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Che Vino! start-up digitale dell’Emilia Romagna, nasce come contenitore online delle eccellenze italiane. Uno storytelling digitale ti accompagna alla scoperta dei piccoli produttori vinicoli che abbracciano valori e produzioni ecosostenibili, tutelando la cultura del vino e dei territori di origine. Un progetto che coinvolge molte realtà locali, nutrito dalla passione dei suoi fondatori: Giuseppe Trisciuoglio, Wine Expert, e dalla sua compagna Federica Piersimoni, Social Advisor e Travel Blogger.

Non un semplice E-commerce di vini, bensì una vetrina digitale che dà visibilità alla storia delle aziende locali, che trovano in Che Vino! uno spazio per raccontarsi e dare luce alla propria qualità e identità. Intraprendendo un viaggio virtuale, fatto di immagini e storie, sarai coinvolto in una esperienza emozionale, che ti connetterà ai valori della natura, delle culture regionali e all’alta qualità della tradizione italiana.

Un ricco database di cantine e cascine, unito agli strumenti online, permette a Che Vino! di conferire al proprio network di produttori lo sviluppo di competitività sul mercato, e la valorizzazione delle realtà locali. Potrai scoprire da Giuseppe Trisciuoglio come è nato e si è sviluppato il progetto e il ruolo del digitale dietro alla sua crescita.

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Come è nata l’idea di “Che Vino!”?

Che tipo di sfide comporta portare l’artigianalità del vino nel digitale?

Che Vino Giuseppe TrisciuoglioLa storia di Che Vino! nasce da una passione legata ai viaggi, condivisi con la mia compagna, e a un percorso come sommelier, durante i quali ho seguito degustatori in giro per l’Italia, conoscendo le storie di diversi vinaioli. Durante il lockdown ho sentito il bisogno di conoscere nuovi produttori, in un periodo in cui le fiere e gli eventi di settore erano sospesi. In queste occasioni si potevano conoscere piccoli produttori che normalmente non si ha la possibilità di trovare nel web e nelle stesse enoteche, in relazione a produzioni molto piccole. Ho pensato quindi di creare un Wine Club che ogni mese permettesse di scoprire realtà poco conosciute. 

Lo scoglio più grande nel digitalizzare l’artigianalità è la limitata produzione dei nostri vinaioli, che ha costi elevati. I listini che ci vengono proposti hanno prezzi molto alti, a causa dei quali non è facile sostenere le spese di acquisto della merce. Tuttavia dopo il primo mese di lavoro, è nato un forte interesse da parte dei piccoli produttori verso la nostra CheBox!, un abbonamento online che offre al cliente la possibilità di ricevere mensilmente etichette poco conosciute, scoprendo così la loro storia.

fondatori Che Vino

 

 

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Chi è il vostro target? Quali canali online utilizzate?

Che Vino Giuseppe TrisciuoglioIl nostro target di riferimento è un uomo tra i 45-55 anni, mediamente posizionato nelle grandi città come Roma o Milano, conoscitore appassionato di vino che desidera aumentare la propria esperienza verso produttori ancora non emersi.

I social, in particolare Instagram e Facebook, sono fra gli strumenti che utilizziamo di più. Con Instagram ci rivolgiamo a una fascia più giovane, mentre con Facebook ci orientiamo principalmente verso il nostro target. Utilizziamo anche campagne Pay per Click su Google, indicate per specifici profili cliente. In particolare con queste ultime puntiamo a raggiungere un tasso di conversione importante.

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Come l’online arricchisce il Customer Journey di “Che Vino”?

Che Vino Giuseppe TrisciuoglioAbbiamo delle strategie chiare, soprattutto nella comunicazione social. Cerchiamo di raccontare le nostre bottiglie ed etichette abbinandole a contenuti accattivanti che stimolino l’attenzione e condivisione da parte dei nostri clienti e followers. Riusciamo in questo modo ad ampliare la nostra utenza e la lead generation.

Con le campagne pay per click creiamo delle landing page con le quali raccontiamo i nostri principi e valori, invitando l’utente all’acquisto o a lasciare i suoi dati per ricevere una newsletter prevalentemente orientata allo story telling, come stimolo di ritorno e di conclusione dell’ acquisto. Non cerchiamo strategie aggressive legate alle promozioni, preferendo la proposta di contenuti e progetti, come la creazione di ricettari e consigli in collaborazione con i Food Blogger, con i quali i nostri clienti possono interagire per creare ad esempio una cena romantica per San Valentino. In altre occasioni come Pasqua abbiamo coinvolto la partecipante di MasterChef Giulia Brandi creando un menù dedicato abbinato alla nostra CheBox!. Un connubio di esperienze che unisce piatti e vino che ci piace molto e che richiama un parco clienti che non include solo gli appassionati di vino. Cercheremo quindi di sviluppare ulteriormente queste attività di co-marketing.

 

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La Digital Customer Experience di “Che Vino!”

La Digital Customer Experience di Che Vino che coinvolgimento offre?

Che Vino Giuseppe Trisciuoglio I nostri abbonati possono collegarsi alle dirette Instagram dei nostri produttori, e di aziende selezionate che promuovono l’economia circolare. Sono dei momenti durante i quali il digitale ci aiuta a migliorare l’esperienza di acquisto della CheBox!. Nei nostri piani prevediamo di creare delle master class dedicate a bottiglie speciali, sulle quali creare racconti che coinvolgano produttori, Wine Experts e Sommeliers che daranno un importante contributo all’offerta di una esperienza che esca dall’acquisto di una singola bottiglia.

 

 Che Vino Trisciuoglio

 

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Quali sono le competenze necessarie per portare un brand nel digitale?

Che Vino Giuseppe TrisciuoglioNella nostra realtà, sia io, che mi occupo anche di IT per diverse aziende, che la mia compagna Federica, pioniera del Travel Blogging in Italia, siamo molto digitalizzati. Nel nostro entourage famigliare abbiamo figure che si occupano di marketing e comunicazione digitale, grazie ai quali abbiamo sviluppato il know-how per lanciarci nell’avventura di Che Vino! Abbiamo implementato la nostra tecnologia per avere il massimo automatismo in tutte quelle attività che possono supportarci nella Customer Experience, come le notifiche legate alle consegne dei pacchi, che arrivano in tempo reale al cliente generando fiducia e un contatto diretto. Stiamo pensando inoltre all’implementazione di strumenti come WhatsApp, che permette di ricevere notifiche Smart e molto veloci.

 

 

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Crescita e opportunità per il futuro, cosa vi aspettate?

Che Vino Giuseppe Trisciuoglio A livello di prodotto stiamo progettando una fascia Entry Level, che includerà una selezione di vini più accessibili, facilmente apprezzabili ma sempre genuini e non visibili nelle enoteche. Sarà una offerta che ci permetterà di proporre un prezzo inferiore rispetto al nostro attuale abbonamento, ampliando così il ventaglio dei nostri clienti. Stiamo pensando anche all’organizzazione di mini corsi di introduzione al vino ed esperienze di degustazione in cantina, in questo caso dal vivo. Puntiamo ad ampliare il nostro business aumentando il livello di esperienza dell’utente.

 

Conclusioni

Che Vino artigianalitàIl progetto di Che Vino! è un grande esempio di come la digitalizzazione aziendale sia una straordinaria opportunità per le piccole aziende e tutte le attività legate all’artigianalità, che rappresentano uno degli aspetti più identitari e preziosi della nostra cultura e know-how. Nell’attuale mercato globalizzato la competitività internazionale ha innescato nuove dinamiche commerciali, che spesso rappresentano un grave ostacolo per brand e realtà locali, che faticano a ritagliarsi una vetrina e ad entrare in contatto diretto con i clienti. Che Vino! ha saputo cogliere, in un contesto legato alla pandemia, l’ulteriore urgenza di fare propri gli strumenti digitali per connettere l’utenza a delle eccellenze nascoste, che rappresentano una opportunità di business dalle grandi potenzialità. La formazione digitale e l’applicazione di tecnologie nella comunicazione e nel marketing aziendale sono importanti risorse che permetteranno la valorizzazione e un nuovo sviluppo dell’inestimabile patrimonio artigianale del nostro territorio. 

 

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