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La facilità con cui si possono inviare messaggi via email ha portato, in passato, all’invio di email pubblicitarie non richieste e spesso invasive, mettendo più volte in cattiva luce questo potentissimo strumento di comunicazione. Ogni giorno la nostra casella di posta è invasa da messaggi pubblicitari indesiderati, di ogni tipo ed in grande quantità. Da poco le aziende hanno iniziato a capire che è necessario un approccio diverso, che consiste nell’ inviare messaggi significativi alle persone realmente interessate, che quindi apriranno e leggeranno l’email.

Si sta discutendo sul futuro dell’email marketing, collegato alla crescente diffusione dei Social Media.

Da una ricerca effettuata da Nielsen per la società italiana di email marketing Magnews è emerso che le email sostituiranno, ed in parte hanno già sostituito, la posta tradizionale per velocità ed economicità. Il successo delle mail è particolarmente dovuto all’avvento di smartphone e tablet, che consentono la lettura in ogni momento, anche solamente per riempire i tempi morti (circa il 30% delle mail viene letta tramite questi dispositivi).

In generale gli utenti gradiscono ricevere coupon, buoni sconto e le ricevute di pagamento quando acquistano online, mentre le newsletter più gradite possono variare per tipologia di interesse degli utenti, quindi è importante che siano personalizzate.

Tra gli strumenti di email marketing le mail personali, mail che possono avere all’interno del footer (piè di pagina) brevi messaggi pubblicitari. Poi vi sono i messaggi pubblicitari veri e propri, le DEM, per promuovere prodotti in modo diretto, convincendo il destinatario che l’email contiene un’occasione irripetibile, da non perdere.

Da una ricerca effettuata da MailUp (Email Marketing Statistics)  però emerge che i tassi di apertura e le percentuali di clic sono maggiori per le email transazionali: messaggi generati in automatico a seguito di un’azione del destinatario, come ad esempio i messaggi di avvenuta registrazione al sito o di riepilogo degli acquisti effettuati.

Vi sono poi le email event triggered, che sono un evoluzione di queste ultime. Esse consistono nell’invio di un messaggio personalizzato all’utente quando questo, ad esempio, abbandona un acquisto su un sito e-commerce, fungendo da promemoria.

E’ interessante vedere come, in termini di tassi di apertura, i settori più interessanti risultino quelli assicurativi/finanziari, di commercio all’ingrosso e di ristorazione, mentre in termini di percentuale di click i settori che emergono sono l’automotive, le organizzazioni politiche e la ristorazione.

Se si riflette lo strumento email ed i Social Network hanno poche cose in comune, infatti interagiscono in modo diverso con l’utente. La casella di posta elettronica è uno degli elementi attorno alla quale ruota la vita privata e professionale di una persona, è uno strumento indispensabile, di conseguenza il carattere della comunicazione è molto personale e diretto.

Fonte immagine: http://smedio.com/wp-content

I Social Network invece rispondono maggiormente ad un’esigenza di relazione interpersonale, di condivisione.

Ma proprio grazie ai social network e all’interazione tra i due strumenti, l’email ha assunto una connotazione completamente diversa, permettendo anche all’Email Marketing di evolversi.

Una pratica che si sta diffondendo a dimostrazione delll’integrazione tra i due strumenti è quella della condivisione dei messaggi email sui Social Network (in particolare su Facebook, 82%, seguito da Twitter con il 9% e LinkedIn con il 4%), permettendo a tutte le comunicazioni private di diventare dei messaggi da poter condividere pubblicamente con la nostra rete di contatti.

Olivia Ramonda

Master in Digital e Social Media Marketing

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