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Walkin è una mobile app nata in Cina il cui scopo è quello di generare traffico pedonale all’interno dei negozi per poi convertirlo in vendite per il retailer.

“Wanna WIN…GO IN!”…
…With WALKIN

walkin mobile app

Nata e diffusa in Cina ma presto in arrivo in Italia, questa mobile App sfrutta la nuovissima tecnologia iBeacons (vedi anche intervista a CheckBonus).

Chiediamo a Christian Devilliers, Founder e Ceo di Walkin and Transmedia Creative Lab, di spiegarci tutti i vantaggi di questa applicazione.

D.: ciao Christian, puoi spiegarci come funziona Walkin, a cosa serve?

C.: diciamo che cerchiamo di risolvere un problema molto semplice: cioè come attirare più clienti all’interno dei negozi, cosa che sta diventando sempre più difficile considerando il fatto che sempre più persone stanno optando per gli acquisti online.

Walkin App 1walkin app 2walkin app 3

Noi rispondiamo a questo problema con un sistema che unisce da un lato la tecnologia della microlocalizzazione dall’altro lato colleghiamo tutto questo ad un programma “fedeltà”, che premia i clienti che giocano con questa app con punti e premi.
Siamo stati i primi ad introdurre la tecnologia iBeacon in Cina e probabilmente anche quelli che la stanno diffondendo di più nel mondo.
Con questa tecnologia possiamo fare due cose, innanzitutto identificare il cliente che entra nel negozio e in secondo luogo creare degli eventi interattivi all’interno del negozio.

walkin app gifts 1

Pertanto se entri nel negozio utilizzando l’app: raccogli i punti; se condividi con i tuoi amici alcune informazioni su quel determinato brand: acquisti punti; se fai foto dei tuoi prodotti preferiti e le condividi: raccogli punti.
Il risultato è molto promettente, negli ultimi 20 mesi abbiamo registrato oltre 5 milioni di ingressi nei negozi in Cina in circa 35 posti diversi.

D.: dunque siete cresciuti molto nell’ultimo anno, ma spiegami perché le persone dovrebbero scegliere di andare in un negozio invece di acquistare su una piattaforma e-commerce, come spingete le persone ad optare per il negozio fisico per il loro shopping?

C.:Innanzitutto c’è da dire che le persone ancora preferiscono acquistare nei negozi.
in Cina ben il 93% attualmente acquista nei negozi e non da internet. Questo perché la gente vuole vedere il prodotto da vicino, vuole parlare con i commessi, vuole vivere il divertimento che l’esperienza dello shopping le procura.
La mia opinione è che acquistare online può essere comodo e conveniente ma non produce “intrattenimento”. Ecco perché noi creiamo attività di “intrattenimento” all’interno del negozio, per renderlo divertente, così le persone spendono del tempo divertendosi.
La risposta fino ad ora sembra essere molto positiva perché dimostra che le persone ancora si divertono a fare shopping.

D.: siete un’azienda giovane ma so che pensate di espandervi anche all’estero e in particolare in Italia

C.: In effetti Walkin è nata con un modello di business B2C, cercando di acquisire “utenti” che poi vengono indirizzati verso i negozi nostri partenrs.
Ma negli ultimi 6 mesi abbiamo avuto richieste da aziende europee, che ci hanno spinto a sviluppare un nuovo modello di business specifico per un determinato brand o una determinata catena di distribuzione, offrendo delle soluzioni specifiche per il singolo cliente-azienda.
Questo nuovo modello di business l’abbiamo chiamato “Powered by Walkin”, che significa soluzioni per la realizzazione di app specifiche per grandi brand o grandi catene di distribuzione che vogliono integrare questo tipo di attività nei loro negozi.

Siamo in trattative con una catena italiana di supermercati e anche con un brand italiano del lusso.

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D.: in Cina quanti brand partner avete?

C.: In Cina attualmente abbiamo circa 35 brand partner.
Abbiamo brand della moda come Etam, delle calzature come New Balance, Adidas, negli accessori come Folli Follie.
Cerchiamo di restare nel “mondo del lifestyle” , non entriamo attualmente nel settore Food, indirizzandoci soprattutto verso i grandi marchi internazionali e verso quelli locali che si stanno diffondendo molto a livello nazionale in Cina.
In effetti ci sono molti marchi cinesi che stanno prendendo piede.
Tra quelli italiani con cui abbiamo lavorato: Oviesse, Benetton, Replay.

D.: questo è molto interessante per noi. Ma sentiamo in quante città in Cina attualmente si può utilizzare questa App?

C.: innanzitutto nelle quattro principali grandi città: Beijing, Guangzhou, Shenzhen e Shanghai. Già queste quattro da sole insieme hanno oltre cento milioni di abitanti… Il nostro target adesso è quello di “entrare” in altre cinquanta città più piccole arrivando a circa mezzo miliardo di potenziali utilizzatori.

D.: ma cosa mi dici della connessione internet da mobile nelle altre aree della Cina? E’ ovunque accessibile?

C.: si la connessione è accessibile ormai ovunque, il vero problema è nella velocità di connessione che non è uguale dappertutto e soprattutto spesso proprio all’interno dei negozi non funziona, perciò abbiamo sviluppato un’applicazione che per lo più funziona senza internet, in questo modo la maggior parte delle interazioni può avvenire anche senza connessione.
Questo problema esiste anche in Europa perché ho personalmente provato che in molti negozi la connessione internet è veramente discontinua se non impossibile.
In Cina possiamo comunque affermare che è in atto la “Mobile Revolution” e ormai il 70% del traffico internet in Cina viene effettuato tramite il mobile, è veramente una percentuale enorme!

D.: Qual è la differenza tra voi e altre applicazioni che usano la tecnologia iBeacon, per esempio la stessa PayPal si sta lanciando ad usare questa tecnologia e ci saranno sempre più applicazioni che lo faranno.

C.: in realtà ci sono tanti che ne parlano ma al momento pochissimi che hanno cominciato ad utilizzarla, credo solo due o tre negli Stati Uniti, e credo che nessuno abbia iniziato ad usarla seriamente in Europa.
Abbiamo avuto un incontro proprio la settimana scorsa con la Apple con cui vogliamo cooperare e lo possiamo fare perché siamo stati i primi ad introdurre iBeacon in Cina e sicuramente ad ora siamo i più diffusi al mondo se consideriamo che la nostra app viene utilizzata in oltre 600 negozi solo in Cina.
Molti cercheranno di utilizzare questa tecnologia, ma usare gli iBeacons di per sé non è sufficiente.

Ciò che voglio dire è che noi abbiamo realizzato Walkin come un’esperienza per l’utente che negli ultimi due anni ha sfruttato un altro tipo di tecnologia, mentre i beacons che usiamo adesso servono solo a rafforzare quel tipo di esperienza che abbiamo costruito in precedenza.
Pertanto la piattaforma, le attività e il modello di business che stanno dietro sono sempre gli stessi della “vecchia” Walkin, che di per sé aveva avuto oltre cinque milioni di visite, ed era dunque già ampiamente diffusa anche prima di utilizzare i beacons, perché sappiamo già cosa funziona.

Questo tipo di esperienza che chiamiamo “applicazione dall’online all’offline” è sicuramente molto critica, ed è veramente molto dura da realizzare.

D.: avete partnership con piattaforme di pagamenti online e con social networks?

C.: abbiamo partnership con la maggior parte dei più importanti social network cinesi (come sapete sono diversi da quelli utilizzati in tutto il mondo essendo censurati Facebook, Twitter, etc.), come WeChat, Weixin, Weibo e siamo in trattativa con Alipay, la più grande piattaforma per i pagamenti online in Cina, cosa che faremo presto anche in Europa con altre piattaforme quando entreremo nel mercato europeo.

Naturalmente non abbiamo intenzione di costruire un nostro sistema di pagamenti online perché sarebbe oltre le nostre capacità, ma di integrarlo con i nostri servizi offrendo ai nostri utenti un buon motivo per preferire pagare attraverso l’applicazione mobile piuttosto che la carta di credito.
Certamente occorrerà incentivare le persone a preferire il mobile payment, e questo secondo me è possibile solo incrementando la possibilità di ottenere sconti o acquistare punti usando l’applicazione per pagare.
Dal canto loro i retailer potranno risparmiare sulle commissioni che normalmente pagano alle società delle carte di credito.

D.: pensi che i consumatori occidentali siano diversi da quelli cinesi, cioè quando entrerete in Europa svilupperete una tipologia di servizi diversi?

C.: sicuramente il contenuto e lo stile sarà diverso.
In linea generale penso che non ci sia differenza nel modo di usare il mobile e di apprezzare la convenienza nell’utilizzo delle sue applicazioni tra cinesi ed occidentali, ma, pensando agli europei in particolare, penso che questi siano sicuramente più consapevoli e conoscitori dei brand e quindi dovrebbe essere più semplice fidelizzarli, mentre in Cina è difficilissimo mantenere i clienti “fedeli”, cambiano in continuazione le loro scelte, non hanno l’abitudine di andare sempre negli stessi negozi ma piuttosto preferiscono andare dove il prezzo è più basso.
Perciò miriamo ad entrare in Europa, perché credo che sarà molto più semplice, nonostante la crisi renda le cose più difficili.
Credo quindi che fare marketing in Europa sia più facile soprattutto se fatto da un europeo…

D.: Ho sentito dire che state trattando con aziende italiane, è vero?

C.: in Italia ci sono aziende molto interessanti, soprattutto nel fashion business, sia che si tratti di fast fashion o lusso.
Come ho detto abbiamo partnership con marchi italiani come Oviesse, Benetton, Replay, ma solo in Cina.
Adesso in Italia siamo in trattativa con un’azienda nel settore FOOD GDO (catene di supermercati) e con un brand del lusso.
Spero di venire presto a Milano e Roma per discutere di questo perché amo l’Italia.

D.: è dunque tutto ancora in fieri.

(un minuto di registrazione è andato perduto qui….ci scusiamo)

D.: allora Christian per far capire chi ci ascolta o ci legge, descrivici in pochi passi cosa può fare adesso un consumatore cinese dopo aver fatto il download di Walkin.

C.: dopo aver scaricato l’applicazione, l’utente può andare in uno dei negozi partner, raccogliere subito punti solo per essere entrato nel negozio (naturalmente c’è un limite giornaliero), poi in base anche alle promozioni dei vari brand può raccogliere premi diversi; ad esempio la settimana scorsa avevamo delle promozioni della Clarins che regalava dei prodotti, oppure può raccogliere crediti telefonici, oppure piccoli prodotti di gioielleria, tanti tipi diversi di regali.
Può raccogliere punti anche solo provandosi un vestito oppure se va in zone specifiche del negozio, ad esempio se un negozio ha tre piani andando al terzo piano ottiene più punti.

Ci sono anche dei giochi che si possono fare per raccogliere punti, come quando è stato chiesto agli utenti di cercare oggetti colo rosa in negozi diversi e poi metterli insieme, in questo modo ricevevano dei voucher sconto. In pratica cerchiamo di arricchire l’esperienza dell’acquisto facendola diventare un momento di intrattenimento.

Si possono anche inviare i premi agli amici o invitarli ad usare l’applicazione, si possono condividere contenuti sui social network, pubblicare contenuti relativi a quel determinato brand, e, se agli altri piace, la persona che ha pubblicato quel contenuto riceve altri premi.
E’ sicuramente un’esperienza coinvolgente.

D.: fate pubblicità per farvi conoscere? Come promuovete l’applicazione?

C.: in verità fino ad ora abbiamo preferito non fare pubblicità nel senso tradizionale del termine perché è molto costosa, ma certo se vogliamo crescere dovremo farla, probabilmente quando ci apriremo ad investimenti esterni spenderemo molto di più per farci conoscere.

D.: immagino che il passaparola sia sempre la cosa che funzioni di più.

C.: in verità non essendo un’App sociale ma un’App per lo shopping, le persone la usano per se stesse e non necessariamente per condividere l’esperienza, quindi ci vuole un po’ di tempo prima che l’utenza si allarghi.

D.: Christian grazie mille per l’intervista, credo che ci hai raccontato tutto quello di cui volevamo sapere, quindi speriamo di poterti ospitare di nuovo sul nostro canale per poter raccontare del successo di Walkin.

C.: sicuramente faremo qualcosa per il lancio di Walkin in Italia.

D.: certamente, teniamoci in contatto e grazie ancora.

Master in Digital & Social Media Marketing

Digital Coach

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Daria Lubrano di Ricco
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