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Uno dei problemi più diffusi online è la presenza del cosiddetto contenuto sottile. Si tratta di pagine web di scarsa qualità, che non apportano valore aggiunto agli utenti e danneggiano i siti che li contengono.

Grazie all’online oggi possiamo reperire qualunque tipo d’informazione. Il lato positivo di questo è che chiunque può avere accesso alle informazioni necessarie; il lato negativo è il sovraccarico di informazioni e risorse, che in molti casi risultano di scarso valore e lasciano col bisogno di cercare altro.

Individuare e correggere i contenuti sottili all’interno dei siti web aziendali o professionali è di estrema importanza; ancora più importante è limitarne la creazione. Per questo ci sono dei corsi che ti permettono di curare al meglio i tuoi testi online, come il corso SEO Specialist

All’interno di questo articolo andrò a coprire i seguenti punti:

  • Cos’è un contenuto sottile e in che modo danneggia il tuo dominio
  • Come individuarlo ed evitarlo
  • Alcuni esempi di contenuti sottili.

 

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Contenuto sottile: cos’è e come condiziona la SEO

Nel marketing digitale il termine “thin content” ovvero contenuto sottile si riferisce ad un contenuto che fornisce scarso o, addirittura, nessun valore e che non risponde alla query (interrogazione al motore di ricerca). Questi contenuti mancano quindi di qualità e lasciano l’utente col bisogno iniziale irrisolto. Oltre a non fornire la soluzione al problema dell’utente, però, il thin content può influire negativamente sulla UX (user experience) e penalizzare il ranking dell’articolo e del sito intero.

Prima dell’uscita dell’algoritmo Panda di Google nel 2011, chiunque aveva la possibilità di posizionarsi bene, anche nel caso di keyword molto competitive. Questo algoritmo, infatti è stato introdotto per penalizzare il ranking dei contenuti di scarsa qualità. È fondamentale sapere che l’algoritmo non si focalizza solo sulle singole pagine, bensì controlla ogni contenuto presente nel tuo dominio.
È infatti nell’interesse di Google presentarti contenuti che rispondano precisamente al tuo intento di ricerca.

contenuti sottili cosa sonoQuindi, per essere premiato dal motore di ricerca, il tuo contenuto digitale dev’essere pensato in modo da risolvere un bisogno. La tua strategia non dovrebbe mai privilegiare la quantità ma la qualità dei contenuti che pubblichi. Se non è questo il caso, dovrai sicuramente aggiustare qualche pagina e qualche articolo.

A questo punto la domanda sorge spontanea. È meglio rimuovere i contenuti sottili o modificarli? Google lascia intendere che la cosa migliore da fare è modificare questo tipo di contenuti così da aumentarne il valore.

Di solito Google avverte della presenza di contenuti sottili in Search Console; ad ogni modo è opportuno adottare a monte degli accorgimenti per evitarli. Un contenuto con scarso valore può influire negativamente sulla qualità del tuo dominio così come sul traffico in entrata e sulle tue conversioni.

Andiamo però a vedere nel dettaglio due motivi validi per cui vale la pena investire del tempo per migliorare questo tipo di contenuti.

  1. Frequenza di rimbalzo incrementata: Il “bounce rate” anche detto frequenza di rimbalzo non è altro che un utente che visita una pagina di un sito ed esce quasi subito. Il che ha completamente senso, in quanto, se offri contenuti di scarsa qualità, l’utente non sarà invogliato a continuare a navigare sul tuo sito.
  2. Ricevere pochi o addirittura nessun backlink: I backlink sono ancora uno dei principali fattori di ranking, ma devi dare un motivo per farti linkare. È quindi importante avere una strategia di costruzione dei backlink e una certa credibilità del dominio in modo da riceverli. Se però convinci un utente a cliccare su un tuo articolo tramite un titolo accattivante, una meta descrizione convincente e, una volta entrato nell’articolo si trova davanti un contenuto che non offre alcun tipo di valore, sicuramente non avrà alcun motivo per offrirti un suo link.

 

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Tipi di contenuti sottili

Come detto in precedenza, di solito se il tuo sito contiene dei contenuti sottili, ricevi un avviso in Search Console con la seguente frase “Thin content with little or no added value”. Questa frase ti dovrebbe far comprendere il problema, ma se tu non riuscissi a comprenderla a pieno ti aiuterò ad evitarla elencandoti alcune pratiche che penalizzano il tuo ranking. 

contenuti sottili esempiPagine doorway

Una pagina doorway non è altro che una pagina con l’obiettivo di posizionarsi per una determinata keyword e che reindirizza automaticamente l’utente su un’altra pagina. Questa tecnica viene utilizzata per pagine che non possono essere ottimizzate in ottica SEO in quanto di solito presentano poco testo e molte immagini.

Contenuti generati in automatico

I contenuti automatici sono testi che non sono scritti da esseri umani; sono generati in automatico da robot che raccolgono e organizzano informazioni. Questi contenuti stanno diventando sempre più frequenti grazie al progresso dell’intelligenza artificiale che rende più difficile distinguere articoli scritti a mano da risorse generate in automatico. Potrebbe quindi sembrare un’alternativa vantaggiosa, in grado di farti risparmiare tempo e lavoro, ma sappi che se Google riesce a scoprirlo, il tuo sito potrebbe essere definitivamente compromesso.

Pagine di affiliazione con poco valore aggiunto

Occorre subito specificare che generalmente le pagine di affiliazione non sono assolutamente dannose per la SEO, anzi, permettono di fornire opinioni, recensioni e in generale forniscono valore all’utente, che grazie a queste pagine può farsi un’idea di un prodotto o un servizio. Alcune pagine di affiliazione però, non contengono niente di tutto questo e di conseguenza non forniscono alcun valore all’utente finale risultando spesso contro produttive.

Contenuto copiato

I contenuti copiati si possono identificare in parte con il web scraping (vuol dire letteralmente raschiare il web) e chiaramente è una pratica da evitare assolutamente. Google riconoscerebbe immediatamente se i tuoi contenuti sono stati copiati da altre risorse e penalizzerebbe subito il tuo articolo, col rischio che non venga indicizzato. Inoltre tutto ciò non ha senso; non puoi sperare che l’algoritmo di Google classifichi prima il tuo articolo rispetto alla risorsa dalla quale hai copiato le informazioni. Non sarebbe etico, sarebbe contro gli interessi del motore di ricerca e degli utenti.

Ora  che ti sei fatto un’idea del significato di contenuto sottile e hai visto qualche esempio pratico, puoi passare allo step successivo ed imparare ad individuare questo tipo di contenuti.

 

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Come individuare un contenuto di scarso valore

Se intendi aumentare la qualità del tuo sito, devi prima di tutto individuare i contenuti che non offrono valore al visitatore. Infatti, per scalare la classifica della SERP è necessario farsi un’idea della qualità che stai fornendo all’utente, in modo da trovare e modificare ciò che necessita un cambiamento. È un’ottima idea avere una strategia che ti faccia risparmiare del tempo (altrimenti la procedura sarebbe quasi proibitiva).

Questi tre step potrebbero sembrarti scontati ma ti aiuteranno sicuramente ad ottimizzare il tuo tempo evitandoti di lavorare alla cieca:

  1. Fatti un’idea generale dei contenuti pubblicati
  2. Rileggi ciò che hai pubblicato
  3. Rileva i duplicati. 

 

Fai il quadro generale

Fare il quadro generale di un sito intero può essere molto dispendioso in termini di tempo. Per questo ti consiglio di utilizzare degli operatori di ricerca Google, ovvero istruzioni aggiuntive che consistono in determinati simboli o parole che se vengono aggiunti ad una query (interrogazione al motore di ricerca) aiutano ad ottenere informazioni più specifiche. Puoi così capire quali URL, title e meta descrizioni hai usato e se questi sono la scelta migliore per favorire il migliore posizionamento alla risorsa.

Inoltre, con l’aiuto di Google Analytics, devi scoprire quali pagine/articoli sono maggiormente profittevoli e portano la maggior quantità di traffico al sito; sarà infatti da queste che dovrai partire.

 

Leggi le risorse

Anche se lungo e noioso, questo step è fondamentale per identificare le risorse da migliorare quelle che vanno già bene. Molte delle aziende che possiedono un sito web non hanno la minima idea dei contenuti che vengono pubblicati. Ma analizzare il sito e le sue risorse è necessario.

I contenuti pubblicati devono rispettare l’immagine e i valori aziendali, puntando alla qualità piuttosto che alla quantità d’informazioni. Un concetto può infatti essere espresso molto meglio in poche parole chiare e concise piuttosto che attraverso frasi lunghe e con molteplici digressioni. Questo processo ti aiuterà ad identificare le risorse da migliorare e quelle che vanno già bene.

 

Rileva i duplicati

Per fare questo passaggio l’utilizzo di alcuni strumenti ti faciliterà il processo. Uno su tutti è duplichecker.com, uno strumento che tramite il “copia e incolla” di un testo ti permette di controllare se il tuo copy presenta in qualche modo forme di plagio. Questo può essere un problema molto comune; talvolta anche non volendo può capitarti di scrivere qualcosa in modo simile a quanto fatto su un altro sito e Google potrebbe così rilevare un plagio. Solitamente capita sui siti che pubblicano centinaia di articoli al mese, vista la mole di risorse che vengono scritte. Un duplicato può essere un problema frustrante in quanto anche se il contenuto è di qualità, l’algoritmo lo penalizza in automatico.

 

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Limitare, migliorare il contenuto sottile in 4 step

limitare contenuti sottiliI 3 passaggi appena descritti ti aiuteranno nell’individuazione e correzione dei contenuti sottili. Sarebbe però molto meglio evitare di scrivere contenuti di scarsa qualità per risparmiare tempo ed essere indicizzati più in fretta.

Ecco, allora, quattro step utili per limitare il rischio di pubblicare dei contenuti che non risolvono alcun bisogno.

  1. Punta tutto sulla qualità, non sulla quantità
  2. Il “Look & Feel” conta
  3. Aggiungi contenuti multimediali
  4. Non pubblicare per forza.

Se presterai attenzione a ciascuno di questi step le possibilità di fare errori calerà drasticamente.

 

Crea risorse di valore

Appena letto il titolo sicuramente avrai pensato: “dimmi qualcosa che non so”! Io ti rispondo che si, creare risorse di valore è la prima cosa che viene in mente per evitare penalizzazioni e perdere visitatori. Scrivere contenuti di qualità non è così scontato e talvolta non basta vista la mole di informazioni presenti sul web.

Per scrivere un contenuto che valga la pena leggere innanzitutto è necessario fare qualche ricerca per approfondire o farti un’idea di ciò che andrai a scrivere. Guarda cosa scrivono i competitor e cerca di capire in che modo differenziarti. In questo modo eviterai di cadere nel banale e saprai quali informazioni offrire.

 

Cura design e formattazione

Prima ho scritto che il “look & feel”, ovvero ciò che vedi e le emozioni che provi nel vederlo, conta. Pensaci bene, apri una pagina perché il titolo ti intriga, se però la grafica del sito non ti convince 99 su 100 sarai tentato di cercare ciò che ti serve altrove. La verità è che una volta completata la stesura del testo ti potrà sembrare di aver completato il lavoro quando in realtà ti trovi solo a metà del progetto. Di conseguenza è importante dedicare altro tempo all’impaginazione grafica della tua risorsa. Tutto ciò sarà anche di beneficio per le conversioni.

Esistono vari tool per curare la parte visiva di un articolo, personalmente ti consiglio Canva, in quanto lascia molto spazio per esprimere la tua creatività e aggiungere quindi un tocco personale.

 

Non indicizzare le pagine inutili

Il fatto di dover pubblicare una pagina solo perché hai investito del tempo per realizzarla è una delle cause principali di contenuti sottili. Talvolta è meglio pensare a lungo termine ed evitare di avere una risorsa inutile e dannosa invece di pensare a ricevere qualche condivisione e forse conversione nel breve. Sono sicuro che se seguirai i consigli e best practice per evitare contenuti sottili descritti in questo articolo non dovrai nemmeno porti il problema di non sapere se pubblicare o meno una pagina. In qualsiasi caso se non sai cosa fare rileggi bene ciò che stai per pubblicare e chiediti se può essere d’aiuto o risolvere un bisogno.

 

Aggiungi immagini, video e audio

Aggiungere dei contenuti visuali e audio come dei podcast, può aumentare l’engagement. Senza l’integrazione di questi una risorsa risulterebbe troppo scarna e anche se il contenuto è di qualità potrebbe finire nella categoria “thin content”. È stato provato che il cervello umano recepisce e ricorda molto più facilmente le informazioni sotto forma di immagini rispetto al semplice testo scritto. Ecco quindi 4 motivi per integrare immagini, video e audio nel tuo articolo:

  • Le condivisioni del tuo articolo aumenteranno drasticamente con l’aiuto di visual e audio
  • Le tue risorse attrarranno molte più conversioni
  • Se agirai con una strategia potrai attirare l’attenzione del lettore con più facilità
  • La maggior parte degli utenti preferisce contenuti sotto forma di video o audio.

 

Conclusioni e consulenza strategica

A questo punto avrai capito perché è meglio evitare di scrivere un contenuto sottile e che non apporta nessun valore. Ricorda che sarà proprio la qualità del contenuto che ne condiziona i risultati.

Scriverli ed editarli con una strategia ben precisa ti risparmierà molto tempo, frustrazione e noterai una grande differenza nelle conversioni.

 

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