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Il Branded Content Matching è un nuovo tool di Facebook che dovrebbe essere presentato entro la fine del 2018. Segnalato nel mese di maggio dal sito tedesco Allfacebook.de, il nuovo money maker di Menlo Park rappresenta un’autentica rivoluzione per la social media advertising. 

Il Branded Content Matching nasce dall’esigenza di voler trovare nuovi canali per l’advertising. Attualmente le cosiddette “sponsorizzate” affollano sempre più il newsfeed degli utenti, fino a risultare fastidiose perché non permettono un’esperienza di navigazione particolarmente piacevole. Zuckerberg, che ne sa sempre una più del diavolo, ha deciso di cambiare strategia percorrendo strade non ancora battute e guadagnare tramite l’influencer marketing.   

Branded Content Matching: cos’è?

Ma cos’è esattamente il Branded Content Matching e come cambierà il modo di fare advertising dei Social Media?

Si tratta di un vero e proprio motore di ricerca che renderà molto più semplice, per le aziende, trovare i content creators più adatti alle proprie esigenze. L’idea di fondo è quella di connettere i Brand agli Influencer in modo che possano collaborare alle campagne Facebook di contenuti sponsorizzati.

Come motore di ricerca, il Branded Content Matching consentirà agli inserzionisti di selezionare un determinato pubblico in base alle caratteristiche biografiche che gli interessano, costruendo le proprie buyer personas. “Sai che novità!” borbotterà qualcuno. In effetti detta così suona come il caro vecchio Facebook Ads, ma la differenza sostanziale sta nel fatto che i dati estrapolati non saranno utilizzati per targettizzare noi utenti bombardandoci di pubblicità. Al contrario, l’obiettivo principale è individuare gli Influencer con i follower dalle caratteristiche che più si avvicinano alle necessità dei Brand. Una volta fatto questo matching sarà semplicissimo contattarli e prendere accordi per pubblicizzare un determinato prodotto.  

facebook insights branded content matching

Novità principali

Un portavoce di Menlo Park ha spiegato le motivazioni che hanno dato impulso alla creazione di questo nuovo tool: Facebook vuole da un lato aiutare le aziende a trovare Influencer in grado di raggiungere la propria target audience in modo autentico, dall’altro permettere ai Creator di capitalizzare i propri contenuti.

Questo nuovo sistema di concepire pubblicità ha un triplice vantaggio:

  • prima di tutto si differenzia dalla maniera canonica di promuovere i Brand, infatti la presenza sempre più assillante di contenuti a pagamento stressa noi utenti. Il regolare flusso di post di amici, o di pagine seguite, è interrotto continuamente da quelle odiose sponsorizzate. È un po’ come guardare il nostro film preferito alla televisione frammentato da dozzine di spot, però su Facebook non ci è concesso il lusso di fare zapping;
  • in seconda battuta, non meno importante in questo particolare momento storico, fa in modo che gli utenti non si sentano “spiati”. Perché diciamolo, le campagne di retargeting sono sempre più compulsive e danno l’impressione che un occhio gigante osservi tutti i nostri movimenti nella rete. Ma noi siamo Internauti che navigano nel web e non Hobbit sulla via di Mordor, giusto?
  • in ultima analisi migliora la percezione del Brand e del messaggio che vuole veicolare. I vari Influencer si sono guadagnati follower con fatica, la fiducia che abbiamo nei confronti dei nostri beniamini è di gran lunga maggiore di quella verso un attore/modello sconosciuto. Sono normali regole di marketing, preferireste immaginare di aprire la porta e trovare Cristiano Ronaldo che vi consegna il vostro ultimo ordine online, oppure un Pinco Pallino qualunque?

 

Come funziona il Branded Content Matching?

Gli Influencer che decidono di aderire al progetto Branded Content Matching possono inserire un portfolio che mostri le dimensioni e le metriche del proprio pubblico, oltre ai loro migliori contenuti brandizzati. Facebook sta avviando il programma contattando principalmente una serie di Brand e Influencer di lifestyle.
In questa fase di test gli inserzionisti possono cercare i Creator con una specifica audience, utilizzando un’ampia gamma di opzioni di targeting. Tra queste sono inclusi parametri generali e specifici del settore, quali:

  • Paese d’origine
  • Genere
  • Interessi
  • Studi effettuati
  • Situazione sentimentale
  • Life event
  • Proprietà immobiliari

 

 

 

La pagina dei risultati del Branded Content Matching è un elenco che evidenzia diverse caratteristiche:

  • la corrispondenza tra i termini di ricerca e il pubblico degli Influencer; 
  • il numero di follower complessivo;
  • la percentuale di follower raggiunti;
  • l’engagement rate;
  • le visualizzazioni video.

Gli inserzionisti possono poi salvare le loro corrispondenze preferite in elenchi privati e contattare in seguito i creatori di contenuti. Zuckerberg e soci stanno cercando di capire se sia meglio connetterli direttamente tramite le loro pagine Facebook o con le informazioni di contatto tradizionali.

Al momento non è ancora chiaro come il motore di ricerca si assicurerà di collegare le aziende ai soli Influencer che non siano potenzialmente pericolosi per il marchio. Per esempio tramite post razzisti, sessisti o quantomeno discutibili.

Le offerte per l’inserimento di prodotti, o la creazione e condivisione di contenuti sponsorizzati, sono quindi contrattate direttamente tra il Brand e il Creator senza il coinvolgimento di Facebook. L’unica operazione non permessa è la ricondivisione di contenuti “prefabbricati” dagli inserzionisti, insomma quelli che gli Influencer sono pagati per pubblicare, ma che non hanno contribuito a creare.

Branded Content Matching, Facebook come guadagnerà?

Durante questa fase di test la nuova piattaforma di advertising non genererà alcun introito per il social network più diffuso, ma a lungo termine valuterà il da farsi. 

A questo punto in molti staranno pensando: “Sì vabbè, meno post sponsorizzati, vita più facile per i Brand, ricavi d’oro per gli Inluencer e Mark non ci guadagna nulla?”. Non è del tutto esatto: come abbiamo visto in precedenza Facebook non percepirà una percentuale sugli accordi (almeno per ora). Tuttavia il Branded Content Matching presenta alcune possibilità di marketing molto più interessanti e originali. Il fatto di avere un servizio completamente gratuito incoraggerà gli inserzionisti a spendere di più per i post sponsorizzati, rendendo anche più divertenti e tollerabili gli annunci agli utenti.

Ma qual è l’intento principale dei vertici di Facebook? Esatto! Fare in modo che noi passiamo più ore possibili sulla sua piattaforma. sales funnelE si sa, il tempo è denaro. Gli introiti che derivano dall’advertising sono solo l’ultimo passaggio di un enorme funnel di vendita, quello che i marketer chiamano conversion. A Menlo Park sanno qual è il modo più efficace per intervenire nel customer journey che porta al risultato finale: creare contenuti più accattivanti e di valore.

Di conseguenza più gli utenti restano connessi, maggiore sarà l’interesse dei Brand a investire i propri soldi sul social blu. Di contro, grazie ai potenziali guadagni, gli Influencer saranno incentivati a migliorare la qualità dei loro contenuti e ad aumentare la dimensione del loro seguito.

 

 

 

Brand Content Matching e il crowdsourcing 

Il Brand Content Matching di Facebook è parte di un modello di business che si chiama crowdsourcing. Si tratta di un gruppo di persone che, volontariamente o su invito, uniscono le proprie crowdsourcing wikipediacompetenze e conoscenze per dar vita a un determinato progetto. Detto così sembra un concetto completamente astratto, ma molti di voi avranno già indovinato: l’enciclopedia online Wikipedia è l’esempio più conosciuto di crowdsourcing. 

Per i Brand si tratta di esternalizzare una parte delle loro attività, in questo caso quelle legate al digital advertising, delegandole a professionisti specializzati nella creazione di contenuti. Gli Influencer, per l’appunto, il cui scopo principale è trovare nuovi follower e tenersi stretti quelli vecchi, quella che nel web marketing si chiama lead nurturing

Twitter l’ha capito per primo: per questo motivo nel 2015, per cinquanta milioni di dollari, ha acquisito Niche, startup che collega le aziende ai personaggi famosi del web. Oggi esiste già un’intera industria di motori di ricerca e database di creativi indipendenti per marketer, come per esempio:

  • Hypr
  • Whalar
  • Fohr Card
  • Tap Influence
  • Creator IQ

Il futuro del digital advertising

Abbiamo già detto che Facebook sta esaurendo lo spazio pubblicitario del suo newsfeed. È quindi necessario rendere ogni annuncio migliore e più accattivante, in modo che possano aumentare le entrate. Con il Branded Content Matching Zuckerberg può prendere due piccioni con una fava: da un lato diminuisce gli spazi pubblicitari, dall’altro aumenta i ricavi. In poche parole soddisfa i bisogni degli utenti che vorrebbero un newsfeed più pulito, e fornisce contenuti di maggior valore che possono essere venduti a prezzi più alti.

facebook marketingContemporaneamente, è iniziato il test per le pubblicità su Facebook Stories, i Brand avranno quindi bisogno di aiuto per rendere l’esperienza di navigazione più personalizzata tramite i video verticali. Questa nuova visione del social media marketing potrebbe finalmente aiutare nuovi artisti, attori e storytellers a trasformare la loro passione in una professione.

In fondo è un po’ il sogno di tutti: occuparci dei nostri interessi e farli diventare il nostro lavoro. E tu ci avevi mai pensato? Ti piacerebbe creare contenuti di valore per Facebook e farne la tua attività? Allora dai un’occhiata ai corsi Digital Coach di:

 

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Ronnie Venturino
Mi occupo di comunicazione e marketing. Ho unito la mia passione per l'universo digitale alle mie precedenti esperienze di scrittura e come video maker. Creo contenuti di valore ottimizzati in ottica SEO e mi sto specializzando in video marketing
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