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Ormai è diventato fondamentale per le aziende avere un profilo Instagram per raggiungere i consumatori, essendo una delle piattaforme social più utilizzate al mondo. Ma come possiamo sfruttare al meglio questo social network, mettendo in luce i nostri prodotti? Come vendere su Instagram? In quest’articolo troverai diversi spunti sui quali focalizzarti. Partiremo dalla creazione dell’account business su Instagram, senza il quale non è possibile arrivare al nostro obiettivo. Ci focalizzeremo in particolare sull’attivazione della funzione Shopping con qualche consiglio su come rendere più appealing la presentazione dei tuoi prodotti!

 

I primi passi per vendere su Instagram 

È fondamentale come primo passo essere sicuri di avere la versione più aggiornata di Instagram in quanto la funzione Shopping è attivabile solo con l’ultima versione dell’app.

In seguito, è necessario (se non la si possiede già) creare una pagina Facebook dell’azienda, componendo la sezione vetrina con le varie tipologie di prodotti. Questo passaggio richiederà sicuramente un pochino di tempo, ma è essenziale perché l’account business è sincronizzato con la pagina Facebook.

Ora bisogna solo creare il profilo aziendale ed iniziare a popolarlo. Sapete qual è la principale differenza tra  un account business e uno personale su Instagram? Il primo possiede funzionalità indispensabili, come gli Insight che sono dati statistici che riguardano le visite al profilo, la performance dei vari post ed informazioni sui follower. Oppure la possibilità di inserire informazioni specifiche come il luogo nel quale è situato il business, il numero di telefono e l’email. Ma soprattutto l’opportunità di creare campagne pubblicitarie

 

 

come vendere prodotti su InstagramCome vendere prodotti su Instagram: la funzione shopping

La funzione Shopping di Instagram è stata attivata a novembre del 2016 negli Usa e si è diffusa solo dopo in tutti gli altri stati tra cui l’Italia. Per le aziende questa funzionalità rappresenta sicuramente una grande opportunità a livello di brand awareness ma soprattutto per far si che il processo di acquisto sia più comodo e semplice per i consumatori. 

Una parte fondamentale della funzionalità Shopping è costituita dalla possibilità di inserire dei tag all’interno dei post. Cosa sono i tag? Grazie ad essi i follower possono con un semplice clic sul prodotto, scoprire sia nome che il prezzo. Se vogliono avere più informazioni sull’articolo, basta semplicemente pigiare sul tag e verranno reindirizzati su un’altra pagina con la descrizione. Arrivati a quel punto sarà possibile accedere al sito web dell’azienda per ultimare l’acquisto. Per il momento non è ancora possibile comprare direttamente all’interno della piattaforma Instagram, ma in futuro lo sarà sicuramente siccome sono in atto ora i primi esperimenti su alcuni account statunitensi. 

Bastano pochi passaggi per inserire il tag shopping sugli articoli. Si parte caricando un’immagine che deve essere il più possibile di qualità per esaltare le caratteristiche del prodotto (se è necessario utilizzando anche un filtro). In seguito si inserisce la didascalia, cercando di usare le tecniche narrative dello storytelling in maniera tale da far sentire più coinvolto e stimolato l’utente. Infine (sempre nella schermata condividi) è possibile accedere alla funzione del tag shopping, premendo sull’articolo che desidero taggare per far apparire la barra di ricerca.

Essendo l’account business collegato con la vetrina di Facebook (grazie alla sincronizzazione iniziale) bisogna solo individuare il prodotto digitando il suo nome per inserirlo. Anche nel profilo aziendale, come in quello privato, c’è la possibilità di mettere un luogo, taggare delle persone oppure effettuare la condivisione anche su altri social network. Ora il post è pronto per essere condiviso!

 

Le Instagram stories: un valido strumento per creare engagement 

Utilizzate da 500 milioni di account ormai, le Instagram stories ricoprono un ruolo quasi centrale. È importante imparare ad utilizzarle al meglio per aumentare l’engagement. Che cosa si intende per engagement? il coinvolgimento, la vicinanza emotiva che il consumatore prova nei confronti del brand.

Business account InstagramCi sono diverse strategie per utilizzare le stories in un account business, prediamo come esempio come vendere abbigliamento su Instagram.

Si possono mostrare ai follower alcuni dei nuovi pezzi della collezione, cercando di stimolare la loro curiosità. Mettere dei video di back-stage,girati durante uno shooting fotografico, per renderli partecipi delle attività giornaliere del business.

Oppure mettere informazioni su sconti molto convenienti, che possono interessare tutti i clienti o unicamente la fascia dei più fedeli. L’importante è servirsi di contenuti visivamente accattivanti, utilizzando i vari stickers disponibili, le GIF, i mini-video e i sondaggi. Sopratutto questi ultimi servono per chiedere dei feed-back agli utenti, che sentendosi al centro dell’attenzione daranno con piacere la propria opinione.

È presente anche la funzionalità “swipe up” che dà la possibilità al termine della story di scorrere con il dito verso l’alto sullo schermo aprendo così un link. Esso porterà l’utente sul sito dell’azienda, aiutandolo così a generare un maggiore traffico. L’unico limite da tenere in considerazione è la necessità di avere almeno 10000 follower

 

Influencer: possono realmente aiutarmi nella vendita?

Ormai è sempre più diffuso l’utilizzo degli Influencer da parte dei brand per sponsorizzare i propri prodotti; come mai? chi sono? Gli Influencer sono dei professionisti che presentano un elevato numero di follower su Instagram e quindi spesso anche un buon grado di visibilità. Generalmente ogni Influencer ha una propria audience di riferimento dal quale è seguito in maniera piuttosto costante. Attorno a questa figura quindi si crea una community fortemente interessata alle tematiche trattate, che reputa i contenuti pubblicati credibili ed affidabili. Quindi talvolta può essere di grande aiuto per un’azienda affidare la promozione di un determinato articolo ad un Influencer (che dovrà inserire nei sui post l’hashtag “ad”, ovvero advertising, per specificare che sta promuovendo quel prodotto).

La parte più complicata rimane sicuramente quella di scegliere l’ Influencer adatto, quello che rispecchia al meglio i valori del nostro brand. Infatti non bisogna incappare nell’errore di usare come parametro cardine quello dell’elevato numero di follower. Secondo alcuni studi i micro-Influencer (coloro che possiedono meno di 50mila oppure sotto i 2mila follower) risultano avere maggior engagement e conversion rispetto ai top Influencer. Questo significa che i follower sono tendenzialmente più reattivi nell’interagire con i contenuti postati da loro. Sicuramente i micro-Influencer sono adatti ad aziende di piccole dimensioni, negozi, start up perché hanno un costo inferiore e attraverso i loro post si può lavorare su un target più mirato. 

Quindi fare Influencer marketing può indubbiamente dare più visibilità ai nostri prodotti e aiutarci a generare più vendite, ma non è l’unica soluzione. Altrettanto efficace è l’utilizzo degli “user generated content” ovvero i contenuti generati dagli utenti, che possono essere di diverso tipo: video, immagini, testi oppure l’uso dei tag e hashtag specifici di un brand.

È più facile che decidiamo di provare un nuovo prodotto quando un nostro amico o parente l’ha già utilizzato e ce lo consiglia oppure quando lo vediamo su un post sponsorizzato? La maggior parte delle volte vince la prima ipotesi. Ciò accade perché i consumatori tendono a fidarsi maggiormente dei contenuti pubblicati dalle persone piuttosto che quelli diffusi dall’azienda. Infatti una buona idea può essere quella di creare dei Contest legati al brand o direttamente ad un prodotto, mettendo in palio degli sconti o un premio. In questa maniera i consumatori verranno premiati per la loro partecipazione e l’azienda avrà a disposizione dei contenuti gratuiti e credibili da poter utilizzare strategicamente all’interno dei vari media. 

 

 

 

Come vendere su Instagram senza partita IVA

È risaputo che Instagram costituisce una grande opportunità per chi ha o intende aprire un E-commerce. Infatti grazie alla funzionalità shopping può diventare, per molti business, il canale perfetto per sponsorizzare i propri prodotti e comunicare con il proprio target. Generalmente per chi decide di aprire un negozio online e vuole utilizzare Instagram sorgono parecchi dubbi riguardanti l’ambito fiscale.

In ogni caso uno dei quesiti più diffusi rimane: si può vendere su Instagram senza la partita IVA? La risposta è che dipende da qual è la modalità nella quale si vuole vendere online. Se la modalità di vendita è regolare (ossia in maniera costante nel bisogna necessariamente iscriversi al registro delle imprese, all’INPS ed effettuare il versamento dei contributi IVS commercianti. Per chi sceglie questa modalità di vendita c’è la possibilità di avere delle buone agevolazioni grazie al regime dei minimi.

Invece chi decide di vendere in maniera non constante sul web quindi con la modalità occasionale può farlo senza aprire la partita IVA. Questo però implica che le vendite devono rimanere sotto una certa soglia e non possono superare i 5000 euro annui. Quindi per chi decide di aprire un business online è importante avere ben chiaro qual è la modalità nella quale intende lavorare, consultando preventivamente un commercialista, in maniera tale da essere in linea con la legge. 

In conclusione vi sono tante possibilità e strategie per chi vuole vendere online sfruttando Instagram e la sua funzione shopping. Se ti è piaciuto l’articolo e desideri approfondire le tue conoscenze riguardo alle diverse funzionalità di questo social network, iscriviti al Digital Certification Program oppure al Master Digital Marketing!

 

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Chiara Moiso
Laureata in Management dell'Informazione e della Comunicazione, amante di tutto ciò che riguarda il mondo del Digital Marketing.