Seleziona una pagina

Banner blindness

Cos'è e come ridurla


La banner blindness, ovvero la cecità da banner, è un processo cognitivo per cui gli utenti tendono ad ignorare più o meno consciamente tutto ciò che percepiscono (correttamente o meno) come un messaggio pubblicitario. Questo fenomeno rende la vita difficile ai professionisti che si occupano di web advertising. Vediamo nello specifico di cosa si tratta e come ridurne gli effetti.

Banner Blindness

Che cos’è la banner blindness

Uno dei metodi più usati per fare inserzioni pubblicitarie sul web, sin dal 1994, è l’utilizzo dei banner.

L’efficacia dei banner pubblicitari è misurata tramite il click-through rate (CTR) ovvero dalla percentuale di click effettuati dagli utenti sul banner in rapporto al totale delle visualizzazioni (impression).

Già nel 1998, Benway e Lane, due studiosi di web usability, coniano il termine di banner blindness.

Osservarono che i banner pubblicitari erano tendenzialmente ignorati dagli utenti anche quando le informazioni contenute sono attinenti alla ricerca effettuata.

Tramite alcuni esperimenti, i due studiosi hanno confermato che la maggior parte degli utenti non si ricorda dell’ultimo banner visto né il prodotto che veniva pubblicizzato.

A cosa è dovuta?

Le cause della banner blindness sono varie.Banner blindness: cause e soluzioni

Gli psicologi ritengono che il sovraccarico di informazioni al quale siamo esposti riduce drasticamente la nostra capacità di attenzione. La cecità da banner è quindi un meccanismo cognitivo di difesa del nostro cervello da un eccessivo carico di informazioni.

Sul web non leggiamo realmente i testi ma scannerizziamo le informazioni più rilevanti come i titoli o gli elenchi. Effettuiamo una lettura trasversale delle pagine e ci soffermiamo solo sulle cose che davvero ci interessano. Cerchiamo nel web informazioni, lo facciamo di fretta e gli annunci pubblicitari rientrano nelle informazioni non richieste e quindi le escludiamo più o meno inconsciamente dalla nostra lettura.

Quindi la banner blindness è in parte un processo inconscio. Spesso invece le inserzioni pubblicitarie sono volutamente ignorate, perché per la maggior parte degli utenti sono considerate irrilevanti ed intrusive.

 

Quali sono le conseguenze di questo fenomeno?

Il fenomeno della banner blindness, inteso come azione più o meno inconsapevole dell’utente di ignorare parti della pagina web ha fortemente condizionato lo sviluppo dei siti web.

La cecità da banner infatti è selettiva, non riguarda l’intera pagina web, ci sono aree che l’occhio dell’utente evita.

Questo fenomeno è rilevabile tramite l’eye tracking che consente di tracciare tramite uno strumento a infrarossi, tutti i movimenti oculari di una persona. I risultati vengono presentati come delle mappe di calore che indicano quali elementi catturano l’attenzione dell’utente e lo portano all’engagement. 

Nel marketing online vengono utilizzati strumenti come Hotjar che consentono di analizzare il comportamento dei lettori sulle pagine web. Tramite le mappe di calore, è possibile visualizzare l’interazione degli utenti nella pagina. Possiamo vedere dove sono stati effettuati dei click, i movimenti del mouse e gli scroll. Questo tipo di strumento è molto utile nell’analisi di usabilità di una pagina web e ne permette una migliore progettazione.

Capendo dove cadono lo sguardo e l’interesse degli utenti è possibile progettare al meglio la content strategy e il posizionamento delle inserzioni pubblicitarie.

Ridurre l’effetto della banner blindness

La banner blindenss è senz’altro una delle maggiori sfide per l’advertising. Nell’advertising  infatti lo scopo è ottenere il maggior numero di click sui propri annunci e il fenomeno della cecità da banner complica il raggiungimento di questo obiettivo.

Alcuni accorgimenti possono migliorare l’efficienza dei banner pubblicitari ed evitare che vengano ignorati dagli utenti. Vediamo quali sono.

 

Il native advertising

Banner blindness: eye trackingA prescindere dalla banner blindness, molti utenti si affidano a software che bloccano l’advertising online. In tal modo  i banner pubblicitari non vengono proprio mostrati.

Uno dei metodi più efficaci per ovviare questo problema è il native advertising. I banner vengono inseriti come componenti del sito e resi parte integrante del contenuto della pagina. In questo modo l’inserzione pubblicitaria si mimetizza nei contenuti, non ne interrompe la fruizione e l’utente, che non la percepisce come intrusiva, non la evita.

La maggior parte degli utenti mostra interesse per i prodotti raccontati da contenuti e identifica il native advertising come un articolo informativo.

 

 

La forma e la posizione dell’annuncio

Gli utenti sono abituati a forme e posizionamenti standard dei banner e il loro sguardo tende ad evitarli. È pertanto importante per evitare la banner blindness dare libero sfogo alla creatività sia nei formati degli annunci pubblicitari che nel loro posizionamento all’interno della pagina.

Gli annunci devono essere sorprendenti e rilevanti, devono uscire dagli standard nei colori, nei formati e negli spazi.

 

I contenuti dell’annuncio pubblicitario

Gli utenti cercano online delle soluzioni e gli annunci pubblicitari devono essere in grado di offrire soluzioni alle richieste del proprio target.

C’è quindi un lavoro di ricerca da fare prima di pubblicare un’inserzione pubblicitaria, per individuare esattamente il target di riferimento e i bisogni che l’advertising vuole soddisfare.

Per convertire, la call to action (CTA) deve essere chiara, semplice e visibile. Sono quindi da evitare annunci con troppe informazioni, immagini o scritte; i banner più visibili sono puliti e chiari.

 

L’A/B test

Resta sempre molto importante la parte di test. Testare due versioni diverse dei propri banner e delle proprie pagine in generale permette di capire quale versione riduce l’effetto di banner blindness e di ottimizzare le proprie inserzioni.

 

Ottimizzare gli annunci per il mobile

L’80% degli utenti naviga da mobile. È pertanto indispensabile che le pagine web quanto l’advertising siano consultabili su piccoli schermi.

Sugli schermi piccoli la confusione deve essere ridotta al minimo. Le pagine devono essere pulite e i contenuti chiari in modo che l’utente trovi subito ciò che cerca.

 

Le competenze necessarie per ridurre la banner blindness

Per ridurre la banner blindness bisogna innanzitutto ricordarsi che a causarla è l’incessante bombardamento di informazioni ad utenti Banner blindness e web marketingnon interessati.

È quindi indispensabile che gli annunci pubblicitari soddisfino un’esigenza dell’utente, rispondano ad una sua reale richiesta in modo da catturare e mantenere la sua attenzione e che siano adatti allo strumento di diffusione utilizzato.

Sono fondamentali una buona strategia di marketing e una buona progettazione delle pagine e dell’advertising.

La pianificazione di tutto questo richiede un gran numero di conoscenze. Il Master in Web Marketing di Digital Coach consente di acquisire competenze di advertising e più in generale prepara professionisti nella gestione di progetti di web marketing.

 

 

Per maggiori informazioni sull’offerta formativa di Digital Coach
o un colloquio gratuito di orientamento clicca il bottone qui in basso .

CONTATTACI!

Save

 

 

 

[wprs-box]

Valutazione Digital Coach su Google