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In questa intervista Emma Taveri, Ceo di Destination Makers, ci parla di digital marketing territoriale per la pubblica amministrazione.

 

Cosa fa Destination Makers

 

Foto-GiadaQual è il tuo ruolo all’interno dell’azienda?

Foto-Emma-TaveriDestination Makers è una boutique consultancy, cioè una società di consulenza che si occupa di marketing territoriale fornendo supporto agli enti pubblici e ai consorzi d’imprese.
Io sono il Ceo, ovvero l’amministratore della società.  Mi occupo sia di business development sia di costruire destinazioni, in particolare di strategie di destinazione e di marketing territoriale.

 

Marketing Territoriale, che cos’è?

 

Foto-Giada Quali sfide deve affrontare la PA per adeguarsi alle nuove richieste di mercato?

Foto-Emma-TaveriIl marketing territoriale o destination marketing è sia un’attività di comunicazione, sia di prodotto.
Questo perchè la costruzione della destinazione, quindi del prodotto, è già di per se un’attività di marketing. Tale attività facilita le operazioni di comunicazione e di promozione delle campagne.
Per quanto riguarda le pubbliche amministrazioni ci sono diversi livelli (nazionale, regionale, provinciale e locale) e troppe sovrastrutture.
Alcune di queste strutture si sono adeguate all’evoluzione digitale. Sono in grado di  intercettare le nuove tendenze, si rivolgono ai mercati nel giusto modo e fanno campagne di digital marketing sui principali portali. Altre destinazioni, in genere le meno conosciute, fanno molta più fatica e lavorano esclusivamente per campagne offline. Ne consegue che ottengono  molta meno reach e sono meno interessanti per il mercato.

 

Destination-Makers

 

I canali usati

 

Foto-GiadaA quali canali online  vi affidate?

Foto-Emma-TaveriL’approccio di Destination Makers è quello di connettere  le esigenze del mercato reale ai territori, anche a quelli meno noti.
Lavoriamo molto allo sviluppo di strategie di territori e di  destinazioni. Per i territori meno affermati ci ritroviamo a creare vere e proprie motivazioni di viaggio. Ne sono un esempio gli alloggi esperienziali o la creazione di eventi.

I canali principali sono  i  grandi portali come Tripadvisor, Google , Culture Trip ed  Expedia.
Lavoriamo anche con le online travel agency. Queste strutture non sono solo semplici veicoli di prenotazione, ma veri e propri soggetti per fare marketing per le destinazioni.

Airbnb ha avviato collaborazioni sia con  Anci che con l’ente per il turismo svedese. Nel primo caso  per promuove i borghi d’Italia nel secondo  per promuovere la Svezia. Come si può vedere ci sono molte sovrapposizioni e collaborazioni fra aziende private ed enti pubblici. 
Noi come Destination Makers, abbiamo promosso progetti sia in Italia,sia in Europa, vincendo bandi europei grazie al nostro modello: Happy Destination Model.
Ci occupiamo di strategia e della sua implementazione, quindi analisi, progettazione , formazione degli operatori e campagne di digital marketing.

 

Casi di successo

 

Foto-GiadaCe ne racconti qualcuno?

Foto-Emma-TaveriFra i casi di successo ne menziono due in particolare.

La collaborazione con le imprese e il territori della provincia di Brindisi  ha dato vita ad una destination management company. Si tratta di  una rete d’impresa, molto operativa e concreta. Un  aspetto che mi piace sottolineare di Destination Makers è che siamo una realtà molto concreta. Nel senso che operiamo insieme alle pubbliche amministrazioni  seguendo però logiche imprenditoriali e mantenendo il focus sulle esigenze delle imprese.

Una destinazione che ci sta dando modo di sperimentare sono le dolomiti del Veneto. Il nostro progetto si chiama Dolomites Maadness e  lo abbiamo suddiviso in due fasi.
Nel 2018  ci siamo occupati della costruzione del prodotto. Abbiamo intercettato il principale trend ad esempio: rigenerarsi in natura e praticare attività sportive. Abbiamo quindi targetizzato il progetto e la destinazione, connettendoli ad una campagna di marketing.
Nel 2019 ci focalizzeremo soprattutto sul posizionamento  nelle principali piattaforme di marketing internazionale, anche su quelle che in Italia sono ancora poco monitorate . Stiamo quindi facendo delle  cose abbastanza all’avanguardia.
Il budget investito per questa campagna di marketing online è cospicuo, cosa abbastanza insolita. Come già anticipato  le Pa sono ancorate all’offline e all’utilizzo della carta. E la mission di Destination Makers è, per l’appunto, digitalizzare i territori che ancora non lo sono. La nostra è anche una sfida sociale, valorizzare le competenze delle pubbliche amministrazioni e dei loro operatori.

 

Destination-makers-Caso-studio

 

 

Foto-GiadaQuali canali o strumenti privilegiate?

Foto-Emma-TaveriUtilizziamo i social per le campagne sponsorizzate. Faremo advertising anche so Google, sia campagne display, sia pay-per-click.
Utilizzeremo anche i video, quindi il canale YouTube.
Su piattaforme come Tripadvisor ed Expedia promuoveremo delle iniziative targetizzate per il nostro cliente. Ci rivolgeremo: ai paesi target, ad un’età tipo, a un utente che ha fatto determinate ricerche ( natura, attività sportive).
Si sente spesso dire, in merito ai territori, che in Italia abbiamo tutto e che potremmo vivere di solo turismo.
In realtà  per far si che gli investimenti nel digitale siano mirati e ottimizzati si deve puntare ad un target specifico.
Dobbiamo andare a prendere gli utenti che stanno cercando la destinazione che vogliamo promuovere o le caratteristiche che offre.

 

Competenze digitali nel marketing territoriale

 

Foto-GiadaQuali quelle più ricercate?

Foto-Emma-TaveriDipende innanzitutto dai diversi livelli. Le figure principali sono il  destination manager e il destination marketer. Il primo  è un gestore della destinazione nel complesso. 
Il destination marketer si occupa, invece, di definire la strategia di marketing e di gestire il team che la realizzerà.

Nelle destinazioni ideali ci saranno varie figure specializzate che si occuperanno delle specifiche  attività da implementare.  Per le realtà più piccole c’è di norma team operativo che si divide le attività di progetto.  Non specialisti, ma operatori più generici. E, sempre in un mondo ideale, ogni piattaforma dovrebbe avere uno specialist ad essa preposto.
Purtroppo nel mondo della pubblica amministrazione, in particolare negli enti più piccoli, è difficile trovare una specializzazione delle competenze. Penso che questo sia anche un problema in generale del nostro paese.
Per riassumere ritengo che la figura più richiesta sia quella del destination marketer.

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giada masotti
Laureata in Finanza, lettrice accanita, curiosa e dai molteplici interessi. Sto frequentando un corso di Digital Marketing presso Digital Coach perchè mi piacerebbe lavorare come Web Content Writer.