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Eppela è la principale piattaforma italiana di crowdfunding nata per dare la possibilità alle imprese di finanziare i loro progetti senza ricorrere al credito tradizionale.  Ce ne parla Nicola Lencioni, fondatore a amministratore delegato.

 

Presentazione di Eppela

 

Foto-Giada-Intervista-Eppela

Puoi dirci che cos’è il crowdfunding? Che tipo d’imprese lo utilizzano?

Foto-Nicola-Lencioni -eppelaEppela nasce nel 2011, quando  in Italia non si conosceva ancora il concetto di crowdfunding, dopo aver conosciuto Kickstarter. In Italia non c’era nulla del genere e il sottoscritto decide d’investire su questo tema. Il crowdfunding ti dà la possibilità di finanziare e di far conoscere la tua idea tramite internet. Oggi abbiamo numeri impressionanti: abbiamo finanziato più di 5.000 progetti per oltre 28-30 milioni di transato e con un tasso di successo importante. La media internazionale è intorno al 50%, mentre il nostro tasso è intorno al 65%. Questo perchè, pur copiando il modello americano, forniamo un servizio di advisoring, ovvero portiamo le imprese ad utilizzare questo strumento al meglio. Offriamo  una serie di servizi che accompagnano le imprese dall’inizio alla fine.

Tengo a precisare che Eppela è una piattaforma di crowdfunding reward based. Ci sono infatti diversi modelli: reward, equity, lending e donation based.
Eppela si rivolge a tutte quelle imprese di nuova costituzione o che hanno un prodotto o servizio nuovo da lanciare e che vogliono bypassare i problemi finanziari di accesso al credito.  

Crowdfunding-Processo

 

 

Criteri di selezione delle aziende

 

Foto-Giada-Intervista-Eppela

In base a quali criteri selezionate i progetti da finanziare? Quali canali utilizzate per  promuoverli?

Foto-Nicola-Lencioni-eppelaSulla piattaforma di Eppela arrivano giornalmente moltissimi progetti e rispetto ad altre piattaforme preferiamo fare un minimo di selezione.

Viene fatto uno studio di fattibilità, ovvero deve avere basi concrete, non un sogno irrealizzabile. Poi controlliamo che ci siano dietro persone che utilizzano il digitale. Verifichiamo se hanno un sito internet, se utilizzano i social e se hanno un propria community.
Se ci sono questi due presupposti si entra nel vivo della costruzione del progetto. Si cerca di capire, con il progettista, quali strumenti di comunicazione possieda per realizzarlo. I canali principali che utilizziamo sono quelli digitali, quindi l’online è il mezzo di comunicazione più importante. Basti pensare che circa il 95% degli accessi sulla piattaforma di Eppela, provengono da dispositivi mobili.
I social sono i canali prevalenti, Facebook in particolare. Cerchiamo di fare capire alle aziende l’importanza di creare un percorso di comunicazione sulla propria community. Questo unito ad una campagna di pre-lancio della raccolta, per incontrare gli interessi della target community ed incentivare le conversioni.
In riferimento ad Eppela, non si parla di semplice raccolta fondi, ma di prevendita di un prodotto o servizio. A me piace posizionare la piattaforma come generalista, sia per progetti profit, sia no profit. Di fatto, però, si vende sempre qualcosa: un prodotto, un’esperienza, un’interazione. Non è una semplice richiesta di denaro fine a se stessa, come può esserlo la donazione. 

 

 

 

Reward e equity crowdfunding

 

Foto-Giada-Intervista-Eppela

Basta il crowdfunding per finanziarsi?

Foto-Nicola-Lencioni-EppelaLe forme di finanziamento per le start up e per le imprese in generale le conosciamo. Noi facciamo reward, che diversamente dall’equity crowdfunding non svende l’dea ed evita di far fare investimenti sbagliati. Il reward crowdfunding ci permette di testare l’idea. di raccogliere dai 5 ai 20  mila euro, come obiettivi reali di raccolta. Non si discostano dalla media internazionale che è intorno ai 5-10 mila dollari.
A differenza delle forme di credito tradizionali, raccogliere soldi tramite internet evita la necessità di aver garanzie e contestualmente la bontà del progetto stesso.
Se un prodotto raccoglie una somma ingente implica che c’è dietro una bella strategia di comunicazione online e offline. A quel punto può aver senso utilizzare anche l’equity crowdfunding, perchè abbiamo già un bagaglio e un rating più alto rispetto a partire da zero.

Non escludo altre forma di finanziamento, Eppela collabora anche con le banche. La preventiva raccolta di una determinata somma tramite crowdfunding con annessa una community che ha già acquistato il prodotto incentiva le banche a concedere i finanziamenti.
Oltre al reward esistono:

  • l’equity crowdfunding per raccogliere quote societarie.
  • Il landing per fare prestiti fra persone.
  • La finanza tradizionale da integrare all’interno del sistema. Parlare di disintermediazione e di cancellazione delle banche mi sembra utopico. L’importante è dimostrare che con meritocrazia e trasparenza c’è la possibilità di stare sul mercato.

 

 

 

Settori rilevanti

 

Foto-Giada-Intervista-Eppela

Solo raccolta di denaro o anche promozione?

Foto-Nicola-Lencioni-EppelaIn Italia, nonostante i problemi economici , sorgono ogni anno circa 180.000 imprese, quindi lo spirito imprenditoriale è ancora ben radicato.

Molto importanti sono le PMI e l’artigianato, per questo il crowdfunding non deve essere visto solo per l’innovazione tecnologica, per le start up legate al fintech o per prodotti che possono circolare solo online. Noi abbiamo  casi come quello di un artigiano che chiedeva 3.000 euro per una sega circolare e  ne ha raccolti 18.000 riuscendo a coinvolgere una community per fare un corso di verniciatura del legno.  Il nostro è un Paese fatto da piccole imprese, che hanno bisogno di piccoli capitali per lanciare nuovi prodotti. Senza dimenticare che questo è uno strumento non solo per raccogliere denaro, ma anche di promozione.
In Eppela abbiamo coniato il termine crowdmarketing: raccogliamo denaro e allo stesso tempo ci facciamo conoscere e alimentiamo la nostra community.
Dobbiamo spingere su quei settori che hanno bisogno di finanziamenti e che ci riconoscono a livello storico.
E’ inutile pensare di fare la Silicon Valley in Italia. Sicuramente ogni anno nascono decine di progetti che hanno un respiro internazionale e sono ben contento che ci sia incubazione, investimento e accompagnamento per queste imprese. D’altro lato non bisogna dimenticarci delle migliaia di piccole imprese che giornalmente operano nel proprio territorio e creano la nostra produttività. 
Eppela, da oltre un anno, sta facendo attività di comunicazione e partnership con grosse realtà, come Poste Italiane, per supportare le piccole imprese.

Se anche tu hai un’idea o un progetto aziendale che vorresti portare avanti, ma non hai le idee chiare su come farlo, ti consiglio di dare un’occhiata ai corsi  promossi da DigitalaCoach in materia di Startup e E-commerce.

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giada masotti
Laureata in Finanza, lettrice accanita, curiosa e dai molteplici interessi. Sto frequentando un corso di Digital Marketing presso Digital Coach perchè mi piacerebbe lavorare come Web Content Writer.