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AdvisorEat è una giovane startup che nel 2018 ha lanciato un prodotto digitale per un target specifico: una app riservata a consulenti e professionisti del mondo corporate.

AdvisorEat seleziona in tutta Italia ristoranti di livello adatti a un profilo business, e li consiglia ai propri iscritti tramite l’app. Il suo payoff è “You dine, we reward“: ogni scontrino in un ristorante convenzionato permette di accumulare punti da tramutare in gift card per acquistare online dai principali e-shop, oppure fare donazioni benefiche.

In questa intervista il founder e CEO Stefano Travaglia ci spiega come è nata AdvisorEat, come si sta evolvendo e quali sono le prospettive di una stratup italiana di successo che sta per approdare in altri 3 paesi europei!

 

 

 

Cos’è e come funziona AdvisorEat

 

digital foodCi racconti cos’è e come è nata l’app AdvisorEat?

startup-advisoreat-stefano-travagliaAdvisorEat nasce da un’esperienza personale. Prima di lanciare questo progetto ho fatto per diversi anni il consulente aziendale ed ero sempre in trasferta, e lì mi sono emersi due bisogni: il primo, di sapere dove mangiare.
Esistono tantissimi strumenti e tool che ti consigliano dove mangiare, ma nessuno adatto al professionista, che talvolta vuole il ristorante stellato, e talvolta vuole mangiare un hamburger gourmet.
Sul mercato ci sono la guida Michelin, di alto livello, che indica solo ristoranti gourmet; o TripAdvisor, con cui è difficile orientarsi. Avevo dunque grosse difficoltà a trovare il ristorante giusto per me.

La seconda necessità era accumulare punti. Fa un po’ sorridere, ma ero un fan dei punti: con tutte le spese che sostenevo sia nei momenti leisure, sia nei momenti di trasferta business, accumulavo dei punti con le spese di viaggio, aeree o ferroviarie; e anche con le spese di albergo. Mentre sulle spese di ristorazione non accumulavo nessun punto.
E dunque da queste idee e questi due semplici bisogni nasce AdvisorEat.

 

Michelin star food startup Advisoreat

 

 

digital foodCome funziona AdvisorEat?

startup-advisoreat-stefano-travagliaAdvisorEat è un club che non è aperto a tutti, ma è riservato ai professionisti e ai dipendenti delle principali firm della consulenza, del mondo legale e di realtà selezionate del mondo finanziario.
Cosa offriamo oggi ai membri del club AdvisorEat? Abbiamo selezionato e consigliamo loro i ristoranti dove mangiare nelle 40 città italiane principali, da Bolzano a Palermo.
Scegliendo un nostro ristorante si accumulano crediti AdvisorEat, con i quali è possibile riscattare gift card dai principali e-shop (come Amazon, Zalando, Feltrinelli). Oppure, una cosa a cui teniamo molto e che spingeremo sempre di più, si può fare charity: si possono cioè fare delle donazioni a Unicef, WWF, Amnesty International e la Fondazione Umberto Veronesi.

Digital food startup Advisoreat

Dal lato operativo il funzionamento di AdvisorEat è molto semplice: non siamo un sistema di prenotazione. Tramite l’app si vede la lista dei ristoranti consigliati e ci si presenta al locale come un normale cliente.
Come si accumulano i punti? Si invia la foto dello scontrino o della copia di cortesia della fattura elettronica tramite l’app. A breve anche questo funzionamento cambierà ancora e miglioreremo ulteriormente la user experience.

 

 

Il successo di AdvisorEat: l’innovazione di processo

 

digital foodSecondo te quali sono i punti di forza e cosa ha decretato il successo di AdvisorEat?

startup-advisoreat-stefano-travagliaDi fondo AdvisorEat è un’idea molto semplice. Siamo uno strumento di marketing per ristoranti a cui portiamo clienti, come ce ne sono altri. Ma la nostra innovazione, che poi è diventato il nostro punto di forza, è l’innovazione di processo.
Tutto si basa su un’applicazione a cui si accede con la mail aziendale, dunque è certificato che chi vi accede è un professionista. Noi portiamo al ristoratore clienti nei giorni infrasettimanali e, soprattutto, clienti business, che hanno uno scontrino medio leggermente più alto. Questo è stato il nostro punto di forza lato ristoranti.
Dal lato aziende questo servizio è stato accolto in maniera positiva perché fa leva sull’aspetto welfare, perché con il nostro servizio i clienti possono accumulare punti con cui riscattare gift card, o, una cosa ancora più bella che a noi piace molto, fare donazioni benefiche.

 

Quali sono i risultati ottenuti da AdvisorEat

 

digital foodChe risultati ha ottenuto finora Advisoreat e quali sono gli sviluppi futuri?

startup-advisoreat-stefano-travagliaAdesso abbiamo terminato la prima fase, in cui stiamo consolidando il prodotto, e sul lato italiano abbiamo una buona copertura di ristoranti e aziende. Grazie ai punti di forza che abbiamo detto prima, siamo riusciti in pochi mesi (il servizio è stato lanciato nel 2018), a far aderire al servizio ristoranti tra le principali catene di ristorazioneRistoranti advisoreat spazio milano

Tra queste vi sono Signorvino di Calzedonia, Red di Feltrinelli, fino a importanti ristoranti stellati, da Spazio Milano di Niko Romito, a Glass Hostaria di Christina Bowermann. Oggi abbiamo quasi 800 ristoranti sparsi su tutto il territorio nazionale.

Anche lato aziende, nonostante fossimo, e ancora oggi siamo, poco conosciuti (vedremo poi dal lato marketing cosa faremo), abbiamo un bel panel di aziende che hanno aderito al servizio. Le più importanti società di consulenza e studi legali, per citarne alcuni: KPMG, PwC, Boston Consulting, studi legali come Orrick, Simmons & Simmons e molti altri. Dunque siamo molto contenti.

Abbiamo appena chiuso un importante aumento di capitale che ci servirà per consolidare il prodotto e il mercato italiano nel 2019 con una spinta di marketing, per dopo lanciarci e fare l’espansione estera nel 2020.
Ad oggi è prevista in tre paesi: nel Regno Unito con Londra come hub principale, in Germania con Francoforte, e in Francia che come hub di partenza ha Parigi.

 

Com’è composto il team AdvisorEat

digital food Siete in fase di forte crescita. Di che figure si compone ad oggi il team e di che figure si avvarrà in futuro vista l’espansione in altri Paesi?

startup-advisoreat-stefano-travagliaOggi siamo in 7 in totale nel team. Le figure e le competenze che ha ad oggi AdvisorEat sono principalmente di due tipi: IT e commerciale; abbiamo persone che si occupano di IT internamente. Per noi è molto importante la parte commerciale, sia corporate, che si occupa degli accordi con le aziende, sia con i ristoranti.
In questo momento stiamo chiudendo delle assunzioni sia nel commerciale, per rafforzare il team, sia nel marketing. Stavamo cercando una persona con una forte esperienza nel marketing; le ricerche sono ormai quasi concluse, l’onboarding è previsto per luglio. Adesso è importante per noi farci conoscere, e usare tutte le leve offline, ma soprattutto online del marketing, per scalare e migliorare le nostre metriche.

 

 

digital foodCome si integra il digitale nella vostra strategia di marketing?

startup-advisoreat-stefano-travagliaIl digital è una parte fondamentale. Il nostro prodotto è digitale, perché AdvisorEat si basa su un’applicazione. Il fatto che tutto il prodotto sia online e che tutti gli utenti sono profilati, perché per utilizzare la nostra app ci si deve iscrivere, ci permetterà di andare a costruire un’infrastruttura di marketing automation molto importante, che sono riuscite a dare ottimi risultati.
Poi andremo a ingaggiare nuove aziende, nuovi utenti e nuovi ristoranti anche con tutte le piattaforme social e strategie digital per noi fondamentali.
A fronte di un investimento, il digital marketing consente di avere dei ritorni molto più importanti che andare a concentrarci sull’offline, che per noi può essere secondario.

 

 

 

Quali competenze di digital marketing servono per lavorare in una start-up

 

digital foodChe competenze di digital marketing dovrebbe avere secondo te una persona per lavorare in una startup? Quali sono le competenze che avete ricercato voi?

startup-advisoreat-stefano-travagliaAdesso noi abbiamo due sfide lato AdvisorEat e lato marketing. Quella di migliorare alcune metriche, dunque andare a stimolare la nostra customer base; e dall’altra parte andare a costruire e rafforzare il nostro brand. Sono queste due le aree su cui vogliamo lavorare, però con una priorità diversa: sicuramente in questa fase è importante migliorare le metriche e stimolare la customer base.
Abbiamo ricercato una persona con esperienza nell’automation marketing, e tutte le azioni di CRM (customer relationship management), che vadano a stimolare la community.

 

AdvisorEat e i social media

 

digital foodAvete anche una presenza sui social media? Che strategia avete?

startup-advisoreat-stefano-travagliaSì, sul lato social siamo presenti. Abbiamo attivi i profili AdvisorEat sulle varie piattaforme social (Linkedin, Facebook, Instagram, Twitter). Anche lì è importante rafforzare: prima era importante esserci, adesso è importante “esserci bene”, perché sono uno strumento per andare a comunicare con i nostri utenti.
Non siamo un prodotto mass market, dunque magari alcune campagne più ampie non ci interessano, però i diversi social permettono di fare delle campagne mirate. Linkedin è sicuramente molto importante dal lato professionale per noi, ma anche Facebook e così via, ci permettono di parlare con i membri del nostro club. In questo senso è importante rafforzare la nostra presenza sui social, dunque investiremo un importante budget per crescere sui social, per comunicare con i nostri utenti e andare a creare dei lead, sia lato aziende, sia lato ristoranti.

 

 

Consigli per chi vuole aprire una start-up

 

digital foodIn ultimo ti chiedo se hai dei consigli da dare a chi vorrebbe aprire una startup oggi in Italia?

startup-advisoreat-stefano-travagliaIo sono uno startupper un po’ atipico, perché vengo da un percorso corporate abbastanza lungo. Quindi i miei consigli possono essere diversi da quelli di uno startupper appena uscito dall’università, che inizia magari con un gruppo di amici.
Appunto perché ero in un percorso un po’ più avanzato, l’idea è nata a me e sono partito da solo. Questo con il senno di poi l’ho visto come un grosso punto di debolezza, perché la startup, fare un’azienda, è sicuramente un percorso stupendo, però incontri delle grosse difficoltà. Soprattutto in fase iniziale, avere al tuo fianco qualcuno è fondamentale.
Dunque il primo consiglio che potrei dare a chiunque voglia partire con un percorso del genere, è non partire mai da solo. Questo non significa portare a bordo qualsiasi persona, perché bisogna trovare la persona giusta; ma credo sia fondamentale non partire da soli.

 

Se vuoi approfondire il mondo delle start up, potresti trovare interessante il corso Come aprire una Start Up di Digital Coach. Se invece stai pensando di aprire una start up, il Master Start Up Program potrebbe fare al caso tuo. 

 

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