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Ti sarà capitato in molte occasioni di sentir parlare di cos’è la CRO, qual è la sua definizione e quali sono le CRO best practices, di come la CRO sia legata alla SEO e al ROI e persino qual è la traduzione di Conversion Rate Optimization. In questo articolo ti spiegherò tutto questo in maniera semplice ed arricchita da esempi pratici.

Che cos’è la CRO: definizione e strategia

cro-conversion-rate-optimizationSe sei piuttosto avvezzo di marketing digitale ti sarai imbattuto nella CRO e probabilmente sei già a conoscenza del suo significato; se invece non hai mai fatto attività digitale nello specifico CRO sta per Conversion Rate Optimization, quindi una tecnica se vuoi a metà tra scienza e arte che si pone l’obiettivo di ottimizzare il tasso di conversione, tipicamente associato ad un obiettivo o azione che desideri si compia su una pagina del tuo sito web o anche della tua app da parte degli utenti.

Per darne una definizione precisa possiamo dire che la CRO è l’ottenimento di quante più azioni possibili generatrici di ricavo dalla stessa quota di traffico da noi raggiunta, quindi dallo stesso numero di utenti nostri visitatori; sintetizzando, si tratta di massimizzare le conversioni dei nostri visitatori, alla pari del traffico entrante.

La Conversion Rate Optimization è l’insieme organico di tecniche, diagnostiche e sperimentali, volte a ottenere miglioramenti misurabili del tasso di conversione dei siti web. Sul piano analitico/diagnostico le tecniche e gli strumenti utilizzati possono essere: statistiche sugli accessi al sito web, analisi di mercato, interviste alla forza vendita, sondaggi, heatmaps, clickmaps, video d’uso, utilizzo diretto del prodotto/servizio, test di usabilità ecc. Sul piano sperimentale le tecniche più comuni sono: A/B Test, Split Test semplice o multivariato.

ottimizzazione tasso di conversione ecommerce

La cosa migliore è che non ci si fermi mai con i test. Raggiunto un obiettivo si può continuare a testare nuovi aspetti, creando un processo virtuoso che genera miglioramenti nel tempo. Mai essere sazi di dati salienti ottenuti e mai sentirsi arrivati raggiungendo i primi obiettivi.

Tutte le aziende dovrebbero abbracciare questo modus operandi e cominciare a mettere in discussione quello che giornalmente pubblicano, pensare sia a cosa che al come lo raccontano. Pensando ad un tipico processo di checkout – quindi il classico carrello di un ecommerce – la cosa diventa strategica. È sempre più importante che le aziende inizino a ragionare in quest’ottica per le pagine che rappresentano il focus del loro business. Gli utenti, la fruizione del sito e persino il tempo non possono essere categorizzati e schematizzati secondo definizioni fisse e decise a priori. La CRO aiuta le imprese in questo senso, sovvertendo le conoscenze acquisite e fornendo nuovi spunti di miglioramento e di ottimizzazione.

 

Da dove nasce la CRO

cro-conversion-optimization-reportLa CRO, ovvero l’ottimizzazione delle conversioni, è nata dalla necessità di favorire in un e-commerce on line la generazione di lead, o lead generation, e di migliorare i risultati di un sito web. Poiché la concorrenza è cresciuta nel web durante i primi anni del 2000, i venditori su Internet hanno dovuto creare strumenti e tecniche per le loro tattiche di marketing. Hanno iniziato così a sperimentare in un sito alcuni contenuti variabili per determinare quali layout, testi, offerte e immagini possono migliorare il tasso di conversione.

Questo fenomeno può essere ricondotto alla difficoltà che la mente umana ha di separare eventi casuali da effetti reali. Utilizzando una procedura di dati tecnici, si sono limitati ad esaminare e trarre conclusioni da piccoli campioni di dati che spiegano così il motivo per cui le decisioni degli acquirenti sono avvenute. Metodologie statistiche possono essere sfruttate solo per lo studio di grandi campioni.

Queste metodologie, o metodi “ottimizzazione conversione”, vengono poi prese ulteriormente per l’esecuzione in un ambiente in tempo reale. I dati in tempo reale e la messaggistica di conseguenza, aumentano la portata e l’efficacia della campagna online.

 

Cosa non è la CRO: metodi non scientificamente testati

Se ti occupi di interaction design e di usability conoscerai molto bene metodi e strumenti come:

  • SEO
  • Usability testing
  • Pre-Post testing
  • Best Practices
  • Surveys online
  • Click Tracking (monitoraggio di dove cliccano gli utenti)
  • Eye tracking (monitoraggio degli occhi utente sul sito)
  • Heatmaps (mappe di calore)

E’ bene stabilire che tutto questo non fa parte del mondo della Conversion Rate Optimization, semplicemente perché sono tutti metodi che ti aiutano nello sviluppare ipotesi per l’ottimizzazione della conversione, ma non si basano su un metodo scientificamente testato come quelli tipicamente usati per la CRO, come l’A/B/N testing o il testing multi-variato. Inoltre, in tutti questi metodi non si tiene conto della rappresentatività statistica del campione e della significatività del test effettuato.

Inoltre, ecco cosa in breve non è identificata come Conversion Rate Optimization:

  • Modificare il colore di pulsante o scritta di una Call To Action
  • Seguire le best practices o inventare congetture
  • Basarsi su metriche errate

 

Nella CRO il colore modificato non vale nulla

Più si parla di CRO e più vengono inventate raccomandazioni bizzarre sul colore delle CTA e dei titoli, sull’allineamento del testo, e via dicendo. Ma non è il singolo elemento che cambia la conversione. Facciamo un esempio.

Una frase del tipo “Colora il titolo di rosso: questo ti farà aumentare le conversioni del 30%” si può tradurre in “Penso che i tuoi visitatori non si convertano perché il tuo titolo è nero invece che rosso”. Gran poco plausibile.

Dovresti chiederti perché i visitatori non si convertono, e poi modificare gli ostacoli che trovano nel tuo sito. Ma non pensare che tutte le frasi tipo “Le CTA verdi convertono di più di quelle blu” diventino best practices per il tuo sito, perché ogni sito è unico e sul tuo alcune cose potrebbero non funzionare.

 

Nella CRO le best practices non contano

Ti sembrerà strano, ma meglio non seguire a occhi chiusi tutti i trucchi che trovi online. Se per qualcun altro questi consigli hanno funzionato non è detto che funzionino anche per te.

Certo è molto più semplice cercare consigli facili, regole fisse da seguire per modificare le tue pagine e sperare di avere successo più velocemente, ma questo metodo non si addice proprio ad una strategia di marketing, soprattutto ad una strategia di Conversion Rate Optimization. Molto meglio invece testare tutto quello che modifichi sulle tue pagine, anche tramite strumenti predisposti per i test A/B come HubSpot.

 

Nella CRO non fidarti sulle metriche sbagliate

Concentrati su cosa e quanto puoi guadagnare, non sulle microconversioni o altre statistiche. Se trovi dati di qualcuno che ha aumentato il numero di persone che “aggiungono prodotti al carrello”, sappi che sono proprio loro quelle che non possono vantarsi di aver aumentato anche la conversione totale dei clienti. Quindi concentrati sul tuo personale guadagno e su tutte le statistiche che sono direttamente legate ad un aumento del fatturato.

 

Conversion Rate Optimization: come funziona

cro conversion rate optimization split testingMa come funziona la CRO? Basandosi essenzialmente su esperimenti.

Negli esperimenti il pubblico del tuo sito web viene diviso in campioni casuali. Ai diversi campioni sono mostrate versioni diverse del sito web. Per ogni campione si registra il tasso di conversione. Raggiunto un numero di conversioni statisticamente rilevante, la versione che ha registrato il più alto Conversion Rate è quella vincitrice e viene utilizzata come unica versione pubblica.

Esistono sul mercato diversi servizi professionali online, ora anche gratuiti, sia per molte delle tecniche diagnostiche/analitiche sia per la fase sperimentale.

Per meglio spiegarlo, facciamo un esempio. La fase di testing controllato richiede che tu debba considerare:

  • Una pagina/gruppo di controllo
  • Una pagina di variazione (definita anche challenger)

E’ fondamentale che le 2 pagine che stai per testare debbano essere testate contemporaneamente. Il gruppo di controllo è il segmento dell’utenza che vede sul tuo sito la tua pagina originaria, inalterata.
Questo approccio è detto Champion-Challenger ed è alla base delle strategie tipicamente di direct marketing.

Nell’A/B o Split test si fa visualizzare ai visitatori una singola pagina tra i challenger (A, B…). Al visitatore è randomicamente assegnata la pagina di controllo o una sua variazione. Questo permette anche una valutazione equa tra gli utenti sottoposti al campione.

Riassumendo:

  • Gli utenti visitatori vedranno sempre la stessa pagina anche nelle visite successive
  • Quando i visitatori effettuano una conversione, questa verrà assegnata alla specifica variazione che ha visitato
  • Il tool di testing calcolerà quale variazione ha generato il miglior tasso di conversione e se il dato è statisticamente significativo

I dati vengono raccolti fino a quando non risultino significativi; il nuovo campione può sostituire la pagina vecchia e diventare il nuovo controllo. Questa procedura ti permetterà di ottenere, all’inizio gradualmente ma poi nel complesso, risultati estremamente precisi ed affidabili rispetto ai tuoi progetti sul sito e sulle app, da riutilizzare e valutare con molta attenzione nelle scelte successive nella direzione di dove maggiormente focalizzarti all’interno del tuo business.

 

Processo di ottimizzazione del tasso di conversione: in cosa consiste?

conversion rate optimization processL’ottimizzazione è il processo che aumenta i leads del sito e le vendite senza investire maggiori capitali, per attirare più visitatori. Un tasso di conversione è definito come la percentuale di visitatori che completano un obiettivo, come stabilito dal proprietario del sito. Alcuni metodi di prova, come split test o test A/B, consentono di monitorare immagini e contenuti per aiutare a convertire i visitatori in clienti.

Ci sono diversi approcci per l’ottimizzazione di conversione, con due principali scuole di pensiero prevalenti in questi ultimi anni. Una scuola è più focalizzata sulla sperimentazione come un approccio per scoprire il modo migliore per aumentare la popolarità di un sito web, una campagna o di una pagina di destinazione. L’altra scuola si concentra più sul processo di ottimizzazione. In questo secondo approccio, Il gestore di web marketing, con l’ottimizzazione investirà una notevole quantità di tempo a capire il “sentiment” del pubblico e quindi la creazione di un messaggio mirato che fa appello a quel particolare pubblico.

Per poter fare un buon lavoro, servono elementi di prova concentrati e un approccio mirato alla ottimizzazione di conversione.

 

Come si calcola il tasso di conversione nella CRO: Conversion Rate Formula

cro conversion rate formulaSupponiamo che sul tuo sito accedano ogni mese 1000 persone. Di queste 10 acquistano un prodotto (compiono un’azione).
Per calcolare il tasso di conversione del tuo sito devi dividere le azioni (transazioni) per le visite (uniche) e poi moltiplicare per 100.

Quindi la formula in questo esempio è: (10/1000)*100 = 1% Tasso di conversione del nostro sito

I valori per cui si può attestare che un sito internet (specie un ecommerce) funzioni a dovere, sono alquanto soggettivi, però per esperienza in Italia e in Europa avere un sito ecommerce che converte sopra l’1% è già un ottimo risultato.

Qualora accadesse che questo tasso di conversione, rimanga stabile con l’aumento delle visite e dei visitatori sul sito, potrebbe significare nella maggior parte dei casi che i processi di acquisto o le fasi che portino al compimento dell’azione da misurare abbiano ricevuto un buon processo di ottimizzazione delle conversioni.

L’aumento delle conversioni, di per sè, si raggiunge ovviamente con l’aumento del numero di visitatori sul sito, ma il tasso di conversione (il conversion rate) essendo un rapporto, resterà il fattore di valutazione fondamentale per capire lo stato di salute del tuo sito web. Assieme ad altri fattori oggettivi, come visitedurata media della permanenza sulla pagina, quantità di pagine visitate per visita e tanti altri dati importanti è possibile leggere il comportamento dei tuoi utenti e immaginare soluzioni alternative per i percorsi che essi debbano compiere per arrivare all’obiettivo che tu gestore del sito ti poni.

 

Piattaforme di ottimizzazione più efficaci: 6 elementi chiave da considerare

fare cro conversion rate optimizationLe piattaforme di ottimizzazione di conversione per essere efficaci devono comprendere i seguenti elementi:

  • Raccolta ed elaborazione dati
  • La piattaforma deve elaborare centinaia di variabili e scoprire che automaticamente i sottoinsiemi hanno il maggior potere predittivo. È impiegata una combinazione di metodi di pre e post screening, tralasciando dati irrilevanti o ridondanti a seconda dei casi.
  • I dati possono essere numerici o testuali, nominali o ordinali. Valori negativi o mancanti vengono gestiti con attenzione.
  • I dati possono essere geografici, contestuali, frequenziali, demografici, sulla base del comportamento, dei clienti, ecc.
  • Ipotesi
  • Dopo la raccolta dei dati, è necessario formare un’ipotesi. Questo processo costituisce la base del motivo per cui vengono apportate modifiche. Le ipotesi sono fatte sulla base di osservazione e deduzione. È importante che ogni situazione ipotetica debba essere misurabile. Senza questi conclusioni non possono essere rilevate.

 

Avviare una corretta CRO: 4 passaggi a cui non devi rinunciare

conversion rate optimization stepsLa CRO (Conversion Rate Optimization) è un approccio inedito e vincente nelle strategie di web marketing. Devi lavorare su ogni dettaglio del tuo sito web o e-commerce per portarti conversioni ricche e qualificate. Una prospettiva che ha già permesso a tanti marketer che l’hanno già messa in pratica di aumentare nettamente il tasso di conversione.

Occorre che ti doti di progetti web funzionali per poi ottimizzare le loro performance, studia euristicamente il sito e implementa automazioni di marketing. Lavora sulle performance, con strumenti innovativi di Marketing Automation, porta i tuoi strumenti online verso direzioni che non avresti mai pensato.

 

1. Parti dall’analisi euristica di quanto stai performando

Il punto di partenza fondamentale per una strategia di CRO (Conversion Rate Optimization) è l’analisi euristica delle performance del tuo sito web o e-commerce. Raccogli dati dai tuoi strumenti di monitoraggio (come Google Analytics e dati del CRM) e cerca di produrne un report dettagliato.

A questo “stato dell’arte” delle tue performance, devi aggiungere strumenti innovativi di marketing data analysis, come mappe di calore, registrazioni degli utenti e sondaggi sui visitatori. A questo punto, produci un report completo e integrato di dati che ti permetterà di studiare e valutare le opportunità di ottimizzazione del tasso di conversione.

 

2. Focalizzati sull’individuazione degli obiettivi più importanti

La fase successiva alla produzione di un report dettagliato sulle performance del tuo progetto web è l’individuazione degli obiettivi. Grazie alle tue conoscenze del business e alla tua professionalità nella CRO, potrai analizzare le possibilità di ottimizzazione delle tue performance.

La scelta dei KPI (Key Performance Indicators) ti permetterà di capire alla perfezione cosa puoi ottenere dalla strategia di CRO. Questi misureranno volumi, qualità, tempi e costi degli obiettivi del progetto web con precisione e dettaglio. Controlla con molta frequenza le dashboard di monitoraggio, esse verificheranno giornalmente i tuoi progressi e il raggiungimento dei KPI.

 

3. Fai Marketing Automation e incrementa la resa dei risultati

Ogni progetto web sul quale vorrai incrementare le performance sarà diverso. Per questo, le strategie possono essere estremamente diversificate a partire dalla situazione di partenza. È l’analisi a guidarti; saranno il tuo coraggio e la tua professionalità a portarti al successo.

Tra gli strumenti principalmente utilizzati nelle strategie di CRO (Conversion Rate Optimization), dovrai saper utilizzare software di Marketing Automation che ti permetteranno di personalizzare l’esperienza del tuo sito web in base ad ogni specifico utente, con contenuto dinamico, coupon personali ed e-mail marketing one-to-one.

 

4. Pratica costante Testing Automation

Test A/B e MVT sono strumenti che dovrai saper adottare per valutare il comportamento dei visitatori di un tuo sito web o di un tuo banner pubblicitario. Offrendo diverse versioni del messaggio a diversi gruppi sperimentali, è possibile misurare la reazione degli utenti e di direzionare il budget sulla versione migliore, per farti ottenere i migliori risultati possibili.

In questo senso, lo sviluppo del sito web va verso una continua ottimizzazione, che evolve nella pratica, sperimentando tutte le nuove funzionalità e il loro impatto sugli utenti finali. Attraverso i test condotti con significatività statistica e dati differenziati, è la matematica ad assicurare la direzione corretta.

 

Conversion Rate Optimization: da dove partire

a-b-testing-marketing-funnelNaturalmente come avrai capito si tratta di un’attività complessa nel suo insieme, ma non impossibile. Nello specifico ecco con cosa dovrai andare a scontrarti:

  • analizzare i dati di traffico
  • individuare le pagine che accolgono il visitatore (produrre efficaci landing page)
  • arrivare a conoscere il consumatore: i suoi bisogni ed i suoi comportamenti (tramite l’utilizzo di sondaggi e questionari online – oltre che lo studio della conoscenza e dell’esperienza raccolta dall’azienda negli anni)
  • valutare l’attuale sito (anche nei termini dell’esperienza utente con dei test di usabilità) nell’ottica di trasformare una visita in un contatto commerciale (conversione)
  • definire e svolgere diversi test (A/B test, test multivariati, split test) riprogettando pagine e flussi di navigazione (il funnel di conversione)
  • individuare quegli indicatori che meglio descrivono l’andamento del test
  • raccogliere ad analizzare i dati che verranno raccolti dai test che farai tramite appositi strumenti che si focalizzano, per esempio, sull’efficacia di pulsanti o di call-to-action (CTA, inviti all’azione)
  • ridisegnare completamente il sito in funzione dei dati raccolti

Si tratta di un processo ricorsivo: sapendo che qualsiasi dettaglio potrà generare un incremento dei risultati, potrebbe avere senso pensare di continuare a mettere in discussione – guidati dai dati che hai raccolto – l’intero impianto.

 

Perché fare Conversion Rate Optimization

Devi pensare che l’attività di CRO si possa giustificare ancora di più in tutti quegli scenari dove si è raggiunto il limite massimo dell’investimento pubblicitario, quindi dove si crede erroneamente che sia già stato fatto tutto il possibile, mentre da ora in avanti l’obiettivo che ti devi porre è ottenere più risultati a parità di tutte le condizioni (anche economiche certo!).

Sono davvero molteplici le attività di digital marketing nell’agenda del marketing manager, ma perché mai la CRO dovrebbe essere una priorità rispetto alle altre azioni di web marketing o alle altre attività di ottimizzazione che potresti mettere in atto (ad esempio come la Search Engine Optimization e il Social Media Optimizazion)?

Se ci pensi, creando un business case puoi dimostrare come un incremento percentuale del tasso di conversione abbia impatti superiori a ottimizzare il CTR (Click To Rate) di una campagna Google AdWords. Inoltre l’ottimizzazione che effettui a valle, per esempio durante i passi conclusivi di un processo di acquisto online, ti possa portare maggiori benefici dell’ottimizzazione a monte (pensa all’ottimizzazione dei canali di traffico per il tuo sito).

scenari esempio croConsidera un sito di e-commerce noto e molto performante e calcola l’impatto relativo all’incremento del tasso di conversione di una landing page.

Proviamo a fare 3 ipotesi: incremento del 10, 20 o 30 % del tasso di conversione. Ora confrontiamo l’impatto in termini di conversioni generato da:

  • Incremento di CTR per una campagna AdWords
  • Incremento di CR di una landing page

Un incremento del 10% del CTR (vedi scenario 1) ha aumentato il numero di conversioni (da 40 a 44) ma non ha ridotto il costo di conversione. Nello scenario 2 consideriamo l’ottimizzazione della landing page ed un incremento del tasso di conversione del 10% (da 2% a 2,2%). Puoi vedere come l’impatto in questo caso è duplice rispetto alla situazione originale:

  • Aumentano le conversioni (da 40 a 44)
  • Diminuisce il costo per conversione (da 150$ a 136$)

La comparazione dei 2 scenari esempio ti permette di affermare che è preferibile ottimizzare la conversione della landing page piuttosto che ottimizzare il CTR della campagna AdWords.
Com’è logico, l’ottimizzazione combinata dei 2 passaggi (vedi scenario 3) è quello che produce i migliori risultati.

Quando e perché la CRO deve essere una priorità

perche fare cro conversion rate optimizationProbabilmente sembrano metodologie scontate ed ovvie, ma spesso non ci si mette in gioco per metterle in pratica come si deve. Ecco i motivi principali per fare colpo sui tuoi utenti con la Conversion Rate Optimization:

  • Se hai già un sito ad alto traffico
  • Se il tuo obiettivo è vendere online, acquisire lead o generare affiliati o ricavi da advertising online
  • Se vuoi generare più ricavi
  • Se vuoi spingere la tua azienda ad una cultura di marketing scientifica e data-driven (Big Data molto dettagliati)

 

Il tuo sito web se ci pensi bene contiene al suo interno numerosi obiettivi:

  • raccogliere la curiosità dei tuoi utenti
  • comprenderne i bisogni ed allinearsi sul linguaggio per descrivere nella maniera più efficace la tua soluzione
  • trasmettere i valori della tua azienda
  • convincere la bontà della tua offerta rapportata alla necessità del potenziale cliente (lead generation)
  • generare delle nuove opportunità commerciali
  • innalzare il ROI delle campagne pubblicitarie aumentando quindi la resa dell’investimento di advertising

 

Questi ultimi due punti in particolare sono quelli che in presenza di un form di contatto generano optin, ovvero i primi punti di contatto con i tuoi potenziali clienti; troppo di frequente accade che queste prime avvisaglie di interesse da parte dei tuoi utenti non vengano tenute conto, perdendo quindi preziose opportunità.

L’attività di CRO, Conversion Rate Optimization, è tenuta a tornare a porre l’attenzione su questo aspetto: migliori l’efficacia del tuo sito web, quindi trasformi una visita in un’opportunità commerciale (quindi ottimizzerai il tasso di conversione). E poiché sono i tuoi utenti a dover compiere questa azione è determinante partire proprio dai consumatori: se ne comprenderai il comportamento all’interno del sito, migliorerai la sua esperienza di navigazione.

Conversion Rate Optimization e Remarketing: punti in comune e sinergie

conversion-rate-optimization_implimentationLe strategie di CRO sono spesso mirate a migliorare due aspetti fondamentali della propria attività:

  • l’acquisizione di nuovo traffico (principalmente mediante attività di content marketing, content distribution, email marketing, advertising e SEO)
  • facilitare la discesa lungo il funnel di conversione per i visitatori già acquisiti (migliorando la User Experience del tuo sito web)

Il problema dell’attività di acquisizione, tuttavia, risiede nella scarsa sinergia che caratterizza l’utilizzo degli strumenti utilizzati a questo scopo. Spesso content marketing, social media, SEO e advertising non lavorano insieme, ma – anche quando sono tutti integrati – tendono a svilupparsi in modo autonomo e slegato, senza alcuna strategia che li accomuni in un unico progetto.

Quando questo avviene, prendiamo le attività di remarketing, si sviluppano attività di integrazione in modo massificato, senza l’attenzione al dettaglio, ovvero anima principale del digital marketing.

Ma cos’è il remarketing? Si tratta di una tecnica che consiste essenzialmente nella distribuzione di campagne di marketing che abbiano come target un gruppo di utenti caratterizzati dal fatto di essere già entrati in contatto con te, ad esempio visitando il tuo sito web.

Il ciclo di remarketing tipico funziona in questo modo: il potenziale cliente si imbatte nel nostro sito web grazie ad un punto di entrata tra i tanti possibili (ricerca organica, advertising, social, ecc.), naviga nelle nostre pagine ed esce senza aver effettuato una conversione. A questo punto l’attività di remarketing farà in modo che quello stesso utente sarà colpito, in alcuni canali e per un tempo prefissato, di un’azione di advertising estremamente mirata sul prodotto o servizio che aveva destato il suo interesse nel corso della prima visita. Così facendo, aumenteranno sensibilmente le probabilità di una successiva conversione.

A cosa servono i tool di testing nella Conversion Rate Optimization?

Il processo e le azioni tipicamente svolte da questi sofisticati strumenti si basano su:

  • Separare il traffico entrante in maniera random tra le differenti variazioni
  • Settare cookie per garantire che lo stesso visitatore del test veda sempre la stessa pagina se torna sul sito
  • Tracciare i tassi di conversione per ciascuna pagina di variazione
  • Fornire report per ciascuna pagina di variazione
  • Mostrare la significatività statistica per ciascun risultato del test, in modo che tu sappia se e quando il test è completato

 

Obiettivi di ottimizzazione: massimizzazione di risultati e ricavi nei settori più forti

La definizione ufficiale di “ottimizzazione” è la disciplina di applicare metodi analitici avanzati per prendere decisioni migliori. In questo contesto, gli obiettivi aziendali sono esplicitamente definiti e quindi le decisioni sono calibrate per ottimizzare tali obiettivi. Le metodologie hanno una lunga storia di successo in una vasta gamma di settori, come la pianificazione delle compagnie aeree, gestione della supply chain, pianificazione finanziaria, logistica militare e il routing delle telecomunicazioni. Gli obiettivi dovrebbero includere la massimizzazione delle conversioni, ricavi, profitti, o una loro combinazione.

 

Che strumenti bisogna saper utilizzare per fare la CRO?

Ecco alcune piattaforme di A/B testing tra le principali che occorre saper padroneggiare per fare della buona Conversion Rate Optimization:

  • Optimizely: è una piattaforma professionale e tra le più accreditate. I prezzi variano da 14$ a circa 400$ al mese. Permette di analizzare anche il Mobile Web e Mobile Apps
  • Visual Website Optimizer: questo strumento promette di creare una serie di pagine variazione senza scrivere una riga di codice ma utilizzando un Wizard e una procedura guidata visuale.

Esistono anche plugin per WordPress per questo scopo:

  • Nelio A/B testing: è un plugin a pagamento (costi a partire da 19$ al mese) e include anche le HeatMaps (mappe di calore).
  • Marketing Optimizer for WordPress: permette il tracciamento automatico di tutte le pagine di un sito sviluppato con WordPress. E’ un plugin gratuito con ottime recensioni.
  • Convert Experiments by Yoast: esso completa la serie di ottimi plugin per il SEO e analytics. Occorre registrarsi a Convert.com per farlo funzionare.
  • WordPress call to action: da usare in combinazione con WordPress Leads o WordPress Landing Pages.

 

Per essere più precisi, gli strumenti di CRO (che comprendono heatmap, mappe di calore, mappe di clic, eyetracking) e web analytcs che nella maggior parte dei casi si utilizzano li trovi in questa lista aggiornata che puoi considerare per ottenere CRO quanto più efficace:

  • Google Website Optimizer
  • Visual Website Optimizer
  • Google Analytics
  • Hotjar
  • Formisimo
  • Crazy egg
  • TypeForm
  • Google Docs Survey
  • Browserstack
  • WhatUsersDo
  • UserTesting.com
  • Usabilla
  • TryMyUI
  • Olark

 

Infine, puoi trovare ancora utili spunti su come fare per ottenere una buona CRO nei tuoi progetti in questo approfondimento.

E ora tocca a te! Sei pronto a rimettere in discussione tutti i tuoi progetti digitali, sito in primis, per ottenere ancora più utenti fidelizzati e maggior ritorno sull’investimento? Preparati a dovere per fare dell’ottima Conversion Rate Optimization e ben presto vedrai crescere il tuo business esponenzialmente. Buona CRO!

  • Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.

 

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Giuliano Fiore
Digital Marketing Specialist – Content Marketing Manager. Dal 2008 lavoro per RCS MediaGroup. Amo scrivere e realizzare contenuti online rilevanti e ben strutturati, tra cui sicuramente avrai già visto qualcosa :) Dopo tanta esperienza sto inseguendo l'ambita e avvincente professione di Growth Hacker. Nel 2016 Master in Digital Marketing e poi 2 certificazioni, SEO-SEM Specialist e Web Analytics Specialist. Nel 2017 divento Coach di Content Marketing-SEO Copyrighting-Blogging. Presto avrò la Digital Coaching Certification ;)
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