Seleziona una pagina

AVVIARE UN E-COMMERCE

Entra nel mondo del commercio elettronico

Per intraprendere un’attività commerciale, qualunque sia il settore merceologico di riferimento, bisogna riflettere attentamente sulla possibilità di avviare un e-commerce e verificarne le opportunità di crescita.

Quando si parla di e-commerce ci si riferisce a tutte quelle attività commerciali e transazioni effettuate per via elettronica: dalla commercializzazione di beni e servizi, alla distribuzione online di contenuti digitali e qualsiasi altra operazione che abbia ad oggetto la transazione di un bene materiale o immateriale.

Negli ultimi anni gli acquisti e-commerce hanno avuto un trend in costante aumento ed è un fenomeno irreversibile, dato che l’online retailing permette al consumatore di semplificare il suo processo di acquisto. Per avviare un e-commerce è sufficiente avere con sé un device, smartphone o computer, per procedere alla transazione del prodotto/servizio desiderato e pagare. Se ti interessa un corso su queste tematiche Digital Coach ti offre un Master in E-Commerce.

avviare un e-commerce

 

Avviare un e-commerce conviene?

Perché aprire un e-commerce? Prima che tu ti lanci con la preparazione di un sito web, con l’acquisto di un dominio e soprattutto con l’apertura della Partita Iva è bene che tu costruisca un piano di business. Quel che devi tenere presente è che il mantenimento del sito ha un costo irrilevante rispetto al costo del traffico. Portare persone sul tuo sito non sarà né facile né economico, quindi: hai individuato una nicchia di riferimento commerciale che è ancora scoperta e che puoi andare a presidiare facilmente? Hai calcolato che margine ci sarà una volta tolto il costo del prodotto, il costo eventuale del magazzino, il costo della spedizione e soprattutto il costo della pubblicità? Hai un’attività affermata offline e vuoi aprire un canale online per allargare il tuo bacino di utenza? Oppure parti da zero? Insomma fai dei calcoli, valuta la marginalità, fai delle ricerche di marketing prima di gettarti a capofitto nella nuova avventura in modo di creare un e-commerce vincente.

 

Aprire un sito web

È ovvio che non si può vendere online senza avere un sito web. La soluzione preferita da molti imprenditori è quella di affidarsi ad una web agency o ad un freelance specializzato per procedere all’apertura e alla gestione del sito. Questa strategia però è solitamente molto costosa; inoltre doversi affidare ad una consulenza e-commerce per fare le modifiche necessarie sul sito può far perdere tempo prezioso. Per questo ti consiglio nel caso di startup di apprendere le competenze fondamentali per fare queste cose da solo, risparmiando molto denaro.

Scarica il libro gratuito di Digital Coach per capire se acquisire queste skill è un investimento che vale la pena nel tuo caso.

 

 

Aprire un sito e-commerce economico 

Chi intende avviare un e-commerce senza dover spendere un budget elevato per la sua realizzazione, può affidarsi a dei CMS open source.

 

Woocommerce

Woocommerce, ad esempio, è un noto content management system per la creazione di e-commerce basato su WordPress ed, essendo un progetto open source, è scaricabile e installabile gratuitamente.

Ciò però non vuol dire che costruire un e-commerce con Woocommerce sia gratis. Essendo un CMS hosted, è necessario acquistare un dominio e un piano di hosting. I costi da affrontare saranno:

  • l’acquisto di un piano presso un servizio di hosting. I relativi prezzi mensili possono variare dai 3-4 euro ad oltre 20 euro; la spesa cambia, inoltre, in funzione delle risorse hardware offerte dal server (spazio dedicato, banda garantita e così via)
  • l’acquisto di un domain name presso un sito come Namecheap o Godaddy. Il costo dipende dal nome scelto, ma se ne scegli uno non particolarmente richiesto il costo si aggira sui 10 euro l’anno
  • l’acquisto di eventuali plugin non gratuiti o di temi non gratuiti. Per cominciare potresti temporaneamente farne a meno.

 

Magento

Magento è un altro CMS open source. Ne esistono tre versioni, di cui una gratuita. Essendo la prima piattorma diventata importante per l’e-commerce, è molto diffusa in rete specie per e-commerce di grandi dimensioni. È anche la piattaforma con la curva di apprendimento importante quindi nonostante ci sia una versione gratuita non è probabilmente la piattaforma migliore per una strart-up. Per maggiori informazioni puoi verificare quanto ti costa uno shop online con Magento.

Shopify

Shopify invece non è gratuito, ha un costo base di 29$ mese, ma include l’hosting e una serie di temi e di funzioni di qualità che nei servizi gratuiti non sono inclusi e hanno bisogno di un plugin. E’ inoltre molto user friendly e il tempo di costruzione e di aggiornamento è sicuramente inferiore a quelo degli altri CMS. Per quanto riguarda il nome del dominio, Shopify è integrato con Namecheap per cui potrai comprare il dominio e poi non avere il problema di indirizzarlo al tuo sito su shopify.com.

 

La landing page

Quando avrai il tuo CMS e-commerce, il tuo dominio e i tuoi plugin, dovrai costruire le pagine. A questo proposito ti do questo importante consiglio: in fase di startup non perdere troppo tempo sulla homepage, sulla costruzione di un logo, sulla pagina Chi siamo o su altre pagine secondarie. L’unica pagina veramente importante prima che il tuo sito cominci a vendere e ad avere una clientela fidelizzata, e a scalare le classifiche di Google per la tua nicchia commerciale di riferimento, è la landing page, ossia la pagina del singolo prodotto dove indirizzerai il traffico a pagamento. Quindi dedica molta cura a questa pagina e costruisci ma senza eccessiva perfezione il resto del sito. Se invece sei un commerciante affermato offlne che vuole aprire un canale di vendita web, il sito deve essere molto curato in tutti i suoi aspetti, ma la landing page resta di fondamentale importanza perché è la pagina da cui l’utente compra.

 

La strategia di lancio e-commerce

Avviare un e-commerce di successo, oltre ai diversi adempimenti burocratici necessari per qualsiasi attività online, comporta una grande fatica per realizzare una buona strategia. Per riuscire a competere con i migliori siti e-commerce di successo, non è sufficiente avere una proposta innovativa e vincente. Bisogna necessariamente affiancargli delle ottime strategie di digital marketing. Ti consiglio al riguardo il corso di DIgital Marketing di Digital Coach.

Scopri la Certificazione Digital Marketing Specialist

 

Aumentare il traffico dell’e-commerce per incrementare le vendite

Per definire un e-commerce vincente da un punto di vista delle prestazioni, è necessario che sia in grado di raggiungere il maggior numero possibile di persone: più alto sarà il traffico, maggiori saranno le probabilità di aumentare le vendite e quindi il fatturato.

È utile focalizzare l’attenzione su alcuni elementi che potrebbero incrementare la visibilità di un negozio online.

  • Testi originali ed ottimizzati per la SEO dei prodotti: è importante fornire una descrizione che sia coerente con il Search Intent dell’utente e che, al tempo stesso, sia in grado di fornire gli elementi per essere indicizzata al meglio dai motori di ricerca
  • Un e-commerce mobile friendly: l’utilizzo dei dispositivi mobile aumenta sempre più rispetto all’uso dei PC. In più, smartphone e tablet consentono una fruibilità della rete in molti contesti e situazioni. Quindi, è fondamentale per un’ottima user experience realizzare un e-commerce che sia prima di tutto ottimizzato per mobile
  • Ottimizzazione degli investimenti in pubblicità: è utile estendere gli A/B test per migliorare le proprie inserzioni: oltre ad AdWords bisogna sperimentare l’advertising sulle piattaforme social. Facebook Ads, ad esempio, consente delle opzioni di targeting e retargeting molto dettagliate e permette di pubblicizzare l’e-commerce anche su Instagram.

 

Migliorare il Customer Journey

Per avviare un e-commerce di successo è essenziale curare la qualità del Customer Journey, ovvero il viaggio che l’utente compie durante l’intero processo di acquisto: oltre alla fase finale della transazione, bisogna tener conto dell’esperienza e dei relativi touchpoint che hanno portato alla vendita.

Sono diversi i fattori che possono influire sulla customer experience, sulla soddisfazione della clientela e sull’aumento delle conversioni:

  • customer journeyVelocità dell’e-commerce: è necessario controllare le performance del proprio sito: se troppo lento, l’utente potrebbe abbandonarlo prima di arrivare al carrello. Inoltre, eliminare i passaggi superflui può migliorare il processo di vendita
  • User experience: definire un percorso chiaro, con tasti grandi e ben in evidenza, e delle call to action “parlanti”, consente di ottimizzare l’usabilità della piattaforma. Risulta essenziale effettuare degli A/B test per trovare le soluzioni più adatte, e le Heat Map, per capire dove gli utenti focalizzano la loro attenzione
  • Comprensione del target: le ricerche di mercato e l’analisi dei dati dell’e-commerce forniscono informazioni utili sulle caratteristiche e abitudini delle persone interessate. È utile distinguere i diversi target attraverso dei Customer Journey differenti e, di conseguenza, realizzare delle landing page ad hoc per ciascuno
  • Migliorare la qualità delle vendite: per realizzare un e-commerce di successo, non è sufficiente aumentare la quantità di prodotti venduti. Bisogna far aumentare la spesa media per utente: proporre un up-selling, una versione del prodotto più costosa, ma allo stesso tempo più completa; oppure suggerire un cross-selling, cioè l’acquisto di prodotti analoghi o correlati.

 

Creare un engagement dell’e-commerce

L’utente che fa shopping online non è molto diverso dal consumatore tradizionale: entrambi ricercano un’esperienza d’acquisto coinvolgente e, soprattutto, un acquisto sicuro.

Costruire la propria reputazione è un passo determinante per avviare e commerce di successo. Pertanto, bisogna conquistare la fiducia dei propri clienti attraverso la pubblicizzazione delle garanzie dei prodotti e delle schede tecniche; l’utilizzo di metodi di pagamento certificati; l’interazione con gli utenti.

Quest’ultimo punto, in particolare, impone un certo “modus operandi”:

  • Far parlare della propria attività: incoraggiare gli utenti a lasciare un feedback sul processo d’acquisto e a recensire i prodotti, mettendo in risalto quello che gli acquirenti dicono
  • Presenza sui social: un aspetto fondamentale per ottenere fiducia e creare un rapporto più umano con le buyer persona. I social media, infatti, oltre ad essere un efficace strumento di promozione, consentono di creare un dialogo tra l’utente e il venditore
  • Coinvolgere il proprio pubblico: creare dei contest con piccoli premi e offrire dei tutorial ingaggianti sull’utilizzo dei propri prodotti

 

Fidelizzare il consumatore

Conquistare la fiducia di un nuovo cliente, superando le barriere all’acquisto, risulta essere molto più arduo che convincere un acquirente a rivisitare il tuo e-commerce.
Riuscire a fidelizzare la clientela, puntando a vendere anche a chi visita lo store in un secondo momento, è una strategia ottimale per realizzare un sito e-commerce di successo.

Pertanto, è fondamentale eseguire alcune azioni:

  • Aggiungi una Exit lightbox al proprio e-commerce: una finestra che appare all’utente quando sta per chiudere il sito, per chiedere di registrarsi alla mailing list e ricevere informazioni e promozioni.
  • Implementa il retargeting: grazie ai cookies che “ricordano” le azioni online dei propri acquirenti, è possibile applicare un retargeting degli annunci alle persone che hanno mostrato degli interessi per quella categoria di prodotti e che, quindi, risultano più adatti per una conversione
  • Personalizza la mailing list: organizzare la comunicazione via email in base alle abitudini d’acquisto dei consumatori. Si possono inoltrare delle mail che propongono dei prodotti simili a quelli inseriti nelle wishlist; oppure che ricordino ai clienti di aver abbandonato il carrello, offrendogli una promozione che li spinga a completare l’acquisto.
  • Fa’ assistenza post vendita: un tassello importante per fidelizzare il cliente che, grazie al supporto post vendita per la risoluzione di eventuali problemi, ricorderà quell’esperienza d’acquisto in maniera positiva.

 

Pensi di avere le capacità necessarie per fare e-commerce? Fa’ il test di Digital Coach per scoprire se si tratta di una carriera adatta a te.

test e-commerce specialist

 

 

I costi di un negozio online

Avviare un e-commerce richiede delle conoscenze basilari di digital marketing, competenze web e una preparazione generale sulla fiscalità italiana. Tutto questo, però, non è sufficiente: le due risorse più importanti sono tempo e denaro.

L’apertura di un negozio online prevede diverse tipologie di costi:

  • aprire un sito webRealizzazione sito e dominio: per aprire un e-commerce è necessario creare uno spazio web in cui vendere i prodotti. Si tratta di un’attività commissionabile ad un’agenzia web o che è possibile gestire da soli, se si è esperti programmatori. In alternativa, ci si può affidare a degli appositi software che in pochi e semplici passi realizzano portali per gli online retailing. Questa operazione di costruzione del negozio online può avere un costo che oscilla da pochi euro a 600-700 euro. Realizzato il sito, bisogna acquistare il dominio e lo spazio hosting, i cui costi annuali variano da 30 a 70 euro.
  • Costi iniziali per aprire un negozio online: oltre alle spese strettamente connesse con la realizzazione del negozio digitale, bisogna tenere in considerazione il pagamento del diritto camerale annuale e le spese per l’apertura della Partita Iva.
  • Costi fissi di un negozio online: tra i vari pagamenti vi rientrano anche le tasse e la dichiarazione dei redditi, nonché il versamento dei contributi previdenziali INPS, che si distinguono in base all’aliquota della gestione separata per i professionisti. Fai attenzione a questo punto perché la Camera di Commercio prevede un contributo minimo di 300 euro al mese, riducibili a 200 per 5 anni in caso di startup con regime forfettario. Sono da considerare anche i costi fissi per il commercialista, il rinnovo dominio e hosting. 
  • Costi per la promozione del negozio online: avviare un e-commerce non è sufficiente per far funzionare un’attività. È indispensabile darle visibilità e prevedere i costi legati alla promozione del negozio online. Basti pensare alle campagne pubblicitarie realizzate su Google Ads, Facebook Ads o, ancora, ai comparatori di prezzi, ai marketplace come eBay e Amazon e altri canali. Ovviamente, si tratta di spese non obbligatorie per aprire un negozio online, ma che sono necessarie per dare una spinta al proprio e-commerce.

 

E-commerce e le possibili prospettive

Innanzi tutto, la difficoltà principale nell’avviare un e-commerce sta nel selezionare una proposta di business capace di soddisfare una fetta di mercato. Ciò significa sapersi proporre all’interno di una nicchia commerciale che non sia ancora presidiata da altri competitor.

In questo modo sarà più semplice far conoscere il proprio negozio on-line ai potenziali clienti e farlo crescere. Gli online retailing, infatti, aumentano ad un ritmo sostenuto. Per qualsiasi settore merceologico è possibile trovare numerosi e-commerce e quindi un’elevata concorrenza. Tuttavia, all’interno di ogni settore esistono ancora delle “oasi incontaminate” o poco popolate.

Una volta identificata l’idea vincente, sarà possibile affrontare altre valutazioni utili per avviare un e-commerce.

 

Avviare un negozio online senza Partita Iva

Avviare un e-commerce senza disporre di una partita IVA è possibile solo in caso di attività saltuaria e solo sui marketplace o i siti di annunci.

Devi sapere che aprire un negozio online renderebbe l’attività fissa e non più occasionale; inoltre, la legge italiana sul tema del commercio elettronico vieta la vendita su un sito che non indichi le note legali. Allora ci si potrebbe domandare: è ammissibile la vendita da una pagina Facebook? La risposta, anche in questo caso, è negativa poiché non è concessa la compravendita diretta. E’ possibile, però, sfruttare Facebook per far conoscere al pubblico le proprie opere di artigianato, purché non vengano esposti i prezzi.

Dunque, per vendere oggetti senza partita IVA, sia che si tratti di uno spazio virtuale o di un luogo fisico, è necessario che l’attività sia occasionale.

La vendita occasionale è quell’attività in cui il reddito netto non supera i 5.000 euro annui e i 30 giorni lavorativi. E’ evidente, tuttavia, che per il fisco capire quanti giorni lavorativi vengano impiegati per la propria attività è quasi impossibile. Ci sono, infatti, delle sentenze in cui la cassazione ha espresso un giudizio molto chiaro: per poter vendere senza partita IVA fa fede il volume d’affari e non la quantità di tempo investita per il proprio esercizio.

A tal fine, bisognerà dimostrare di:

  • Avere una dimensione d’affari inferiore ai 5.000 euro netti annui
  • Il lavoro non deve prevedere attrezzature che lascino ipotizzare una produzione regolare
  • Non si possono avere collaboratori o lavoratori subordinati
  • Con la vendita di oggetti online, inoltre, si è tenuti a rilasciare una ricevuta all’acquirente, indicando il prezzo dell’oggetto e la data di vendita Anche per chi intende aprire un’attività di vendita online senza partita IVA, queste ricevute serviranno al momento della dichiarazione dei redditi

Una buona alternativa è la vendita attraverso i cosiddetti marketplace (Amazon, eBay, Etsy, Subito). Anche le piattaforme social come Facebook ne possiedono uno. In questo modo, è possibile sfruttare un servizio di terze parti per aprire un negozio online senza Partita Iva e da privato.
Ciò che è importante è rispettare il requisito della vendita occasionale sul web e le altre due condizioni. Le uniche spese non fiscali da considerare saranno la commissione per ogni transazione eseguita e le commissioni del marketplace.

 

Lanciare un e-commerce senza magazzino

 

Chi vuole avviare un e-commerce senza magazzino, intende evitare la gestione della parte logistica connessa all’attività di compravendita. Si tratta di un business in dropshipping, ovvero una forma di commercio elettronico in cui un venditore sfrutta il proprio negozio online per offrire i prodotti di aziende terze.

I vantaggi connessi a questa tipologia di e-commerce sono:

  • Nessun magazzino: il fornitore gestisce la parte logistica
  • Nessuna spedizione: imballaggio e spedizioni sono organizzati dal fornitore
  • Bassi costi di startup: i costi iniziali da considerare sono esclusivamente connessi all’apertura di un e-commerce, non dovendo acquistare i prodotti.

Nonostante possa apparire semplice, aprire un negozio online senza magazzino può presentare molte difficoltà:

  • Trovare fornitori affidabili: chi, ad esempio, sceglie di vendere i prodotti di Aliexpress dovrà contattare i diversi commercianti presenti sulla piattaforma e proporgli un business in dropshipping. Inoltre, è essenziale che il fornitore sia molto affidabile, dato che l’attività di customer care spetta al venditore. Per qualsiasi problema del cliente, infatti, sarà il venditore a doverne rispondere.
  • Trovare metodi di spedizione veloci ed economici.
  • Scegliere dei prodotti che abbiano buoni volumi di vendita, non siano già saturi sul mercato, rintracciabili a prezzi inferiori sui marketplace, o peggio nel supermercato vicino a casa.
  • Gestire le attività quotidiane: si tratta di dover organizzare e mantenere il sito, quindi, caricare i prodotti, realizzare i contenuti descrittivi, caricare immagini e prezzi per preparare le schede prodotto. Infine, bisognerà scaricare il file degli ordini con i relativi dati dei clienti ed inviarlo al fornitore. Esistono dei software che fanno direttamente da tramite tra alcune piataforme e-commerce e alcuni fornitori (per esempio Oberlo); in quel caso ti troverai i campi già compilati e dovrai solo completare la transazione.
  • Pubblicizzare il tuo store: identificare la giusta strategia di marketing per dare visibilità al proprio store.

 

Aprire un negozio online franchising

Nel 2019 la diffusione degli acquisti online nel nostro Paese ha raggiunto un fatturato di 31.6 miliardi di euro e tre aziende su quattro possono vendere i loro prodotti attraverso gli store digitali. Sono numeri che dimostrano come avviare un e-commerce in franchising possa costituire un’ottima opportunità.

Per aprire un negozio online franchising è necessario seguire un iter diverso rispetto a quello che si intraprende per un tradizionale store fisico di franchising. Entrambi gli ambiti necessitano di idee per vendere sugli ambiti e sulla categoria merceologica da commercializzare.

Restano sempre valide le regole per la stesura del contratto di settore, così come i principi sul rapporto tra i ruoli: affiliante (azienda o produttore di beni e servizi) e affiliato (ditta individuale o gruppo di imprenditori).

Anche per ciò che concerne i vincoli, restano immutate le voci sui costi a carico dell’affiliato, sulle royalty che quest’ultimo dovrà corrispondere all’affiliate, sui prezzi dei prodotti stabiliti dai listini dei beni e dei servizi; così come rimangono invariate le voci sulle spese di gestione e di registrazione del contratto, sulla regolamentazione delle visite e dei controlli periodici effettuati dall’affiliante presso il punto vendita. Rimangono inalterati anche gli aspetti riguardanti la durata della concessione e la definizione delle regole su eventuali variazioni contrattuali.

Chi decide di aprire un negozio online franchising deve, inoltre, considerare le due tipologie alternative di franchising: franchising di distribuzione, in cui l’azienda che concede il diritto di commercializzazione ha anche la funzione di centrale per l’acquisto di beni e prodotti, e franchising di produzione, dove l’azienda produttrice ha anche la funzione di distribuzione, sfruttando la rete di affiliati.

Qualora desiderassi approfondire le tematiche che ruotano attorno all’e-commerce, potresti scaricare la miniguida di Digital Coach dedicata a quel mondo.

 

 

Aprire un sito e commerce: la burocrazia

documenti per aprire un ecommercePer avviare un e-commerce ci sono molti adempimenti burocratici che dipendono dalla tipologia di società, se è una società da costituire ex novo o un’impresa già esistente, che decide di aprire un ramo aziendale nell’e-commerce.

Nel primo caso, le procedure fiscali ed amministrative da attuare sono diverse: dall’apertura della Partita IVA alla segnalazione certificata di inizio attività (Scia), con indicazione del settore merceologico di riferimento e l’attestazione di possesso dei requisiti morali e professionali, da depositare presso lo Sportello unico per le attività produttive (Suap) del Comune fiscale di appartenenza; dall’iscrizione nel Registro delle imprese all’iscrizione all’Albo delle imprese Artigiane; dagli adempimenti di natura previdenziale (Inps) agli adempimenti di natura assicurativa (Inail).

Nel secondo caso, invece, è sufficiente comunicare alla Camera di commercio l’apertura del nuovo ramo aziendale di e-commerce e presentare la Scia.

Un obbligo comune ad entrambe le tipologie d’impresa è la richiesta all’Agenzia delle entrate dell’attribuzione del codice ATECO 47.91.10, che identifica il “Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotti effettuato via internet” . Va, inoltre, specificato nella stessa modulistica l’Internet service provider (Isp) di riferimento, un indirizzo di posta elettronica, i recapiti telefonici e l’URL del sito web dedicato alla vendita online. Lo si può classificare come proprio (se lo spazio web è di proprietà) oppure ospitante (se la vendita avviene su marketplace come Amazon).

Infine, per gli e-commerce la cui vendita è rivolta ad altri Paesi dell’Unione europea, scatta l’obbligo di iscrizione alla Vat Information Exchange System (VIES). Tale richiesta di iscrizione può avvenire contestualmente alla domanda di attribuzione della partita IVA, indicando un ammontare ipotetico del volume d’affari nel mercato intracomunitario. Se lavori in dropshipping con prodotti che partono da paesi fuori dalla UE e arrivano a clienti che si trovano fuori dall’Italia senza passare per l’Italia, non hai obbligo di pagamento IVA né di iscrizione al VIES.

Per una questione così delicata a cui abbiamo dato solo alcuni accenni sicuramente ti dovrai dotare di una consulenza commercialistica professionale che compirà tutto il lavoro necessario. Ti consiglio di rivolgerti ad un commercialista che abbia esperienza di commercio elettronico, e ti consiglio di non scegliere per forza il più economico, perché una gestione fiscale errata può causarti gravi problemi.

 

 

Conclusioni

Dunque, avviare un e-commerce non è di certo qualcosa di semplice, perché bisogna focalizzare l’attenzione su diversi aspetti: burocratici, amministrativi e strategici. Se questo percorso ti interessa ti consiglio di scaricare l’ebook gratuito di Digital Coach dedicato alla figura professionale dell’e-commerce manager.