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BEST PRACTICES AZIENDALI

come utilizzarle nel tuo business

Ogni business che si rispetti segue alcune best practices aziendali che permettono di prosperare e generare fatturato. Sai quali sono e come possono esserti utili? Tra le più importanti, spostarsi nel mercato dell’online è una pratica che stanno affrontando tante aziende e professionisti come te, che vogliono crescere e adattarsi all’innovazione tecnologica.

A quale scopo? Le imprese che hanno deciso di coniugare servizi di marketing tradizionale e online hanno ottenuto risultati come:

  • Generare più contatti qualificati
  • Intercettare nuovi mercati profittevoli
  • Migliorare la propria web reputation
  • Farsi conoscere da un pubblico più ampio.

Se anche tu vuoi arrivare a questi risultati devi acquisire delle best practices aziendali efficaci, che sappiano indirizzare al meglio il tuo business  online. A tal proposito, scopri il corso Digitalizza la tua azienda, acquisirai diverse competenze (pratiche e teoriche) che ti permetteranno di portare la tua azienda online.

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Cosa sono le best practices aziendali: definizione e sinonimi

Le best practice o buone pratiche sono l’insieme delle attività, esperienze o azioni prese come riferimento o utilizzate per ottenere le migliori performance aziendali. L’espressione “best practice” ha origine nei primi anni del 900, inizialmente la definizione è stata elaborata in ambito manageriale, in riferimento all’osservazione delle tecniche che sono in grado di generare i migliori risultati, e che potevano costituire un sistema di regole da rispettare per rendere più efficiente la produttività.

Nella produzione aziendale (prima con la certificazione ISO 9001) le best practice rappresentavano la tecnica di riferimento per ottimizzare i risultati, utilizzo minimo di risorse e massimo risultato, superando passaggi superflui che non portavano nessun risultato efficace.

Il significato di best practices si estende alla definizione di “promising-practice” (pratiche promettenti) e di “evidence-based-practice” (pratiche su prove d’efficacia). La best practice aziendale è considerata come la miglior procedura con le migliori caratteristiche e i migliori indicatori di qualità.

 

Best practices e bad practices aziendali online

Con il termine best practices si intendono i buoni comportamenti, con quello di bad practices i cattivi comportamenti che le aziende adottano nell’online. Questo per spiegare come molte aziende oggi continuano ad ignorare il mondo di internet e la sua importanza, e come questo atteggiamento possa essere dannoso sia a livello di guadagni che di immagine.

Ecco 3 esempi di comportamenti aziendali corretti (best practices):esempi di best practices aziendali• Il primo esempio riguarda  una grossa azienda di TV. Succede che un blog tecnologico molto seguito sui social, riceve una fake email su tale azienda, riguardo il ritardo di alcuni suoi prodotti sul mercato. Questa notizia diventa subito virale e nel giro di pochi minuti le azioni dell’azienda cominciano a crollare. Dopo soli 15 minuti l’azienda smentisce la notizia e dice che si tratta di una fake news. La tempestiva smentita è dovuta al monitoraggio che l’azienda fa costantemente online, così nel corso della giornata le azioni dell’azienda hanno ripreso a salire. La best practice utilizzata, in questo caso dall’azienda, è quella di aver monitorato la propria reputazione online (brand reputation).

• Il secondo esempio riguarda un’azienda di elettrodomestici. Una grossa azienda di elettrodomestici ha creato un aggregatore con l’obiettivo di restare in contatto con i propri clienti. Il suo aggregatore riunisce notizie e informazioni presenti nei vari network come Facebook, YouTube ecc… L’azienda è presente anche su Twitter, ma credo si possa fare di più. Ad esempio parlando di Twitter, perché limitarsi ad utilizzarlo in modo unidirezionale, fornendo informazioni e notizie su eventi e nuovi prodotti? Mentre lo si potrebbe utilizzare per interagire con i clienti, fornendo assistenza e rispondendo alle loro domande.

• Il terzo esempio riguarda una grossa azienda di trasporto pubblico. Questa azienda è presente su Twitter e informa gli utenti in maniera istantanea sui lavori in corso, sulla viabilità del traffico e su eventuali disagi e problematiche della rete urbana. Ottimo servizio anche in questo caso, ma credo si possa fare di più. L’azienda potrebbe ad esempio lanciare dei sondaggi sulla qualità del servizio fornito, oppure potrebbe richiedere suggerimenti agli utenti per migliorarne la qualità.

Ecco 3 esempi di comportamenti aziendali errati (bad practices):esempi di bad practices aziendali• Il primo esempio riguarda un’azienda di antifurto per automobili. L’azienda qualche hanno fa ha presentato un nuovo prodotto, precisamente un antifurto. Succede che su un forum inizia a circolare una voce, che quel tipo di antifurto può essere forzato semplicemente con una penna. Non solo, successivamente qualcuno pubblica un video tutorial su youtube su come scardinare l’antifurto con estrema facilità. La prima cosa che l’azienda fa è quella di sostituire tutti gli antifurti in circolazione, ma commette un errore. L’errore è quello di sottovalutare l’importanza del passa parola online. Dopo molto tempo, comunicarono all’azienda che per rispondere alle domande di clienti, fornitori, ecc sulla rete impiegarono circa 2/3 settimane lavorando 18/20 ore al giorno. Troppo tempo, bisogna essere tempestivi nelle risposte, altrimenti il passa parola negativo (passato un tot. di tempo, minuti o forse ore) sarà irreversibile.

• Il secondo esempio riguarda un’azienda di arredamento. Un po’ di tempo fa un blogger si lamentava nel suo blog di alcuni disservizi da parte dell’azienda. L’azienda come risposta fa un commento e comunica una querela per diffamazione con aggiunta di richiesta di risarcimento danni del valore di 400.000 euro. La notizia fa in breve tempo il giro di tutti i blog con la conseguente reazione immediata: una lettera firmata da tutti i blogger dove si promette di dare visibilità nell’eventualità che la scelta della denuncia non prosegua. A questo punto l’azienda decide di non proseguire con la denuncia, ma il danno è ormai fatto. Per costruire una solida reputazione occorre molto tempo, per distruggerla davvero poco.

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• Il terzo esempio riguarda un famoso centro commerciale. L’azienda un po’ di tempo fa ha organizzato un evento dove hanno partecipato molti bambini, tra cui un bambino autistico. Durante l’evento venivano scattate delle foto e il bambino in questione eseguiva con più difficoltà e lentezza le direttive del fotografo, il quale piuttosto innervosito lo ha umiliato e deriso. La madre del bambino gestisce un blog e ha pensato di raccontare l’accaduto, che in breve tempo si è diffuso in tutto il web ricevendo moltissime manifestazioni di solidarietà. La notizia fa così scalpore che arriva perfino a parlarne un tg locale e uno nazionale. La risposta dell’azienda arriva, ma come al solito troppo tardi. Il danno è stato fatto e non è più possibile ripararlo.

Abbiamo visto con che velocità le notizie si diffondono sul web, e proprio per questo è importante curare la propria web reputation. Come fare?

Esistono diversi strumenti gratuiti sul web che puoi utilizzare, ma ci sono anche dei professionisti specializzati come il Web Reputation Manager e i professionisti delle Digital PR.

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6 best practices aziendali per acquisire contatti qualificati e clienti

Se stai cercando delle best practices per generare più domanda e trovare nuovi contatti, allora sei nel posto giusto. Domani chiunque potrebbe rimanere senza neppure un cliente all’orizzonte, ma tu no. Segui le 6 best practices più importanti che ho selezionato e scopri cosa puoi fare subito!

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Digitalizza la tua azienda

Digitalizzare la tua azienda significa renderla performante, competitiva e duratura, infatti garantirai al tuo business di essere aggiornato e al passo con i tempi, offrendo così le migliori performances per i tuoi clienti. La digitalizzazione delle imprese è un fenomeno socio-economico, una vera e propria rivoluzione, in cui attraverso l’introduzione di mezzi tecnologici aumentano le performances dell’azienda, rendendola competitiva rispetto al mercato e ai propri competitors.

Spesso si pensa che per digitalizzare la propria impresa basti copiare documenti cartacei in file Word ed Excel, ma il processo è decisamente più complesso. Bisogna entrare e adottare il giusto mindset, entrando nell’ottica che la digitalizzazione rappresenta il futuro di qualsiasi azienda. Purtroppo non tutte le aziende comprendono la necessità e il beneficio nel digitalizzare il proprio business, destinando in questo modo la propria azienda alla crisi e nel peggiore dei casi al fallimento. Il Digital Marketing è l’asso nella manica per digitalizzare la propria azienda, integrando una strategia multicanale, blog, social, email-marketing e adv, aumentando la brand awareness dell’azienda.

 

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Sviluppa la tua presenza online

Per sviluppare la propria presenza digitale online è necessario muoversi per obiettivi e rispettare le varie fasi del processo. Generalmente si procede identificando l’obiettivo finale e tracciando un percorso con step operativi intermedi. Ogni passaggio è definito fase, e le fasi principali sono essenzialmente 3:

 

  • Realizzazione del sito web

Il primo passo è la creazione di un sito web in cui farsi conoscere (o rifarlo se è vecchio e arretrato), raccontare la mission aziendale e identificare i punti forti dell’azienda: Perché scegliere la tua azienda? Perché sei meglio dei tuoi competitor? All’interno si aggiungono informazioni utili che legano la presenza digitale al luogo fisico e informano l’utente (futuro cliente) della presenza di una vetrina virtuale in cui visionare i prodotti e servizi offerti.

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  • Coinvolgere gli utenti

Un altro fattore molto importante è riuscire a coinvolgere gli utenti. Ad esempio quando si apre un nuovo locale si ha la tendenza ad organizzare una sorta di inaugurazione per far conoscere la nuova attività, in cui invitare i propri conoscenti che, a loro volta informeranno i propri amici mettendo in atto il così detto passaparola. Per il mondo online funziona più o meno nello stesso modo: uno studio del prodotto permette di creare una strategia mirata al proprio cliente tipo con l’individuazione del target e la profilazione e personalizzazione del servizio destinato agli utenti.

 

  • Vendita online o presentazione prodotti e servizi

Ora che le fondamenta sono state create serve promuovere i propri servizi o prodotti. Per certe aziende la presenza di un E-commerce (sia per le aziende B2C che per le aziende B2B) potrebbe essere una buona soluzione ma, laddove il tipo di attività non lo conceda, si possono presentare case history o progetti terminati (con il nulla osta del proprietario) così da dimostrare all’utente che l’azienda opera sul territorio e rappresenta esattamente ciò che sta cercando. Un altro metodo che si affianca e si lega saldamente alla vendita online è la presenza e la strategia di marketing sui social media. Questa fase dev’essere a sua volta suddivisa in altre sottocategorie poiché prima di presentarsi sui social network si deve definire bene il target di riferimento, così da poter utilizzare il social più adatto.

 

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Content Marketing: blog post e premium content

L’utilità del Content Marketing è indiscutibile, ma su quali tipologie di contenuti dovrebbe focalizzarsi un’azienda? Un blog aziendale curato e aggiornato è senza dubbio uno degli strumenti più efficaci per attirare traffico qualificato sul sito. Crea articoli che siano in linea con gli interessi e le problematiche del tuo pubblico di riferimento, cercando di distinguerti dai competitor affrontando i temi in modo originale o con un punto di vista diverso. I blog post sono molto importanti perché spesso collegano i cosiddetti contenuti premium: (long form più approfonditi) che generalmente prendono la forma di ebook, whitepaper, ecc. I premium content hanno una caratteristica comune: sono accessibili gratuitamente previa compilazione di un form. Affrontando temi specifici che stanno a cuore alla nostra audience e richiedendo un indirizzo email o un numero di telefono in cambio, avremo la certezza di acquisire solo contatti realmente interessati alla nostra offerta.

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Studia il tuo target di riferimento

Chi è il tuo potenziale cliente?

Questa è una delle prime domande da porsi quando si inizia un business, perché il target è ciò che permette alla tua idea di vivere ed evolversi. Iniziamo a dare una definizione di target come: il gruppo dei consumatori a cui si rivolge un’azienda. Infatti, non è pensabile che un’azienda prenda come riferimento tutti. Bisogna scegliere, tracciare un limite e mettere dentro le persone che sono maggiormente disposte ad acquistare un prodotto o servizio. In poche parole occorre segmentare il mercato. In seguito bisogna studiare il segmento selezionato e il posizionamento del prodotto.

Ecco alcune domande da porti in questa fase di studio del target:

  • Quali sono le caratteristiche sociali del mio target? (Sesso, età, cultura, ceto sociale, reddito, zona di residenza ecc).
  • Quali sono le sue abitudini di acquisto? (A quali canali si rivolge, con che frequenza, quanto spende, tipologia di prodotti comprati ecc).
  • Quali sono i bisogni? (quali sono i vantaggi ricercati nel prodotto, problemi da risolvere e altre esigenze).

 

Intercetta il tuo pubblico nei touchpoint

Cosa sono i touchpoint?

Prova a pensare a tutte le esperienze, online e offline, in cui i nuovi clienti vengono a contatto con la tua azienda. Dall’atmosfera del tuo negozio fisico alla landing page del tuo sito, si tratta di esperienze che fanno entrare le persone nel vivo della storia, innescando interazioni e connessioni che influenzano profondamente il modo in cui la tua azienda, il tuo brand, i tuoi prodotti e servizi vengono percepiti. Ciascuna interazione è un touchpoint. Ogni punto di contatto è una possibilità d’oro per acquisire potenziali clienti: per sfruttarle al meglio, è bene sviluppare competenze da stratega professionista!

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Vediamo brevemente quali sono i principali touchpoint:

  • Vetrine, shop, pubblicità TV, riviste, eventi
  • Sito web, email, Ads, SMS, pagine social
  • Recensioni, opinioni, forum, blog

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Nel mondo degli affari come nella vita, non c’è niente che funzioni meglio del principio di reciprocità. Si tratta del meccanismo per il quale le persone sono più inclini a dire di sì a coloro cui sono “debitori”. La condizione fondamentale per attivare questo meccanismo è che tu sia il primo a dare e che ti assicuri di dare qualcosa di utile, che aggiunga valore all’esperienza delle persone con il tuo marchio. Contenuti come newsletter, informazioni utili, guide e whitepaper gratuiti, sono tutti modi efficaci per mettere le persone in contatto con la tua azienda e costruire un rapporto di familiarità che le trasformerà in tuoi clienti. Fatti conoscere, mostra i tuoi valori e guadagna la fiducia dei tuoi clienti!

 

Best practices per il tuo storytelling aziendale

Cos’è lo storytelling aziendale?

Lo storytelling è un termine inglese formato da due parole story (storia) e telling (raccontare), può essere letteralmente tradotto come l’arte di raccontare una storia. Si tratta di una tecnica comunicativa capace di suscitare emozioni e al tempo stesso informare i potenziali clienti illustrando la storia del prodotto/azienda. Ogni volta che i brand e le aziende producono video, messaggi, storie e visual pensati per comunicare in modo distintivo con il proprio mercato di riferimento e lo inducono a compiere azioni come (acquisto di un prodotto, iscrizione ad un abbonamento ec..) si sta facendo storytelling.

 

La narrazione è uno dei modi più importanti con cui le persone di ogni cultura trasmettono informazioni. Nell’atto del narrare si condividono significati e si dà senso all’esperienza, è attraverso la narrazione che un individuo costruisce la sua identità e racconta agli altri di sé. Dunque, anche un’azienda dovrebbe avvalersi dell’utilizzo di formule narrative

 

 

Quali sono le best practices aziendali per integrare lo storytelling?

  • Il primo fattore: è conoscere in maniera approfondita la propria audience di riferimento, del resto, ogni azienda può avere un vasto insieme di prodotti, ciascuno con specifiche particolarità e destinato a specifici utenti. Per questo è essenziale identificare in maniera precisa e approfondita il target di consumatori con cui entrare in connessione e costruire una storia in grado di coinvolgerli.
  • Il secondo fattore: Non bisogna limitarsi a raccontare storie, ma bisogna piuttosto, raccontare storie con cui l’audience di riferimento possa entrare in connessione, con cui possa identificarsi e con cui possa emozionarsi. In questo modo, un brand è in grado di creare un’esperienza memorabile producendo risultati nel tempo.
  • Il terzo fattore: ogni contenuto è giusto per fare brand storytelling aziendale. Esistono vari touchpoint che consentono ad un brand di produrre uno storytelling efficace. Pensiamo alle sezioni di un sito web come la classica “Chi siamo” – che potrebbe arricchirsi di elementi narrativi in grado di mettere meglio in evidenza la vision, la mission ma anche il background storico di un’azienda. Oppure la presentazione dei prodotti: con un insieme di contenuti, tra video e testi, è possibile rendere un semplice e banale catalogo in un ventaglio di opportunità per incrementare le vendite, proponendo soluzioni ai problemi e ai bisogni del target di consumatori.

 

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Esempi di best practices aziendali di successo

Sono tanti gli elementi che possono rendere un’azienda di successo, ma ad oggi due in particolare fanno la differenza. Ora ti mostrerò due esempi di best practices aziendali di grande efficacia, che hanno davvero dato una svolta nel mondo del business grazie, soprattutto, all‘attenzione verso temi come l’organizzazione e la sostenibilità. Vediamoli insieme!

 

Organizzazione aziendale

Una buona organizzazione è alla base del successo dell’azienda. Quali sono gli elementi centrali dell’organizzazione aziendale? Chiunque lavori in un contesto aziendale (dal top manager all’operatore) ha quotidianamente a che fare con l’organizzazione aziendale. L’organizzazione è ciò che permette ad ogni azienda di dare ogni giorno valore ai propri clienti. Dal momento che ognuno di noi ha quotidianamente a che fare con l’organizzazione aziendale, questa finisce per essere gestita principalmente “a buon senso”. Si tende quindi a dimenticare quanto l’organizzazione aziendale sia una vera e propria disciplina ricca di teorie, tecniche e metodi applicativi, e di quanto il successo dell’organizzazione dipenda strettamente dall’esperienza di chi la struttura.

Cosa significa quindi portare all’eccellenza l’organizzazione di un’azienda? Significa far sì che tutte le risorse (persone, materiali, strumenti) siano coordinate tra di loro (processi) in modo da orientarne i risultati (output) verso gli obiettivi dell’azienda.

 

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Per giungere allo scopo è necessario applicare correttamente gli elementi di successo dell’organizzazione, che sono:

  • Scelta della struttura organizzativa più adeguata
  • Corretto dimensionamento delle risorse all’interno della struttura
  • Gestione per processi
  • Standardizzazione dei flussi fisici ed informativi
  • Regole di coordinamento tra le risorse
  • Gestione dei carichi di lavoro e dei vincoli
  • Controllo delle performance
  • Sistemi di comunicazione e reporting
  • Processi di miglioramento continuo.organizzazione aziendale

Sostenibilità ambientale, economica e sociale

Ultimamente si sente spesso parlare del connubio tra tecnologia e ambiente. Oggi ci concentriamo sul tema della protezione ambientale aspetto al quale le aziende devono porre la giusta attenzione nell’esercizio delle loro attività. Negli ultimi 10 anni si è registrato un considerevole incremento dell’interesse verso la tematica della sostenibilità ambientale, riscontrando quanto l’operato di cittadini e organizzazioni a livello mondiale stia danneggiando fortemente il pianeta.

Come singoli, sempre più persone stanno facendo il possibile per cercare di migliorare le loro abitudini per salvaguardare l’ambiente, ma non basta. Ecco perché si è cominciato a parlare di aziende sostenibili, sostenibilità aziendale e sviluppo sostenibile. Le aziende hanno dovuto adeguarsi all’insorgere di un problema che non poteva non riguardare anche le loro attività, sia in qualità di soggetti che contribuivano agli stessi danni sia in qualità di coloro che ne subivano gli effetti nel tempo.

 

sostenibilità ambientale

 

Ma che cos’è la sostenibilità?

Possiamo definire la sostenibilità come un benessere (ambientale, sociale, economico) costante e crescente, con la prospettiva di lasciare alle generazioni future una qualità della vita non inferiore a quella attuale, se non migliore. Per cui un’azienda sostenibile è un’organizzazione che svolge la propria attività in un’ottica green, che considera appunto l’impatto ambientale che avranno le sue azioni e le adegua così che siano in grado di salvaguardare l’ambiente e non avere effetti negativi, o quantomeno ridurli.

Ecco alcuni elementi da considerare nell’esercizio dell’attività d’impresa orientata alla salvaguardia dell’ambiente:

  • Assicurarsi che l’impegno verso la protezione dell’ambiente è condiviso da tutti gli impiegati di tutte le aree aziendali.
  • Adattarsi alla legge e ai regolamenti approvati dal governo per la prevenzione dell’inquinamento.
  • Valutare i programmi di controllo dell’inquinamento in termini di costi e benefici per aumentare i progressi nella protezione. ambientale.
  • Organizzare seminari e fornire materiale di formazione e condivisione delle informazioni tecniche, delle esperienze con fornitori e clienti per coinvolgerli nei programmi di controllo dell’inquinamento.

 

Diventa anche tu un imprenditore di successo!

Il mondo del business è attraente come anche l’idea di essere uno di quegli imprenditori che fanno la differenza negli affari. Tuttavia, ti posso assicurare che questo ruolo non è per niente facile come potrebbe sembrare: definire e mettere in pratica delle best practices aziendali è solo una delle tante skills da padroneggiare. Diventare imprenditore è certamente la soluzione ideale per ottenere l’indipendenza economica e la libertà finanziaria. Se vuoi diventare un imprenditore di successo, sarà fondamentale applicare fin da subito le strategie più efficaci per avviare la tua nuova attività. Per cui se sei interessato ad acquisire le giuste competenze ti consiglio di iscriverti al Master Digital Marketing, completo di tutti gli argomenti.

 

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