla pagina in cui arriva. Ciò significa che la persona che ha visitato solo una pagina del tuo sito web. Il visitatore non ha fatto clic su un pulsante o un collegamento oppure non ha attivato nessun altro evento di interazione.

La velocità di uscita viene misurata a livello di pagina, è il tempo medio di permanenza di un visitatore. Un alto tasso di rimbalzo è particolarmente peggiore se si trova in una delle seguenti pagine di atterraggio: modulo d’iscrizione, pagina del carrello o pagina di pagamento.

Tieni presente: un rimbalzo è sempre connesso ad un’uscita, ma un’uscita non deve essere collegata a un rimbalzo.

Frequenza di rimbalzo rispetto al tasso di uscita

Per tutte le pagine visualizzate il tasso di uscita indica in percentuale quante volte quella pagina è stata l’ultima visualizzata nella sessione. Per comprendere la differenza tra la frequenza di uscita e la frequenza di rimbalzo per una determinata pagina si devono tenere presente i seguenti punti:

Per tutte le visualizzazioni di pagina, il tasso di uscita indica in percentuale quante volte quella pagina è stata l’ultima visualizzata nella sessione.

Per tutte le sessioni che iniziano con la pagina, la frequenza di rimbalzo indica in percentuale quante volte quella pagina è stata l’unica visualizzata nella sessione.

La frequenza di rimbalzo di una pagina si calcola solo sulle sessioni che iniziano con quella pagina.  

Fonte Google 

Nota: un analista intelligente potrebbe dire “come può essere così basso il tasso di rimbalzo rispetto al tasso di uscita?” Beh, questo perché ho implementato le misure di frequenza di rimbalzo corrette in base ai tempi. Ci discuteremo più in avanti. 

Monitoraggio e frequenza di rimbalzo

Il monitoraggio delle pagine è davvero solo l’inizio. La misurazione di tutti i tipi di interazioni sul tuo sito web è fondamentale se vuoi avere una migliore comprensione di come si comportano i tuoi visitatori e quali funzionalità funziona bene o deve essere implementata. La soluzione più comune per misurare le interazioni è il “monitoraggio degli eventi”.

Vuoi misurare quali sono gli eventi che provocano il tasso di rimbalzo? Devi stabilire se un’interazione influenza il tuo tasso di rimbalzo o meno. Alcune persone amano misurare un clic su un sito web esterno come un evento di non interazione e altri misurano che è un evento di interazione. Ognuno stabilisce cosa misurare o meno.

La prossima domanda è, come meglio analizzare i dati della frequenza di rimbalzo del tuo sito?

Segmentare i dati prima di analizzarli 

Segmentare i dati di Google Analytics è uno dei modi più potenti per ottenere una migliore comprensione. Per ottenere dei miglioramenti reali sulla frequenza di rimbalzo devi segmentare prima di dare conclusioni affrettate o agire sui dati. Si deve scoprire quali sono le pagine che hanno una frequenza di rimbalzo più alta.

Segmentare per tipo di dispositivo

Segmentare i dati sul tasso di rimbalzo per tipo di dispositivo. Questo ti consente di conoscere per quale tipo di dispositivo la frequenza è più alta.

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Focus sulle tue pagine più importanti

Prestate particolare attenzione alla frequenza di rimbalzo per le pagine in cui deve avvenire una conversione.

Trattare ogni tipo di pagina in modo diverso

Non dimentichiamoci che un visitatore non vuole trovare in una pagina informazioni diverse rispetto a quelle che sta cercando. Ad esempio la pagina “Contatto” potrebbe avere una frequenza di rimbalzo elevata perché alcuni visitatori che arrivano nella pagina potrebbero semplicemente cercare le ore o l’indirizzo di lavoro. Altri possono interagire con il modulo di contatto o fare clic su un indirizzo email. Questi ultimi due esempi non verranno registrati come rimbalzo. Guarda il comportamento dei nuovi visitatori rispetto ai visitatori di ritorno.

Analizzare e ridurre la frequenza di rimbalzo 

Fonti dei visitatori

Monitora da dove provengono i visitatori, dalla ricerca organica o dalle campagne a pagamento, campagne email oppure dai social media. Le fonti avranno tutti tassi di rimbalzo diversi.

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Farsi delle domande:

  • Stai attirando il tipo di utente sbagliato?
  • I tuoi visitatori provengono da fonti di basso valore o di scarsa rilevanza?
  • L’user-experience del sito o della pagina di destinazione è scarsa?
  • Il tipo visitatore con una frequenza di rimbalzo maggiore viene da una fonte organica?
  • Velocità di caricamento delle pagine?

Google è diventato particolarmente sofisticato, presenta un insieme di risultati altamente pertinenti tra cui scegliere, ma non legge la mente degli utenti che in quel momento cercano una determinata informazione. E può mandarti nel sito utenti che cercano altre informazioni.

A volte, per molti motivi diversi, chi sta cercando l’informazione può essere solo il tipo sbagliato di utente. Nessun sito web ha una frequenza di rimbalzo del 0%. A volte una elevata frequenza di rimbalzo può essere ricondotta alle campagne PPC. Pensa se le pagine di destinazione veramente stanno dando all’utente quello che si aspetta quando ha fatto clic sull’annuncio. Se ha cliccato sull’annuncio ‘abiti donna primaverili’ e lo hai portato in una pagina dove ci sono sia gli abiti primaverili che quelli estivi.

Se necessario, crea  annunci separati per la tua pagina di destinazione ‘abiti donna primaverili’. Controlla da dove proviene un elevato traffico di rimbalzo e perché quel particolare canale o fonte potrebbe non funzionare bene. Quando trovi dati discordanti: ad esempio la Frequenza di Rimbalzo alta e il CTR della campagna PPC sempre alto, questo può dipendere da annunci perfetti ma dalla pagina di destinazione non appropriata oppure non ben strutturata. Chiediti se la tua pagina di destinazione offre davvero ai visitatori quello che cercano?  Ad esempio, la chiamata all’azione del tuo annuncio evidenzia: ‘Iscriviti oggi per il tuo e-book gratuito’. La tua pagina di destinazione rende chiaramente evidente come registrarsi e come richiedere l’e-book gratuito? Assicurati che le pagine di destinazione indicano all’utente cosa fare. Una landing page deve far capire da subito l’argomento di cui si sta parlando e far arrivare l’utente alla soluzione. Ovviamente l’annuncio che è stato creato deve intercettare il target giusto, se quest’ultimo è sbagliato si rischia di far atterrare al sito utenti non interessati con conseguente aumento del bounce rate. 

Non dimenticare che l’uso dello smartphone è molto aumentato. Non ti puoi aspettare che l’utente rimane a lungo tempo se non riesce a trovare quello sta cercando.  

Parole Chiave 

Verifica quale query li ha portati alla tua pagina. Tramite sorgenti di traffico puoi vedere quali parole chiave hanno portato i visitatori al sito. 

User Experience

É facile visualizzare le pagine e navigare sul tuo sito web? Se conosci molto bene i tuoi prodotti e servizi, può essere facile trascurare alcuni aspetti. Assicurarsi che i contenuti siano facili da leggere e che esista una funzione di ricerca nel sito, specialmente se è un sito web di grandi dimensioni. Ad esempio una buona velocità di caricamento delle pagine incoraggia l’utente a visitarla. La velocità di caricamento delle pagine è molto importante. Probabilmente è il più grande fattore singolo di un tasso di rimbalzo elevato e facile da individuare in Analytics. La velocità di caricamento della pagine è anche un fattore di ranking.

Chiedersi perché i visitatori rimbalzano più frequentemente quando utilizzano uno smartphone. Prendi lo smartphone e controlla il tuo sito.  Le pagine di destinazione sono semplici da navigare su dimensioni minori? È facile per il visitatore convertire da mobile?

Eliminare gli errori  

Un’altra causa frequente di bounce rate quando il sito web presenta errori di programmazione. Un altro quando un utente fa clic su un collegamento o su un URL errato. Questo è chiamato un errore 404 e può essere un ottimo modo per perdere l’utente. Innanzitutto, cercare solo referral permanenti per le pagine evitando i collegamenti a rischio. 

Conclusioni

Come abbiamo costato un’elevata frequenza di rimbalzo non indica che il sito è di scarsa qualità. Quando l’utente trova subito quello che cerca non è un fattore negativo. Al contrario, è un dato negativo quando l’utente che va nel sito non trova ciò che cerca.

Quando si parla di frequenza di rimbalzo, come praticamente tutto ciò che ha a che fare con l’ottimizzazione dei siti web, non esiste una strategia o un approccio rapido. Tuttavia, se applicate la regola d’oro di segmentare i dati prima di apportare le modifiche, avrai una buona probabilità di ridurre la frequenza di rimbalzo.

Per maggiori indicazioni riguardanti Web Analytics e le Landing Page ti consiglio di scaricare i seguenti E-book gratuiti.

 

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Andrea Tuzi
Digital Advertising Specialist
Ho da poco concluso il Master in Digital Marketing presso Digital Coach dove ho approfondito tutto ciò che riguarda il mondo Digital, con la prospettiva di riqualificarmi ed intraprendere un nuovo percorso lavorativo nel digitale.
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