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Aprire un blog è un’operazione relativamente semplice; grazie a piattaforme come WordPress non servono particolari competenze tecniche, ma sicuramente trovare idee innovative per guadagnare è molto più complesso. E’ per questo motivo che un numero sempre maggiore di persone decide di aprire un blog per raccontare le proprie passioni. Il blog tuttavia è uno strumento molto potente che, se usato a dovere, permette a un professionista di rafforzare enormemente la propria presenza sul web e di conseguenza il suo modello di business. Aprire un blog di successo richiede tuttavia molto impegno e tempo, due variabili troppo spesso ignorate dagli aspiranti blogger. Abbiamo deciso di approfondire l’argomento con Riccardo Esposito, Copywriter di professione e autore di mysocialweb.it.

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Aprire un blog di successo: quali consigli ti senti di dare?

Riccordo Esposito Immagine È molto difficile aprire un blog di successo. Molte persone iniziano a lavorare in questo settore pensando che sia semplice. Esistono molti casi di successo; pensiamo ad esempio ai molti Travel Blogger o Fashion Blogger che riescono a vivere di questa professione. È una cosa fantastica in quanto trasforma ognuno di noi in un editore che può creare un piccolo portale che ci permette di vivere con le nostre opinione e i nostri testi. Raggiungere un tale risultato tuttavia è molto difficile.   Molte persone purtroppo credono che per aprire un blog di successo basti utilizzare un servizio gratuito e poco professionale, che non ha le caratteristiche necessarie per emergere, e scrivere qualche contenuto (che magari non è neanche il massimo). Nel momento in cui non ottengono risultati perdono entusiasmo e la spinta giusta per lavorare in questo settore.   Il consiglio fondamentale che mi sento di dare a chi vuole aprire un blog è quello di avere costanza, cioè non abbattersi davanti ai primi insuccessi. Questo mondo è molto difficile e competitivo; non puoi pretendere di aprire un blog oggi e di ottenere un buon risultato dopo un mese. Ci vogliono anni!   Il secondo consiglio (più strategico) è quello di lavorare ad un piano editoriale. Realizzare un percorso che ti permette di organizzare passo dopo passo le tue pubblicazioni. È vero infatti che nel mondo del blogging c’è molta improvvisazione che ti permette di creare il contenuto giusto al momento giusto, tuttavia bisogna sempre pianificare la propria azione: come rivolgersi ai tuoi lettori, quali sono i contenuti utili, quando pubblicarli.

Foto-Fabrizio-Benelli-BlogAprire un blog aiuta il personal branding di un professionista?

Riccordo Esposito Immagine Io credo che il blogging debba avere massima importanza. Un professionista deve obbligatoriamente aprire un blog. Il curriculum è utile, soprattutto se fatto in un certo modo, ma è molto più utile aprire un blog e soprattutto curarlo dedicandogli molto tempo.   Attraverso un blog infatti possiamo materialmente mostrare quello che sappiamo fare e dare un’idea chiara sulle nostre competenze. Ma soprattutto ci possiamo fare trovare online. Questo è molto importante perché le persone cercano contenuti e risposte attraverso internet. Se noi abbiamo un blog ben posizionato e molto condiviso sui social, possiamo intercettare questa richieste e farci riconoscere come professionisti di un determinato settore. I miei primi lavori ad esempio, quando ancora nessuno mi conosceva, ho trovato i miei primi lavori da freelance grazie al mio blog.  

 

Foto-Fabrizio-Benelli-BlogQuanto aiutano invece le relazioni con gli altri professionisti del settore?

Riccordo Esposito Immagine Anche in questo caso il blog ha un’importanza fondamentale. Molti lavori di un freelance arrivano tramite altri colleghi e le relazioni che nel tempo instauri con loro. Questi rapporti tuttavia nascono proprio grazie al blog e alla nascita di collaborazioni.   Da questo punto di vista bisogna considerare un tipo di blogging più ampio. Non è solo una questioni di piattaforma (solitamente wordpress), ma tutto quello che ruota attorno al blog. I commenti che posso lasciare sui blog di miei colleghi, ad esempio, oppure le attività social, sono tutte attività legate al blogging.   Da questo punto di vista instaurare buoni rapporti, che possono nascere sul blog piuttosto che su facebook o twitter, sono molto importanti per chi inizia un’attività. Chi lavora come freelance ha la necessità di fare questo; senza non arrivano i clienti.   Lo stesso discorso però vale anche per i dipendenti. Personalmente consiglio anche a chi lavora come dipendente di lavorare su questi punti. Al giorno d’oggi non abbiamo niente di sicuro e stabile; di conseguenza anche chi lavora ad esempio in una web agency deve curare questi aspetti, in questo modo nel momento in cui sarà costretto o proverà di sua spontanea volontà di intraprendere la carriera da freelance, avrà già alle spalle un brand solido.  

Foto-Fabrizio-Benelli-BlogSEO Copywriting: quali regole seguire e quali da evitare

Riccordo Esposito Immagine Il primo punto è quello, paradossalmente, di non pensare alla SEO, nel senso che, oggi come oggi, le regole fondamentali per la scrittura per i motori di ricerca sono le stesse che regolano la scrittura per le persone. Se scriviamo bene per le persone, automaticamente scriviamo bene per i motori di ricerca.   In passato avevamo dei testi pieni di keyword, dal mio punto di vista illeggibili. All’epoca si parlava di keyword density e di come aiutasse a far capire al motore di ricerca quale fosse il contenuto e l’argomento della pagina.   Oggi tutto questo è cambiato: l’importanza è la qualità del contenuto. Ma cosa si intende veramente per qualità del contenuto? Spesso, quando si pensa ad un contenuto di qualità, si immagina un qualcosa di lungo, enorme, ricco di nozioni e paragrafi. In realtà il contenuto di qualità è il contenuto utile, ovvero quel contenuto che risponde all’esigenza di un lettore.   Se i nostri lettori hanno come esigenza quella di avere dei tutorial ben fatti dobbiamo creare dei contenuti che intercettino questa esigenza. Se, al contrario, i nostri lettori cercano un contenuto non per forza lungo ma con delle idee e delle opinioni, dobbiamo concentrarci su quegli aspetti quando andremo a scrivere.   L’esempio che faccio sempre è il confronto tra Moz e il sito dell’ansa. Il primo è un blog di settore che crea contenuti molti lunghi e articoli; il secondo invece pubblica poche righe di contenuto. Sono contenuti molto diversi ma entrambi di qualità, in quanto intercettano determinate esigenze: i lettori di Moz sono molto diversi da quelli del sito dell’ansa.   Per produrre contenuti di qualità dobbiamo quindi conoscere le esigenze del nostro pubblico. Dobbiamo frequentare i luoghi dei nostri lettori e capire cosa vogliono e cercano. Questo può sembrare all’inizio molto difficile, soprattutto per mancanza di esperienza. Nel corso del tempo tuttavia, chi lavora nel mondo del blogging, deve imparare a intercettare questa domanda, perché solo in questo modo puoi creare dei testi in grado di rispondere a queste esigenze, essere condivisi e linkati.   Per quanto riguarda i falsi miti da non seguire assolutamente, credo che il principale sia il discorso fatto prima sulle keyword. Credere che inserire tante parole chiave in un testo ti possa dare dei vantaggi. Personalmente credo che oggi come oggi parlare di keyword density sia praticamente inutile.

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Fabrizio Benelli
Da sempre appassionato del mondo Web, subito dopo la laurea (conseguita alla facoltà di Economia di Modena e Reggio Emilia) inizio a lavorare per un’azienda E-commerce, occupandomi della parte SEO. A fine 2014 inizio i Master in E-commerce e in Digital e Social Media Marketing presso Digital Coach.