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Introduzione all’argomento: domanda latente vs domanda consapevole

Nella odierna Babele linguistica, soprattutto in campo Digitale, che tu sia un Web Master o una persona che si sta affacciando per la prima volta al mondo Digitale, vorrai sicuramente capire come impostare i tuoi articoli o prodotti oppure come creare correttamente delle inserzioni pubblicitarie per soddisfare la domanda latente di un utente oltre a soddisfare la domanda consapevole.

Sarai alla ricerca della soluzione ai tuoi problemi in quanto, nonostante tu pensi di aver svolto il lavoro nel migliore dei modi o vorresti accingerti a farlo, quando interroghi la query di ricerca, il tuo annuncio è accompagnato da articoli o prodotti differenti dal tuo ed appartenenti ad una categoria differente o, nel caso tu sia agli inizi, non capirai come mai nel momento della tua ricerca avvenga ciò. Non ti preoccupare, sei nel posto giusto ed oggi ti darò le risposte che stai cercando.

Nella guida di oggi, per prima cosa, ti spiegherò in modo semplice e pratico cosa vogliano dire “domanda latente” e che differenza ci sia con “domanda consapevole“. Poi, ti spiegherò come applicare, attraverso il Web Marketing, alcune semplici strategie per ottimizzare i tuoi annunci e le tue keyword. Come? È proprio quello che volevi sapere e, quindi, non vedi l’ora d’iniziare a leggere? Seguendomi passo passo spero che tutto possa sembrarti più chiaro.

 

Definizione di domanda latente

La domanda latente è tale, quando gli utente mostrano interesse su un determinato argomento, prodotto o servizio ma nel momento esatto in cui sono intercettati da una pubblicità/banner, essi non sono attivamente interessati all’articolo in questione.
Probabilmente ti sarà capitato un sacco di volte, magari su Google o su Facebook, mentre scorrevi il feed di notizie.

domanda consapevole vs domanda latente

In questo caso, sono andato sul noto sito per fare lo speedtest della mia connessione internet (tralasciando la pubblicità occulta non voluta) e sono stato intercettato da alcuni annunci della nota azienda di servizi internet. Ora, premetto che io non sono mai andato sul sito internet della nota azienda in questione ne tantomeno ho mai ricercato offerte di tale compagnia, ho fatto una ricerca consapevole per cercare informazioni di natura economica sul mio attuale provider e sono stato intercettato anche per questa inserzione. Molto probabilmente, il banner a pagamento in questione, ha tra le parole chiave anche alcune che vengono attivate se ricerchi un competitor.  Ed ecco quindi un esempio di domanda latente, in quanto, è vero che io non ho ricercato il noto provider dell’immagine, ma è altresì vero che ho comunque ricercato consapevolmente un suo competitor con una ricerca per parola chiave.

semrush-domanda latenteUn’altro esempio, utilizzando facebook è questo:
scorrendo nella mia Feed news di facebook, tra i vari post dei miei contatti, compare una sponsorizzata. In base alle mie preferenze, alle mie ricerche ed ai miei mi piace, Facebook mi mostra un annuncio pertinente ma che al momento non è ciò che stavo cercando. Questo dimostra come, in base alle mie preferenze, la nota piattaforma cerchi di profilarmi.

Definizione di domanda consapevole

Con domanda consapevole, indichiamo tutte quelle ricerche che gli utenti, in maniera piuttosto consapevole fanno, alla ricerca di un prodotto o servizio. Anche se non ti conoscono, tu o il tuo prodotto, potreste essere ciò che fa al caso dell’utente. Lo so, detto così sembra qualcosa di tecnicistico, di meccanico ma con qualche esempio, ti aiuterò a capire meglio il concetto!

domanda latente vs domanda consapevole

In questi 2 esempi, ti mostro come la domanda consapevole, non sia altro che la ricerca che effettuiamo noi nel modo più naturale possibile. Che tu stia cercando un ecommerce di scarpe o stia cercando una casa vacanze, sarà buona norma indirizzare i tuoi possibili clienti, attraverso le parole chiave e la SEO. Cos’è la SEO? Non è una cosa che si mangia ma te la spiegherò più avanti.
Vediamo ora, invece, cosa significa domanda latente.

Analisi di mercato: intercettare la domanda latente

Come detto poco fa, le piattaforme ideali dove poter intercettare la domanda latente sono i Social Network. L’esempio della sponsorizzata di Semrush, calza a pennello ma il funzionamento è molto più complesso di ciò che sembra.
Quando una inserzione arriva nella mia Feed News, in target questa non avrà solamente il compito di attirare la mia attenzione ma dovrà anche essere in grado di portarmi sull’argomento, in parole povere, farmi desistere dal mio primo intento e portarmi a cambiarlo in favore dell’inserzione.
Un esempio di domanda latente, possono essere quegli annunci pubblicitari, nella pagina in basso, dopo l’articolo ed i commenti che parlano di “come fare soldi, grazie ad un metodo infallibile” “come perdere peso in sole 3 settimane con un fungo miracoloso”. Questi, in qualche maniera, puntano in generale a focalizzare l’attenzione su domande che tutti una volta hanno cercato.
Ora mi focalizzerò sul come, attraverso una domanda consapevole, riusciremo a soddisfare anche una domanda latente.

Dalla domanda consapevole alla soddisfazione della domanda latente

Facciamo un nuovo esempio. Io ho un e-commerce di scarpe e vorrei venderne, oltre che ai runner, anche a chi potrebbe fare attività fisica perché pensa ai benefici portati dal farlo. Quindi per poter far ciò, cosa dovrei fare? Normalmente io sarei ricercato solo per “scarpe da corsa” e non raggiungerei, come anticipato prima, quegli utenti che si stanno cercando informazioni sui benefici che la corsa darebbe. Potremmo utilizzare una keyword differente da quella “scarpe da corsa nike” ma alla lunga, la frequenza di rimbalzo sul nostro sito ed alle pagine degli articoli indicati sarebbe troppo alta e porterebbe ad un declassamento da parte dei motori di ricerca.

‘Quindi se non posso usare una frase chiave differente ed aggiungerla alla frase chiave esatta, come posso raggiungere il mio scopo?’
Non demoralizziamoci.
Hai mai pensato che il modo migliore per abbracciare sia gli utenti che ti cercano consapevolmente che quelli inconsapevoli, cioè che potrebbero soddisfare la loro domanda latente, sia quello di aprire un blog? In questo caso, si potrebbe aprire una rubrica che tratta dei benefici portati praticando sport e quindi utilizzare la nostra frase chiave “keyword” benefici della corsa.
In questo caso, saremmo facilmente raggiungibili dagli utenti che che cercano in rete quali siano i benefici della corsa e, con abile mossa, risponderemmo anche alla loro domanda latente di acquisto scarpe da corsa. Come? Con una “call to action” o invito all’azione.
Basterà inserire in punti specifici del nostro articolo che parla dei benefici della corsa un invito a visionare le nostre scarpe da corsa in vendita sul nostro ecommerce. Ed ecco come abbiamo risposto sia ad una domanda latente che ad una domanda consapevole. Facendo così abbiamo utilizzato anche una strategia di Inbound Marketing.

 

Utilizzare la SEO per una corretta profilazione

Prima di tutto, nel caso tu voglia usare la SEO, dovrai tenere presente 2 cose molto importanti:
– dovrai studiare molto;
– dovrai studiare la concorrenza.
Più il settore scelto presenta una vasta concorrenza, più il costo pubblicitario sarà alto. “Ah, quindi dovrei pagare per questa benedetta SEO?”
Fare SEO non è gratis, sebbene molti dicano che per fare SEO non è necessario investire dei soldi. Bisogna fare le dovute distinzioni.
Abbiamo 2 tipologie di SEO: quella organica e quella a pagamento. Se hai intenzione di utilizzare la SEO per la tua strategia di web marketing dovrai per forza prendere una delle due strade.
Per SEO organica, intendiamo quel processo in cui si ottimizzano prodotti o articoli affinchè attraverso le parole chiave, i titoli, i sottotitoli, i tag, le categorie, predisporre i link in uscita, ecc, gli utenti possano raggiungere con più facilità il tuo prodotto.
Quando parliamo di SEO a pagamento, invece, facciamo sì un lavoro di ottimizzazione, ma più profilato alle piattaforme che pubblicheranno annunci a pagamento come Google ADS e Facebook ADS.
In entrambi i casi, dovrai impegnare il tuo tempo ed il tuo denaro. Potresti inoltre, rivolgerti ad un professionista di settore, in quel caso, il grosso del lavoro lo farebbe lui e quindi investiresti solo il capitale.
Sia che tu abbia studiato sia che tu ti rivolga ad un professionista, gran parte del lavoro dipenderà dalla concorrenza delle parole chiave per il quale vuoi posizionarti. Io, d’altro canto, ti consiglio il Corso di Seo Manager della nostra scuola cosìcché tu possa apprendere come fare sia l’una che l’altra parte della SEO nel modo corretto, diventanto tu stesso un professionista di settore.
Questa tecnica, se usata nel modo corretto può, in modo automatico portare traffico abbastanza regolarmente sul nostro sito. Bisogna sempre considerare che facendo così saremo in grado di soddisfare la domanda consapevole degli utenti e, con un pizzico di ingegno, anche la domanda latente.
Ti ho accennato prima, consigliandoti un blog per attirare anche la domanda latente, il fatto che un sito con contenuti deve richiedere una certa azione all’utente (call-to-action) in modo da non portare solo traffico fine a se stesso.
Ricorda sempre che il sito deve essere aggiornato periodicamente in quanto Google, con i suoi vari aggiornamenti, predilige siti internet con informazioni al loro interno aggiornate, con tag corretti, link giusti e tanto altro.
Certo, per fare tutto ciò, ti ci vorrà del tempo ed un budget di tutto rispetto per poter approdare nella prima pagina della SERP di Google ma, se sarai paziente, il sito inizierà a lavorare in autonomia ed inizierai a vedere i tuoi risultati crescere.
Insomma, la SEO, utilizzata nel modo corretto, può davvero fare al caso nostro, ricordandoci che il nostro intento primario sarà quello di soddisfare la domanda consapevole dell’utente e perché no, la domanda latente.
Di quanto tempo richiedo per far si che io possa iniziare a vedere qualche risultato con la SEO?
I primi risultati cominciano a vedersi dopo 3 mesi ma spesso non è così. Possono occorrere anche più di 6 mesi.
Per concludere, se sei alle prime armi oppure hai iniziato da poco, il consiglio che posso darti, per soddisfare la domanda consapevole e la domanda latente, è utilizzare uno strumento come ubersuggest per monitorare la concorrenzialità delle tue parole chiavi o, nel caso in cui tu faccia delle inserzioni a pagamento, lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google ADS.

 

Conclusioni

Abbiamo visto così quanto è importante analizzando il mercato, riuscire a soddisfare la domanda consapevole attraverso studio e strumenti per essere in trend con la concorrenza. La mia piccola guida finisce qui. Spero che questo possa essere l’inizio del tuo cammino nella giusta direzione affinché possa utilizzare in modo strategico il web marketing per avviare o migliorare il tuo business.

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Giovanni Pugliese
Giovanni Pugliese è un appassionato di informatica sin dalla sua tenera età. Grafico di nascita, Tecnico informatico per caso, Web design per normale propensione al web. Capisce di dover volgere il proprio sguardo verso un mercato in espansione e si proietta verso il Digital Marketing. Specializzato in Digital Marketing, ACA Certified, continua il naturale corso di professionalizzazione per diventare un professionista a tutto tondo diventando Freelance.