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Come cambia il modo di comunicare nell’epoca della disintermediazione digitale? Sono moltissimi gli ambiti in cui la disintermediazione ha prodotto profondi mutamenti nella modalità in cui si mettono a disposizione le informazioni e nell’approccio ai diversi pubblici da parte delle aziende.  Quelli più importanti sono avvenuti a livello sociale; significative sono state infatti le trasformazioni subite dalle relazioni interpersonali. La disinteremdiazione digitale ha fortemente accorciato le distanze tra il consumatore/cittadino e una serie di servizi di pubblica utilità. Quelli della pubblica amministrazione, anzitutto, così come quelli relativi allo scambio di informazioni con le principali utility.

Quale Cambiamento?

In questo articolo ci focalizzeremo sul cambiamento che la disintermediazione digitale ha prodotto in Azienda  e quindi sulle competenze che è necessario acquisire o, in alcuni casi, rivisitare. E’ quindi necessario che le persone deputate a gestire queste attività, così delicate e “sensitive” per l’azienda, siano in grado di conoscere tutti i nuovi strumenti e le logiche che li governano. 

La comunicazione esterna, ufficio stampa e media relation

Avete idea di come potevano essere gestiti fino a qualche anno gli ufficio stampa delle Aziende e  i rapporti con i giornalisti? La prima vera differenza fra prima e dopo è rappresentata proprio dal contesto in cui si inserisce questa attività. E’ diversa la  numerosità degli attori previsti in questa relazione.

Un rapido excursus 

Prima della disintermediazione digitale le media relation presupponevano una forma di comunicazione a due vie tra l’azienda e i giornalisti. I giornalisti diffondevano le notizie rendendole note a tutti gli altri pubblici dell’azienda (ad esempio ai consumatori).  Oggi, invece,  nel nuovo contesto 4.0, i giornalisti sono affiancati da altri attori che possono determinare la notorietà o accrescere la visibilità della notizia.

I nuovi attori in campo 

Chi sono questi attori? Sono i blogger, i social influencer e i consumatori. Anche l’azienda stessa ha assunto un nuovo ruolo di processo, in quanto normalmente proprietaria di Media come Siti, Blog, pagine Facebook, account Instagram  eTwitter, mezzi sui quali comunica messaggi in grado di generare interazioni ed engagement di qualsiasi tipo e sentiment. Con la disintermediazione digitale sono cambiati quindi i paradigmi. Chi si occupa di PR non si si interfaccia solo con i giornalisti, ma anche con altri professionisti della comunicazione e direttamente con i consumatori, ad esempio.

 

disintermendiazione digitale

 

Come cambia la cartella stampa

E’ molto cambiata anche la natura degli strumenti. La cartella stampa, ad esempio, richiedeva una preparazione  davvero onerosa dal punto di vista delle risorse e del tempo. Veniva predisposta in anticipo, conteneva  il comunicato, il profilo aziendale e le foto del nuovo prodotto. La cartella stampa ora è il blog, la sezione news del sito. Il comunicato, dopo un passaggio di verifica interna (tipicamente legale o investor relation), viene postato su tutti i media  della Società.

 

 

La ‘nuova’ conferenza stampa 

Disintermediazione digitale Enza GioiaLe conferenze stampa prima della disintermediazione digitale avevano sempre lo stesso iter: data fissata in anticipo, elenco dei nominativi dei giornalisti, (elenco confezionato con anni di sudato lavoro di ricerca e finetuning),  che venivano chiamati e richiamati diverse volte per avere conferma della loro presenza. Il povero responsabile delle media relation sudava freddo in quei momenti. Dopo l’evento si attendeva qualche giorno ed ecco arrivare  i ritagli delle riviste e dei giornali  che avrebbero potuto dimostrare la copertura della notizia. Oggi la conferenza stampa è spesso organizzata in streaming con conseguenti benefici per chi organizza e per chi partecipa. Gli interlocutori, evidentemente, possono essere molti di più e il monitoraggio della copertura della notizia avviene  in real time.

 

La comunicazione interna

La disintermediazione digitale ha reso possibile nelle aziende, o quantomeno in quelle che attuano un’intelligente politica di comunicazione interna, effetti decisamente positivi. Una buona politica di comunicazione interna riesce a  ridurre le barriere di comunicazione, aumentare la produttività e promuovere la cultura aziendale. Ha accorciato le distanze tra gli attori del processo. Sono molti i CEO  attivi sui social media  e  sono visti come più innovativi di altri che non hanno ancora sviluppato questa abitudine. E ha reso possibile la modernizzazione dei  processi di informazione e formazione,  creando nuove abitudini e comportamenti  da parte dei dipendenti. Utilizzare una tecnologia che corrisponda alle loro abitudini al di fuori del lavoro, come i canali social, mobile, webinar, è un modo per garantire che la strategia di comunicazione interna possa funzionare e aiutare i dipendenti ad adattarsi al cambiamento. Alla base di un processo di Change Management c’è sempre un’illuminata politica di comunicazione interna.

 

 

La Comunicazione Politica 

disintermediazione digitale Enza GioiaLa disintermediazione digitale ha prodotto un cambiamento radicale anche nella comunicazione politica. E’ evidente come negli ultimi anni i politici abbiamo modificato il proprio modo di comunicare  in relazione alla promozione del loro programma.  E’ altrettanto chiaro come, in occasione di elezioni regionali, nazionali ed europee, abbiano scelto di abbandonare i manifesti, poster e volantini preferendo l’uso dei social.  La vera novità figlia della disintermediazione digitale è il nuovo stile di comunicazione sempre più  caratterizzato dalla profonda conoscenza del linguaggio, degli strumenti e delle tecniche tipicamente social. La nuova classe politica, attraverso l’utilizzo dei social network, ha un filo diretto con i cittadini. E questo fa si che qualcuno possa anche assimilare questa nuovo approccio alla democrazia partecipativa. In realtà è solo uno stile di comunicazione disintermediato e diretto. Occorre forse una più sviluppata  capacità di narrazione,  di fornire soluzioni,  “di storytelling” politico poichè attualmente la disintermediazione digitale ha avviato solo una fase in cui le opinioni vengono manifestate pubblicamente. 

Le Relazioni Istituzionali

Questo cambiamento radicale di approccio alla comunicazione da parte della classe politica ha determinato anche un cambiamento nell’area delle attività definite  “Relazioni Istituzionali”. Queste rappresentano quella parte di organizzazione aziendale deputata alla gestione dei rapporti con le Istituzioni e con la Società Civile. Il responsabile delle relazioni istituzionali deve quindi modificare le tecniche di approccio alla nuova classe politica, ai nuovi interlocutori,  adattandole alla trasformazione che il nuovo stile di comunicazione impone. Immediatezza, trasparenza, condivisione e engagement nella gestione delle Relazioni Istituzionali favoriranno la diffusione di prassi virtuose e di maggior ingaggio degli stakeholder aziendali. 

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Enza Gioia
Dopo una lunga esperienza manageriale in aziende strutturate e complesse sono ora un'imprenditrice. Ho sviluppato significative competenze nel Public Affair, nello Stakeholder Engagement, e nell' Innovation & Sustainability. Da esperta di Comunicazione ho una forte passione per tutto ciò che consente di creare nuovi modelli di Business: dalla Normativa ai Nuovi Media,  e ai  trend emergenti di innovazione strategica.